mini comuneVibo-500Chiedono certezze sul proprio futuro occupazionale i lavoratori del gruppo Eurocoop che, nella giornata di ieri, hanno organizzato una protesta in piazza Municipio, a Vibo Valentia. I dipendenti lamentano il mancato trasferimento di tutte le unità occupazionali nella nuova aziena, la “Progetto-Ambiente”, che non sarebbe ad oggi nelle condizioni di assumere tutti gli operai. Altra questione sollevata dai lavoratori riguarda il pagamento di diverse spettanze, ma a metà giornata è arrivata la notizia che alcune di queste sono state saldate, tranne quelle dei mesi di maggio e giugno. L'Eurocoop , come si ricorderà dalle ultime vicende giudiziarie,  è finita recentemente nella bufera in seguito ad una inchiesta su una presunta truffa dei fondi regionali che ne ha, di fatto, decapitato i vertici, coinvolgendo anche dirigenti della Regione Calabria e della Provincia di Vibo Valentia.
 
 
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mini manifesto_no_alacoRiceviamo e pubblichiamo: Il coordinamento provinciale di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie parteciperà con convinzione alla manifestazione “No Alaco!!!” organizzata dal Comitato civico Pro-Serre e dal Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, che si terrà sabato 20 ottobre alle 10,30 nei pressi del lago Lacina (Brognaturo), proprio dove è sito l’impianto di potabilizzazione dell’Alaco. L’impianto, gestito da Sorical, è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Vibo nel maggio scorso, poiché gli investigatori hanno riscontrato diverse criticità nella gestione e soprattutto una grave mancanza di controlli sull’acqua dell’invaso che, invece, sarebbe per legge soggetta ad analisi continue e molto accurate. La realtà dei fatti è che da quando è entrato in funzione l’Alaco i problemi di non potabilità dell’acqua si sono verificati costantemente e in maniera grave, sia a Vibo Valentia che a Serra San Bruno

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mini bouquetSERRA SAN BRUNO – Si è conclusa anche quest’anno la festa di Maria Santissima dei Sette Dolori a cui nella cittadina della Certosa è dedicata una splendida chiesa in stile barocco, costruita in granito locale. Era il 1694 quando il cappuccino Padre Antonio da Olivadi, come testimonia la lapide che si trova all’interno della stessa chiesa, a fondò a Serra San Bruno l’Arconfraternita di Maria SS. dei Sette Dolori. Successivamente, in onore della Madonna dal manto nero che ne indica la vedovanza, venne costruita la splendida chiesa dell’Addolorata, un tempio in granito grigio locale, a croce latina e mononavata, in stile barocco e dal frontespizio a forma semiellittica, costruito dopo il 1775 su progetto dell’architetto serrese Biagio Scaramuzzino. Ma quest’anno le cose non sono andate per il verso giusto e la festa si è conclusa con alcuni strascichi polemici.

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