mini giunta_rosiSERRA SAN BRUNO - Lo ha detto davvero. Tra lo stupore dei presenti, ieri, nel corso della sua "protesta", il sindaco Bruno Rosi ha annunciato: "Se dovesse arrivare il decreto di scioglimento del Comune senza una motivazione plausibile, sono disposto anche ad arrivare a gesti estremi: convocherò una nuova conferenza stampa e mi taglierò un dito in diretta". Una dichiarazione senza precedenti, quella del primo cittadino, una sorta di minaccia, surreale e grottesca, causata evidentemente dall’ormai imminente commissariamento dell'ente. E' l'ultima trovata, la mossa della disperazione, il tentativo di fare gol da centrocampo quando ormai il tempo è scaduto: "In questi mesi abbiamo subito continui attacchi, anche a mezzo stampa. È evidente che ci siano pressioni anche dall’esterno per far sciogliere il nostro Comune". È un sindaco che sfida tutti, innanzitutto il senso del ridicolo.

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mini alessandra_sarloVIBO VALENTIA - Nel luglio del 2010 il governatore Scopelliti, nel vano tentativo di evitare il commissariamento dell’ente, nominava Alessandra Sarlo a capo dell’Asp vibonese. Dirigente alla formazione presso la Provincia di Reggio, commercialista e manager di lungo corso, la candidata, che di certo non temeva concorrenti, fu catapultata in una delle realtà sanitarie più complesse della regione. Certo, apparve subito chiaro ai più che non sembrava affatto ferrata in materia sanitaria. Dichiarazioni rilasciate col contagocce e pochi, fugaci incontri con la stampa per evitare domande scomode. Ma a tracciare il bilancio senza lode del suo operato fu il ministero dell’Interno, che, nel dicembre dello stesso anno, decretò il commissariamento dell’Asp vibonese per infiltrazioni mafiose, mettendo fine all’ingloriosa parentesi Sarlo.

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mini arena_e_scopellitiA quanto pare siamo alla frutta. La gestione del Comune di Reggio Calabria potrebbe essere, già nei prossimi giorni, risolta con l’affidamento dell’ente ad una triade commissariale. Nella giornata di giovedì il Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha convocato d’urgenza il Prefetto di Reggio, Vittorio Piscitelli, per approfondire ulteriormente i particolari emersi dalla relazione stilata dalla commissione d’accesso insediatasi nella città dello Stretto nel gennaio scorso. Argomento dell’incontro, la presunta continuità di rapporti fra l’amministrazione reggina e la criminalità organizzata, sia per il periodo della gestione Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria fino al 2010 ed attuale presidente della Regione, sia per il breve mandato dell’attuale sindaco Demetrio Arena.

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mini targa_ndrangheta_3All’inizio di questa settimana, Vittorio Piscitelli e Michele Di Bari, rispettivamente prefetti di Reggio Calabria e Vibo Valentia, hanno disposto l’accesso agli atti dei comuni di Taurianova (RC), San Calogero (VV) e Gerocarne (VV). In tutti e tre i casi vi è il dubbio che vi siano stati condizionamenti della ‘ndrangheta nella vita amministrativa recente degli enti. Fra tre mesi, così come prescritto dalla normativa vigente, le commissioni dovranno presentare una relazione ai rispettivi prefetti, che in seguito decideranno se procedere all’archiviazione del caso o se si dovrà passare al commissariamento definitivo dei comuni interessati.

In particolare il consiglio comunale di Taurianova vanta un triste primato. È stato infatti sciolto per infiltrazione mafiosa già nel 1991

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mini logo_rdtLa Rete difesa del Territorio "Franco Nisticò" non molla e continua a chiedere la fine del commissariamento dei rifiuti in Calabria. Di seguito la nota del movimento calabrese che da tempo lotta su più fronti per difendere il territorio e le sue risorse. "Il popolo calabrese non è più disposto ad accettare alcun ricatto o speculazione sul proprio territorio: questo è il messaggio chiaro scaturito da un intenso anno di iniziative della RdT, culminato con la grande manifestazione del 12 Novembre a Crotone e proseguito col blocco della SS 106 a Cariati l’11 Dicembre. La parola d’ordine di queste manifestazioni è cristallina: fine del commissariamento all’emergenza rifiuti. Quello che fino a ieri era un porto delle nebbie di cui molti cittadini ignoravano l’esistenza, è diventato noto a tutti i calabresi ed ha suscitato il grido che dalle strade di Crotone è giunto stridente fino a Palazzo Campanella ed ai palazzi romani: "mò basta".

