mini calcio

SERRA SAN BRUNO - È iniziato il conto alla rovescia per il Real Serra, la nuova realtà sportiva nata su iniziativa di alcuni giovani ed imprenditori del luogo, che nonostante tutto e nonostante le innumerevoli difficoltà, hanno messo in atto un progetto dando così vita ad un' associazione sportiva che prenderà parte ai campionati dilettantistici. Il Comitato regionale della Lega nazionale dilettanti ha diramato i gironi del campionato di Terza categoria. La compagine serrese, al suo primo anno di attività, è stata inserita nel girone 'G', così composto: Don Bosco Jacurso, Filogasese, Folgore Cortale, Jacurso, Maierato, New San Pietro, Nuova Acconia Calcio, Real Serra, San Nicola da Crissa, San Pietro Lametino, San Calogerese 05 e Vallelonga. L'avvio delle ostilità è previsto per domenica prossima, 28 ottobre, alle ore 14.30. I campionati, inoltre, si fermeranno dal 30 dicembre al 6 gennaio per le festività natalizie ed il 31 marzo, invece, per quelle pasquali. Il tutto durerà fino al 21 aprile 2013, data in cui verrà stabilità la squadra che riuscirà ad ottenere il via libera per la Seconda categoria. Non resta che augurare a tutte le squadre partecipanti un un buon inizio di campionato e...che vinca il migliore!
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mini santo_procopioEra latitante dal 15 dicembre dello scorso anno, quando era riuscito a sfuggire all'arresto ordinato dalla Dda di Catanzaro nell'ambito dell'operazione "Showdown". Giuseppe Santo Procopio, 27 anni, è stato catturato stamattina dai carabinieri di Catanzaro. L'operazione in cui è coinvolto aveva già portato in carcere diversi presunti affiliati del cartello Sia-Procopio-Tripodi (Soverato, Davoli), accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, sequestro di persona, occultamento di cadavere, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Il clan, attivo nel Soveratese con l'appoggio dei Vallelunga di Serra San Bruno, è contrapposto ai Gallace-Ruga-Leuzzi (Guardavalle, Monasterace, Stignano) nella feroce guerra di 'ndrangheta (la seconda "faida dei boschi") che tra il 2010 e il 2011 ha insanguinato il triangolo di territorio compreso tra le Serre, Soverato e il basso Jonio catanzarese.

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mini pasquale_con_la_madre_maria_rosaSERRA SAN BRUNO - Oggi avrebbe compiuto ventun anni, invece di lui non hanno lasciato che dei poveri resti scarnificati dagli animali selvatici. Pasquale Andreacchi non ha potuto vivere, come i suoi coetanei, l'età di passaggio dall'adolescenza alla maturità, perchè tre anni fa è stato sequestrato, picchiato e ucciso brutalmente da assassini che ancora sono in stato di libertà. Impuniti. Aveva compiuto 18 anni da neanche un mese quando cadde vittima della barbarie che lo ha strappato, poco più che bambino, alla sua famiglia. 11 ottobre 2009, questa la data della sua scomparsa. Poco prima, per festeggiare il suo ingresso nella maggiore età, Pasquale si era fatto un regalo, un cavallo. Si chiamava Joe, ed insieme allo stallone Hidalgo, e ad altri, era la sua vera ragione di vita. La sua unica smisurata passione.

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Venerdì, 27 Aprile 2012 15:41

Alla ricerca della targa perduta

mini targa_ndrangheta_3Era giovedì. Giovedì 15 dicembre, quando il Consiglio Comunale serrese con un’unanimità intrisa di legittimo equilibrio, chiese a S.E. il Prefetto di spedire a Serra la targa con la dicitura “Qui la ‘ndrangheta non entra.”. Un emblema di fiera legalità da affiggere all’esterno del palazzo municipale. Lo propose il consigliere di minoranza Lo Iacono. Un’idea inopinabile. L’assemblea all’unisono approvò compiaciuta: “Questa targa s’ha da fare!” Tutti d’accordo, come ad un matrimonio.

