mini campo_tennisSERRA SAN BRUNO - Una delle tante strutture abbandonate. L’ennesima, che si aggiunge a quelle già presenti in tutto il Vibonese. Stiamo parlando dei campetti da tennis situati nei pressi dello stadio comunale “La Quercia”, abbandonati da anni, nonostante le numerose lamentele di quanti praticano questo sport. Anche in questo caso, la cartolina che si presenta agli occhi dei cittadini, non è sicuramente delle migliori. Come testimoniato dalle immagini scattate nella mattinata odierna, è possibile rendersi conto di persona dello stato di incuria che, da circa dieci anni, vige intorno a questa struttura.

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mini giudicedipace
Riceviamo e pubblichiamo
 
Il presente documento rappresenta un formale atto di protesta di tutta la categoria Forense Serrese e dell’intero Circondario contro la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Serra San Bruno. Sono preoccupanti, infatti, le notizie che in questi giorni appaiono sugli Organi di Stampa e che trovano pieno riscontro in atti ufficiali del Ministero della Giustizia. Secondo le modifiche apportate alle tabelle allegate allo Schema di Decreto Legislativo sul riordino della geografia giudiziaria, scaturente dalla Delega avuta dal Parlamento con la Legge n. 148/2011, l’Ufficio del Giudice di Pace di Serra San Bruno risulterebbe soppresso e ciò nonostante il Comune di Serra San Bruno, nei tempi e nelle modalità indicate nello stesso Schema di Decreto, abbia espresso la propria disponibilità a far fronte alle spese di mantenimento dell’Ufficio, attraverso la Delibera di Giunta Comunale n. 36/2012 attesa la lettera dell’ art. 2 del citato Schema di Decreto il quale prevede che “…entro sessanta giorni dalla pubblicazione di cui al comma 1 gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, con competenza sui rispettivi territori, di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione dagli enti medesimi…”
È opportuno premettere che Serra San Bruno si trova in una posizione geografica estremamente delicata, il territorio di riferimento, infatti, è facilmente soggetto a fenomeni di isolamento dovuti non solo alla particolare conformazione geomorfologica ma anche alla mancanza di infrastrutture viarie e alla totale assenza di collegamenti con mezzi pubblici al capoluogo di provincia.
La Città di Vibo Valentia, dista da Serra San Bruno circa 40 Km, le “strade” (leggasi: mulattiere di epoca borbonica, caratterizzate da infinite curve a stretto raggio) di collegamento sono insufficienti, prive di presidi di sicurezza e totalmente inadeguate ad un elevato traffico veicolare.
Se si pensa che, un abitante di Nardodipace, Comune ricadente nella competenza territoriale del Giudice di Pace di Serra San Bruno, impiega circa un’ora e mezza per raggiungere il Capoluogo, ci si rende immediatamente conto come, la soppressione dell’unico presidio di Giustizia e Legalità presente nel territorio montano della Provincia, rappresenti un’intollerabile violazione del diritto di accesso alla giustizia del Cittadino.
Il Giudice di Pace rappresenta, sin dalla propria istituzione, il primo destinatario delle istanze dell’Utente che, subendo la violazione di un proprio diritto, ha bisogno di tutela in tempi rapidi e con efficacia reale.
L’indiscriminato accentramento del contenzioso civile e penale attualmente pendente presso l’Ufficio di Serra San Bruno a favore di quello di Vibo Valentia non farebbe altro che “annullare” tutti i più elementari diritti ad oggi acquisiti dal Cittadino che, in poco tempo può trovare risposta ai propri problemi in un tempestivo intervento giudiziale.
Fatte le opportune premesse,  segnaliamo che nella riunione tenutasi il 27 giugno u.s., i rappresentanti degli Avvocati del luogo hanno esaminato la preoccupante situazione, evidenziando gravi discrepanze tra gli obiettivi dettati dalla Legge Delega 148/2011 e quello che in realtà sta accadendo nei fatti.
Incomprensibili sono i parametri utilizzati per decretare la soppressione di un così importante Ufficio, in realtà, dalla lettera della Delega conferita al Governo, il Parlamento, massima espressione della rappresentatività popolare, pare stabilire alcuni “paletti”  da tenere presenti nella redazione della nuova geografia giudiziaria ed in particolare, pone infatti, l’accento sul dovere del Potere Esecutivo:
a)    di tenere conto nel decidere il mantenimento degli Uffici del Giudice di Pace   dell’estensione territoriale, avendo riguardo alla competenza dell’Ufficio;
Oltre al territorio del Comune di Serra San Bruno (850 m s.l.m.), ricadono nella competenza dell’Ufficio di Serra i Comuni di Spadola (820 m s.l.m.), Brognaturo (820 m s.l.m.), Simbario (820 m s.l.m.), Vallelonga (646 m s.l.m.), S. Nicola da Crissa (646 m s.l.m.), Mongiana (922 m s.l.m.), Fabrizia (947 m s.l.m.), Nardodipace (1080 m s.l.m.), tutti territori caratterizzati da una conformazione di tipo “montano” e che nei mesi invernali risentono di pesanti problemi di mobilità dovuti alla violenza dei fenomeni atmosferici, a titolo esemplificativo basta richiamare la nevicata del febbraio scorso, con il manto nevoso che ha raggiunto i 120 cm di altezza, determinando l’attivazione del C.O.M. di Serra San Bruno e che ha richiesto l’intervento dell’Esercito, proprio per ripristinare le condizioni minime di vivibilità dei Paesi sopra indicati.
