mini jazzolinoLa Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha aperto un'inchiesta contro ignoti per la morte di un neonato, avvenuta subito subito dopo il parto cesareo, nel reparto di Ginecologia dell'ospedale "Jazzolino". I genitori del bambino - una coppia di Tropea - hanno deciso di sporgere denuncia agli agenti della Squadra Mobile di Vibo, che si sono recati presso il nosocomio del capoluogo di provincia, sequestrando la cartella clinica della madre e i documenti relativi al neonato.  Il sostituto procuratore Vittorio Gallucci ha già disposto una serie di accertamenti, che saranno eseguiti dal medico legale, Katiuscia Bisogni.

 

 


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mini Documento_-ordinanza_20_29112013-page-001Il primo cittadino di Serra, Bruno Rosi - attraverso un'apposita ordinanza - ha disposto a titolo precauzionale la chiusura di tutte le scuole per domani, sabato 30 novembre, riservandosi inoltre di adottare ulteriori provvedimenti in relazione all'andamento metereologico. Il tutto si è reso necessario a seguito dall'avviso di allerta meteo pervenuto dalla Regione Calabria - Settore Protezione civile e dalla Prefettura di Vibo Valentia. 
 
Identica situazione in altri centri calabresi, come Soverato e Catanzaro. Il sindaco del capoluogo di regione, Sergio Abramo, oltre alla chiusura delle scuole sia per domani che per la giornata di lunedì ha disposto anche quella degli impianti sportivi della città. Si attende, dunque, il rinvio della partita di Prima divisione tra Catanzaro e Benevento. 
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mini prefettura_viboFABRIZIA - Giuseppe Iennarella e Laura Mamone sono testimoni chiave del processo ‘Business Cars’che, nel novembre del 2011, ha messo alla sbarra diversi soggetti tra Catanzaro, Lamezia, Ardore, Soriano, San Costantino Calabro e Serra San Bruno. Le accuse sollevate nei loro confronti andavano dall’usura aggravata, all’abusiva intermediazione finanziaria, passando per l’estorsione. Da oggi, però, Giuseppe  Iennarella ha deciso di avviare lo sciopero della fame e della sete.

 

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mini prefettura_viboIl prefetto Michele Di Bari, lascia l'incarico di capo dell' Utg di Vibo ed a prendere il suo posto sarà Giovanni Bruno. A deliberarlo è stato il Consiglio dei Ministri che, nella seduta odierna, oltre a procedere alla surroga di Di Bari, ha disposto anche il cambio al vertice di altre due Prefetture: il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, è stato trasferito a Perugia, mentre nel capoluogo di regione arriva l'attuale prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro. Nella città dei bruzi, invece, Gianfranco Tomao prenderà il posto dello stesso Cannizzaro.

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mini enzo_ciconteLa mossa Kansas City è quando guardano a destra e tu vai a sinistra. Sì, è vero: pensare a Bruce Willis e alla sua battuta da blockbuster guardando alla scesa in campo di Enzo Ciconte (foto) con il Terzo Polo catanzarese fa un certo effetto. In quanto al fisico del ruolo il consigliere regionale non sembrerebbe proprio adatto alla metafora trash che qui, umilmente, si propone, e infatti non è il candidato a sindaco che ha guastato i piani di Scopelliti il tessitore della tela politica palesatasi in questi giorni, che va ben al di là del capoluogo calabrese. Ciconte è stato candidato a Roma. Il suo nome è stato di fatto ufficializzato da Casini, anche se il candidato non è neanche dell’Udc, almeno fino al momento in cui scriviamo. Dunque, stabilire cosa ci sia dietro la mossa catanzarese dello scudocrociato potrebbe risultare anche più arduo che risalire all’appartenenza partitica di Ciconte, anche perché pare che quest’ultimo dettaglio sia solo tale, nella vicenda.

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mini cesa_fini_e_casiniDopo che Pierferdinando Casini, in Calabria qualche giorno fa, ha ribadito in via generale che l'Udc è fedele alle alleanze, glissando però sulla specifica situazione calabrese, il suo braccio destro Lorenzo Cesa ha spiazzato tutti sparigliando le carte delle prossime elezioni comunali catanzaresi, e annunciando che il Pdl nel capoluogo calabrese è ormai un ex alleato e che in campo ci sarà un candidato del Terzo Polo. Si prepara dunque a Catanzaro un asse tra Udc, Fli e l'Mpa di Agazio Loiero.  

"Siamo delusi e amareggiati da quello che e' capitato a Catanzaro perche' un sindaco appoggiato da noi che ha avuto il 65% dei voti non puo' fare quello che ha fatto. E' un gesto che non ci e' piaciuto e che incidera' sulle scelte che l'Udc fara' in questa citta'''. Sono le parole che il segretario dell'Udc, Cesa, ha detto ai giornalisti a Catanzaro, sulla situazione al Comune dopo le dimissioni del sindaco Michele Traversa, del Pdl

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mini 2011-01-17_codaconsRiceviamo e pubblichiamo

