VIBO VALENTIA - La città di Vibo Valentia dice "no" alla violenza sulle donne attraverso una serie di iniziative promosse dalla Pro Loco in collaborazione con l’associazione "L’eccellenza Turistica Mediterranea" e la "Leone Produzioni".

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ambulanza1234A causare la morte di Caterina Umbrello, l’89enne residente a Simbario, entrata in coma mentre veniva trasportata presso l'ospedale "San Bruno", sarebbe stata la caduta in autoambulanza. A riferirlo è stato il medico legale di parte, dottor Cardamone, il quale, consultatosi con i familiari della vittima, avrebbe sostenuto che il sopravvenuto «evento della morte è riconducibile al trasporto in ambulanza». Secondo quanto riferito dal medico legale di seguito all’esame fatto sul corpo, la donna, oltre ad avere avuto escoriazioni alla testa, presentava punti di sutura anche agli arti. Di seguito ai suddetti esami, i familiari di Caterina Umbrello hanno chiesto alla magistratura di fare chiarezza sulle eventuali responsabilità che, in merito alla sopraggiunta morte, sarebbero attribuibili al personale medico che il 12 novembre scorso ha prestato servizio all’anziana donna.

Caterina Umbrello, deceduta lo scorso 28 novembre intorno alle ore 10 all'ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, sedici giorni prima, il 12 novembre, di seguito ad un malore era stata trasportata in autoambulanza dalla propria abitazione verso il nosocomio di Serra San Bruno. Giunti in ospedale i figli avrebbero notato che l'anziana presentava, appunto, delle medicazioni alla testa e agli arti. Alla richiesta di chiarimenti, i sanitari intervenuti avrebbero sostenuto che le lesioni riportate erano conseguenti ad una manovra brusca del conducente dell’ambulanza durante il trasporto in ospedale. Per conoscere la dinamica dell'accaduto erano intervenuti anche i carabinieri della locale compagnia.

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mini puntodonna«Intervenire sulla riqualificazione del ruolo della donna da un punto di vista culturale, sociale, economico». E' questo in sintesi l'obiettivo che si prefigge di raggiungere il progetto “Punto Donna”, costituito da un ciclo di seminari sulla creazione e gestione d'impresa, che prenderà il via lunedì prossimo, presso la sede della Comunità Montana a Serra San Bruno. Si tratta di un'iniziativa che nasce da un'approfondita analisi della situazione sociale, culturale ed economica del nostro territorio, nel quale la donna, troppo spesso, viene relegata ad attività marginali che, alla fine, vanno a svantaggio non solo nei confronti della donna stessa, ma anche della famiglia e della società.

Le lezioni saranno tenute da professionisti del settore e saranno concentrate sulla creazione di un'impresa, nonché sulla sua gestione. Lo scopo è anche quello di stimolare i giovani ad essere non solo soggetti in cerca di un impiego, ma artefici anche di opportunità lavorative. Durante i corsi, si alterneranno anche nozioni di comunicazione pubblicitaria multimediale ed esperienze dirette di imprenditori locali.

Il ciclo, quindi, prenderà il via lunedì 1 dicembre, per poi concludersi martedì 9. Sarà riservato principalmente ai paesi che fanno parte della Comunità montana - vale a dire Brognaturo, Capistrano, Fabrizia, Filadelfia, Mongiana, Monterosso Calabro, Nardodipace, Polia, San Nicola da Crissa, Serra San Bruno, Simbario, Spadola e Vallelonga – ma, ovviamente, potranno partecipare anche coloro i quali risiedono in un altro comune. Il corso è gratuito e, per potersi iscrivere, basta collegarsi sul sito internet www.puntodonnaserre.it. Prevista la presenza del prof. Jacques Guenot, già ordinario di Geometria all'Università della Calabria, e del prof. Yaroslav Sergeyev, matematico russo e professore ordinario di Analisi Numerica presso il Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica dell’Università della Calabria.

 

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CATANZARO - Caterina Umbrello, 89enne, la signora di Simbario entrata in coma mentre veniva trasportata verso l'ospedale "San Bruno" a causa di una caduta a bordo di un’autoambulanza, è deceduta questa mattina intorno alle ore 10 all'ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.

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tribunale viboSta facendo discutere la decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Caterina Cananzi, la 50enne originaria di Rizziconi, finita in manette sabato scorso dopo aver ferito gravemente con sette colpi di pistola il 47enne Salvatore Domenico Lombardo, docente di violino al Liceo musicale “Vito Capialbi” di Vibo.

In precedenza il gip aveva convalidato l'arresto della donna, ma ieri ha accolto la richiesta presentata dalla difesa di disporre nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari. Davanti ai giudici la Cananzi si è giustificata dicendo di «aver sparato perché amo troppo mia figlia. Ho agito così per un eccesso di amore materno», ha raccontato la donna ai magistrati, aggiungendo però anche altri dettagli sull'accaduto. La Cananzi ha infatti spiegato di aver preso la pistola, legalmente posseduta dal marito, a insaputa di quest’ultimo, per poi recarsi da Ricadi a Vibo Valentia con il solo intento di intimorire il docente che, ormai da circa un anno, aveva intrecciato una relazione con la figlia 23enne. Cosa, questa, che la donna non riusciva a tollerare, sia per la differenza di età che sussiste tra i due, sia per il fatto che il professore di violino è separato e padre di due figli. Una volta recatasi, dunque, presso il Conservatorio "Torrefranca" di Vibo - dove studia la figlia - la donna ha aperto il fuoco al termine di una discussione con il docente che, attualmente, si trova sedato ed in coma farmacologico in una clinica di Palermo. I primi soccorsi all'uomo erano stati invece prestati all'ospedale civile Jazzolino di Vibo Valentia.