Un gesto importante. Un eloquente segno di ribellione nei confronti del pericoloso sistema che alimenta la criminalità cittadina. Perché proprio l’amministrazione deve essere d’esempio per la comunità, anche attraverso delle semplici azioni simboliche volte a diffondere la cultura della giustizia. Una targa, quattro piccoli chiodi, un grande passo per la legalità.

Certo, sarebbe da stolti, pensare che una semplice affissione possa bastare a rendere immuni da un virus così atroce com’è quello della ‘ndrangheta.

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mini SIMBARIO_1SIMBARIO - «Gli avvocati che ci hanno fatto firmare devono rendere conto della loro azione legale. Vogliamo capire perché l’Enel continua ad inviarci lettere di rimborso spese di circa 600 euro». Non si placa ancora la polemica dei cittadini-utenti chiamati a pagare dall’Enel le spese legali derivanti dalla sentenza n. 350/09 del Tribunale di Vibo Valentia. Il contenzioso degli utenti nei confronti dell’ente distributore di energia, riguarderebbe le oramai note richieste di risarcimento danni presentate da molti avvocati al Giudice di Pace di seguito il black-out elettrico del 28 settembre 2003. Sempre su questa testata, il 21 dicembre scorso, dopo aver raccolto le dichiarazioni di Marco Martino (Udc) e Mimmo Russo (segretario Ugl Vibo), s’era detto che nel comune di Capistrano, in merito alle suddette richieste di rimborso, era stata smascherata una vera e propria speculazione legale. Infatti, alcuni cittadini avrebbero dichiarato di essere stati chiamati a versare la loro quota per le spese legali nonostante non avessero mai firmato nessuna procura di rappresentanza. Di seguito al disagio creato allora dall’Enel, furono in tanti a preoccuparsi di fare ricorso all’ente. Come ricordavamo nell’articolo pubblicato il 21 dicembre, in alcuni casi l’incresciosa vicenda si sarebbe risolta con un semplice fax di richiesta di indennizzo inviato dall’utente all’Enel, dopo che l’ente ebbe informato gli utenti con un comunicato nazionale. Se la soluzione per molti fu l’invio di un semplice fax, ci si chiede come mai tanti legali si siano prodigati a presentare richiesta di rimborso al Giudice di Pace piuttosto che consigliare ai cittadini di rivolgersi direttamente all’ente. Per i simbariani quindi al danno si aggiunge la beffa. Nonostante il disagio che le attività commerciali subirono col balck-out, i richiedenti del rimborso hanno ricevuto una lettera da parte dell’Enel che così recita: «Con la sentenza indicata in oggetto, il Tribunale di Vibo Valentia ha riformato la decisione del Giudice di Pace di Serra San Bruno, rigettando la Sua richiesta di risarcimento di presunti danni a seguito del black-out nazionale del 28/9/2003 e condannandola alla rifusione delle spese legali». I cittadini pertanto chiedono delucidazioni ai legali (scomparsi) che hanno impugnato le loro richieste, dato che gli stessi sembrerebbero molto esaurienti in fatto di spiegazioni preliminari ma per nulla esaustivi nell’argomentare le conclusioni.

(articolo pubblicato su Il Quotidiano della Calabria)



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mini omicidio04Giuseppe Matina, imprenditore agricolo di 33 anni, è stato ucciso stasera a Stefanaconi. Il fatto è avvenuto intorno alle 18 di fronte all'abitazione della vittima, in contrada "Breve". Matina è stato freddato nel cortile di casa sua da due killer armati di pistola, ed è morto sul colpo. Sul luogo dell'omicidio sono intervenuti carabinieri e polizia: gli inquirenti ipotizzano che il delitto sia maturato nell'ambito della criminalità organizzata. Matina era già scampato ad un agguato nel dicembre scorso, mentre era alla guida della sua automobile. L'imprenditore in passato era stato indagato per associazione mafiosa, ma non aveva mai subito alcuna condanna. Il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, ha informato dell'omicidio il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Giuseppe Borrelli. (foto repertorio)

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mini metanoRiceviamo e pubblichiamo:

