mini funghiOn the news di sabato 11 ottobre, a partire dalle ore 10, sulle frequenze di Radio Serra 98 è speciale: “Funghi e micologia, che passione”. Ospite in studio, ai microfoni di Antonio e Francesca, il prof. Maurizio Siviglia, presidente del gruppo micologico “Abete bianco” di Serra San Bruno. 

In questa  “escursione”, si cercherà di scoprire quali sono la flora, il territorio e le condizioni climatiche adatte a favorire la ricerca dei funghi, i metodi di conservazione, i piatti tradizionali di questo fiore all’occhiello della cucina serrese. Ancora, si parlerà del prossimo impegno del gruppo micologico “Abete bianco”: la sesta edizione della mostra micologica. 

Segui la diretta: http://tunein.com/radio/Radio-Serra-RS-980-s3103/
Per i vostri interventi: sms o whatsapp al 324 833 1898 o in diretta telefonica allo 0963.71669.
On the News RELOADED (puntate precedenti):http://www.mixcloud.com/OnTheNewsReloaded/

 

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mini TropeaFestivalLeggerScrivereE' tutto pronto a Soriano per terza edizione del TropeaFestival Leggere&Scrivere, uno degli eventi co-finanziati dalla Regione Calabria, mentre il soggetto capofila è il Sistema Bibliotecario Vibonese, polo di eccellenza didattico-culturale. Dopo il culmine del Premio Letterario, nella finalissima dello scorso luglio, che ha registrato la meritatissima affermazione di Antonio Moresco con "La Lucina" (Mondadori), il festival, già balzato ben al di fuori dei confini regionali nella sua eco mediatica, riaprirà i battenti nella funzionale ed estesa cornice di Vibo Valentia dal 21 ottobre, per sei giorni di grandi appuntamenti in varie location, con firme di primo piano e numerosi altri happening di prestigio nelle quattro sezioni che ne andranno a contraddistinguere il fittissimo programma, ufficializzato in forma definitiva entro una decina di giorni. Attento alla valorizzazione del comprensorio territoriale, che nelle due precedenti edizioni ha fornito un grande interesse per le attività del suo cartellone, TropeaFestival Leggere&Scrivere avrà il suo ideale battesimo a Soriano, stasera in Piazza Municipio alle 21.30, con lo spettacolo "Voci di Muse. Viaggio nella Magna Grecia”, il tributo che la cantastorij di origine catanzarese Francesca Prestia rivolgerà alla sua prediletta Calabria, attraverso i versi della poetessa Saffo, gli epigrammi della locrese Nosside, le storie delle Antigoni, Elettra, Medea ed Ifigenia, fino alla contemporaneità dei versi e i racconti del poeta e scrittore grecanico Salvino Nucera. "Si tratta-ribadisce la Prestia- di un’iniziativa musico-culturale dedicata alla storia e alle tradizioni della terra di Calabria, della Magna Grecia che fu e che è nel tramite del canto e della musica, che andranno ad intrecciarsi con le parole dei dialetti calabresi e della lingua calabro greca."  In altre parole si costruiranno dei racconti al fine di divulgare, attraverso un comune linguaggio artistico, ciò che ha fatto la storia del popolo calabrese, ciò che è alla sua radice, ciò che ne costituisce la sua identità, in una prospettiva corale, dove gli strumenti tradurranno in melodia, in suoni e ritmi i patimenti e le gioie delle storie “cuntate”. Oltre alla Prestia (flauto e cetra), saliranno in scena Salvatore Familiari (chitarra classica e chitarrina battente), Peppe D'Agostino (bouzouki grecanico, lira calabrese, mandolino), Vittorio Romeo (fisarmonica), Lorenzo Paviglianiti (percussioni e tamburello). Sarà presente il poeta grecanico Salvino Nucera che leggerà dal vivo i versi in lingua grecanica. I versi in greco antico e loro traduzione sarà a cura del giornalista e professore Nicola Rombolà e della professoressa locrese Lucia Licciardello. Ingresso ovviamente gratuito, per tutte le altre info: www.tropeafestival.it

 

