finanza 117La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, nell’ambito dell’operazione denominata “Tax free”, ha effettuato questa mattina una confisca di beni, per un valore stimato di 4milioni di euro, riconducibili a Rosario Lo Bianco, imprenditore edile di Vibo Valentia. Il provvedimento è stato adottato in attinenza alle nuove disposizioni previste dal Codice antimafia riguardo la pericolosità sociale dell'evasore fiscale. A dare concreta esecuzione al sequestro sono stati gli uomini della Guardia di Finanza che hanno posto i sigilli alle proprietà su disposizione del Tribunale di Vibo.

In particolare, la confisca riguarderebbe una società edile, la “Elle Erre Costruzioni srl”, con intestatario Lo Bianco che, secondo gli inquirenti, risulta «soggetto dedito a traffici delittuosi» e che vivrebbe «con proventi derivanti da attività criminali orbitanti nel campo dell’evasione fiscale e delle violazioni finanziarie in genere».

Oggetto del sequestro, dunque, oltre a patrimoni finanziari, anche beni immobili e mobili di proprietà di soggetti terzi, ma evidentemente riconducibili al Lo Bianco, tra i quali due terreni a Sant'Onofrio, paese confinante con Vibo; 6 fabbricati a Briatico; un terreno, un fabbricato, un capannone industriale ed una villa ubicati a Vibo Valentia; una Porsche Cayenne, un autocarro, il compendio aziendale di una società con sede a Vibo ed operante nel ramo edilizio; i materiali e le attrezzature della stessa società “Elle Erre Costruzioni srl” ed infine tutti i rapporti bancari riconducibili a Rosario Lo Bianco, alla moglie Maria Elena Lo Bianco ed a Carmelo Lo Bianco, 20 anni, figlio dei coniugi Lo Bianco.

L’uomo è stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale per tre anni, in quanto indicato come evasore “socialmente pericoloso”. L'indagine era stata avviata nel 2010 quando le Fiamme gialle avevano posto l'attenzione sulla “Elle Erre Costruzioni Srl” con la scoperta di un'evasione delle imposte sui redditi per 20milioni di euro e l'impiego di 108 lavoratori in nero e 28 irregolari.

 

 

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mini 1580Alessandro Lefons non ha retto ai morsi della crisi. Giovane salentino di soli 32 anni, una tiepida mattina d’aprile è uscito da casa a bordo della sua Ford Fiesta. Nel cruscotto una pistola a tamburo. Giunto fuori paese, in aperta campagna, si è sparato in testa. Un altro costruttore edile del meridione suicida. L’ennesima vittima di questa maledetta recessione che si ostina a voltare le spalle ai sogni e agli investimenti di molti giovani imprenditori. Una crisi profonda che ha messo in ginocchio un settore trainante per l’intera economia e che a Serra San Bruno, nell’entroterra calabrese, si protrae ormai dal 2005. Una flessione che negli ultimi 7 anni ha fatto registrare un calo del volume d’affari pari al 37,49%.

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Giovedì, 16 Febbraio 2012 12:42

Abusivismo, denunciate due famiglie di Dinami

mini dinamiDINAMI – I carabinieri della compagnia di Serra San Bruno, coordinati dal capitano Stefano Esposito Vangone, hanno denunciato due nuclei familiari di Dinami per abusivismo edilizio, una delle piaghe che affliggono il vibonese, sempre più difficile da debellare. Più in particolare ad essere deferiti all’Autorità Giudiziaria sono stati C.A. classe 1982, C.G. del 1986 e C.C. classe 1967 che avrebbero costruito una struttura abitativa di 35 mq avente base in cemento armato su di un terreno avente una destinazione d’uso diversa da quella edificatoria prevista per le costruzioni di civili abitazioni. Nel corso dei controlli a cura dei carabinieri della Compagnia di Serra inoltre, sono stati sempre denunciati all’Autorità Giudiziaria due coniugi, G.D. classe 1946 e P.M.C. del 1948, che avrebbero costruito una struttura di 100 mq in legno con base in cemento armato su di un terreno risultato di proprietà comunale. In entrambi i carabinieri hanno provveduto a denunciate le attività illecite alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per il reato di abusivismo edilizio e contestualmente è stata fatta richiesta di demolizione alle autorità municipali. L’operazione dei militari dell’Arma della Compagnia di Serra San Bruno, rientra nell'ambito di predisposti servizi di controllo del territorio, finalizzati proprio al contrasto del fenomeno delle costruzioni illegali, uno di quei fenomeni che si stanno espandendo a macchia d’olio colpendo tutta la provincia, indistintamente dalle marinate alla montagna.

 

(articolo pubblicato su Il Quotidiano della Calabria)

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