Non si può sorvolare sul fatto che Serra San Bruno rappresenta uno dei Comuni più grandi della provincia vibonese e il più grande in assoluto della zona montana.
Prima dell’istituzione della provincia di Vibo Valentia, avvenuta all’inizio degli a anni ’90, Serra San Bruno rappresentava, in termini di presenza di servizi al cittadino, un importante riferimento per tutta la zona montana catanzarese, essendo sede, fino a quella data, di numerosi Uffici e della più importante Pretura della zona.
Da sempre le bellezze architettoniche, storiche e le tradizioni culturali serresi richiamano centinaia di turisti, facendo della Cittadina uno dei luoghi più visitati della Calabria e sede di una delle due Certose rimaste nel mondo (meta della visita ufficiale del Santo Padre nell’ottobre 2011).
b)    del carico di lavoro;
Nell’anno 2011 presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Serra San Bruno:
sono state iscritte 1398 cause civili;
erano pendenti 41 processi penali;
sono stati emessi 1382 decreti ingiuntivi.
Per l’anno 2012 risultano, al 30 giugno 2012:
633 cause civili iscritte a ruolo;
80 processi penali;
sono stati emessi 37 decreti ingiuntivi.
c)    dell’incidenza della criminalità organizzata sul territorio.
Anche il rispetto di questo ulteriore parametro è deducibile dall’analisi delle statistiche di riferimento, orbene, una consultazione, anche superficiale dei dati, fa emergere chiaramente come Serra San Bruno sia uno di quei territori particolarmente “attenzionato” dallo Stato, a conferma di ciò vi è il fatto che trovano sede in tale comune un Commissariato di P.S., un Comando Compagnia, Comando Stazione e il Nucleo Operativo Radiomobile dei Carabinieri, nonché il Comando Stazione del C.F.S..
La delicata situazione afferente l’incidenza criminale si evince, inoltre, dal tenore delle numerose relazioni della Commissione Parlamentare per i fenomeni mafiosi.
Non si deve sottovalutare, infine, il fatto che negli ultimi tempi sono in crescita esponenziale i fenomeni c.d. di “microcriminalità”.
Alla luce di ciò, pare veramente incomprensibile il tenore della modifica delle citate tabelle, è oggettivo che, il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Serra San Bruno risponde, in maniera pienamente aderente ai parametri stabiliti dal Parlamento e che, il Governo ha l’obbligo di rispettare onde evitare di incorrere pericolosamente nella violazione dell’art. 77 della Costituzione, commettendo così un eccesso di delega, atteggiamento questo che deve necessariamente essere oggetto di veemente censura nelle competenti Commissioni Parlamentari.
La violazione degli obiettivi indicati nella Legge Delega è ancora più evidente laddove si consideri che gli uffici “superstiti” di Mileto, Nicotera, Pizzo e Tropea, si trovano racchiusi tutti in un lembo di territorio che ha un’estensione di soli 15 Km2 , hanno una competenza limitata sul territorio e distano pochissimi chilometri dal Capoluogo di provincia che, a differenza della situazione rinvenibile su Serra San Bruno, può essere facilmente raggiunto dai Comuni sede degli Uffici “superstiti”, essendo questi caratterizzati da situazioni geograficamente favorevoli ed avendo, in particolare nel caso di Mileto, rapido accesso all’ autostrada.
Le forti preoccupazioni, emerse durante la riunione, sono amplificate dal fatto che è ancora troppo scottante il colpo subito dal territorio per la spoliazione di servizi essenziali e per la soppressione di una florida Pretura che, anziché lasciare il posto, come sarebbe stato naturale per un territorio come Serra San Bruno caratterizzato da una invidiabile Storia, alla Sezione staccata del Tribunale, per colpa di scelte scellerate e dettate da logiche incomprensibili, ha lasciato il territorio sempre più povero e privo di opportunità lavorative, oltre che accrescere i già forti disagi incontrati giornalmente dai Cittadini per l’accesso alla Giustizia.
Gli Avvocati del luogo, i Praticanti, gli Operatori del settore e la società civile tutta, rappresentata dai Sindaci del territorio, chiedono, per bocca dei firmatari, rappresentanti della categoria, un intervento teso alla rivisitazione delle tabelle, rese pubbliche qualche giorno fa, essendo sussistenti tutti i requisiti per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace, chiedono altresì un urgente incontro con l’On.le Ministro della Giustizia, al fine di ripristinare un’equità sociale e sostanziale, in ottemperanza ai principi fondamentali che sorreggono un ordinamento civile e democratico.
Fiduciosi che tale evidente ingiustizia possa essere sanata nelle Sedi parlamentari opportune, si palesa che, in caso contrario, saranno intraprese proteste eclatanti,  poiché, non può continuare a tollerarsi una spoliazione indiscriminata del territorio. Serve un intervento deciso.

