mini Gioiatauro_seaportNonostante le decise e ben motivate proteste di associazioni e movimenti del territorio, il Comitato portuale stamattina ha dato il via libera alla concessione demaniale alla società che dovrà realizzare il rigassificatore di Gioia Tauro. la decisione è stata presa a maggioranza: ha votato contro il sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, che aveva chiesto un rinvio della seduta a causa della mancanza della certificazione antimafia e del Piano industriale, mentre, con una motivazione diversa, il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi, non ha partecipato al voto e si è allontanato, sostenendo che il suo Comune attende le prescrizioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici in materia di sicurezza.

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mini norigasRiceviamo e pubblichiamo: Mercoledì 6 marzo, il Comitato Portuale di Gioia Tauro si dovrà pronunciare sulla concessione quarantennale di un’area demaniale alla LNG MedGas Terminal Srl per la realizzazione del più grande rigassificatore previsto in Italia. Un appuntamento importantissimo che potrebbe decidere le sorti di una regione intera, ma che non trova il giusto rilievo nella stampa regionale.

Stiamo parlando di un’opera che terrebbe un’area vastissima di questo territorio sotto il costante rischio di una catastrofe: non sono le associazioni ambientaliste a dire questo, ma diversi istituti competenti, tra cui uno studio del 2003 citato dalla Commissione Energetica della California, ventilano l’ipotesi che, nel malaugurato caso di incidente in un impianto del genere, si genererebbe una nube incendiaria che distruggerebbe tutto nel raggio di 55km.

A fronte di queste preoccupazioni, supportate da fonti sempre citate in anni di sensibilizzazione contro la realizzazione di questo impianto, siamo costretti a leggere tentativi di sminuire fortemente questi rischi, attraverso degli articoli pubblicati su diverse testate dove non viene citato alcuno studio o alcuna fonte, ma la cui omogeneità fa pensare ad un’unica mente ispiratrice.

Per richiamare l’attenzione sull’appuntamento del 6 marzo e sui pericoli del progetto, abbiamo affisso uno striscione davanti alla Camera di Commercio di Reggio Calabria. La scelta non è casuale, visto che la Camera di Commercio reggina è una delle istituzioni che compongono il Comitato portuale: al suo presidente Lucio Dattola, e agli altri componenti che dovranno pronunciarsi su questa concessione, rinnoviamo l’invito a tenere in considerazione le preoccupazioni delle popolazioni locali e a dire No a un’opera le cui scarse ricadute nel territorio non giustificano affatto un rischio così grande.

Ai reggini, e a tutti i calabresi, chiediamo invece di rendere evidente la loro preoccupazione partecipando alla manifestazione che si terrà davanti l’Autorità portuale mercoledì 6 marzo dalle ore 9.30, in occasione della riunione del Comitato Portuale.

c.s.c. Nuvola Rossa

c.s.o.a. Angelina Cartella

Collettivo UniRC - AteneinRivolta

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camera commercio reggio calabria

Riceviamo e pubblichiamo

Lunedì 16 luglio nel salone della Camera di commercio di Reggio Calabria saranno premiate le eccellenze turistiche del territorio – alberghi, ristoranti, agriturismo, bed&breakfast, stabilimenti balneari – con l’attribuzione dei marchi “Ospitalità Italiana” e “Tradizioni Reggine. Saperi e sapori in tavola”. Alla consegna dei certificati saranno presenti: Lucio Dattola, presidente della Camera di commercio; Antonio Caridi, assessore regionale alle attività produttive; Raffaele Rio, direttore generale del dipartimento regionale Turismo, Beni Culturali, Sport e Spettacolo, Politiche Giovanili;Elena Di Raco e Lucrezia Balducci, rispettivamente responsabile del dipartimento Ricerca e ricercatrice dell’Istituto nazionale ricerche turistiche, che presenteranno i dati del Rapporto annualesullo scenario turistico provinciale realizzato dall’ente reggino e Isnart.
Il marchio “Ospitalità Italiana” è diffuso e promosso a livello nazionale e internazionale dall’Isnart in collaborazione con le Camere di commercio Italiane. È conferito alle aziende che hanno scelto la qualità come valore e come strategia per migliorare la propria competitività e che, ogni anno, si sottopongono a scrupolose valutazioni sul livello di qualità dei servizi offerti. Il marchio è un’importante garanzia non solo per il turista, ma anche per le stesse aziende che aderiscono all’iniziativa.
Il marchio “Tradizioni Reggine. Saperi e sapori in tavola” è riconosciuto dall’ente camerale reggino alle imprese di ristorazione che offrono una enogastronomia di qualità che utilizza prodotti tipici del territorio.

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mini terremoto_emiliaRiceviamo e pubblichiamo:

Reggio Calabria, giugno 2012. Basta un euro per aiutare i comuni terremotati e la loro gente a ripartire. È quanto hanno fatto le oltre 50mila imprese della provincia di Reggio Calabriache hanno immediatamente aderito alla richiesta delle associazioni di categoria, in accordo con la decisione della giunta camerale, di stanziare oltre 50mila euro per le imprese emiliane. 
L’iniziativa è la risposta della Camera di commercio reggina e del suo territorio all’appello di Unioncamere nazionale di raccogliere risorse per i sistemi economici colpiti dal terremoto.
«La nostra provincia vuole contribuire concretamente a sostenere i territori che stanno attraversando un momento di grave difficoltà, ha dichiarato Lucio Dattola, presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria. È un gesto importante soprattutto perché espressione di un territorio particolarmente colpito dall’attuale recessione economica e memore del devastante terremoto, con conseguente tsunami, che colpì agli inizi del secolo scorso l’area fra Reggio Calabria e Messina. Le nostre imprese sono consapevoli che per uscire dalle difficoltà bisogna essere uniti e solidali; servono gesti che, se mossi da principi di vera sussidiarietà, portano a risultati importanti». 