Le voci che si susseguono in questi giorni e la mancata consueta proroga del commissariamento calabrese nel decreto “mille proroghe” sembrano dar ragione a quei calabresi, ma consapevoli degli interessi, anche ‘ndranghetisti, che ruotano intorno alla monnezza, non abbiamo intenzione di mollare la presa. Nei prossimi giorni i calabresi dovranno avere conferma della cancellazione della ridicola istituzione che da 15 anni ha devastato il territorio agendo in deroga alle norme che tutelano la nostra salute, spendendo 1,4 miliardi di soldi nostri e permettendo ad un manipolo di speculatori privati di tenere in pugno il ciclo dei rifiuti regionale. Qualora questo non accadesse, la Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò” tornerà a manifestare per le strade ed a bloccare le discariche, simbolo del fallimento della classe politica calabrese e punti nevralgici del fragile ciclo dei rifiuti, ad un anno dal blocco della discarica di Pianopoli (CZ).

Non abbiamo intenzione di accettare commissariamenti camuffati da fantomatiche fasi di transizione, come già accadde in passato: l’unica via ragionevole è il ritorno della responsabilità agli enti locali, i quali senza alcuna deroga devono realizzare un sistema completamente pubblico che si basi sulla raccolta differenziata spinta porta a porta finalizzata al riciclo e riutilizzo totale. Chi non è in grado di farlo, dal sindaco del piccolo comune alle istituzioni regionali, passando per i presidenti della provincia, si dimettano senza riserve. Il tempo della cuccagna maleodorante che da decenni regna in Calabria è finito".

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mini Traversa-Michele-sindaco-CzL'intervento del Ministero dell'Interno, nella giornata di ieri, dovrebbe aver messo fine al poco edificante balletto inscenato a Catanzaro dopo le discusse dimissioni da sindaco del parlamentare Michele Traversa. La notizia, anticipata dal Quotidiano della Calabria, se da un lato non stupisce i molti che sostenevano l'illegittimità di qualsiasi soluzione che non fosse il commissariamento, dall'altro fanno riflettere sulla poca prudenza del prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, che si era sbilanciato sulla questione senza aver prima, evidentemente, consultato il Viminale, cosa a dir poco inconsueta per chi svolge il ruolo di massimo rappresentante del governo sul territorio. Ad ogni modo, a confermare la decisione dello scioglimento, è stato lo stesso Prefetto con una telefonata al vice sindaco Maria Grazia Caporale. Nella telefonata, di cui ha parlato il sito web del settimanale Corriere della Calabria, il Prefetto ha comunicato che la nomina del commissario avverrà quando saranno divenute esecutive le dimissioni di Traversa, cioè dopo l'8 gennaio. ''Il Prefetto - ha detto all'ANSA Maria Grazia Caporale - mi ha informato che il ministero ha optato per lo scioglimento e che la decisione e' stata trasmessa in via ufficiale anche in Municipio". La Caporale, vicesindaco non eletto, secondo le interpretazioni forzate fornite dalla maggioranza consiliare, avrebbe dovuto diventare sindaco facente funzioni fino alle elezioni della prossima primavera. Ma la decisione del Viminale, nonostante la chiarezza e la coerenza, soprattutto, con quanto dispone la legge, evidentemente non è bastata a convincere gli irriducibili che non si arrendono al commissariamento e vorrebbero fino all'ultimo che si optasse per la decadenza di Traversa, e quindi per il passaggio del timone in mano di un vicesindaco che non è stato nemmeno eletto. Ivan Cardamone, presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, non si arrende e addirittura sostiene, in una nota, che quella del Ministero dell'Interno sarebbe niente di più che una interpretazione. 