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mini brognaturo_municipioAl via la seconda edizione della rassegna culturale “Confronti. Idee ed esperienze per una Calabria nuova”. Anche quest’anno, la manifestazione – diretta dall’architetto Merilia Ciconte – si terrà a Brognaturo, all’interno dell’ex convento dell’Annunziata, il 26 agosto a partire dalle ore 17. La tre giorni, promossa dall’amministrazione comunale, si aprirà con un dibattito sull’emigrazione, nel contesto del quale è stata allestita una mostra a tema dal titolo “Il Bianco e Nero dell’emigrazione” curata Emanuele Rizzo, membro dell’organizzazione. La prima serata si concluderà (ore 21) con il concerto-documentario Ars Populi “A strata e casa”.

Mercoledì 27 agosto, sempre a partire dalle ore 17, verrà affrontato il tema del femminicidio con il contributo della criminologa Antonella Larobina. Subito dopo, il poliedrico attore-regista Alberto Micelotta, presenterà sul tema un monologo scritto di suo pugno. A seguire, il dibattito culturale si sposterà sul campo dell’arte. Per l’occasione, sarà allestita una mostra d’arte contemporanea di giovani artisti dell’accademia di Catanzaro, curata da Tonino Sabatino.

All’ultimo giorno di dibattiti, sabato 30 agosto, prenderanno parte diversi amministratori locali, che si confronteranno con i cittadini sul tema della legalità, incentrando perlopiù il dibattito sui beni confiscati alle mafie. In questo contesto, ci sarà anche la partecipazione del sodalizio Libera e di rappresentanti di cooperative che gestiscono alcuni dei terreni confiscati alle cosche mafiose.

«Tre giorni di cultura e temi sociali – hanno fatto sapere gli organizzatori – che contribuiranno ad arricchire il programma, promosso dalle varie associazioni culturali del luogo, in onore dei festeggiamenti della patrona Maria Ss della Consolazione. L’obiettivo che si pone il sindaco Iennarella – hanno concluso – insieme allo staff organizzativo, è quello di far diventare “Confronti” un evento consolidato, che possa ripetersi ogni anno, all’interno del quale poter discutere di argomenti che possano contribuire alla crescita culturale del territorio».

Le mostre rimarranno aperte al pubblico fino al 4 settembre.

 

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Lunedì, 19 Agosto 2013 15:33

Arena, al via il primo Zicca Janca Fest

mini arena_vista_suggestivaRiceviamo e pubblichiamo
 
ARENA (VV) - L’obiettivo? Chiaramente ambizioso, sicuramente perseguibile, certamente realizzabile e che trova riscontro nella realtà attuale, stante il fatto che oggi più che mai si assiste all’emersione del cosiddetto etnoturismo, un fenomeno in forte crescita. 
Basta fare un giro nei piccoli borghi del Sud Italia, magari d’estate, per notare la continua espansione di offerte turistiche legate ad eventi di cultura popolare, quali concerti, sagre, feste riscoperte o inventate di sana pianta.
Con la Prima edizione dello Zicca Janca Fest – organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con tutte le associazioni presenti sul territorio - l’obiettivo è quello di indirizzare l’affascinante borgo di Arena verso un percorso parallelo con la musica popolare calabrese che, da fenomeno marginale, negli anni ha conquistato spazio, attrattività, consensi, prestigio e visibilità, diventando uno strumento di promozione del territorio. Proprio attraverso la “sua” musica, la Calabria si è ritagliata una importante possibilità di sviluppo economico e turistico, oltre all’opportunità di ottenere concreta e sana visibilità in ambito nazionale: proprio in quest’ottica si inserisce la Prima edizione del Festival che attraverso la straordinaria partecipazione dell’icona per eccellenza della musica popolare – Eugenio Bennato - sarà un’edizione sperimentale ma propedeutica all’inserimento nel circuito di Calabriasona evento che, come in Salento con la Pizzica, prova a trasformare la musica popolare in volano di sviluppo. 
Con il suo unico bagaglio di gusti, sapori e creative idee culiniare legate al fagiolo bianco tondo Zicca Janca, Arena – piccolo e grazioso centro dell’entroterra Vibonese – da venerdì e domenica sarà teatro di un’iniziativa che si concluderà domenica 18 agosto con il concerto in piazza di Eugenio Bennato. 
Tre serate di suoni, sapori e cultura popolare, dunque. Ieri l’avvio della manifestazione, con la notte dei Saperi e dei Sapori: nel pomeriggio, ha aperto la rassegna la presentazione del libro “Il Castello di Arena” di Caterina Calabrese. In seguito la degustazione di prodotti tipici locali – tra cui appunto la Zicca Janca – e musica popolare itinerante per le caratteristiche viuzze del centro storico, manifestazione che ha registrato la partecipazione di migliaia di persone. Questa sera, invece, sabato 17 agosto, la rassegna proseguirà con il concerto dei Quartaumentata e, infine, domenica 18 agosto, l’attesissima esibizione di Eugenio Bennato. 
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mini TEMPO-NUOVO-1-bisRiceviamo e pubblichiamo:

Sono aperte le iscrizioni alle dodicesima edizione dei laboratori teatrali dell’Associazione “Tempo nuovo”. Articolati in due corsi, si rivolgono il primo ai giovanissimi frequentanti le classi quarta e quinta della scuola elementare e le tre classi delle medie,  il secondo  a frequentanti dai quattordici  anni in su, giovani e adulti.

Il programma prevede le seguenti materie: dizione, impostazione della voce, recitazione e improvvisazione scenica.  L’attività didattica 2012-2013, prenderà il via nel mese di novembre per concludersi il prossimo maggio. È previsto un saggio finale per gli allievi più meritevoli e che si saranno maggiormente impegnati.

La scuola per un’ottimale fruizione delle lezioni è a numero chiuso. Un massimo di venti allievi è stabilito per ciascun corso. Nel caso si dovesse raggiungere un numero superiore di richieste si procederà ad una selezione da parte di un’apposita selezione. Per tale motivo è utile per ciascun partecipante, preparare un monologo  da leggere o recitare. È prevista una quota associativa d’iscrizione. Gli aspiranti allievi dovranno presentarsi presso il Teatro “Tempo nuovo”, adiacente il Convento dei Cappuccini, domenica 28 ottobre alle ore 16 per partecipare al corso dei giovanissimi, e alle 17 per il corso degli adulti.  Tra i docenti si sono annoverate negli anni, presenze importanti  e qualificate. I corsi hanno preso avvio con Giovan Battista Diotaiuti, Guglielmo Farrajola e  Luca Stefanini.  Sono subentrati più tardi,  Luciana Codispoti, Francesco Paolo Torre, lo stesso presidente storico di “Tempo nuovo” Franco Candiloro, Paola Salgiuliano, Franco Procopio e Francesca Borello (allieva dei primi tre docenti citati) e che terrà le lezioni di questa dodicesima edizione. Per info sull’attività di “Tempo nuovo”  si può chiamare al numero 0967/92186, visitare il sito www.teatrotemponuovo.it, consultare il profilo facebook, o scrivere all’indirizzo associazionetempoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.                                                  

 

                                                                                

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mini giroSERRA SAN BRUNO - Un percorso duro. Difficile. Un giro nel quale i corridori dovranno misurarsi con le caratteristiche di un territorio sicuramente non facile da affrontare, soprattutto sulle due ruote.  È stata presentata nella giornata di ieri, a Milano, la 96esina edizione del giro d' Italia, che partirà da Napoli il 4 maggio 2013; attraversa in lungo ed in largo il Meridione, per poi concludersi a Brescia il 26. Tante le novità rispetto alle scorse edizioni. Ed una delle tante, riguarda proprio la nostra regione. Il giro, infatti, toccherà la Calabria alla quarta (Policastro Bussentino - Serra San Bruno, 244 kilometri) e quinta tappa (Cosenza - Matera, 199 kilometri). Dopo qualche anno, dunque, la nostra cittadina avrà nuovamente l' onore di ospitare la 'corsa più dura del Mondo', secondo il giudizio di Ryder Hesjedal, vincitore della scorsa edizione. L' arrivo dei corridori a Serra è previsto per martedì 7 maggio. Il giorno successivo, invece, il giro partirà da Cosenza per poi lasciare la Calabria e raggiungere Matera. Tra le tappe più difficili, da registrare quella di martedì 14 maggio, con partenza da Cordenons (Pordenone) fino all' Altopiano del Montasio, in Friuli; il 18, invece, si partirà da Cervere (Cuneo) con arrivo previsto a Bardonecchia (Torino) e tante altre ancora. Serra, dunque, è stata scelta come tappa di arrivo. E non è male, considerato che nella maggior parte dei casi, la nostra cittadina viene quasi sempre ricordata per i fatti cruenti e assecondata, invece, per gli eventi nazionali che vengono organizzati negli anni