SERRA SAN BRUNO - Constatiamo con preoccupazione che sul sito del Ministero della Giustizia è stato pubblicato lo schema di Decreto Legislativo recante “Revisione delle circoscrizioni giudiziarie - Uffici dei Giudici di Pace (…)”. Secondo tale Decreto l’Ufficio del Giudice di Pace di Serra San Bruno verrebbe soppresso per essere accorpato a quello di Vibo Valentia. Ancora una volta assistiamo impotenti al depauperamento del territorio serrese con la spoliazione di servizi essenziali per l’intera comunità. Questa volta, tocca all’unico presidio di giustizia rimasto sull’intera zona dopo la soppressione delle preture e la mancata istituzione della sezione staccata di Tribunale. La cosa appare di inaudita gravità e sconcertante superficialità, specie laddove nella relazione esplicativa del Provvedimento si legge che la metodologia adottata dal legislatore per decretare la soppressione dell’Ufficio si è basata su “un’analisi statistica multivariata”. Come nella Sanità, anche nel comparto Giustizia, la statistica ha prevalso sui bisogni concreti dei cittadini, una logica numerica, sterile, insignificante, irritante, ha decretato che i consumatori, gli utenti, i cittadini e gli addetti ai lavori dovranno farsi carico di maggiori spese ed indicibili disagi per l’accesso alla giustizia. Infatti, nessun riferimento fa la relazione esplicativa, alla circostanza che migliaia di utenti dovranno percorrere le vere e proprie mulattiere che conducono al capoluogo di provincia per poter solo avere un’informazione in cancelleria o per rendere una testimonianza o per un generico accesso alla giustizia che in Italia è amministrata in nome del popolo. Popolo che, in nome di tagli indiscriminati passa in secondo piano attraverso la negazione e la palese violazione dei principi costituzionali più basilari. Non è servita la lezione del passato, allorquando con l’abolizione delle Preture, si paventava un netto miglioramento del sistema giustizia, miglioramento che, non solo non c’è stato, ma che si è tramutato in un continuo collasso del sistema che è sotto gli occhi di tutti, basta infatti verificare la durata di un processo civile per accorgersi che la soluzione del problema non può essere rappresentata da tagli indiscriminati a discapito dei cittadini. Infatti, i problemi si sono moltiplicati e così pure le spese per lo Stato e i cittadini sono stati quasi del tutto privati del diritto di accedere all’amministrazione della giustizia. Un tale accorpamento e accentramento di servizi nel capoluogo di provincia può essere razionale solo in un territorio ricco di infrastrutture viarie, trasporti pubblici efficienti e tecnologie avanzate per la gestione informatica dei processi e delle informazioni di cancelleria. Il territorio vibonese non spicca certo per tali peculiarità, pertanto è illogico dare retta ai numeri, ma è necessario calarsi nei bisogni reali, adottando strategie consone alla conoscenza del territorio e non legate allo studio di statistiche dietro una comoda scrivania. A norma del Decreto in oggetto la stessa sorte avranno tutti gli Uffici diversi da quello ubicato nel capoluogo. Uno spiraglio di speranza è rappresentato dal fatto che, i Comuni in cui ha sede l’Ufficio possono, anche consorziandosi tra di loro, dichiarare la volontà di mantenere il presidio di giustizia, facendosi però carico delle spese di funzionamento. Auspichiamo, comunque, un intervento forte e deciso della politica che possa determinare una diversa distribuzione degli uffici e una revisione delle circoscrizioni giudiziarie meglio aderente alla realtà dei fatti e meno ingessata e condizionata dalla sterilità dei numeri. Il Codacons è pronto a dare voce alle proteste dei cittadini e a scendere in campo insieme agli addetti ai lavori del comparto giustizia che sono stanchi di subire il peso della burocrazia. Rimarremo, pertanto, vigili sull’evolversi della situazione ed invitiamo i politici del territorio ad adoperarsi fattivamente nelle rispettive Sedi istituzionali.

Dott. Antonio Damiano Carnovale - Resp. Zona Serre Vibonesi -

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mini Angela_NapoliAngela Napoli, parlamentare di Fli, interviene sul "caso Catanzaro", indicando senza mezzi termini l'unica via che a suo parere bisogna seguire: il commissariamento del comune. Di seguito il comunicato dell'on. Napoli. 
"Non è mio compito, tantomeno ne ho volontà, entrare nel merito delle motivazioni che hanno portato l’on. Michele Traversa alle dimissioni da Sindaco della Città di Catanzaro; sicuramente, però, non posso sottacere sulle perplessità che stanno investendo numerosi cittadini del capoluogo calabrese e buona parte dei partiti politici. Le dimissioni dell’on. Traversa non possono essere assunte all’insegna di 'Ponti d’oro al nemico che scappa', né, conoscendo la sensibilità e l’umanità che caratterizzano l’ex sindaco, mi accontento dell’alibi da lui scelto per assumere la decisione di abbandonare la guida della Città. I 'poteri forti' dell’intero territorio catanzarese sono già in azione e nessuno mi può togliere la libertà di pensare che sono proprio quegli stessi 'poteri forti' che hanno portato l’on. Traversa alla decisione assunta. Proprio per questo non può essere consentita alcuna discrezione da parte degli organismi preposti, in merito a quella che dovrà essere la gestione pre-elettorale della vita amministrativa della città del capoluogo. L’on. Traversa nella giornata di ieri ha formalizzato le sue preannunciate dimissioni da Sindaco e se non dovesse revocarle entro i termini stabiliti dalla normativa vigente, il Comune di Catanzaro dovrà essere commissariato. Un PDL che non si è saputo 'tenere caro' il suo Sindaco, eletto solo nel maggio scorso e con ben il 62% dei consensi, non può pensare di gestirsi la nuova campagna elettorale mantenendo lo  scranno comunale. E’ giunta l’ora di fare appello a coloro che amano davvero la Città di Catanzaro affinché si riesca a dimostrare, senza se e senza ma, che non è più tempo di lasciare spazi ai detrattori della sana amministrazione pubblica".

 

 

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