mini 1371638_10200638279500791_870793475_nL'ultima volta che ha esposto i suoi ritratti, gli organizzatori della mostra non hanno pensato a specificare nei manifesti che non si trattava di una personale di fotografia, e così poi si sono dovuti armare di pazienza e spiegare a ogni singolo avventore che le opere esposte non erano il frutto di obiettivi tecnologicamente avanzati nè di software di grafica all'avanguardia, ma di una semplice matita. L'incredulità, d'altronde, è la sensazione più comune al primo impatto con le opere di Vitantonio Tassone, artista serrese 43enne autodidatta che, in 20 anni di studio, ha affinato una tecnica che oggi gli permette di realizzare disegni – matita su cartoncino ruvido – e quadri – acrilico o olio su tela – che sfiorano la perfezione, fin nei dettagli più impercettibili.  
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mini 182190_399472416756152_1924496783_nScorre sangue d’artista nelle vene del piccolo Giuseppe Manno. Classe 1998, che il suo futuro sarebbe stato immerso nella pittura lo si intuì già alle elementari, quando a soli 10 anni, partecipò ad un concorso di disegno indetto da una famosa catena di distribuzione di giocattoli, in occasione del V centenario della morte di San Francesco da Paola. Giuseppe, come tutti gli altri compagni di classe, presentò il suo disegno che la giuria però rigettò puntualmente: “è impossibile che un bambino così piccolo sia capace di fare un disegno del genere!”.  Allora le maestre, che ancora conservano gelosamente i primi disegni di Giuseppe, sfidarono gli organizzatori della gara a raggiungere il giovane artista direttamente a scuola, in classe, per sincerarsi di persona di che cosa il bambino, una volta afferrata la matita in mano, fosse capace. Ma questi si scusarono e fecero immediatamente marcia indietro. Avevano compreso a pieno che quella piccola opera d’arte sul Santo paolano era davvero farina del sacco di Giuseppe. Un sacco che col passare del tempo è diventato ancora più intrigante, capiente e profondo. Sono infatti più di una ventina le opere che Giuseppe esporrà in una tre giorni, dal 3 fino al 5 agosto, nei locali di Sala Chimirri a Serra San Bruno. Opere straordinarie in cui magistralmente i volti ei paesaggi diventano arte.

Mentre visitiamo la mostra Giuseppe scorazza fra i suoi quadri con leggerezza e disinvoltura, così come lo immaginiamo con il pennello in mano. Capelli biondi, occhi azzurri e lo sguardo di chi la sa lunga. Una sicurezza disarmante, degna di un artista navigato, mentre spiega ai numerosi visitatori che si tratta solo della sua prima esposizione personale di pittura e che non vuole assolutamente fermarsi. È solo agli esordi. Come una pregevole Ferrari che scalda il motore verso chissà quali altri orizzonti di arte e di soddisfazione.

Il piccolo Giuseppe Manno, assieme a Rocco Giancotti, appartiene alla ‘generazione terribile dei nuovi artisti serresi’, pronti a spodestare prematuramente i maestri che li hanno preceduti e in qualche caso guidati. Fin da bambino Giuseppe nutre una particolare attrazione per il disegno, una voglia incontenibile di tramutare in immagine tutto ciò che è visibile, tangibile o pensabile. Nelle sue opere emerge infatti un connubio perfetto ed inscindibile che trova spunto dall’amore per i luoghi dell’infanzia, sono diverse infatti le tele con squarci di Serra e Brognaturo (rispettivamente il paese del padre Bruno e della madre Teresa), ed i volti già di per sé affascinanti di zie e cugine, dipinti in opere che da questa soluzione acquistano un significato ancora più intimo e profondo. Un immenso affetto immortalato sulla tela.

La mostra ha già fatto registrare un grande successo di pubblico scandito dalla visita di centinaia di persone. Giuseppe, seppur ancora giovanissimo, ha l’aria dell’artista che se gli fosse toccato vivere in qualche luogo altissimo, sospeso su un dirupo o su uno scoglio così stretto da poterci posare soltanto i due piedi, avrebbe portato con sé anche un cavalletto su cui adagiare una tela da trasformare magicamente in opera d’arte, solcandola in lungo ed in largo con il carboncino, la china o il pennello. Un’arte respirata a tuttotondo, in tutte le sue sfaccettature ed espressioni. Un’inclinazione che diviene fin da piccolo passione e che si sta man mano affinando sempre più, come un bocciolo che cresce lento a primavera e che presto si trasformerà in uno splendido fiore di cui si avverte già il meraviglioso profumo. Tanto che nell’ultimo anno la voglia di esprimere il suo modo particolare di intendere la pittura, il disegno e l'arte hanno spinto Giuseppe a concentrarsi su tecniche, fino ad ora, per lui inesplorate come ad esempio la china, da cui riesce, fra gli altri a ricavare una splendida Marilyn Monroe. Quindi, ancora una volta vi ricordiamo, per chiunque voglia apprezzare le doti di questo straordinario artista in erba, che le sue opere rimarranno esposte ancora fino a domenica 5 nella centralissima Sala Chimirri, nei pressi del Cinema Aurora, a Serra San Bruno. 

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