Al link qui sotto il percorso completo:

http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2013/it/

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mini premio fotoRiceviamo e pubblichiamo

I calabresi del mondo si incontreranno a Roma il prossimo 22 Giugno per la XXI edizione del Premio Internazionale “La Calabria nel Mondo”. Un compleanno importante per l’associazione C3 International guidata dal suo Presidente On. Peppino Accroglianò che, da più di 25 anni, lavora per promuovere l’immagine della Calabria e favorirne lo sviluppo attraverso la promozione culturale. L’evento sarà ospitato presso la Sala Protomoteca del Campidoglio e sarà preceduto da un convegno dal titolo: "Orizzonte 2020. L' Innovazione nell'area del Mediterraneo, strumento di crescita e sviluppo contro la crisi".
Centinaia le personalità che hanno ricevuto il premio nel corso degli anni tra cui Leon Panetta, Capo della Cia e nuovo Ministro della Difesa Americana, Renato Dulbecco, premio Nobel per la Medicina, Cesare Mirabelli, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Segretario Generale della Città del Vaticano.
Il 22 giugno sono molte le personalità attese, che hanno già confermato la loro presenza, da Giuseppe Mussari, Presidente del Monte dei Paschi di Siena, al Senatore Maurizio Gasparri, Elio Costa, Sostituto Procuratore della Repubblica di Roma e tanti altri illustri ospiti.
Tutti i premiati riceveranno una creazione d’argento, in esemplare unico realizzata dal maestro orafo Gerardo Sacco che rappresenta il codex purpureus rossanensis, prezioso manoscritto conservato nella città di Rossano.
Madrina dell’evento,  sarà l'attrice e conduttrice televisiva Manila Nazzaro. Non mancheranno all’appuntamento il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, quello del Lazio Renata Polverini, il Sindaco della città Gianni Alemanno. Saranno presenti anche il Sottosegretario all’Economia Antonio Gentile, il Presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, il Vice Ministro alle Infrastrutture ed ai Trasporti Aurelio Misiti e l’On. Jole Santelli Vice Presidente Pdl alla Camera.
Come nella scorsa edizione anche quest’anno SJ TELEVISION, la web tv dedicata ai calabresi che vivono in tutto il mondo e che grazie al format televisivo “La Calabria nel Mondo” cerca di promuovere le tradizioni, la cultura, l’enogastronomia, la storia, gli eventi, che sono le eccellenze di un territorio stupendo. Siamo felici ed onorati – spiega l’amministratore delegato Francesco La Gamba-  di poter seguire nuovamente questo prestigioso premio dedicato ai calabresi che ogni giorno portano il nome della Calabria in tutto il mondo, ed SJ TELEVISION sta portando avanti da qualche anno questo progetto di valorizzazione e riscoperta del mondo Calabria, per cui ringraziamo il Presidente di C3 International l’On. Peppino Accroglianò per la fiducia rinnovataci anche quest’anno. L’intero evento sarà ripreso e trasmesso successivamente su www.sjtelevision.com e sulle tv nostre partner.

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mini Premio_LetterarioDi seguito pubblichiamo il regolamento del concorso letterario bandito dall'associazione "L'Officina: idee per la cultura" di Chiaravalle Centrale (Cz).

