Carabinieri-sorianelloEnnesimo preoccupante episodio intimidatorio a danno di Raffaele Montagnese, imprenditore edile, residente ad Acquaro, che già alcuni giorni fa aveva trovato davanti all’uscio della propria abitazione una bottiglia contenente benzina con accanto un bossolo di fucile.

Questa volta, però, Montagnese ha dovuto subire addirittura l'incendio della Fiat Punto di sua proprietà. A dare l’allarme il figlio, che, mentre tornava a casa, si è accorto delle fiamme che stavano per avvolgere l'autovettura. Sui fatti inerenti a questa e alle intimidazioni precedenti, di cui Montagnese è divenuto oramai oggetto per ben cinque volte negli ultimi 28 anni, continuano ad indagare i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno che non escludono al momento alcuna pista.

L’ipotesi più probabile è quella che indica i fatti come gesti intimidatori conseguenti alla recente apertura di un cantiere edile nella frazione “Limpidi” di Acquaro, per la costruzione di un muro da parte della ditta di proprietà dello stesso Montagnese.

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mini carabinieri_124Nella giornata di ieri si è registrato un nuovo preoccupante episodio intimidatorio a danno di Raffaele Montagnese, imprenditore edile, residente ad Acquaro. Davanti all’abitazione dello stesso Montagnose - che, appunto, già di recente era stato oggetto di minacce da parte di ignoti - è stata ritrovata una bottiglia contenente un liquido infiammabile, probabilmente benzina, con accanto un bossolo di fucile.
 
Sul fatto stanno indagando, sotto le direttive del capitano Stefano Esposito Vangone, i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno. Una della pista seguite dagli inquirenti è legata all’ipotesi che possa trattarsi di un’intimidazione perpetrata all’indirizzo dell’imprenditore in seguito all’avvio di un cantiere edile, attivato di recente nella frazione “Limpidi”, ricadente proprio nel Comune di Acquaro. 
 
L’importo dei lavori aggiudicati a favore della ditta guidata da Montagnese, afferenti alla costruzione di un muro di protezione e probabilmente contesi da altri soggetti, risulterebbe essere di poco inferiore ai 40mila euro. 
 
 
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finanza 117La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, nell’ambito dell’operazione denominata “Tax free”, ha effettuato questa mattina una confisca di beni, per un valore stimato di 4milioni di euro, riconducibili a Rosario Lo Bianco, imprenditore edile di Vibo Valentia. Il provvedimento è stato adottato in attinenza alle nuove disposizioni previste dal Codice antimafia riguardo la pericolosità sociale dell'evasore fiscale. A dare concreta esecuzione al sequestro sono stati gli uomini della Guardia di Finanza che hanno posto i sigilli alle proprietà su disposizione del Tribunale di Vibo.

In particolare, la confisca riguarderebbe una società edile, la “Elle Erre Costruzioni srl”, con intestatario Lo Bianco che, secondo gli inquirenti, risulta «soggetto dedito a traffici delittuosi» e che vivrebbe «con proventi derivanti da attività criminali orbitanti nel campo dell’evasione fiscale e delle violazioni finanziarie in genere».

Oggetto del sequestro, dunque, oltre a patrimoni finanziari, anche beni immobili e mobili di proprietà di soggetti terzi, ma evidentemente riconducibili al Lo Bianco, tra i quali due terreni a Sant'Onofrio, paese confinante con Vibo; 6 fabbricati a Briatico; un terreno, un fabbricato, un capannone industriale ed una villa ubicati a Vibo Valentia; una Porsche Cayenne, un autocarro, il compendio aziendale di una società con sede a Vibo ed operante nel ramo edilizio; i materiali e le attrezzature della stessa società “Elle Erre Costruzioni srl” ed infine tutti i rapporti bancari riconducibili a Rosario Lo Bianco, alla moglie Maria Elena Lo Bianco ed a Carmelo Lo Bianco, 20 anni, figlio dei coniugi Lo Bianco.

L’uomo è stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale per tre anni, in quanto indicato come evasore “socialmente pericoloso”. L'indagine era stata avviata nel 2010 quando le Fiamme gialle avevano posto l'attenzione sulla “Elle Erre Costruzioni Srl” con la scoperta di un'evasione delle imposte sui redditi per 20milioni di euro e l'impiego di 108 lavoratori in nero e 28 irregolari.

