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Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
Anche il Corpo Forestale dello Stato e il Wwf Calabria, si sono attivati per avere maggiori delucidazioni in merito al taglio dei 2.603 alberi, tra cui l’Abete bianco più grande d’Europa, bandito dal Comune di Serra San Bruno.
«Ci auguriamo che coloro i quali hanno deciso il taglio di questa pianta ritornino sulla decisione presa e, spinti da una sensibilità naturalistica, facciano un passo indietro» ha dichiarato il comandante regionale del Corpo forestale dello Stato della Calabria, Giuseppe Graziano, proprio in merito alla vicenda legata all’Abete bianco del bosco “Archiforo”. «Attualmente stiamo verificando le caratteristiche di questa pianta e il suo stato vegetativo affinché venga censita. I “Patriarchi”, capostipiti dei nostri boschi, rappresentano un patrimonio per la biodiversità e per le generazioni future che devono essere individuati e tutelati, e che rappresentano per la Calabria un patrimonio da rispettare, salvaguardare e godere».
Tutt’altra strada quella intrapresa invece dal Wwf Calabria che questa mattina ha presentato, proprio presso gli uffici comunali di Serra San Bruno, un’istanza di accesso agli atti per avere maggiori delucidazioni sul caso.
Da ricordare che negli ultimi 13 mesi l'amministrazione comunale di Serra San Bruno, ha già disposto il taglio di ben 9.291 alberi, in pratica una media di 25 al giorno.
È uno scempio senza fine quello che sta architettando l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Bruno Rosi a danno dei boschi secolari ricadenti nel territorio montano di Serra San Bruno. Come abbiamo già anticipato nei giorni scorsi, il prossimo 25 marzo – proprio nei locali del palazzo municipale serrese – avrà luogo l’asta pubblica, con il sistema delle offerte segrete, per la vendita di materiale legnoso ritraibile dal taglio di tre lotti boschivi appartenenti al demanio comunale “Archiforo”, situato nel cuore del Parco Naturale Regionale delle Serre, in quello che viene indicato come sito di importanza comunitaria - zona di riserva generale orientata.
Il Soriano di mister Baroni, adesso, può permettersi di pensare in grande. Con il successo di ieri contro il Polistena, la squadra del presidente Mangiardi si avvicina ulteriormente alla zona playoff. Nonostante, dunque, i rossoblu siano ancora al primo anno in Promozione, non hanno assolutamente demeritato la posizione che occupano attualmente in classifica. La salvezza, ormai, è quasi in tasca e nelle ultime partite rimaste i vibonesi dovranno raccogliere più punti possibili per cercare di conquistare una posizione utile per gli spareggi promozione. | Soriano | Polistena | 1 - 0 |
| Bovalinese | Brancaleone | 1 - 2 |
| Bagnarese | Filogaso | 2 - 0 |
| Villese | Gioiosa Jonica | 2 - 0 |
| Rizziconi | Taureana | 1 - 0 |
| Siderno | Benestarnatilese | 0 - 2 |
| Marina di Gioiosa | ReggioMed | 0 - 1 |
| Bianco | Deliese | 0 - 2 |
| Brancaleone | 58 |
| Rizziconi | 49 |
| Bagnarese | 47 |
| Bianco | 40 |
| ReggioMed | 35 |
| Soriano | 34 |
| Villese | 31 |
| Filogaso | 30 |
| Benestarnatilese | 29* |
| Marina di Gioisa | 28 |
| Gioiosa Jonica | 25 |
| Taureana | 24 |
| Deliese | 23* |
| Polistena | 22 |
| Siderno | 20 |
| Bovalinese | 19 |
*una partita in meno
Con un gol del solito Nesci arrivato a metà ripresa, il Soriano batte tra le mura amiche la Deliese e si porta dunque in corsa per un posto nei playoff. Attualmente, infatti, il Filogaso (fermato sul 2 a 2 dalla Taureana) è distante soltanto una lunghezza ed i giochi per gli spareggi promozione sono, dunque, più che aperti. Quella andata in scena ieri pomeriggio a Soriano è stata una partita combattuta, tra due squadre che hanno obiettivi totalmente differenti: i ragazzi di mister Baroni, infatti, hanno tutte le carte in regola per giocarsela da qui alla fine nelle prime sei posizioni, mentre la Deliese deve fare i conti con un penultimo posto in classifica che sa tanto di retrocessione. Tornando al match, sia il primo che il secondo tempo sono stati abbastanza equilibrati, ma al 20' della ripresa i padroni di casa sbloccano il risultato: cross di Franzè per Nesci che, di sinistro, realizza il gol dell' 1 a 0. Un successo doppiamente importante per Macrillò e compagni, costretti a giocare gli ultimi venticinque minuti in nove, per via dell'espulsione di Nesci (al quale è stato anche negato un rigore netto) e Nicolovic. | Soriano | Deliese | 1 - 0 |
