mini rosanna_federicoRiceviamo e pubblichiamo:

Il Consiglio Comunale di sabato ha ancora una volta dimostrato le difficoltà in cui versa l’amministrazione Rosi  e ciò sia per i contenuti e le forme di alcuni atti portati all’approvazione, sia per l’epilogo che ha visto sciogliersi il consesso per il venir meno del numero legale proprio a seguito della defezione della stessa maggioranza.

Certo è che se al primo punto dell’ordine del giorno viene portato il tema della tutela ambientale non si può non far notare come sia stata proprio questa amministrazione a fare la sciagurata scelta di  abbandonare il già introdotto, seppur perfettibile, sistema di raccolta differenziata - che aveva, peraltro, già portato un piccolo  contributo economico alle casse del comune- e non si può non contestare il danno ambientale ed all’immagine del paese determinato dalla reintroduzione dei cassonetti dell’indifferenziata che fa sempre più apparire le nostre strade come delle mini discariche in balia dei numerosi randagi che circolano ormai indisturbati. Così come, sempre in proposito, non si può non menzionare il problema “Alaco” e chiedere a chi ha l’onere di amministrarci quali attività si siano intraprese e si stiano pianificando per far fronte ai continui disagi causati dalla non potabilità dell’acqua e pervenire a quel distacco graduale da Sorical propinato in campagna elettorale.

 E se poi si porta all’approvazione una convenzione nella quale, in cambio di un minimo di corrente elettrica, si concede al parco delle Serre di fare un impianto fotovoltaico sugli spogliatoi del campo sportivo accollandosi però contrattualmente il rischio di un eventuale risarcimento di decine di migliaia di euro in caso di situazioni di indisponibilità del tetto dovute addirittura a cause di forza maggiore, non si può tacciare la minoranza di faziosità sol perché, pur senza contestare l’idea ed anzi sollecitando un maggiore riguardo per le energie rinnovabili, fa notare l’inopportunità dell’incauta clausola.

Ed ancora, se qualcuno fa notare al Consiglio di non aver onorato l’impegno assunto in sede di approvazione del precedente bilancio di ridurre la tassa sui rifiuti aumentata un anno fa o rileva che le aliquote IMU che si è deciso di applicare non sono quelle minime previste dalla legge, non ci si può appigliare a precedenti gestioni per sollevarsi dalla responsabilità delle proprie scelte.

E se infine ci si permette di dare qualche consiglio, non politico ma tecnico, sul modo per evitare il proliferare del contenzioso scaturente dallo stato disastroso del manto stradale di alcune vie pubbliche, non si può certo girare le spalle a chi parla ed allontanarsi dall’aula.

C’è un ruolo per la maggioranza, c’è un ruolo per l’opposizione.

Io, che piaccia o meno, svolgo e continuerò a svolgere nella maniera più serena, costruttiva e critica possibile il ruolo di consigliere di minoranza che oltre mille elettori mi hanno demandato, ma la maggioranza Rosi, nel rispetto dei suoi milleottocento elettori e della cittadinanza tutta, ha l’obbligo di svegliarsi dal torpore in cui si trova ed iniziare seriamente ad amministrare.

Rosanna Federico

(Consigliere Comunale PD)

 

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mini abramo_sindaco_catanzaro--400x300A Catanzaro i conti non tornano e le ombre sull’ultima tornata amministrativa, che sancì la vittoria del neo sindaco pidiellino Abramo, si fanno sempre più lunghe. Sarebbero infatti ben 13 i testimoni, quasi tutti residenti nel quartiere di Siano, interrogati dalla polizia giudiziaria, che avrebbero rivelato di essere stati coinvolti in casi di compravendita di voti proprio negli ultimi giorni della trascorsa campagna elettorale, valida per il rinnovo del consiglio comunale del capoluogo calabrese. Agli elettori sarebbero stati offerti soldi contanti e in alcuni casi addirittura ipotetici posti di lavoro.

