furto energiaNella mattinata di ieri, i militari della Stazione dei Carabinieri di Arena, guidati dal Maresciallo Giovanni Bonaccorso, durante un’ispezione finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, hanno tratto in arresto Mimmo Sette, 46 anni, panettiere pregiudicato residente a Dasà.

L’uomo, colto in flagranza di reato, è stato fermato per furto aggravato di corrente elettrica. Infatti, nel corso del controllo, i Carabinieri - assistiti dagli operatori dell’Enel - proprio nell’ambito di una perquisizione effettuata presso il domicilio di Sette e l’annesso laboratorio di panificazione, hanno rinvenuto un collegamento abusivo all’impianto di distribuzione Enel, grazie al quale il 46enne sottraeva corrente elettrica con lo scopo di rifornirne la propria abitazione.

Espletate le formalità di rito, l’uomo è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.

 

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mini Mimmo-Crea"Onorata Sanità", l'ex consigliere regionale calabrese Mimmo Crea è stato condannato dal Tribunale di Reggio Calabria a cinque anni e sei mesi di reclusione per peculato e la moglie, Angela Familiari, a 4 anni e dieci mesi per reinvestimento di denaro proveniente da attivita' illecita. Crea era stato gia' condannato ad 11 anni e 3 mesi di reclusione in primo grado, per concorso esterno in associazione mafiosa. L'ex consigliere regionale è stato riconosciuto colpevole di avere sottratto somme destinate all'attivita' politica del gruppo consiliare del Ccd a palazzo Campanella da lui guidato dal 2001 al 2005. Nel corso del processo l'accusa ha ricostruito, attraverso una perizia tecnica, il flusso di denaro gestito da Crea. Il Consiglio regionale della Calabria, secondo l'accusa, versava fondi sul conto corrente intestato al Ccd e Crea, presidente del monogruppo, li prelevava per versarli sul suo conto corrente di cui era intestatario con la moglie. In poco meno di quattro anni, secondo quanto emerso dal processo, sarebbero spariti 543 mila euro, di cui 275 mila sono stati versati sul conto corrente della famiglia Crea, mentre della restante somma non si e' avuta piu' traccia. Il Tribunale ha deciso anche la confisca del conto corrente.

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