pedopornografia 2L’operazione anti-pedofolia, coordinata dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online di Roma e dalla Sezione della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine, ha portato questa mattina al sequestro di materiale informatico costituito da 22 personal computer, 46 hard disk, 508 supporti Cd e Dvd, 46 lettori usb, 50 telefoni cellulari ed altrettante Sim Card, 11 memory card e alla denuncia di decine di imputati residenti in 23 province, tra cui quella di Vibo Valentia.

Gli inquirenti hanno scoperto dunque una fitta rete di contatti, finalizzata all’adescamento di bambine attraverso Messenger, Skype e WhatsApp. Le minori venivano indotte ad inviare foto e filmati a sfondo pedopornografico. A dare il via alle indagini, oltre un anno fa, una segnalazione effettuata da uno dei genitori delle vittime: una bambina di appena 12 anni.

Decine, quindi, i denunciati - impiegati, liberi professionisti, studenti, operai e pensionati - quasi tutti con età compresa tra i 30 e i 55 anni, alcuni residenti nel Vibonese, oltreché nelle province di Pesaro, Udine, Roma, Palermo, Caserta, Brescia, Latina, Cagliari, Avellino, Monza e Brianza, Enna, Milano, Verbania, Lecce, Savona, Lucca, Forlì e Cesena, Genova, Torino, Bari, Verona e Benevento. Fra di loro quattro recidivi per reati analoghi commessi in precedenza.

 

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Lunedì, 07 Ottobre 2013 13:47

Larghe intese e grosse stragi

mini bare_lampedusaLa più grande tragedia dell’immigrazione - per numero di vittime - che la storia abbia mai conosciuto. Sono 211, ad oggi, i corpi senza vita recuperati a Lampedusa. I superstiti raccontano fatti e numeri che fanno pensare che ancora, purtroppo, il “peggio” deve arrivare: «sul peschereccio eravamo in 518». Molti dei cadaveri rimangono quindi prigionieri degli abissi. Catturati dalla pancia di quel relitto che giace sommerso a 50 metri di profondità di fronte alla costa dell’Isola dei Conigli. I sub hanno estratto questa mattina due donne abbracciate l’una all’altra. Tanti mancano ancora all'appello. Il molo Favaloro è diventato ormai una camera mortuaria a cielo aperto. I corpi giacciono racchiusi in contenitori di plastica grandi quanto sacchi a pelo. Ogni sacco è contrassegnato da un numero.
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mini furto-repertorioSERRA SAN BRUNO - Non sembrano attenuarsi i fenomeni di microcriminalità nel territorio serrese. Dopo l'episodio che ha visto, suo malgrado, protagonista, il consigliere comunale del gruppo ''Al lavoro per il cambiamento'', Mirko Tassone, la cui autovettura - parcheggiata in via Cavour, nei pressi dell'abitazione dell'esponente politico - è stata data alle fiamme, nella tarda serata di martedì si è verificato un altro episodio: ignoti, infatti, hanno fatto irruzione nell'abitazione di una signora del luogo, situata nei pressi del commissariato di Polizia, in via San Brunone di Colonia. I ladri avrebbero approfittato dell'assenza della titolare che, secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, avrebbe lasciato socchiuse le finestre dell'abitazione, consentendo dunque ai ladri di intrufolarsi all'intero, portando via del materiale da orologeria. Non appena la donna è rientrata, si è resa conto di quanto accaduto ed ha lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti gli agenti del locale commissariato, guidati dal dirigente Antonio De Tommaso. Cresce, dunque, l'allarme nella cittadina della Certosa, per il susseguirsi di episodi che, a quanto pare, sembrano aver assunto una cadenza quotidiana.