                                   Quarta edizione

Concorso letterario “L‘Officina: Idee per la Cultura”

Regolamento

Concorso e sezioni

È indetto il concorso letterario di poesia, quarta edizione, “L‘Officina: Idee per la Cultura”.

Il concorso si articola in due sezioni, tutte a tema libero:

  • lingua italiana;
  • lingua dialettale calabrese.

I componimenti devono contenersi, orientativamente, entro i cinquanta versi.

Possono essere presentate al concorso solo composizioni inedite.

Ogni concorrente può presentare un solo componimento, pena l’esclusione del concorso.

La partecipazione al concorso è gratuita.

Modalità d’invio delle opere

Gli elaborati devono essere presentati in sei copie, cinque anonime, la sesta recante anche:

• dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, indirizzo) recapito telefonico ed eventuale indirizzo email;

• titolo componimento e indicazione della sezione di concorso

Il plico, così completato, deve essere inviato tramite posta, al seguente indirizzo: Associazione “L’Officina: Idee per la Cultura”, c/o “Bar del Corso – Via Gregorio Staglianò – 88064 Chiaravalle Centrale (Cz), o consegnato a mano allo stesso indirizzo.

Gli elaborati possono, inoltre, essere inviati per posta elettronica all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Al messaggio dovranno essere allegati due files, uno con il solo testo della poesia, l'altro con testo e i dati anagrafici su indicati.

Gli elaborati dovranno pervenire all’Associazione entro il 15 luglio 2012.

Commissione giudicatrice e Premi

L'Associazione nominerà un’apposita Commissione giudicatrice alla quale consegnerà, in forma anonima, gli elaborati, per la redazione della classifica.

Il giudizio della Giuria è insindacabile. I lavori presentati non saranno restituiti.

Per ciascuna sezione, agli autori delle migliori composizioni saranno consegnati:

  • 1° Premio “Officina: Idee per la Cultura”
  • 2° Premio “Officina: Idee per la Cultura”
  • 3° Premio “Officina: Idee per la Cultura”

La Commissione e l’Associazione potranno stabilire eventuali menzioni speciali.

I premi consisteranno in targhe o coppe.

L’Associazione “L’Officina: Idee per la Cultura” provvederà a informare i vincitori.

La proclamazione ufficiale dei vincitori e la consegna dei premi avverranno nel corso di una serata speciale che avrà luogo a Chiaravalle Centrale in data da definire.

Il bando integrale del Concorso potrà altresì essere consultato sul sito www.radioiris.it.

Eventuali ulteriori informazioni potranno essere richieste sempre all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informativa

La partecipazione al concorso comporta: l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai fini dell’espletamento del concorso, (per la restante disciplina si fa rinvio al decreto legislativo n. 196/2003); il consenso, a titolo gratuito, alla lettura dei componimenti durante la manifestazione di premiazione e ad eventuali riprese video e registrazioni radiofoniche della stessa, alla pubblicazione, con il solo vincolo della citazione del nome, in un eventuale antologia curata dalla stessa Associazione, o su portali telematici dei quali l’Associazione riterrà di avvalersi per la diffusione degli esiti del concorso. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.

I partecipanti si assumono ogni responsabilità relativa alla paternità dell’opera.

Chiaravalle Centrale lì, 21 maggio 2012                                      

Il presidente

Maria Augusta Giorgio

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Venerdì, 06 Gennaio 2012 01:49