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mini mongianaMONGIANA – In seguito allo scioglimento del consiglio comunale di Mongiana «ai sensi della normativa antimafia», il civico consesso del paese delle Reali Ferriere è stato sospeso per sessanta giorni con provvedimento del Prefetto di Vibo Valentia, in attesa che entro tale termine lo scioglimento venga formalizzato con decreto del Presidente della Repubblica. La decisione era giunta nel corso dell’ultimo consiglio dei ministri quando è stata accolta la proposta di scioglimento avanzata dal ministro dell’interno Annamaria Cancellieri. Lo stesso consiglio dei ministri ha deliberato la gestione dell’ente a cura di una Commissione straordinaria composta dal Viceprefetto Maria Carolina Ippolito, dal Viceprefetto aggiunto Silvana Merenda e dal Funzionario economico e finanziario Ielo. La Commissione si è quindi insediata nella tarda mattinata di ieri e si è messa subito a lavoro, compito sarà quello di passare al setaccio con la eventuale e contestuale bonifica degli atti amministrativi effettuati dalla precedente amministrazione comunale. La terna commissariale durerà in carica da un anno a diciotto mesi, prorogabili di ulteriori sei mesi fino a due anni in totale, fino al primo turno elettorale utile, quando gli elettori mongianesi torneranno alle urne per scegliere una nuova amministrazione comunale. Si conclude cosi l’esperienza amministrativa dell’amministrazione comunale guidata dall’ex primo cittadino Rosamaria Rullo che era in carica dal 2009, quando aveva vinto alla testa di una lista di centrodestra le elezioni comunali per soli 18 voti di scarto contro l’ex primo cittadino Vito Scopacasa che si era ricandidato alla guida invece di una compagine di centrosinistra.

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martino

Riceviamo e pubblichiamo:

"Le recenti dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale Scopelliti rappresentano un punto fondamentale da cui ripartire per tutta la politica nazionale. Il nostro Governatore con le sue affermazioni si fa portavoce di un messaggio fortemente radicato nella società civile. Per ridare credibilità alla politica è irrinunciabile lo svecchiamento della classe dirigente e dire basta con le scelte imposte da Roma. Devono essere gli elettori calabresi a scegliere i loro rappresentati al Governo nazionale. Il ricambio della classe politica è fondamentale per una terra come la Calabria che nell'ultimo ventennio ha ottenuto ben pochi risultati di conquiste politiche. Tra un anno si voterà per la Camera dei Deputati ed è giusto che la Calabria apra al nuovo, a nuovi politici radicati nel territorio che possano, per davvero, rappresentare a Roma le esigenze di una terra come la nostra che mai come oggi ha bisogno di progettazione, di sviluppo, di finanziamenti, di rinovvamento. E' in corso una nuova fase politica che riflette l'attuale periodo storico caratterizzato dalla crisi sia finanziaria che occupazionale. La gente non riesce ad arrivare a fine mese e non si sente rappresentata adeguatamente nei palazzi romani.E' giunto il momento di rinnovare. Gli elettori premieranno i nuovi volti che hanno voglia di fare, di progettare, di proporre concretamente qualcosa di positivo per tutti i calabresi. La Giunta regionale sta lavorando  moltissimo e sta raggiungendo risultati importanti che testimoniano il grande impegno e la voglia di rinnovamento di Beppe Scopelliti.  Le proposte di Scopelliti - ha aggiunto Martino - sono condivise dalla maggioranza dei cittadini moderatri calabresi e sono sicuramente le uniche in grado di riavvicinare i cittadini e la politica. In Calabria - ha concluso l'esperto del Consiglio Regionale - il buon governo ed il grande impegno della Giunta Regionale è sotto gli occhi di tutti. Il laboratorio politico dei moderati calabresi è visto di buon occhio anche a Roma ed a Milano a testimonianza della voglia di rinnovamento in atto in Calabria."