 

 

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mini Carabinieri-sorianelloNARDODIPACE - Ha organizzato tutto nei minimi particolari, D.E., 53 anni, titolare di una ditta edile del Cosentino, arrestato dai carabinieri della locale Stazione, guidati dal maresciallo Mastrodomenico Vittorio e diretti dal capitano della Compagnia di Serra San Bruno, Stefano Esposito Vangone. In base a quanto siamo riusciti ad apprendere, il 53enne truffava gli anziani del piccolo centro posto al confine tra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria, proponendo loro dei fittizi progetti fotovoltaici ed il successivo smaltimento delle lastre di eternit, presenti sui tetti delle abitazioni. Non sapendo cosa veniva loro proposto, i soggetti in questione si sono visti accendere dei veri e propri finanziamenti. Come se ciò non bastasse, il titolare della ditta edile - a tal proposito - si faceva consegnare un documento di riconoscimento, per poi firmare direttamente i contratti. Da qui, l'intervento inevitabile di Equitalia che spediva agli anziani le apposite cartelle esattoriali. Rendendosi conto della truffa messa in campo nei loro confronti, le vittime dell'accaduto hanno denunciato il fatto ai carabinieri della locale stazione, che hanno subito identificato il responsabile.

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mini Casolare_1Riceviamo e pubblichiamo: 

Il responsabile aveva incaricato per la realizzazione del casolare, in zona boschiva sottoposta a vincoli, una ditta edile del luogo senza essere in possesso delle relative autorizzazioni.

Mongiana – Gli agenti del Comando Stazione di Serra San Bruno (VV) hanno denunciato un pensionato 62enne del posto, tale M.C., perché, senza aver acquisito le necessarie autorizzazioni, aveva commissionato ad un ditta edile locale la costruzione di una struttura in legno con platea in cemento nella località Gozzi dello stesso Comune.

L’accertamento è stato possibile effettuando un consueto giro di perlustrazione e controllo del territorio nella zona interessata.

Al momento della constatazione stava lavorando un solo operaio il quale riferiva che l’opera era stata ordinata dal M.C., proprietario del fondo. Non era a conoscenza, però, dell’esistenza o meno delle necessarie autorizzazioni.

Convocato sul posto, il M.C. non era in grado di esibire alcun titolo autorizzativo, propedeutico per la realizzazione del casolare in questione.

La mancanza delle autorizzazioni veniva confermata dagli accertamenti espletati presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Serra San Bruno.

Di conseguenza, si procedeva ad apporre i sigilli e sequestrare l’intero manufatto, avente una superficie pari a 60 mq.

Il responsabile veniva deferito presso la competente Autorità Giudiziaria per violazione al vincolo paesaggistico-ambientale, per violazione alla normativa urbanistico-edilizia nonché per violazione al vincolo idrogeologico perché, sempre in assenza di autorizzazione, per effettuare lo sbancamento del terreno si era altresì reso necessario praticare il taglio di parte del soprassuolo boschivo ed effettuare lo sradicamento delle ceppaie.

CORPO FORESTALE DELLO STATO
COMANDO PROVINCIALE
VIBO VALENTIA 

 

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mini vigili del fuocoSERRA SAN BRUNO - Criminali ancora in azione nella cittadina bruniana: ieri in tarda serata, nei pressi della centralissima piazza Nicola Calipari, è stato dato alle fiamme un automezzo di un'impresa edile del luogo. Il mezzo, un camion dotato di gru, era parcheggiato all'interno di un cantiere privato in cui, col favore del buio, si sono introdotti gli ignoti malviventi che hanno agito indisturbati forzando la cabina e appiccando il fuoco dall'interno. L'allarme è scattato quando le fiamme sono diventate visibili dall'esterno: c'è stato l'immediato intervento dei Vigili del fuoco del distaccamaento di Serra, al comando del caposquadra Vincenzo Donato, che sono riusciti a domare l'incendio anche se l'automezzo ormai era quasi completamente distrutto. Sul posto sono intervenuti gli uomini dell'Arma dei carabinieri diretti dal capitano Stefano Esposito Vangone che hanno dato il via alle indagini. E' certa, ad ogni modo, la matrice dolosa dell'incendio.

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mini ccarabinieriAncora una pesante intimidazione ai danni della Cooper Poro Edile, un'azienda di Rombiolo che da tempo è nel mirino della criminalità organizzata. Nell notte tra domenica e lundì, intorno alle 3, ignoti hanno collocato una corona funebre davanti al cancello della sede dell'azienda, sito nell'area industriale di Rombiolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Carmine Pica che hanno dato avvio alle indagini. L'ultimo atto intimidatorio in ordine di tempo risale al 23 gennaio scorso, quando furono sparati dei colpi di contro il portone dell'abitazione di Antonio Pata, presidente della Cooper Poro Edile.

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