"La risposta fornita al Prefetto dalla Direzione centrale Utg e Autonomie locali del ministero dell'Interno non contiene alcun elemento di particolare novita' rispetto ad un quadro normativo che il Consiglio comunale ha tenuto ben presente nel momento in cui ha deliberato sull'opzione esercitata dall'on. Michele Traversa. Si tratta - ha dichiarato Cardamone - di un'interpretazione, sicuramente rispettabile, che gli uffici del Ministero hanno fornito sulla base degli elementi a disposizione e, cosa non trascurabile, con le procedure ancora non pienamente compiute. D'altronde, trattandosi del primo caso del genere in Italia la prudenza è d'obbligo. Quanto al rilievo contenuto nella lettera del Ministero, secondo cui la delibera del Consiglio comunale non sarebbe coerente con la manifestazione di volontà dell'on. Traversa, posso anticipare che il Consiglio, nella sua sovranità, produrrà in tempi rapidissimi un atto che dimostrerà pienamente la coerenza della procedura, essendo noi fermamente convinti che Traversa ha esercitato un'opzione, sollecitato dalla Presidenza della Camera, tra due cariche elettive, in virtu' di una sopravvenuta condizione di incompatibilita. E' del tutto evidente - ha aggiunto Cardamone - che l'attività del Consiglio comunale non è diretta ad una mera forma di sopravvivenza, peraltro limitata a pochi mesi, ma solo ad una ferma difesa delle prerogative costituzionali e democratiche di un organo legittimamente eletto dal popolo. D'altro canto, la stessa dicotomia interpretativa della ben nota sentenza della Corte Costituzionale tra Camera e Senato dovrebbe indurre a maggiore cautela e ad una riflessione da parte delle piu' alte cariche dello Stato, a cominciare dai Presidenti dei due rami del Parlamento, sui gravi effetti prodotti dalle decisioni contrastanti delle rispettive Giunte per le elezioni".

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mini s._abramoUrla, fischi, accuse e veleni. Non una giornata esaltante, quella di ieri, per il Consiglio comunale della città capoluogo di regione. Nel tardo pomeriggio è stata approvata, a maggioranza, la delibera con cui si chiede la decadenza del sindaco Michele Traversa. Con questa decisione dovrebbe essere evitato il commissariamento, anche se molti, non solo tra i banchi dell'opposizione, ritengono illegittimo questo atto. D'altra parte, però, è stato proprio il prefetto Antonio Reppucci a spiegare all'Ansa che "quella tracciata dal Consiglio comunale con la delibera in cui si parla di opzione del sindaco è una strada praticabile sotto l’aspetto giuridico". A guidare il Comune fino alle elezioni, quindi, dovrebbe essere l'attuale vicesindaco, Maria Grazia Caporale. Da alcuni cittadini presenti in aula sono arrivati dei fischi durante l'inno nazionale, fischi che hanno fatto solo da preambolo alle urla lanciate in seguito dai consiglieri delle opposte fazioni. L'ormai ex sindaco non si è presentato in aula, ma in compenso c'erano i lavoratori di Ambiente e Servizi S.p.a. - la partecipata che si occupa dei rifiuti a Catanzaro - il cui contratto scade il prossimo 31 dicembre. 

Intanto, da più parti si iniziano ad affilare le armi per l'ormai certa campagna elettorale. I maggiorenti catanzaresi del Pdl, in primis gli assessori regionali Mimmo Tallini e Piero Aiello, pare abbiano già individuato il successore di Traversa, che potrebbe essere proprio Sergio Abramo. L'ex consigliere regionale ed ex sindaco di Catanzaro per un decennio, che attualmente è presidente della Sorical, incassò un consenso bulgaro quando si ricandidò per il secondo mandato, ottenendo oltre il 75% dei voti.

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