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Lunedì, 24 Dicembre 2012 18:20

Macoffa e la rivoluzione di Natale

mini la_ragazza_e_la_lunaQuesti giorni, a prescindere delle convinzioni spirituali e religiose di ogni singolo individuo, affascinano con il loro carico di spiritualità anche coloro che sono distanti dalla Chiesa cattolica o hanno altre convinzioni religiose, o chi è ateo, come me. Le feste religiose hanno quasi sempre una fotografia, una sceneggiatura popolare, una cornice fatta di suono, di gastronomia, di credenze e di favole. Il Natale è la festa per eccellenza, la festa della pace, la festa dell’amore, fondata su una favola, o in ogni caso descritta come una favola ai bambini che si approcciano al cattolicesimo. Il presepe, l’albero, e poi, più “consumisticamente” parlando, Babbo Natale. Verità o favola. La parte “laica” della festa, poi, è la vicinanza alla famiglia, e dentro ciascuna ci sono i propri vissuti e le proprie ricette e i propri ricordi…ognuno le zeppole le fa a modo suo. Chi le preferisce con la sarda e chi senza, chi ci mette la patata perché ce la metteva sua nonna. E i piattini di zeppole calde o tiepide che passano tra le case, contro le pizzette di spizzico o di mc donald.

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Domenica, 02 Dicembre 2012 18:07

Il Prisma/37. Alberi

mini IMG_0136_800Il Prisma (rubrica fotografica settimanale a cura di Filippo Rachiele).

La copertina della rubrica si intitola "Pianoforte".

"C'è a chi piace suonare, a chi cantare e a chi scrivere libri a me piace scattare foto..." 


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mini Pasquale_3SERRA SAN BRUNO - L'11 ottobre 2009 Pasquale Andreacchi fu sequestrato, picchiato brutalmente e, con ogni probabilità, fatto inginocchiare e giustiziato con un colpo di pistola in fronte. Il ragazzo, appena 18 anni, uscì da casa nel tardo pomeriggio, e non vi fece più ritorno. Ai suoi familiari hanno restituito, due mesi dopo, solo dei poveri resti scarnificati: il suo cranio, fatto trovare in un cassonetto, e un mucchio di ossa e di vestiti, sparsi tra la boscaglia. Unica pista plausibile: un debito per un cavallo - era questa l'unica passione di Pasquale, la sua ragione di vita - acquistato da un pregiudicato del luogo e non pagato. Le indagini però non hanno portato a nulla: qualche sospettato ma nessun indagato, e il caso è stato archiviato ad appena un anno dal delitto. I familiari, con l'aiuto dell'avvocato Giovanna Fronte, stanno tentando ogni strada legale utile a fare riaprire le indagini, ma è altrettanto importante combattere l'indifferenza e l'oblio, difendere la memoria degli ultimi, degli innocenti. E continuare a chiedere verità e giustizia.

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mini mundizzella_viale_della_paceSerra San Bruno oggi è semplicemente un luogo dove a qualsiasi ora ed in qualsiasi strada, si possono depositare in modo indiscriminato rifiuti di ogni generi: buste, bottiglie, plastica, cartoni, materassi, mobili d’arredamento, scaldabagni e pneumatici. Ancora nella mente dei cittadini riecheggiano freschi i giorni roventi dell’estate appena trascorsa, quando il paese accolse turisti, visitatori ed emigrati figli di questa stessa terra, esibendo il peggio di sé. Sfoggiando piramidi di spazzatura per le vie del centro abitato. Una situazione che si protrae ancora oggi, in una città sempre più risoluta al peggio.

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mini furto casa 1SERRA SAN BRUNO - Stavano festeggiando il giorno tanto atteso, e intanto i ladri gli stavano scassinando casa. Ha dell'incredibile l'ultimo episodio di criminalità verificatosi a Serra nella tarda serata di ieri. M.P., carabiniere 31enne in servizio a Roccella Jonica, proprio ieri pomeriggio ha coronato la sua unione con la sua giovane sposa: riso, confetti e festeggiamenti, e come da tradizione un banchetto insieme ad amici e parenti. Ma mentre gli sposi stavano festeggiando in un ristorante a Spadola, i ladri si stavano introducendo nella casa materna del carabiniere, che si trova su Corso Umberto I a pochi passi dalla chiesa dell'Assunta di Spinetto. Del furto si è accorto il cognato dello sposo, che intorno all'una di notte è tornato a casa della suocera e si è subito reso conto che i ladri erano entrati in azione approfittando dell'assenza dei padroni di casa.