| Brancaleone | ReggioMed | 1 - 0 |
| Bagnarese | Polistena | 1 - 0 |
| Villese | Bianco | 2 - 0 |
| Filogaso | Taureana | 2 - 2 |
| Rizziconi | Siderno | 1 - 0 |
| Marina di Gioisa | Natilese | 0 - 0 |
| Bovalinese | Gioiosa Jonica | 3 - 2 |
| Brancaleone | 48 |
| Rizziconi | 42 |
| Bagnarese | 40 |
| Bianco | 36 |
| Filogaso | 27 |
| Soriano | 26 |
| Marina di Gioiosa | 25 |
| ReggioMed | 25 |
| Villese | 23 |
| Taureana | 22 |
| Polistena | 21 |
| Natilese | 21 |
| Gioiosa Jonica | 20 |
| Siderno | 19 |
| Deliese | 18 |
| Bovalinese | 17 |
SERRA SAN BRUNO - Il Testimonial Umberto Zanotti Bianco 2013 è stato consegnato all’Istituto Comprensivo delle Scuole superiori di Serra San Bruno durante un convegno svoltosi giorno 25 maggio 2013 nella sala del Liceo Scientifico diretto dal Preside Prof. Tonino Ceravolo. Arte, cultura, ambiente naturale e diritto all’ambiente sano sono stati i temi trattati ed egregiamente svolti dai ragazzi e ragazze della IV classe, con la guida dei loro tutor Prof. Nicola Rombolà e Prof.ssa Giovanna Esposito. L’idea di candidare il realizzando progetto all’assegnazione del premio 2013 della prestigiosa Associazione venne avanzata, nell’occasione della presentazione del lavoro avvenuta nel dicembre scorso, dal Prof. Gaetano Luciano, Presidente della sezione provinciale di Italia Nostra di Vibo Valentia. Il convegno per la presentazione e per la premiazione è stato organizzato dal Dirigente Scolastico che ha riunito al tavolo importanti personaggi che hanno dato lustro culturale con idee e soprattutto azioni, agli ideali propugnati da Italia Nostra, fondata nel 1955 da Umberto Zanotti Bianco, insigne ambientalista, archeologo ma anche famoso educatore e filantropo.
Hanno svolto interessanti relazioni il Prof. Luciano, il Preside Ceravolo e, in qualità di moderatore, il Prof. Rombolà. Intriganti e quasi commoventi sono stati gli interventi di due famosi ospiti del tavolo, già negli anni precedenti insigniti dell’importante riconoscimento. L’anno scorso il premio è stato assegnato al Sindaco del Comune di Riace Prof. Domenico Lucano, per la benemerita attività svolta in favore dell’accoglienza degli extracomunitari rifugiati, il cui obiettivo raggiunto è stata ed è la sistemazione alloggiativa di questi sfortunati ospiti; e lo ha fatto servendosi delle case libere lasciate dagli emigrati, da tempo in disuso ed abbandonate. Altro toccante intervento è stato svolto da Mons. Giuseppe Fiorillo, Arciprete del Duomo di Vibo Valentia e Presidente provinciale dell’Associazione “Libera”, che tanto lavora in favore degli ultimi, della legalità, della dignità della persona, del lavoro e dell’ambiente.
Naturalmente l’allegria degli studenti per il conseguito riconoscimento di meritorietà del loro progetto è stata notevole; ma ciò che può nel futuro conseguire a questo nobile riconoscimento potrebbe essere di gran lunga più entusiasmante se si pensa che nelle mani dei ragazzi sta la speranza di salvezza del pianeta. Il lavoro svolto e ciò che con esso viene appreso, non sarà perduto ma valorizzato: è un augurio ed un auspicio.
I carabinieri della Stazione di Vibo Valentia hanno arrestato Carmelo Lo Bianco, 81 anni, capo dell’omonimo clan operante nella città di Vibo Valentia. L'arresto è avvenuto in ottemperanza ad un ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura generale di Catanzaro. Il cumulo di pene che Carmelo Lo Bianco, condotto nel carcere di Vibo, dovrà scontare è pari ad 11 anni e 4 mesi di reclusione.
Il 10 maggio 2012 la Cassazione l’aveva condannato a 5 anni e quattro mesi per i reati di usura ed estorsione, aggravate dal metodo mafioso, ai danni del fotografo vibonese Nello Ruello, poi divenuto testimone di giustizia. Un’altra condanna a 12 anni di carcere Carmelo Lo Bianco l’aveva rimediata per associazione mafiosa nel processo nato dall’operazione «Nuova Alba», mentre nell’ambito dell’operazione denominata «The Goodfellas» dopo la condanna a 4 anni in Appello, sempre per associazione mafiosa, manca solo il verdetto della Cassazione.