L’impegno politico deve essere esclusivamente inteso come servizio e ricerca del bene comune. Una ricerca che non può venire meno neppure quando si ricopre un ruolo di opposizione. Al contrario, il ruolo di controllo, esercitato dalla minoranza, rappresenta uno strumento imprescindibile per garantire la trasparenza e la democraticità all’interno degli organi elettivi. Certo, non v’è dubbio che l’importate funzione svolta dall’opposizione vada esercitata in maniera propositiva e con un posizione che non sia pregiudizialmente contro. Animato da tale spirito, nella mattinata odierna, ho depositato in comune la seguente proposta di deliberazione che, ai sensi dell’art. 21 del Regolamento, per il funzionamento del consiglio Comunale ho indirizzato al sindaco.

Mirko Tassone (consigliere comunale del gruppo "Al lavoro per il cambiamento")

Oggetto: Individuazione annuale zone non metanizzate nell’ambito del territorio comunale ex art. 8 comma 10 lettera c) punto 4 della Legge n° 448 del 23/12/1998. – Proposta di deliberazione.

Visto l’art. 21 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, il sottoscritto consigliere comunale sottopone alla Sua cortese attenzione la proposta di deliberazione di cui all’oggetto

Relazione

L’ art. 13, comma 2, della legge n. 448/2001 (Legge Finanziaria 2002), ha previsto la possibilità di concedere per gli anni 2002 e 2003 agevolazioni sul costo del gasolio e del GPL da riscaldamento per i cittadini dei comuni ricadenti nella zona climatica “E”, residenti nelle frazioni di territorio parzialmente non metanizzate individuate con apposita delibera del Consiglio Comunale. La proroga di tale provvedimento, inserito, anche, nelle Leggi Finanziarie successive, ha indotto, nel 2009, il Consiglio Comunale di Serra San Bruno a deliberare in merito (Deliberazione C.C. n. 14 del 6 agosto 2009). La legge  13 dicembre 2010, n. 220 (Legge Finanziaria 2011) non ha prorogato l’ambito di applicazione dei benefici fiscali a tutte le zone parzialmente non metanizzate ricadenti nella zona climatica “E”. Al tal riguardo, l’Agenzia delle Dogane, con lettera prot. 33321 R.U. dd. , 16.3.2011, ha posto in evidenza che “ La previsione di cui all’art. 2, comma 13, della legge 22.12.2008, n. 203 … non è stata reiterata nella legge finanziaria per l’anno 2010, né per l’anno 2011. Pertanto, l’ambito applicativo del beneficio in questione, come quantificato dalla sopraccitata Legge Finanziaria 2009, deve ora essere individuato esclusivamente sulla base dell’art. 8, comma 10, lett. c), punto 4) della Legge 448/98 come modificato dall’art. 12, co. 4, della legge n. 488/99 e di quanto stabilito dall’art. 4 del decreto-legge 30.09.2000, n. 268, convertito con modificazioni dalla    Legge            23.11.2000,n.354”. A ciò si aggiunga che con decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 7 aprile 2008 n. 2008/318/CE, l’Italia è stata autorizzata ad applicare aliquote di tassazione ridotte al gasolio e al GPL utilizzati per il riscaldamento in alcune zone geografiche caratterizzate da costi di riscaldamento elevati. Tale autorizzazione riguarda il periodo compreso tra il 1 gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2012. In sostanza, le agevolazioni di cui all’articolo 2, comma 12, della Finanziaria 2009, per le frazioni non metanizzate sono ormai a regime, mentre non sono più in vigore, dalla fine del 2009, le agevolazioni di cui all’articolo 2, comma 13, della medesima Legge Finanziaria 2009 sul gasolio e sul GPL impiegati nelle frazioni parzialmente non-metanizzate di comuni ricadenti nella zona climatica “E”, di cui all'articolo 13, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (cioè, quelle che si trovano nel centro abitato dove ha sede la casa comunale). I Comuni interessati sono, quindi, tenuti annualmente ad adottare apposita deliberazione consiliare, da comunicare al Ministero delle Finanze ed al Ministero dell'Industria, del Commercio e dell’Artigianato, entro il 30 settembre, con la quale procedere all’individuazione delle “frazioni” di territorio non metanizzate ed al relativo perimetro del centro abitato ove ha sede la casa comunale. Considerato che il Comune di Serra San Bruno ricade nella zona climatica “E”, si rende necessario adottare una nuova deliberazione con la quale individuare le zone non metanizzate del territorio comunale affinché i residenti in dette zone possano beneficiare della riduzione sul costo dei combustibili utilizzati per il riscaldamento.