Ivan Martino

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mini giuseppe-barbaraSPADOLA – Nulla di nuovo sotto il sole. Con 411 voti, Giuseppe Barbara, più che la riconferma conquista un vero e proprio trionfo. Un risultato scontato, ma clamoroso, per l’entità. La lista “avversaria”, “Il Campanile”, guidata da Nicola Tassone ha conquistato, infatti, solamente ventisette preferenze. I numeri sono perfettamente in linea con una tornate elettorale in cui non c’è stato alcun rapporto competitivo tra le forze in campo. Quella appena conclusa, passerà, infatti, alla storia del borgo della Minerva come la prima elezione cittadina priva di un’autentica contrapposizioni politica. Con due liste, sostanzialmente espressione, della medesima colazione l’esito non poteva essere diverso. Quella spadolese, quindi, più che un’elezione è stato un vero e proprio plebiscito sia nella forma, che nella sostanza.

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Martedì, 27 Dicembre 2011 18:33

Bruno Zaffino fuori dalla giunta. Ma perché?

mini bruno_zaffinoSerra San Bruno. Lunedì 17 maggio. Undici e mezza della sera. Piazza mercato si riempie in fretta. Con le urne ancora calde la folla inneggia all’uomo comune che trionfa. Clark Kent si trasforma in SuperMan. Bruno Rosi si veste di sindaco. Baci e abbracci. Il palco gigante e le bandiere al vento: il Pdl è in festa. Si respira un clima da assemblea di istituto, un’atmosfera da tempo delle mele. Tutti si vogliono bene e tanti si sentono in dovere di salire sul palco ed incitare la folla, come per narcotizzarla: “Risorgeremo!”. Volano tappi di spumante. Qualcuno credeva fosse champagne.

Venerdì 23 dicembre. Undici e mezza della mattina. Sono passati 6 mesi dalla lunga notte di Piazza Mercato, e tutto è cambiato. Il sindaco non prova più nemmeno a nascondere la rabbia e l’amarezza che lo accompagnano dall’inizio di quest’altra drammatica giornata. Rimane in silenzio, seduto dietro la sua scrivania. Scruta fuori dalla finestra un paese difficile da amministrare, soprattutto se lo si intende fare con una maggioranza impossibile da tenere attaccata tutt’insieme. Le cattive notizie si accumulano ed il comune sembra un palazzo che crolla più velocemente di quanto ci si impieghi a ristrutturarlo. Il ghiaccio imperversa, la città brucia e gli assessori cadono.

Bruno Zaffino è uscito dal giro. Il ruspante imprenditore che più di molti altri contribuì alla causa piddiellina non è più assessore. 230 elettori, croce più croce meno, gli avevano dato fiducia incoronandolo come la più grande sorpresa delle passate amministrative. Oggi viene spinto ai margini dal suo stesso gruppo consiliare. Ma perché?

In men che non si dica, comunque, l’amministrazione sbatte la porta in faccia a Zaffino dopo aver sfruttato il suo enorme potenziale elettorale, i suoi numeri, per poi relegarlo all’angolino buio del semplice consigliere. Lo accantona senza tanti fronzoli, e ciò che ne rimane è un quadro dai confini troppo sfumati. Sedotto, usato ed abbandonato. Nessuno della maggioranza finora è riuscito a spiegare quale sia la motivazione reale di questo allontanamento. Una motivazione che, a questo punto, deve essere psicologica, filosofica e, ci sforziamo, potrebbe essere anche politica. Sabato 24 sulle pagine di un quotidiano locale una nota striminzita affidata alla penna del giornalista di fiducia. Tante parole roboanti, pochi contenuti. Leggo l’articolo, ma il dubbio rimane: perché quest’urgente esigenza di discostarsi completamente da chi fino a poco tempo fa fu determinante per la vittoria di Bruno Rosi? Che cosa è successo? Se lo chiedono tutti i serresi. In particolare i 224 elettori dell’ex assessore Zaffino. Sarebbe anche opportuno capire cosa accade all’interno della maggioranza ora che il tassello scomodo è caduto dal puzzle. Le convinzioni, le incertezze, le strategie personali calibrate da cariche e segreti. I piccoli errori che si ingigantiscono e diventano irrimediabili, i ricatti. La trama si infittisce, si macchia della necessità di scendere a compromessi solo per dare adito a malcelati complotti correntizi. In un gruppo in cui tutti credono allo stesso obiettivo qualcosa comunque non funziona. Un viaggio su un filo troppo sottile. 

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