provincia-viboVIBO - Sono in attesa di ricevere da mesi le spettanze arretrate e, non avendo ancora avuto certezze, i lavoratori della Provincia sono arrivati al punto di occupare questa mattina l'aula consiliare. La protesta, alla quale hanno preso parte i 379 dipendenti, si è resa necessaria dopo che, nella giornata di ieri, gli stessi lavoratori hanno incontrato, assieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, il presidente della Provincia, Andrea Niglia.

Al termine della riunione di ieri i dipendenti avevano annunciato lo stato di agitazione permanente, per poi avviare questa mattina l'occupazione. Proprio durante l'incontro sarebbero emersi i nodi connessi all'impossibilità di procedere al pagamento delle spettanze arretrate, visto anche lo stato di dissesto dell'ente e il mancato trasferimento delle risorse regionali, a cui si aggiungono le incertezze sul futuro degli enti intermedi legate alla riorganizzazione post-riforma.

Il presidente Niglia avrebbe spiegato infatti ai lavoratori che, ad oggi, non ci sono coperture a sufficienza per pagare gli stipendi e che, anzi, si rimane in attesa anche degli emonumenti regressi. Dovrebbero, quanto prima, arrivare i fondi da parte della Regione che consentirebbero per il momento di procedere al pagamento delle spettanze del solo mese di ottobre. L'incertezza, però, è legata agli stipendi di novembre e dicembre, per i quali la Provincia non è in grado di dare garanzie.

Ancora Niglia ha evidenziato proprio l'assenza di certezze, comunicando ai dipendenti dell'ente intermedio di contrada Bitonto che novità in merito ai fatti potrebbero arrivare solo col nuovo anno, probabilmente verso marzo. Come se non bastasse si paventa la possibilità di dover procedere a numerosi esuberi, circa 200, da trasformarsi in mobilità. Da qui la decisione dei lavoratori di occupare l'aula consiliare. La protesta dovrebbe andare avanti fino a sabato prossimo.

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mini foto_comune_soriano_miniSORIANO CALABRO - Da stamattina si sono incatenate davanti al Comune e minacciano di darsi fuoco se non si dovesse arrivare ad una soluzione nel più breve tempo possibile. Protagoniste della triste vicenda sette persone, che dalla mattinata di oggi stanno protestando contro lo sgombero dalla casa popolare occupata abusivamente.

Lo sfratto sarebbe arrivato nel momento in cui il Comune, con l'ausilio dell'Aterp, avrebbe accertato che i soggetti non avevano i requisiti per ottenere l'assegnazione dell'alloggio. Da parte loro, però, i manifestanti hanno annunciato sin da subito battaglia, presentando un ricorso al tribunale contro questa decisione. La sentenza, ora, dovrebbe arrivare tra poco più di un mese, ma intanto le persone rischiano il deferimento all'Autorità giudiziaria per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme.
 
Sul posto si è reso necessario l'intervento dei Carabinieri della locale Stazione, diretti dal maresciallo Barbaro Sciacca e guidati dal capitano della Compagnia di Serra San Bruno, Stefano Esposito Vangone, ed i Vigili del Fuoco del distaccamento di Serra.A causa della manifestazione, l'Anas ha deciso di chiudere provvisoriamente al traffico un tratto della strada statale 182 "delle Serre Calabre" tra i km 35,900 e 36,150, nel comune di Soriano Calabro. Personale dell'Anas e Polizia stradale sono presenti sul posto per la gestione della viabilità.
 
 
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mini diga-alacoConvalidato il sequestro dell'invaso dell'Alaco. Il giudice per le indagini preliminari, Gabriella Lupoli, ha confermato il provvedimento della Procura vibonese che ha riguardato l'impianto che si trova sul monte Lacina e altri 57 siti ad esso collegati. Il sequestro preventivo, scattato il 17 maggio scorso, era arrivato con l'inchiesta condotta dal pm Michele Sirgiovanni e sulla scorta delle indagini dei carabinieri del Nas di Catanzaro e del Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato. 26 le persone indagate, alcune per avvelenamento colposo di acque, tra dirigenti, funzionari e tecnici Sorical, Asp e Arpacal, e alcuni sindaci. L'impianto investigativo ha dunque retto

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mini Locandina_Spettacolo_Pippo_FrancoRiceviamo e pubblichiamo: Arriva un grande mattatore della comicità sul palcoscenico del teatro “Impero”, a Chiaravalle (Cz), nell’ambito della quindicesima stagione dell’Associazione “Tempo Nuovo”. L’appuntamento, infatti, fissato per mercoledì 22 febbraio alle ore 21, è con Pippo Franco, il quale proporrà lo spettacolo “Svalutescion”, di cui è interprete e regista, oltre che autore. Si provvede così a proporre un nuovo coinvolgente appuntamento, in luogo della rappresentazione “Il Burbero benefico” che è stata, in precedenza, annullata a causa delle avverse condizioni atmosferiche. Intanto cresce l’attesa e la curiosità riguardo a ciò che Pippo Franco racconterà, attraverso il suo modo inconfondibile di fare cabaret, all’ampia platea e agli affezionati spettatori di “Tempo nuovo”. Ed ecco qualche anticipazione.

Si stava meglio quando si stava peggio è scritto nella locandina dello spettacolo che col titolo fa intuire il filo conduttore della pièce in cui l’attore romano, uno dei personaggi cult della comicità italiana, affronta argomenti di attualità, soffermandosi soprattutto sulla crisi economica che ha colpito un po’ tutti. Due ore di risate partendo dai tempi di Pitagora fino ad arrivare ai giorni nostri, con un ritratto comico, ma preoccupante della nostra società. Il percorso dello spettacolo, infatti, si articola anche attraverso le analisi del cambiamento che ha portato la società moderna a confrontarsi sempre meno con i valori che hanno contribuito al suo sviluppo. Dalla religione alla filosofia, dalla mancanza di dialogo alle difficoltà che le coppie incontrano quotidianamente fino ad arrivare al degrado culturale che viviamo ogni giorno nei dibattiti dei talk show, dove per essere opinionisti basta alzare la voce o sciorinare il vocabolario dagli epiteti più coloriti. Dove si andrà a finire non ce lo svela il popolare comico romano, ma di sicuro aiuterà gli spettatori a divertirsi molto e a dimenticare, anche solo per un po’, il declino di questa povera società.

Per contatti e informazioni sull’attività di “Tempo nuovo” si può chiamare al numero 0967/92186, consultare il profilo facebook, scrivere all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o ancora visitare il sito www.teatrotemponuovo.it.

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Mercoledì, 18 Gennaio 2012 15:41

Sicilia in rivolta, in Calabria qualcosa si muove

mini cut1326803695003“Il Movimento dei Forconi” è così che si chiama il gruppo di protesta che, partendo dalla Sicilia, ha come obiettivo principale quello di far arrivare la voce del popolo nelle stanze dei palazzi romani. I blocchi sono partiti dalle proteste per il rincaro e le accise sui carburanti, ma si sono ben presto estesi a macchia d’olio. Un movimento di protesta quello siculo, fatto da gente esausta, da gente oramai arrivata al punto di non ritorno, come spiega uno dei rappresentanti de “Il Movimento dei Forconi”, Martino Morsello: “Il Movimento dei Forconi continua la lotta contro i politici corrotti e nepotisti che hanno ridotto alla miseria tutte le attività produttive con la complicità dei sindacati e organizzazioni di categoria,

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