Proposta deliberazione

Premesso che

  • l’art. 8 comma 10 lettera c) della 448/1998, così come modificata dalla legge 17 maggio 1999 n. 144 art. 39, nell’istituire la “carbon tax” ed al fine di attenuare l’aumento dell’accisa applicata al gasolio e al gas di petrolio liquefatto (GPL) usati come combustibile, ha previsto un’agevolazione per gli acquisti di detti prodotti in determinate zone del territorio nazionale;
  • con l’art. 12, comma 4, della legge 23 dicembre 1999 n. 488 (finanziaria 2000), la riduzione di prezzo sull’acquisto di gasolio e GPL, per uso riscaldamento, è stato esteso, ai Comuni ricadenti nella zona climatica “E” limitatamente alle frazioni non metanizzate e individuate annualmente con deliberazione del Consiglio Comunale interessato e comunicata al entro il 30 settembre di ogni anno;
  • Il Comune di Serra San Bruno ricade nella zona climatica “E” di cui al DPR 412/1993;
  • La legge n. 354/2000 chiarisce che per “frazioni di Comune” si intendono le porzioni edificate di cui all’art. 2, c.4, del D.P.R n. 412/1993, ivi comprese le aree su cui insistono case sparse;
  • l’art. 27, commi 2 e 3, della legge 23.12.2000 n. 388 (legge finanziaria 2001), ha precisato che le frazioni di Comuni e le case sparse possono essere ubicate a qualsiasi quota, al di fuori del centro abitato ove ha sede la casa comunale;
  • la previsione di cui all’art. 2, comma 13, della legge 22.12.2008, n. 203 che ha prorogato tale ampliamento anche all’anno 2009 non è stata, infatti, reiterata nella legge finanziaria per l’anno 2010 per cui il beneficio di cui all’art. 8, comma 10 – lett. c), della legge n. 448/1998 è oggi applicabile alle sole frazioni, non metanizzate della zona climatica E, appartenenti a Comuni metanizzati che ricadono nella medesima zona climatica E, intese secondo la lettera del citato art. 4, del D.L.. n. 268/2000 come “….porzioni edificate… ubicate a qualsiasi quota, al di fuori del centro abitato ove ha sede la casa comunale, ivi comprese le aree su cui insistono case sparse”;
  • con nota n. 5961/prot. del 15.1.2010, l’Agenzia delle Dogane, ribadendo la mancata reiterazione, nella Legge Finanziaria 2010, del beneficio in questione per le frazioni parzialmente non metanizzate ricadenti nella fascia climatica “E”, di Comuni ricadenti anch’essi nella medesima zona climatica, ancorché nelle stesse frazioni fosse ubicata la casa comunale, segnalava inoltre che “i Comuni, nelle proprie delibere, sono tenuti a distinguere le zone metanizzate da quelle non metanizzate, individuando quali di queste zone si trovino nel centro abitato dove è ubicata la casa comunale e quali, invece, si trovino al di fuori dello stesso”.
  • Tale indicazione risulta necessaria al fine di consentire “da una parte ai cittadini di presentare ai propri fornitori di combustibili dichiarazioni sostitutive basate su atti ufficiali delle Amministrazioni interessate, dall’altra di garantire alle aziende fornitrici certezza nel recupero delle somme anticipate”;
  • successivamente, l’Agenzia delle Dogane, con nota n. 41107/prot. in data 12.4.2010, ha precisato che l’agevolazione deve considerarsi applicabile a tutto il territorio comunale che si trova al di fuori del centro abitato ove è ubicata la sede municipale, sempreché in detto territorio le “porzioni edificate” non metanizzate siano state individuate con delibera consiliare;
  • da ultimo l'Agenzia delle Dogane con nota prot. 32251/R.U. in data 18.03.2011 ha confermato che: “tenuto conto che sia la Legge 13 dicembre 2010 n. 220, sia il D.L. 29 dicembre 2010 n. 225, convertito in legge 26 febbraio 2011 n. 10, nulla hanno previsto in merito all’agevolazione di cui trattasi, si ripropone la stessa condizione dell’anno scorso........”;
  • con decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 7 aprile 2008 n. 2008/318/CE, l’Italia è stata autorizzata ad applicare aliquote di tassazione ridotte al gasolio e al GPL utilizzati per il riscaldamento in alcune zone geografiche caratterizzate da costi di riscaldamento elevati. Tale autorizzazione riguarda il periodo compreso tra il 1 gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2012.

