immigrati spadolaIn due piccoli centri del Vibonese da qualche giorno sono stati ospitati decine di migranti di origine Africana e Mediorientale. Si tratta di un progetto, avviato in via provvisoria, in attesa che i ragazzi accolti acquisiscano lo status di esiliati o rifugiati politici. Dovrebbero essere 22 i ragazzi ospitati ad Arena ed ulteriori 18 quelli invece accolti a Spadola.

Il gruppo di immigranti - sbarcato alcuni giorni fa sulle coste della Sicilia, nei pressi di Siracusa – è giunto in Calabria a bordo di un autobus scortato dalle forze dell’ordine. Si tratta di giovani con età compresa tra i 18 ed un massimo di 30anni, provenienti dal Senegal, Gambia, Palestina, Mali, Nuova Guinea e Costa d’Avorio. Molti di loro sono orfani, fuggiti per svariati motivi dai paesi di origine, alla ricerca di una condizione di vita migliore.

Fondamentale per l’implementazione del progetto sono state le istituzioni clericali ed amministrative presenti sul territorio dei due Comuni ospitanti, nonché i ragazzi della cooperativa di Mileto Cspeong (soggetto gestore del progetto di accoglienza straordinaria per conto della Prefettura di Vibo). Preventivamente all’arrivo dei ragazzi si è registrata anche una visita da parte del responsabile dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in Calabria, che ha visionato gli ambienti destinati all’alloggio degli immigranti. Nell’occasione lo stesso funzionario ha fornito fondamentali delucidazioni riguardo al processo che gli ospitati dovranno seguire per giungere al più presto al riconoscimento dello status di rifugiati.

Siamo convinti che agli stessi ragazzi non mancherà di certo l’occasione, fin da subito, di poter godere della proverbiale e calda accoglienza che solo i nostri territori sanno offrire.

 

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mini sorianelloUna tragica fatalità potrebbe essere costata la vita a Domenico Caglioti, 52 anni di Sorianello da anni residente a Saluggia, in provincia di Vercelli, dove prestava servizio come vigilante alla Sorin. Sulla sua morte, sono ancora in corso gli accertamenti da parte dei Carabinieri di Livorno Ferraris. L’uomo, noto a tutti in città come Mimmo, era nella sua casa quando, nel tardo pomeriggio di ieri, è partito un colpo dalla sua pistola d'ordinanza che lo ha ferito al torace. Si presume che possa essersi trattato di un incidente, avvenuto accidentalmente forse mentre puliva l’arma. All’arrivo dei soccorsi e dei Carabinieri le condizioni del 52enne erano già critiche ed è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso per condurlo d’urgenza al Cto di Torino. Purtroppo, però, per lui non c’è stato nulla da fare. Caglioti molto conosciuto in città, faceva spesso ritorno al suo paese d'origine. Lascia 4 fratelli e una sorella, la moglie, anche lei di Sorianello, ed il figlio Luca. Nel paese, dove ancora abitano i suoi genitori e la suocera, la notizia della sua tragica morte è stata appresa con sgomento.

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mini vvconferenza_stampa1Riceviamo e pubblichiamo:

Nella consapevolezza di dover massimizzare i servizi offerti, considerato il piano di rientro in corso, ogni dirigente della nostra asp dovrebbe mettere al primo posto tra le sue priorità la tutela della salute del cittadino. Questo non sembra essere il caso dei dirigenti dell’Asp di Vibo Valentia.

All’inizio di febbraio la direzione amministrativa dell’ospedale di Serra San Bruno informava gli elettricisti e i centralinisti della struttura che la ditta addetta al servizio di manutenzione degli ascensori non era piu’ la PARAVIA di Vibo Valentia, tra l’altro ditta produttrice degli ascensori stessi, ma la VIBAM SRL di Benevento. Con tanto di nuovi numeri di telefono, compreso quello per le emergenze attivo 24 ore su 24, da usare in caso di emergenze. Tutto questo deciso dall’Azienda Sanitaria Provinciale e valevole per tutte le strutture ospedaliere della provincia. Fino a qui non si registrerebbe nulla di strano considerando che il provvedimento ricadrebbe nella normale amministrazione se surrogato da consistente argomentazione. Sta di fatto che nella giornata di domenica, in piena emergenza dovuta all’arrivo di un paziente e nella conseguente necessità di trasferirlo in reparto, gli ascensori non erano attivi. All’arrivo del personale elettricista si constatava un guasto al funzionamento dell’ascensore e quindi di competenza della ditta VIBAM SRL. Dopo vari tentativi di contattare l’azienda attraverso il numero verde rimasti senza risposta alcuna il medico del pronto soccorso facente funzione di Direttore Sanitario in mancanza del titolare, ha deciso di chiamare le forze dell’ordine per denunciare il disservizio, mentre il personale interno all’ospedale si occupava del paziente che veniva trasferito al reparto attraverso una manovra manuale eseguita per far ripartire momentaneamente l’ascensore.  All’arrivo dei tecnici nella giornata di lunedì si scopre che la VIBAM SRL avrebbe dato in subappalto ad una terza ditta i lavori di manutenzione, essendo sita fuori regione e non potendo rispondere in tempo alle emergenze; a questo sarebbe dovuta la difficoltà di intervenire subito sui guasti. Inoltre mi è giunta voce che da un anno la direzione dell’ospedale di Serra San Bruno ha rinunciato a riparare un’ascensore, interessata da un guasto, in quanto non è considerata funzionale alle esigenze della struttura.

Tutto questo fa sorgere degli importanti interrogativi. Perché è stato revocato il servizio di manutenzione alla PARAVIA costruttrice degli ascensori che si è sempre attivata per tempo durante le emergenze? Che vantaggio trae l’asp di Vibo Valentia nell’affidare il servizio ad una ditta che è sita fuori regione e che ha la necessità di subappaltare i lavori, con le relative difficoltà di cui si è avuta esperienza durante l’emergenza di domenica scorsa? Fortunatamente tutto è stato risolto nel migliore dei modi, ma in una situazione diversa e con esiti diversi per il paziente di turno saremmo qua a parlare di un nuovo caso di malasanità. Non sarebbe più facile risolvere i problemi più gravi che il nostro sistema sanitario ha, invece di limitarsi ad occuparsi di sottigliezze tecniche che nulla hanno a che vedere con la crisi degli ospedali e che portano più danni che benefici?  

Questi sono gli interrogativi che il movimento da me presieduto, e che sin dalla sua nascita si è dimostrato sensibile rispetto alle problematiche della sanità, si pone e per i quali attende risposta da chi di competenza.

Michele Grenci (coordinatore del movimento "Al lavoro per il Cambiamento")

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