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Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
Quello che fino a qualche anno addietro era il più ambito fra i call center – parrebbe per fisso orario e serietà nei pagamenti – starebbe costringendo i dipendenti a scelte poco ortodosse in ambito aziendale. Come ha fatto notare il collettivo AltraLamezia, schieratosi dalla parte dei lavoratori, l'Infocontact – con sede centrale per la Calabria a Lamezia Terme – starebbe conducendo una cattiva gestione fatta passare sotto il falso nome della crisi economica, che negli ultimi anni, molto spesso, viene adottata come giustificazione ai tagli. Migliaia i lavoratori a rischio, se si considerano oltre alle grandi sedi di Lamezia Terme e Rende quelle dislocate un po' in tutta la regione, ossia nei comuni di Marzi, Filadelfia, Maida, Marano Principato, Mileto, San Pietro a Maida, Soriano Calabro, Stefanaconi e Serra San Bruno.
«Forti di un potere conquistato con il ricatto occupazionale – si legge nella nota stampa – nascondendosi dietro una diminuzione delle commesse di cui i dirigenti e il debito da loro creato sono gli unici responsabili, hanno offerto ai lavoratori due sole alternative: l’esodo volontario con il conseguente assegno di disoccupazione o il contratto di solidarietà che prevede una diminuzione dell’orario lavorativo e la conseguente diminuzione salariale». Chi ha accettato di lasciare, stando alle improrogabili decisioni dell'azienda, non avrebbe ancora usufruito del Tfr maturato né dell'assegno di disoccupazione per la presenza di vizi inaspettati nel licenziamento. Infatti, se l'azienda avesse costretto un ignaro dipendente a licenziarsi, piuttosto che licenziarlo, lo stesso avrebbe di conseguenza perso la possibilità di usufruire dell'indennità di disoccupazione ordinaria. «Questa preoccupante situazione – fanno ancora sapere i membri del collettivo – è occasione ghiotta di sciacallaggio per politici e rappresentanti istituzionali che, per l’ennesima volta, fingono un interessamento sterile incapace di produrre, per mancanza di volontà, risultati concreti».
Sarà un intervento a favore dei giovani tra 18 e 29 anni compiuti, con un'erogazione mensile di almeno 50 Euro al mese (ma che può anche raddoppiare a seconda del numero degli aventi diritto) per tre anni consecutivi (2013-2014-2015) a partire da luglio prossimo. L'Amministrazione Comunale di Polistena, guidata dal sindaco Michele Tripodi del Partito dei Comunisti Italiani, ha adottato il provvedimento con delibera di Giunta n. 70/2013, istituendo l'assegno di sopravvivenza, denominato così anche provocatoriamente, proprio per scuotere le coscienze in un momento di crisi economica drammatica per il nostro Paese. ‘La mancanza di lavoro, di opportunità, di spazi solidali dove formare la propria dignità umana e professionale - si legge in un manifesto - costituisce il principale problema dei giovani di oggi che si affacciano ad un mondo pieno di incertezze che nega i diritti e costringe molti ragazzi ad espatriare, se va bene, o peggio ad imboccare percorsi devianti’. L'assegno di sopravvivenza sarà uno strumento rivoluzionario, ideato dall'attuale maggioranza comunale, per tentare di alleviare il disagio di centinaia di famiglie che a Polistena si trovano in condizioni di semipovertà, e soprattutto intervenendo sui giovani, il vero anello debole della catena sociale contemporanea. Per dare attuazione all'iniziativa, entro le prossime settimane seguirà un bando pubblico, disciplinato da apposito regolamento con criteri fissi ed oggettivi, allo scopo di formare una graduatoria che terrà conto, fra l'altro, dell'anzianità di disoccupazione, della consistenza numerica del nucleo familiare, della residenza in abitazioni in locazione. Il Vizzarro.it - quotidiano online
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