Tutto ciò premesso e considerato, si propone di adottare apposita deliberazione consiliare finalizzata all’individuazione delle zone non metanizzate del territorio comunale.

Serra San Bruno, 25 gennaio 2012

IL CONSIGLIERE

Mirko Tassone

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mini san_francesco_paola_subacqueo__2Una grossa statua raffigurante San Francesco di Paola è sparita dallo specchio d'acqua antistante la città che ha dato i natali al Santo. Il maestoso manufatto, una statua bronzea alta due metri e pesante più di due tonnellate, opera dell'artista Zappino, era stata sistemata a 23 metri di profondità dai sommozzatori del Gruppo Subacqueo Paolano nel novembre 2007, anno in cui ricorreva il cinquecentesimo centenario della morte del Santo, patrono dei calabresi e della gente di mare. Nella giornata di domenica 30 dicembre 2011, lo stesso gruppo di sommozzatori che l'aveva sistemata, notò l'assenza della boa che segnalava la presenza sottomarina della statua del Santo.

L'allarme è scattato immediatamente e, nonostante gli ormai 6 giorni di ricerche da parte degli stessi sub, ancora non si hanno notizie a riguardo. Il monumento sembra essere sparito nel nulla. L'ipotesi, oltre naturalmente a quella del furto, è che la statua possa essere rimasta incastrata nelle reti di qualche pescatore di frodo e quindi sdradicata e trascinata chissà dove. Ipotesi questa poco probabile vista la mole del manufatto. Gli esperti e gli investigatori tendono più verso l'ipotesi di furto e seguono 2  diverse piste. La prima porta in Campania, la regione più vicina dov'è possibile trovare un'imbarcazione capace di prelevare dal fondo la grossa statua, mentre la seconda fa riferimento alle dichiarazioni di una testimone che avrebbe visto un camion con a bordo una statua di San Francesco dirigersi verso San Lucido. Sempre secondo alcune voci, nei giorni 28 e 29 dicembre scorso, un grosso peschereccio blu, dalle dimensioni sufficienti per poter sollevare la Statua, è stato avvistato navigare vicino al luogo dov'era la statua.

Inanto nei giorni scorsi si sono susseguiti diversi appelli, anche su facebook, da parte di vari gruppi e associazioni del luogo che rivorrebbero indietro la statua del Santo Patrono.

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mini Pasquale_3SERRA SAN BRUNO - Ha preso in mano il caso da pochissimo, ma appena ha iniziato a spulciare le carte si è subito resa conto della gravità della situazione. Determinazione e caparbietà di certo non difettano all'avvocato Giovanna Fronte, legale di fiducia dei familiari di Pasquale Andreacchi, e infatti - si può starne certi - non verrà lasciato nulla d'intentato per cercare di arrivare a rendere giustizia alla vittima di un così efferato delitto. Il primo obiettivo, dunque, è chiedere la riapertura delle indagini.