Mastro Bruno Pelaggi, il poeta della protesta

mini busto_mastro_BrunoCon la morte di Bruno Alfonso Pelaggi (“Mastru Brunu”) avvenuta il 6 gennaio 1912, esattamente un secolo fa, scompariva una delle voci più potenti e originali della poesia dialettale in Calabria. Pelaggi era nato a Serra San Bruno il 15 settembre 1837 da Gabriele e Giuseppina Drago e aveva trascorso una vita povera di avvenimenti esteriori, se si eccettuano l’arruolamento a 17 anni nella fanteria borbonica, l’incarico di consigliere comunale nella stessa Serra e, probabilmente, la nomina a giurato in un processo a Catanzaro. Come molti altri serresi del suo tempo, apparteneva al ceto degli artigiani (“Mastranza di la Serra”, li definiva un noto strambotto popolare) avendo lavorato tutta la vita come scalpellino, certamente con una buona conoscenza del mestiere, se è vero che Mastro Bruno fu uno degli artigiani locali che contribuirono, alla fine del XIX secolo, alla ricostruzione della Certosa gravemente danneggiata dal terremoto settecentesco. Il mestiere svolto da Pelaggi, insieme con il fatto che abitualmente dettava i propri componimenti poetici (“li stuori”) alla figlia Maria Stella, contribuirà in modo determinante a coniare il luogo comune di “poeta-analfabeta” – altre volte declinato sotto la forma più descrittiva di “poeta-scalpellino” – che si era impadronito delle tecniche di versificazione grazie a una sorta di “sapienza” istintiva, di intuizione poetica naturale, indipendente da qualsivoglia formazione culturale. Sicuramente, Mastro Bruno non pubblicò mai nulla e le sue poesie si trasmisero in forma orale e mediante manoscritti, non autografi e forse non di unica mano, circostanza che autorizza a parlare di una tradizione per diversi aspetti malsicura. Anche per questo motivo esiste nella storia della letteratura calabrese un problema-Pelaggi – com’è autorevolmente attestato dagli studiosi che hanno avuto modo di occuparsi del poeta (da Umberto Bosco a Pasquale Tuscano, da Pasquino Crupi a Sharo Gambino e Antonio Piromalli) – di cui l’occasione celebrativa deve spingere a indicare sinteticamente le caratteristiche essenziali.