Sono stati interrogati per tutta la notte i familiari e i conoscenti delle tre persone coinvolte nell'agguato avvenuto a Vibo Marina nella tarda serata di ieri. Francesco Scrugli, 42enne pregiudicato, è stato ucciso mentre entrava in un'abitazione, probabilmente da due sicari che hanno fatto fuoco, ferendoli, anche su Rosario Battaglia, 27 anni, e Raffaele Moscato, 26. Nell'agguato potrebbero essere state usate due pistole che hanno esploso, secondo i primi rilievi, decine di colpi all'indirizzo dei tre. Scrugli, morto all'istante, è considerato dagli inquirenti un affiliato alla 'ndrina dei Lo Bianco di Vibo Valentia, ed era già sfuggito ad un agguato l'11 febbraio scorso. La vittima dell'omicidio di ieri era rimasta coinvolta nelle operazioni "Nuova Alba" e "Nasty embassy" Un lungo filo nero che si dipana per quasi tre lustri. Un filo, con il quale vengono tessute trame impiegate per nascondere la verità. Una lunga sequenza di fatti che, intrecciandosi, formano il ginepraio nel quale si perde la verità su alcuni degli episodi più misteriosi della storia d’Italia. La morte del presidente dell’Eni, Enrico Mattei, la scomparsa del giornalista dell’ Ora di Palermo, Mauro De Mauro, il massacro, all’Idroscalo di Ostia, dello scrittore Pier Paolo Pasolini. E’ una ricostruzione attenta, dettagliata, meticolosa, quella che Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, con l’ausilio del materiale documentale proveniente dall’inchiesta condotta dal pm Vincenzo Calia, mettono insieme, in “Profondo Nero”, Chiarelettere editore. Un volume avvincente, che prende le mosse dalla morte di Enrico Mattei, avvenuta nel 1962 in seguito alla caduta dell’aereo sul quale viaggiava. Un fatto strano, anomalo, troppo frettolosamente archiviato come semplice incidente. Eppure, fin dai giorni successivi a quel tragico 27 ottobre 1962, le voci che circolano parlano di sabotaggio. Un’ipotesi tutt’altro che improbabile. Il dinamismo di Mattei aveva creato, infatti, le condizioni perche in tanti ne potessero desiderare l’uscita di scena. Nel corso degli anni, più volte, è stata avanzata l’ipotesi che dietro il disastro aereo ci fosse la mano delle Sette sorelle o dei servizi segreti americani o inglesi. In “Profondo Nero”, invece, viene riproposta una pista interna, tutta italiana. E proprio la scoperta di questa pista e dei suoi occulti manovratori, sarebbe all’origine della misteriosa scomparsa del giornalista Mauro de Mauro. Secondo gli autori, impegnato nella sceneggiatura per un film di Francesco Rosi che doveva ricostruire gli ultimi giorni di vita di Mattei, De Mauro avrebbe scoperto i registi del sabotaggio all’aereo di Mattei, partito da Catania e caduto nella campagne di Bascapé, nel pavese. Una scoperta che sarebbe costata la vita, anche, a Pier Paolo Pasolini che, in uno degli appunti, misteriosamente spariti, di “Petrolio”, il romanzo rimasto incompiuto, avrebbe tracciato il volto degli oscuri manovratori dei più inquietanti episodi della vita pubblica italiana. La scomparsa e l’uccisione di De Mauro e Pasolini sarebbero quindi tenuti insieme dalle inconfessabili verità legate all’uccisione di Mattei. Un assassinio, quello del presidente dell’Eni, che avrebbe spostato l’asse della storia, condizionando la vita pubblica italiana fino ai nostri giorni.
Titolo: Profondo nero
Autore: Giuseppe Lo Bianco - Sandra Rizza
Editore: Chiarelettere
Pagine 295
Prezzo: € 14,60
SERRA SAN BRUNO – Vittoria da cardiopalma per i “baby” bianco blu nel match odierno contro il Futsal Ardore, terza forza del campionato. Inizio tutt’altro che semplice per i serresi sotto di due gol, che inizialmente hanno fatto pensare ad una sconfitta già segnata. Macchè. Da qui in avanti ha inizio la “remuntada” del Serra: prima Simone Capone (foto) accorcia le distanze; poi Tassone sigla il gol del momentaneo pareggio, andando nuovamente in rete nell’occasione successiva, portando i suoi sul momentaneo 3 a 2. Il poker locale, ad opera del solito Capone, manda il tilt gli avversari che, però, reagiscono siglando il 4 a 3. Il Serra, però, mantiene la giusta concentrazione e va nuovamente in gol (5 a 3). Negli ultimi venti minuti di gioco, prima il Futsal Ardore batte per la quarta volta l’estremo difensore locale, per poi pareggiare i conti con Crisafi, autore di una tripletta. Quando tutto, ormai, sembrava compromesso arriva il vantaggio del Serra con Valente e, nei minuti di recupero, il capitano bianco blu, Andrea Capone, mette a sicuro il risultato, regalando ai propri ragazzi un successo che serve soprattutto per il morale.
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