mini arenaARENA – Non ha retto il peso di un muro invalicabile, quello della malavita, ed è stato dunque costretto ad arrendersi, chiudendo la propria attività. Protagonista di questa tanto triste quanto assurda vicenda è Nazzareno Papallo, titolare di un ristorante-pizzeria che, in vista della stagione estiva, aveva deciso di aprire un piccolo chiosco, dove, fra le altre cose, avrebbe impiegato anche alcuni ragazzi del luogo. Purtroppo, però, Papallo ha dovuto fare i conti anche con la legge del più forte, quella della criminalità che, prima ancora dell’apertura, ha lanciato un messaggio chiaro nei suoi confronti. Era il 23 luglio quando ignoti hanno dato tentato di dare fuoco al chiosco e, in un primo momento, il gesto era stato ricondotto ad una bravata. Pista, questa, abbandonata definitivamente una settimana dopo, quando l’auto di Papallo veniva data alle fiamme. Non una bravata, dunque, ma un monito chiaro da parte della criminalità: non aprire più quel chioschetto. Da qui, la decisione di Papallo di chiudere definitivamente l’attività. Significativo è stato, però, il messaggio lanciato ieri in piazza Generale Pagano, dove l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonino Schinella, ha organizzato un incontro pubblico per testimoniare tutta la propria vicinanza e solidarietà nei confronti di Papallo. Presenti all’iniziativa anche consiglieri e assessori comunali. «Diciamo no alla criminalità – ha detto il primo cittadino -, ma per farlo servono messaggi concreti». E il Comune di Arena sta già lavorando in tale direzione, mettendo a disposizione tutti i propri mezzi per consentire la riapertura del chiosco, che potrebbe avvenire già da questa sera. A questo va aggiunto che il consigliere comunale, Sandro Pagano, ha dichiarato di essere costantemente in contatto con “Sos Impresa”, un’associazione nata a Palermo nel 1991 su iniziativa di un gruppo di commercianti per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, per opporsi al racket e resistere alla criminalità organizzata. 

 

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mini geometra_serraSERRA SAN BRUNO - Potrebbe essere una bravata, un'azione sconsiderata compiuta da qualche studente che, evidentemente, è molto più avvezzo ai gesti criminali che ai libri scolastici. Questa, per il momento, pare essere l'unica possibile chiave di lettura del gesto compiuto stanotte, quando ignoti hanno lasciato dei proiettili di pistola di fronte al cancello dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri. Il cancello è stato sigillato con della colla, mentre sul posto sono state lasciate alcune scritte con la bomboletta spray ("S.M", "muschi") che a prima vista sembrano dire poco sia sugli autori che sui destinatari dell'intimidazione.

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Domenica, 09 Settembre 2012 13:16

Serra, pericolosa bravata al circo acquatico

 


mini Serra_San_Bruno_centro_storicoSERRA SAN BRUNO - Hanno approfittato del fatto che, ancora, fosse in corso lo spettacolo per entrare in azione. E ci sono riusciti. Nella tarda serata di ieri, ignoti - senza uno scopo ben preciso - hanno staccato i cavi elettrici del gruppo elettrogeno di proprietà dell' Enel, utilizzato, in questi giorni, dal circo acquatico in piazza Nicola Calipari. Unica conseguenza, la mancanza di energia elettrica ed una breve interruzione dello spettacolo. Gli addetti ai lavori, infatti, si sono adoperati per far riparare il tutto entro poche ore.

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mini panda_rubataSERRA SAN BRUNO - Un episodio certamente strano, che però potrebbe essere solo il frutto di una bravata di qualcuno che ha pensato bene di crearsi così un'alternativa (illegale) alla noia paesana. Nella tarda serata di ieri, una Fiat Panda intestata ad una donna serrese, T.G., è stata rubata nei pressi del piazzale antistante al campo di calcetto situato su via Giacomo Matteotti. I proprietari dell'auto hanno subito denunciato il furto ai carabinieri della locale Stazione, non immaginando di certo che il "caso" si sarebbe risolto nel giro di poche ore. La Fiat Panda rubata, infatti, è stata ritrovata stamattina davanti all'entrata di un casolare di campagna a Spadola, in località Pendini, di proprietà del consigliere comunale Mirko Tassone. Ad avvertire i carabinieri è stato proprio il padre di Tassone, che stamattina recatosi sul posto si è subito accorto della presenza dell'auto.

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