La questione appare evidente quando si analizza lo stato delle fonti, sulle quali le edizioni disponibili delle poesie pelaggiane non aiutano a chiarificare i numerosi dubbi in maniera definitiva. Intanto, se si esclude una raccolta curata da Sharo Gambino nel 1973 che non può considerarsi una vera e propria edizione delle “storie” poetiche di Pelaggi, il lettore può rivolgersi a quattro diverse pubblicazioni: “Le poesie di Mastro Bruno” (a cura di Angelo Pelaia, Catanzaro, Tip. FATA, 1965); “Tutte le poesie” (a cura di Biagio Pelaia, Serra San Bruno, Tipo-Legatoria Mele, 1976); “Poesie” (a cura di Giampiero Nisticò, Chiaravalle Centrale, Edizioni Effe Emme, 1978) e “Li stuori (Le poesie)” (a cura di Biagio Pelaia, Serra San Bruno, T. L. M., 1982). Ma, atteso che tali diverse edizioni si presentano tutte come sillogi complete delle poesie di Mastro Bruno, quel che colpisce subito, già a una prima comparazione, è il differente numero di componimenti raccolti: ventuno nel volume del 1965, venticinque in quello del 1976, rispettivamente ventisei e ventinove nelle ultime due. Vale a dire che dal 1965 al 1982 hanno fatto il loro ingresso nel corpus poetico pelaggiano ben otto nuove composizioni tra poesie e frammenti. Non solo, ma delle medesime poesie si possono, talvolta, notare, tra un’edizione e la successiva, aggiunte di versi e strofe anche in misura significativa. Per esempio, il componimento “La pigghiata di Zzimbariu” nell’edizione curata da Biagio Pelaia nel 1976 consta di 36 versi, che diventano 69 nell’edizione del 1982 dovuta allo stesso curatore. Analogo il “destino” della poesia “Amici di Tibberiu”, che appare per la prima volta nell’edizione Nisticò del 1978, ma con le sole prime sette strofe, alle quali si aggiungono ulteriori diciotto strofe, per un totale di venticinque, nell’edizione Pelaia del 1982. Per non dire delle varianti che è possibile osservare e per le quali può capitare che non si fornisca a loro giustificazione un riscontro documentale, ma, come accade in un verso della poesia “A ‘Mbertu Primu”, ci si limiti a notare che “il concetto si rende meglio” con una nuova espressione che modifica la lectio sino a quel momento trasmessa. Il fatto è che, come si evince dalle suddette edizioni delle poesie pelaggiane, le fonti di questi componimenti si riducono all’incerta tradizione orale e a imprecisati manoscritti intorno ai quali non sussiste l’accordo degli stessi curatori. Basti pensare che Angelo Pelaia, a cui è dovuta la prima edizione dei versi di Mastro Bruno, si riferisce come fonte soltanto a un quaderno scritto nel 1915 (tre anni dopo la morte di Pelaggi) da un’amica della figlia del poeta, mentre Biagio Pelaia, nella premessa alla sua edizione del 1976, dichiara di non condividere tale posizione perché, a suo dire, non sarebbe possibile escludere la grafia della figlia medesima, considerato che di questa non sono pervenuti autografi. Con la conseguenza, in difetto di una tradizione manoscritta sicura sull’intero corpus delle poesie, che i curatori talvolta si affidano esclusivamente, per la ricostruzione del “dettato” del poeta, a ipotesi di tipo logico o a considerazioni di natura linguistica o a interpretazioni motivate dal contesto storico-sociale. D’altra parte, non mancano nemmeno perplessità e interrogativi in merito all’attribuzione di tali poesie, se Giampiero Nisticò ne ha riconosciuto come inequivocabilmente attribuibili a Pelaggi ventidue, ne ha espunto in modo categorico altre tre (tra cui la notissima “Alla Vergini Maria”), mentre ha ammesso tra i componimenti autentici la celebre “Alla luna”, rivelando, però, per il solo fatto di averne discusso, l’esistenza di un “retroterra” problematico riguardo a tale attribuzione. Quel che si può dire con certezza è che la pubblicazione della prima edizione delle poesie ha certamente incoraggiato ulteriori “scoperte”, promuovendo, in qualche modo, anche il “recupero” di una parte della tradizione orale per molto tempo rimasta nell’oblio. Proprio per questo, sembra oramai necessario auspicare un’edizione critica, al momento lontana da venire, che provi a sciogliere i diversi nodi attualmente rimasti irrisolti.Parallelamente, si renderebbe indispensabile una seria ripresa degli studi intorno al poeta, anche per chiarire le controverse questioni critiche e interpretative che scaturiscono dai suoi versi. Prima tra tutte quella relativa al rapporto con il ministro di origini serresi Bruno Chimirri (1842 – 1917), apparso a molti, in particolare nel componimento “Don Bruninu Chimirri e li sirrisi”, esageratamente adulatorio: “Don Bruninu Chimirri è galantuomu, / ca di nudhu giammai si vindicàu. / Vui lu sapiti tutti quant’è buonu / e quant’offesi si dimienticau; / e lu sapiti ch’allu sulu nuomu / l’Italia tutta la frunti ‘nchinau / […] Jio poeta non su’, ca scarpidhìnu, / ma dicu sempi «Viva Don Bruninu!»”. Circostanza che è sembrata ancor più degna di nota se si considera che si tratta del medesimo poeta il quale, con accenti lirici indubbiamente più alti rispetto all’occasionale poesia dedicata al Chimirri, ha dato voce alla condizione storica dei calabresi nei decenni successivi all’unificazione nazionale e nella fase di passaggio tra Otto e Novecento, presentandosi, agli occhi della critica, come autore di una poesia di contestazione che non soffre di timori reverenziali nel prendersela con ministri e deputati o nell’alzare il proprio grido di dolore a Dio (“Non bidi, o Patritiernu, / lu mundu mu sdarrupi, / ch’è abitatu di lupi / e piscicani? / Priestu, mina li mani! / Vidi cuomu mu fai, / càcciandi di ‘sti guai, / manneja aguannu”). Da qui un giudizio critico che vuole Mastro Bruno poeta autentico soprattutto quando è poeta della protesta, riconducendo nella cornice del bozzettismo, della satira arguta e dei componimenti d’occasione quasi tutto il resto della sua produzione poetica. Un giudizio, probabilmente, da riconsiderare con attenzione, non certo per rovesciarlo nel suo contrario, ma per restituire Pelaggi a una dimensione meno unilaterale e più piena, quella della poesia senza ulteriori specificazioni e aggettivi. 

 

(articolo pubblicato su Il Quotidiano della Calabria)

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