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mini municipio_serraSERRA SAN BRUNO – Come se non bastasse tutta la preoccupazione sorta nei cittadini dopo il sequestro dell’invaso dell’Alaco, l’amministrazione Rosi aggiunge ulteriori tasselli al già confusionario quadro riguardante la potabilità dell’acqua sul territorio comunale. Dopo l’ordinanza emanata in fretta e in furia sabato sera, che vietava il consumo umano dell’acqua in seguito alle comunicazioni telefoniche ricevute da EsiLab, una nuova ordinanza del sindaco, alquanto caotica, conferma che l’acqua non è potabile, ma con delle precisazioni. Innanzitutto l’ordinanza di Rosi dice che l’acqua erogata da Sorical non è potabile, e Sorical, dice sempre l’ordinanza, serve quasi tutto il territorio comunale.

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Lunedì, 12 Marzo 2012 10:04

Gli eroi del manto (stradale)

mini serra san brunoFormat. Peripezie di un gruppo di camionisti che consegnano beni di prima necessità nelle zone più impervie del pianeta. Il titolo del programma televisivo stesso li classifica come eroi, sono coloro che affrontano gli ostacoli rappresentati dalla conformazione territoriale di alcuni paesi del globo non ancora raggiunti dal progresso tecnologico e viario, sono coloro che accettano di portare a termine le consegne che nessuno al mondo dotato di buon senso accetterebbe di fare. Eroi appunto, gente che abbandona la propria famiglia senza pensare che il ritorno tra gli affetti familiari non è affatto scontato. Situazioni reali, che vengono documentate da chi guarda queste persone con rispetto e ammirazione. Lo stesso rispetto e ammirazione di cui dovrebbero godere i cittadini serresi che giorno dopo giorno si districano con i loro mezzi di trasporto tra segnali di pericolo generico, buche profondissime senza segnaletica alcuna e rami caduti dagli alberi a causa della straordinaria nevicata del mese scorso. Il centro storico, laddove non è presente la pavimentazione in pietra, la zona denominata “Prisa”, “lu Schicciu”, via Aldo Moro e altre vie centrali del paese che non citiamo per mancanza di spazio nel monitor (che non reggerebbe in una sola pagina l'elenco completo delle zone disastrate senza mettere dito allo scroll, …e stiamo parlando di un 19 pollici), sono solo la punta dell'iceberg, manco fosse Serra San Bruno un teatro di guerra in cui le forze del bene e del male (ai livelli delle sfide tra He-Man e Skeletor con esplosioni e lampi che squarciano il cielo) si danno battaglia. “La priorità della nostra amministrazione sarà migliorare le condizioni del manto stradale cittadino entro i primi 30 giorni”, chiosavano coloro che sarebbero diventati amministratori, illustrando il programma elettorale. Quelle parole risuonano ancora nelle menti dei cittadini quando, alla mattina, escono di casa e vanno ad accompagnare i figli a scuola o mentre si recano sul posto di lavoro. Codesti soggetti non possono esimersi, ad ogni contraccolpo subito dalla loro automobile, dal trasformarsi in nuovi oracoli e accostare a quelle parole una profezia riguardante chi quelle parole le ha pronunciate. Noi, logicamente ci discostiamo da chi, suo malgrado, abbandona momentaneamente il suo “io” e si ritrova istintivamente a presagire eventi nefasti nei confronti di qualsiasi altra persona... “Li jestimi su di canigghia, cu li manda si li pigghia...” tuonava un vecchio detto vernacolare. E questa è più o meno la filastrocca che ogni giorno, appena sveglio, probabilmente ripete all'infinito chi è consapevole di aver fatto delle promesse che sa di non poter mantenere, per incompetenza o impossibilità... Chi ha comprato la Ferrari sapendo di saper guidare null'altro che una 126. Ai serresi, quindi, non resta che fare appello alla sensibilità (leggasi superstizione) di chi è stato delegato a risolvere i problemi del contesto cittadino e sperare che anche per sbaglio gli occhi, o le gomme di qualcuno di loro, vadano su quelle buche proprio mentre il pensiero va alla filastrocca. In un attimo sarebbe “profezia”, salvo poi accorgersi che tra i destinatari figurerebbe anche chi ha appena profetizzato. “Cavolo, sono io colui che potrebbe mettere fine a tutto questo... come è stato possibile?”. Uno scatto d'orgoglio e come per magia si potrebbe iniziare a fare e non solo a proclamare. Ma forse è troppo, pensare di risolvere tutti i problemi così. Diamine, siamo in Calabria si... ma non crediamo alla superstizione! No...., i serresi, purtroppo, ormai non possono puntare neanche su quella...

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