carabinieriAttraverso un subdolo escamotage una sedicente dottoressa avrebbe sottratto a Pizzoni, piccolo centro del Vibonese, ben 600 euro in contanti ad un'anziana del luogo. Quest’ultima, 75enne, sarebbe stata tratta in inganno, dunque, da una sconosciuta che spacciandosi per dottoressa sarebbe riuscita ad entrare nella sua abitazione e a derubare la pensionata.

Una volta varcata la porta dell’appartamento, infatti, la falsa professionista avrebbe distratto l’anziana, impossessandosi del denaro per poi dileguarsi fra le vie del centro cittadino e facendo perdere, nel giro di pochi istanti, le proprie tracce.

Per fare luce sul caso sono già partite le indagini condotte dagli uomini della Stazione dei carabinieri di Vazzano.

 

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mini De-Nisi_2Un buco da un milione e duecentomila euro. La notizia, circolata con insistenza nei giorni scorsi, trova conferma: pare che alla Provincia di Vibo Valentia sia venuto fuori un ammanco milionario dovuto a mandati di spesa fasulli. E' stato lo stesso presidente dell'Ente, Francesco De Nisi, a presentare ieri mattina un esposto alla Procura della Repubblica, che ha iscritto una persona nel registro degli indagati. Dopo la denuncia di De Nisi gli uomini della Guardia di Finanza si sono recati negli uffici della Provincia ed hanno sequestrato una serie di atti e documenti. Dagli accertamenti e' emerso che l'ammanco di denaro riguarderebbe l'ufficio Ragioneria e Affari Finanziari guidato dalla dirigente Armanda De Sossi, e sarebbe riconducibile a finti pagamenti e operazioni ancora poco chiare.

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mini Mimmo-Crea"Onorata Sanità", l'ex consigliere regionale calabrese Mimmo Crea è stato condannato dal Tribunale di Reggio Calabria a cinque anni e sei mesi di reclusione per peculato e la moglie, Angela Familiari, a 4 anni e dieci mesi per reinvestimento di denaro proveniente da attivita' illecita. Crea era stato gia' condannato ad 11 anni e 3 mesi di reclusione in primo grado, per concorso esterno in associazione mafiosa. L'ex consigliere regionale è stato riconosciuto colpevole di avere sottratto somme destinate all'attivita' politica del gruppo consiliare del Ccd a palazzo Campanella da lui guidato dal 2001 al 2005. Nel corso del processo l'accusa ha ricostruito, attraverso una perizia tecnica, il flusso di denaro gestito da Crea. Il Consiglio regionale della Calabria, secondo l'accusa, versava fondi sul conto corrente intestato al Ccd e Crea, presidente del monogruppo, li prelevava per versarli sul suo conto corrente di cui era intestatario con la moglie. In poco meno di quattro anni, secondo quanto emerso dal processo, sarebbero spariti 543 mila euro, di cui 275 mila sono stati versati sul conto corrente della famiglia Crea, mentre della restante somma non si e' avuta piu' traccia. Il Tribunale ha deciso anche la confisca del conto corrente.

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