Distinti Saluti

I rappresentanti della Categoria Forense                        

Il Sindaco di Serra San Bruno

Il Presidente della Comunità Montana delle Serre
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incendiopalestra 2SERRA SAN BRUNO – Un incendio, l’ennesimo, che va ad aggiungersi alla lunga sequela di atti criminosi verificatesi negli ultimi tempi nel popoloso centro montano, ha caratterizzato nel pomeriggio odierno il centro sportivo situato sulla strada statale 110, in contrada Fillò, che da Serra conduce verso Mongiana e l’entroterra vibonese. La costruzione, iniziata quando la cittadina della Certosa rientrava nella competenza della provincia di Catanzaro, è proseguita, sotto la competenza della provincia di Vibo Valentia che, inizialmente, ne aveva fatto edificare unicamente il tetto, per poi abbandonarla lasciandola perire sotto i colpi del degrado e del maltempo e che l’ha vista rovinosamente venire giù l’inverno passato. Una cosa è certa, se per ogni parola spesa da parte dei politici di ogni schieramento

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mini capomollaSi e' conclusa con la richiesta di venti condanne - a pene comprese fra 2 anni e 42 anni di reclusione, per un totale di 285 anni e 7 mesi di reclusione e 381.950 euro di multa - e di due provvedimenti di non luogo a procedere per prescrizione la requisitoria del pubblico ministero nell'ambito del processo a carico delle ventidue persone coinvolte nell'operazione "Mythos", diretta contro il clan Gallace-Novella di Guardavalle, le cui posizioni sono rimaste per la trattazione nel capoluogo calabrese (molte altre sono state invece stralciate perche' e' stata riconosciuta la competenza del giudice di Roma). Il pm Vincenzo Capomolla (foto), in particolare, ha chiesto al tribunale collegiale di condannare: Francesco Aloi a 11 anni di reclusione e 30.000 euro di multa, Francesco Cicino a 14 anni e 4 mesi e 30.000 euro, Eliseo Andrea Codispoti a 11 anni e 30.000 euro, Francesco Antonio Colubriale a 11 anni e 30.000 euro,

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