sabatum quartetGrazie alla volontà di un gruppo di ragazzi - Spadola's friends - la festa patronale in onore di San Nicola ha avuto il suo meritato calendario civile. Con lo spettacolo dei Sabatum Quartet - che si terrà in piazza Bruno Ionadi, questa sera, alle ore 21:30 - Spadola manterrà anche questa estate vivo il filone della musica popolare calabrese, dato che quest'anno - per vari motivi - non potrà ospitare il tradizionale evento “Spadola Loves Folk”.

La formazione etnico popolare guidata da Trieste Marrelli, nasce nel 2005 come progetto di promozione della tradizione musicale calabrese, e negli anni si evolve abbandonando il filone propriamente tradizionale, passando alla rivisitazione dello stesso e abbracciando anche il genere cantautorale.

Come raccontano gli stessi componenti della formazione musicale, l'esperienza dei Sabatum si traduce in poche righe: «È forse il gruppo più anomalo e originale nel suo genere. I motivi di questa originalità sono molteplici, ma possono essere racchiusi in due semplici caratteristiche: la prima è che il gruppo, vive l'esperienza della musica etnico-popolare, senza alcun dogma, la interpreta, la arrangia e la espone al pubblico, "traviandola" ma nello stesso tempo lasciando le caratteristiche originali del pezzo, qualora si trattasse di un brano tradizionale. Questa particolarità è data dalla provenienza e dalle esperienze musicali di ogni singolo artista. La seconda caratteristica è l'apertura artistica della band, i membri, infatti, in poco tempo, sono passati da quattro a sette, a testimonianza dell'evoluzione del progetto».

A due anni dalla nascita, il grande successo di pubblico e la consolidazione della band lanciano i Sabatum Quartet nel mondo discografico. Nel 2007 arriva così il primo lavoro “Margiu profumato”, subito apprezzato date le 2000 copie vendute in meno di un anno. L'anno successivo sarà la volta di “Esse Q” «che sancisce la consacrazione artistica della band».

L'album ricco di inediti, lontanissimo dal progetto degli albori, ha visto la partecipazione di Totonno Chiappetta e Peppe Voltarelli.

Il successo estero arriva nell'autunno 2008, con il tour argentino: cinque concerti tra Buenos Aires, Lanus e La Plata. Per il gruppo della valle del Savuto, all'attivo anche una partecipazione cinematografica nel film Emigranti.

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mini 2012_652Riceviamo e pubblichiamo:

Nei giorni scorsi, presso la pizzeria la Plaka di Serra San Bruno, la Comunità Capi del gruppo scout  Serra San Bruno1 ha ospitato gli studenti egiziani coinvolti nel progetto di cooperazione internazionale “Pitagora Mundus”.

Tale incontro, programmato fin dall’arrivo degli egiziani nel nostro paese, ha fatto sì che i giovani ospiti scoprissero  la realtà dello scoutismo a Serra e  il fine che muove l’associazione in Italia e nel mondo.

Tramite la proiezione di immagini legate all’AGESCI, la Comunità Capi del Serra San Bruno 1 ha voluto proporre loro attività e occasioni d’incontro (escursioni, riunioni in stile scout),  che nell’arco del’anno  si potrebbero gestire insieme.

Tra Inglese, Francese, Arabo, Italiano e dialetto serrese, simpaticamente ci siamo scambiati esperienze e confronti   su vite, culture  e stili profondamente diversi . Tali caratteristiche costituiscono la base dell’integrazione e meritano di  essere totalmente rispettati e accettati sia dall’una che dall’altra parte.

Ne è seguita una cena a base di pasta con il ragù (non di maiale), pollo e patate, frutta e un dolcetto. Nel rispetto della cultura musulmana niente vino e alcolici, ma solo un po’ di coca cola e aranciata.

L’esperienza degli studenti Egiziani a Serra costituisce una sfida che  proietta il nostro comune, per la prima volta,  in un’ottica   di globalizzazione vera. L’Egitto investe in cultura e formazione, e Serra San Bruno, diventa il centro di  tale attività.

La scelta del nostro comprensorio   da parte della Regione Calabria non è casuale, ma legata a caratteristiche culturali, strutturali e di bacino chiuso che vive l’esperienza più del borgo rispetto alla città.

Dobbiamo rispondere nel migliore dei modi a questa prova di integrazione e di civiltà: non possiamo fallire.

Un cerchio di gioia con canti e ban ha concluso la serata.

Alla prossima

La Comunità Capi del gruppo scout Serra San Bruno1

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