mini nathancirilloFABRIZIA - Si chiamava Nathan Cirillo ed era di origini calabresi il soldato italocanadese morto nel corso di una sparatoria nel complesso governativo di Parliament Hill, ad Ottawa, in Canada. Il nonno del giovane 24enne, padre di un bambino, emigrò tanti anni fa da Fabrizia, piccolo centro del Vibonese, riuscendo ad avviare un'attività commerciale.

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mini Carabinieri-sorianelloSERRA SAN BRUNO - Sono ancora incerte le cause dell'accaduto sul quale, comunque, i carabinieri della locale Compagnia, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, hanno già avviato le indagini. Nei giorni scorsi ignoti hanno esploso alcuni colpi di fucile contro la saracinesca di un esercizio commerciale, situato nella centralissima via Aldo Moro. Il titolare, però, si è rivolto soltanto oggi ai carabinieri per sporgere denuncia. Incerte le cause e, per questo motivo, gli inquirenti non escludono al momento nessuna pista. 

 

 

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mini inuovibossCome si sono evolute e come sono cambiate le mafie (‘Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra) negli ultimi anni, a seguito degli arresti eccellenti, che ne hanno decapitato i vertici? Esistono ancora i boss o il fenomeno mafioso si è frammentato in mille realtà locali che controllano solo piccole parti del territorio? O, viceversa, è diventato globale, allungando i suoi tentacoli ben al di là dell’Italia? E chi sono oggi i capi delle cosche? Quesiti, questi, ai quali si è cercato di rispondere nell’ultimo libro di Pietro Comito - giornalista de ‘Il Quotidiano della Calabria’ tra i maggiori conoscitori della ‘ndrangheta calabrese - Vincenzo Ceruso, collaboratore di AddioPizzo ed autore di numerosi articoli sulla mafia per varie testate, e Bruno De Stefano, giornalista che ha seguito la cronaca nera e giudiziaria per diverse testate, dal titolo ‘I Nuovi Boss’, edito da Newton Compton Editori, già in tutte le edicole d’ Italia a partire da Gennaio. Nonostante i durissimi colpi assestati dallo Stato, con gli arresti del Gotha criminale (da Riina a Provenzano, da “Sandokan” ai capi sanlucoti), la malavita organizzata non è da considerare sconfitta, anzi. Spostando i propri affari lontano dai riflettori, infatti, i moderni padrini hanno creato un cortocircuito forse più pericoloso delle sanguinose mattanze per le strade: una nuova criminalità meno visibile, ma ancora più minacciosa, in cui l’alta finanza, la politica e il malaffare si fondono in un fatale, indissolubile intreccio.

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mini omicidioA pochi giorni dal duplice omicidio di Vallefiorita, un altro morto ammazzato fa tornare la paura nel Soveratese. Francesco Chiodo, imprenditore 44enne, è stato freddato ieri sera a Montauro, mentre si trovava all'ingresso della sua cava. Chiodo, raggiunto da diversi colpi di fucile, era stato coinvolto nell'indagine "Showdown", scattata nel 2011 contro i presunti affiliati delle cosche Sia-Procopio-Tripodi. Prima avvisato orale di pubblica sicurezza, poi arrestato, l'imprenditore ucciso era ritenuto dagli inquirenti vicino al boss Vittorio Sia, o meglio in un rapporto "di subordinazione" rispetto al capoclan, con cui avrebbe avuto rapporti in relazione alla fornitura di materiale edile e a lavori di movimento terra nel Soveratese.

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mini giuseppe_bruno_e_caterina_raimondiUn vuoto di potere dopo omicidi e arresti di boss eccellenti. Un tentativo di espandere il predominio su territori ritenuti scoperti. Il vortice di interessi che sta intorno al business delle pale eoliche. Potrebbe essere questo lo scenario in cui è maturato il duplice omicidio avvenuto l’altro ieri sera a Vallefiorita, piccolo centro dell’entroterra catanzarese. Un delitto brutale: Giuseppe Bruno, 39 anni, e la moglie Caterina Raimondi, 29, investiti da una pioggia di proiettili, almeno 30 colpi di kalashnikov. Stavano uscendo dalla loro villetta di periferia, intorno alle 21, ma non hanno fatto in tempo nemmeno a salire in macchina. Lui è stato colpito all’addome, la giovane donna al volto. I killer – probabilmente uno solo a sparare, certamente affiancato da uno o più complici – hanno lasciato l’arma da guerra appoggiata a terra, vicino ai due cadaveri. Un gesto insolito. Un messaggio. Una sfida.