Presidenza della Camera di Commercio di Reggio Calabria

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unioncamereGiovedì prossimo, alle ore 10 e 30,  presso la sede di Unioncamere Calabria a Lamezia Terme, sarà presentato il rapporto sull’economia del territorio calabrese, strumento di analisi e programmazione dei processi di sviluppo del territorio. Le criticità e soprattutto le potenzialità saranno il punto di partenza per un confronto costruttivo tra i Presidenti degli enti camerali calabresi, Paolo Abramo (Catanzaro), Michele Lico (commissario di Vibo Valentia) e Vincenzo Pepparelli (Crotone), e gli Assessori regionali Antonio Stefano Caridi, Assessore alle attività produttive, Luigi Fedele, Assessore per l’internazionalizzazione, la cooperazione e i trasporti, e Michele Trematerra, Assessore per l’Agricoltura e la Forestazione. Concluderà il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scoppelliti.  L’incontro è l’occasione per un confronto con il Governo regionale per condividere misure e interventi. Questo il programma dell'iniziativa:

 

Ore 10.30
Introduce e coordina i lavori
Antonio PALMIERI, Segretario Generale Unioncamere Calabria

L’ECONOMIA REALE DAL PUNTO DI VISTA DI OSSERVAZIONE DELLE CAMERE DI COMMERCIO
Il valore dei territori
Paolo ABRAMO, Presidente Camera di Commercio Catanzaro
Michele LICO, Commissario Camera di Commercio Vibo Valentia
Vincenzo PEPPARELLI, Presidente Camera di Commercio Crotone

SCENARI ECONOMICI DELLA CALABRIA
Le prospettive di sviluppo della Calabria: scommettere su capitale
umano, reti e sostenibilità, per il rilancio dell’economia locale
Lucio DATTOLA, Presidente Unioncamere Calabria

ore 12.00
LE POLITICHE PER LE IMPRESE, L’INTERNAZIONALIZZAZIONE, L’AGRICOLTURA
Il senso della direzione che si vuole dare alla Calabria
Antonio Stefano CARIDI, Assessore Regionale Attività Produttive
Luigi FEDELE, Assessore Regionale Internazionalizzazione, Cooperazione e Trasporti
Michele TREMATERRA, Assessore Regionale Agricoltura e Forestazione

ore 12.30
CONCLUSIONI
Per la crescita e lo sviluppo, una visione del futuro
Giuseppe SCOPELLITI, Presidente Regione Calabria

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Giovedì, 05 Gennaio 2012 15:01

Niente tasse per chi denuncia il "pizzo"

mini 8708-dattolaLuciopresidentedellaCameradiCommerciodiReggioCalabriaREGGIO CALABRIA - Dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria arriva una brillante iniziativa mirata a combattere la 'ndragheta ed in particolare il racket. «Le imprese che non si piegheranno al racket saranno esentate dal pagamento del diritto annuale» rende noto il presidente della Camera di Commercio di Reggio, Lucio Dattola, in una nota - «In pratica imprenditori, commercianti e artigiani vittime di reati di estorsione, corruzione e usura che hanno denunciato i loro aguzzini e hanno collaborato con l’autorità giudiziaria, fornendo elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione e/o cattura degli estorsori e usurai, usufruiranno per cinque anni di un contributo annuale come rimborso di quanto dovuto e versato come tassa camerale. E i primi imprenditori a ottenere l’agevolazione saranno Tiberio Bentivoglio, comproprietario assieme alla moglie della “Sanitaria Sant’Elia” di Reggio Calabria, Salvatore d’Amico, titolare dell'"Informatica d’Amico" di Reggio Calabria, e Filippo Cogliandro, chef e proprietario del ristorante "L’Accademia" di Lazzaro (Rc). Sono tre imprenditori reggini simbolo della lotta contro le ’ndrine che impongono il pizzo. Tutti e tre sono stati segnalati da “Libera” e sono promotori di “Reggio libera Reggio. La libertà non ha pizzo”, un’associazione che si oppone al racket e alla ‘ndrangheta». «La Camera di Commercio  – continua Dattola – è dalla parte dei reggini che scelgono la via della legalità. Per questo ha voluto rispondere concretamente all’appello dell’associazione “Libera” di sostenere gli imprenditori che hanno avuto il coraggio di rompere il silenzio, denunciare e costituirsi parte civile nei processi esponendo se stessi e i familiari a rischi e pericoli per riscattare la nostra terra. Il percorso di denuncia e di coerenza è difficile, ma è l’unica strada per smuovere le coscienze in una città dove la maggior parte degli imprenditori afferma di non essere mai stato coinvolto in episodi di racket o di usura». «Secondo l’indagine del 2011 (realizzata da Camera di Commercio di Reggio Calabria, Sos impresa, Istituto Guglielmo Tagliacarne e Istituto Piepoli) sulla presenza e sulla percezione dei fenomeni illegali nella provincia reggina, i comportamenti criminosi ritenuti più gravi sono: le estorsioni e l’usura (62,5%). La maggior parte degli imprenditori intervistati afferma di non essere mai stato coinvolto in episodi di racket (92,5%) o di usura (98,2%). Invece secondo Sos impresa il 70% delle imprese a Reggio Calabria sono coinvolte nel pizzo (audizione Sos impresa alla commissione parlamentare antimafia, 4 maggio 2010) e, secondo il rapporto Eurispes 2011, la provincia reggina è una delle province italiane con il più alto indice di rischio usura (97,1%)». «Continuiamo con fatti concreti a sostenere chi combatte la 'ndrangheta e saremo economicamente vicini alle imprese che si opporranno al racket».

 

 

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