Martedì, 04 Dicembre 2012 18:29

Il Canzonato/1

mini canzoniere_petrarca

 

 

di Francesco Tiron Petrarca

I

Voi ch’ascoltate in rime e farse il tono

di quei comizi ond’io nutrivo il cuore

in sul mio primo e senile errore

quand’era in parte altr’uom da quel ch’i sono:

del vario stile in ch’io bleffo et ragiono,

fra le vane carte e il van clamore,

ove sia che prova intenda di guancia il rossore,

spero trovar chi passa, nonché abbandono!

Ma ben vedo ora, come alla comunità tutta

leggenda fui gran tempo, mentr’ora spesso

di me stesso con me mi vergogno;

e del mio amministrar vergogna è il frutto,

e il pentirsi e il conoscer con certezza

che quanto di me piace al paese è dell’Arrè il segno

 II

Per fare or ora la sua vendetta,

et punire chi fin lì l’offese,

celatamente Umil il mazzo riprese,

come huom che più non nuoce al luogo e la Scopa aspetta.

Era l’incartata sua al cor ristretta

Tanto giulivi i suoi occhi da eschimese,

quando di colpo mortal il Sette di spade discese

dove solea sputarsi la maglietta.

Così, rubata la Primiera d’assalto,

si ebbe conto del Sett’Or in quello spazio

che poteva al bisogno prender d’"arte"

ovvero al poggio faticoso del polso alto

ritrarsi accortatamente da quello strazio

dal quale oggi vorrebbe e non può per parte.

Pubblicato in LO STORTO
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