Come rivelato da Il Vizzarro.it pochi giorni fa, infatti, la Procura vibonese ha archiviato il procedimento che aveva aperto contro ignoti per il sequestro e l'omicidio di Pasquale. L'archiviazione è avvenuta il 30 dicembre 2010, esattamente ad un anno di distanza dal ritrovamento dei resti del giovane. Caso archiviato nel giro di un anno: nessun indagato, nessun colpevole. Una conclusione inaccettabile non solo per i familiari, ma per chiunque abbia a cuore la permanenza di qualche scampolo di civiltà in questi lembi estremi del Meridione d'Italia. Per queste ragioni, essendoci evidentemente diversi elementi da chiarire e dubbi da dissipare su come sono state gestite le indagini, l'avvocato Fronte chiederà con decisione al Pubblico Ministero di riaprire il caso, e quindi, se sarà consentito, anche di riesumare i resti del giovane per effettuare qualsiasi tipo di accertamento scientifico che non sia stato fatto in precedenza.

Pasquale, un ragazzone appena maggiorenne con l'unica passione dei cavalli, scomparve da casa la sera del 11 ottobre 2009. Un mistero, la sua scomparsa, durato due mesi. Mentre si inseguivano incontrollate le voci sulla sorte del ragazzo, la mattina del 9 dicembre viene fatta una macabra scoperta: un teschio umano con un foro di pallottola in fronte e un femore, fatti trovare in un cassonetto. Il 27 dicembre succede di peggio: un cacciatore del luogo trova dei resti umani e dei vestiti in un bosco di castagno poco distante da quel cassonetto. E' Pasquale: ci sono i suoi documenti e lo confermerà anche il DNA effettuato sui resti un mese dopo. I funerali, a causa delle lungaggini degli esami medici sulle ossa ritrovate, si svolgono diversi mesi dopo, nel maggio 2010. Si era parlato, sui quotidiani locali, di una potenziale pista riferita all'acquisto non pagato di alcuni cavalli, e ad alcune minacce che il padre avrebbe subito e che pare abbia denunciato. Ma nel registro degli indagati, per l'omicidio e per il sequestro di persona, non è mai stato iscritto nessuno.

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mini pasquale_con_la_madre_maria_rosaLa procura di Vibo Valentia ha archiviato il caso di Pasquale Andreacchi già un anno fa. Il 30 dicembre 2010, appena un anno dopo il ritrovamento dei resti del 18enne serrese, la Procura ha archiviato il procedimento che aveva aperto contro ignoti per sequestro di persona e omicidio. Tradotto: nessun colpevole per un omicidio efferato, un delitto assurdo che ha scosso la comunità serrese ma che è rimasto ben poco sotto la luce dei riflettori dei media nazionali. La notizia è di ieri sera, anche se l'archiviazione risale ad un anno fa, e gli stessi familiari di Pasquale sostengono di averlo scoperto solo nei giorni scorsi, dopo che la Procura ha risposto ad una richiesta specifica inoltrata dal loro  legale di fiducia, l'avvocato Giovanna Fronte, che si occupa del caso Andreacchi da pochissimo.

Pasquale, un ragazzone appena maggiorenne con l'unica passione dei cavalli, scomparve da casa la sera del 11 ottobre 2009. Un mistero, la sua scomparsa, durato due mesi. Mentre si inseguivano incontrollate le voci sulla sorte del ragazzo, la mattina del 9 dicembre viene fatta una macabra scoperta: un teschio umano con un foro di pallottola in fronte e un femore, fatti trovare in un cassonetto. Il 27 dicembre succede di peggio: un cacciatore del luogo trova dei resti umani e dei vestiti in un bosco di castagno poco distante da quel cassonetto. E' Pasquale: ci sono i suoi documenti e lo confermerà anche il DNA effettuato sui resti un mese dopo. I funerali, a causa delle lungaggini degli esami medici sulle ossa ritrovate, si svolgono diversi mesi dopo, nel maggio 2010. Si era parlato, sui quotidiani locali, di una potenziale pista riferita all'acquisto non pagato di alcuni cavalli, e ad alcune minacce che il padre avrebbe subito e che pare abbia denunciato. Ma nel registro degli indagati, per l'omicidio e per il sequestro di persona, non è stato iscritto nessuno. Il 30 dicembre dello scorso anno il caso è stato archiviato. I familiari, sgomenti di fronte alla notizia, annunciano che si opporranno all'archiviazione con ogni mezzo consentito dalla legge.

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