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mini censore-salernoSerra San Bruno è un centro di fermento politico. E’ l’epicentro di una forza capace di mandare due suoi ex sindaci a governare la regione. Due nostri conterranei consegnati con prepotenza agli scanni più alti della Calabria: gli albori di una rinascita attesa da tempo. E visto che bene o male ci abbiamo contribuito quasi tutti, per un momento ci siamo sentiti arrivati. Quasi appagati.

Poi i giorni passano, i gettoni di presenza si accumulano ma le cose stentano a cambiare, anzi peggiorano e ti accorgi che era tutto un bluff. Azzerano un ospedale, smantellano i servizi, affogano le speranze di lavoro e continuano a mandarti a casa acqua avvelenata. E tutti, compresi loro due, rimangono indifferenti. Muti e scabrosi come dei cactus.

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mini omicidio_CicontePer freddarlo hanno atteso il giorno del suo compleanno e questo, nei codici della malavita, può assumere un suo significato. A cadere sotto i colpi dei sicari, in località Fago di Sorialnello, Domenico Ciconte, imprenditore classe 1949. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, stamani intorno alle 8, il 63 enne, uscito dalla propria abitazione con l’intento di raggiungere la vicina segheria di sua proprietà, sarebbe stato raggiunto da alcuni colpi di fucile alle spalle e al volto. A sparare, presumibilmente, sono state almeno due persone che si erano appostate nel giardino della vittima. Per l’uomo, morto sul colpo, non c’è stato scampo.

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mini omicidioUn uomo di 45 anni, Salvatore Russo, già noto alle forze dell'ordine per precedenti in materia di droga, è stato freddato nella serata di ieri, a Tropea, mentre si accingeva ad entrare nel palazzo in cui viveva, alle case popolari. Russo sarebbe stato ucciso con almeno quattro colpi di pistola. Trasportato in ospedale, l'uomo è arrivato già morto.

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mini omicidio_fortuna_vibo_marinaSotto l'ombrellone, con la calura soffocante e i bambini che giocano a fare castelli di sabbia. In riva al mare, quando l'obiettivo è nudo, disarmato. La 'ndrangheta in Calabria uccide anche così. Dal Tirreno allo Jonio. Davide Fortuna, 31 anni, è stato freddato ieri pomeriggio, intorno alle 17, sull'affollatissima spiaggia di Vibo Marina. Proprio come Ferdinando Rombolà, 40 anni, crivellato di colpi sulla spiaggia di Soverato il 23 agosto 2010. Fortuna, come Rombolà, era in spiaggia con la moglie ed i figli piccoli. A Soverato il killer, dopo aver sparato, gridò ai bagnanti terrorizzati: "State zitti e fermi". Ieri a Vibo Marina, dopo aver piantato cinque colpi di pistola nel petto del 31enne, il sicario ha sparato un colpo in aria per farsi strada nella fuga.

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mini omicidio_rimedioSERRA SAN BRUNO – Nicola Rimedio non doveva avere scampo. A soli 26 anni, è stato ucciso come un boss, freddato a colpi di lupara. Tutto fa pensare ad un omicidio di ‘ndrangheta: i sicari, sabato sera intorno alle 19,30, hanno agito con spietata precisione. Era ancora giorno sulla ex statale 182. Quella strada, molto trafficata, il giovane di Savini (Sorianello) la percorreva spesso, anche più volte al giorno. Poco prima delle 19 era stato visto a Serra San Bruno, poi evidentemente si è diretto verso il suo paese, per poi tornare di nuovo indietro verso Serra. Nella cittadina bruniana però non c’è mai tornato, perché è caduto sotto i colpi (cinque) di due fucili calibro 12. Gli hanno sparato di fronte, al parabrezza, e poi al finestrino del lato guida.

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