A Palerno, Lombardo è stato sottoposto ad un ulteriore intervento chirurgico, al termine del quale gli è stato rimosso un proiettile dal palato, mentre un altro gli ha perforato il polmone e si è conficcato nell'esofago. Le sue condizioni sarebbero in lieve miglioramento ma comunque gravi.

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polizia 113 1Domenico Lombardo, di anni 47, insegnante di violino del Liceo musicale "Vito Capialbi" di Vibo Valentia, nella mattinata di oggi, intorno alle ore 11.30, è stato colpito da diversi colpi di arma da fuoco che gli hanno procurato ferite gravi alla testa, al collo e al torace. A sparare, con una pistola calibro 7.65, è stata Caterina Cananzi, di 50 anni, prontamente fermata dagli agenti della squadra mobile vibonese. Il malcapitato insegnante, che versa in condizioni gravi, si trova ora all’ospedale "Jazzolino" in prognosi riservata, ma comunque fuori pericolo di vita.

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mini carabinieri_124SORIANO CALABRO - A distanza di quasi un anno, l'assassino di Lucia Ioppolo - 85enne soffocata nella propria abitazione a seguito di un tentativo di rapina finito male - ha adesso nome e cognome: si tratta di Erdei Romeo Bogdan, 23enne romeno, arrestato nel suo Paese dalla Polizia nazionale, tramite il Dipartimento centrale di Polizia criminale. L'uomo, vicino di casa dell'anziana, è stato incastrato grazie al Dna rinvenuto sotto le unghie della donna. 

Il fatto risale al 23 novembre scorso, quando Lucia Ioppolo è stata trovata morta nella sua casa Soriano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, ed il medico legale il quale ha ricondotto il decesso della donna a soffocamento. Gli inquirenti, poi, tramite anche la collaborazione di diverse persone, sono riusciti a risalire proprio al 23enne, rifugiatosi in Romania a seguito dell'omicidio. 

 


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damiano schiafoneUna separazione mai accettata. Sarebbe stato questo il motivo che avrebbe spinto Damiano Schiafone, 47enne di Rivoli ma originario di Serra San Bruno, ad accoltellare l'ex moglie, Barbara Cappello, di 45 anni, e a suicidarsi buttandosi sotto un treno. Un gesto inaspettato, quello del giovane, padre di due figli piccoli, che ormai da tempo aveva deciso di lasciare la nostra cittadina per trasferirsi al Nord, in cerca di un lavoro e di un futuro da dare ai propri figli. Lavoro che, pian piano, Damiano era riuscito a coltivarsi, mettendo in piedi una carrozzeria con il fratello. Lunedì scorso, però, è successo l'irreparabile. 
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giovanni pupoIl cadavere di Nicole Pupo, 29 anni, infermiera, madre di due bambini, è stato rinvenuto, alcuni giorni fa, in un bosco in Germania alla periferia di Nünschweiler, piccolo comune di poco più di 750 abitanti del landkreis della Renania-Palatinato a pochi chilometri dal confine con la Francia. Uccisa e seppellita secondo un piano diabolico su cui ora gli agenti della polizei stanno cercando di fare luce.

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degrado urbano23SERRA SAN BRUNO – Alcune settimane fa diversi cittadini del rione Terravecchia avevano denunciato la mancata pulizia del locale centro storico, dominato da erbacce alte e piccoli cumuli di rifiuti ammassati fra di loro. Le segnalazioni avevano sortito, in quel caso, un effetto positivo e si era dunque giunti ad alleviare le criticità. Lo stesso non si può dire invece per i disagi sopportati dagli abitanti stanziati nella parte a sud della cittadina della Certosa, che per porre rimedio hanno deciso di agire in prima persona.

Eloquente l’esempio di civiltà involontariamente lanciato da un’anziana residente in via Garibaldi – una delle tante strade adiacenti al centralissimo corso Umberto I – nel cuore del rione Spinetto. La donna, stanca probabilmente di attendere un intervento “istituzionale” – alcuni giorni fa, in un tiepido pomeriggio di inizio giugno, ha imbracciato una zappa e ha ripulito il lungo marciapiede a ridosso dell’uscio della sua abitazione, estirpando le erbe selvatiche cresciute lungo il ciglio della carreggiata. Dopo aver sradicato le erbacce, la donna, le ha raccolte con scopa e paletta, inserite in una sacchetto di plastica e le ha, infine, portate con sé, all’interno della propria abitazione.

Altro singolare esempio di autorganizzazione quello di cui si è invece reso autore un gruppo di ragazzi, sempre in zona Spinetto, ma questa volta a favore dell’impianto sportivo di calcio a 5 sito in località Calvario. I ragazzi, armati di buona volontà, hanno deciso di rimettere in sesto quello che è divenuto ormai nel tempo uno spazio peculiare della loro quotidianità. Anche loro, ormai sfiduciati nei confronti dell’operato delle istituzioni, hanno messo autonomamente mano alla struttura. In particolare hanno provveduto a ripulire il campetto in erba sintetica e tutte le zone limitrofe, a riverniciare gli scheletri delle porte da gioco e a rimuovere delle vecchie reti in ferro poste da anni a limitazione della struttura, divenute oramai arrugginite e pericolanti. Gli stessi ragazzi, su un lato del terreno di gioco, hanno addirittura costruito un piccolo campo da bocce. Un modo semplice ma proficuo per rimettere in sesto uno degli impianti sportivi più frequentati della cittadina, altrimenti abbandonato a se stesso, senza alcun intervento di conservazione e manutenzione.

 

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