mini filippo_ceravolo_2SORIANO CALABRO – Filippo Ceravolo, il giovane ucciso per errore la sera del 25 ottobre di due anni fa, è stato riconosciuto vittima di Mafia. L'annuncio è stato dato dal padre Martino, ospite ieri sera alla trasmissione “Il rinoceronte”, condotta da Michel Dessì e in onda sul canale SUD 656. Nel corso della puntata, il papà di Filippo ha ripercorso un po' le fasi dell'omicidio del figlio, 19enne di Soriano, “colpevole” di trovarsi quella sera nel posto sbagliato e, soprattutto, con la persona sbagliata.

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mini filippo_ceravolo_2SORIANO CALABRO – Gli anni passano. Il tempo scorre inesorabile, ma Martino Ceravolo – papà di Filippo, il giovane ucciso per errore la sera del 25 ottobre 2012 sulla strada che collega Pizzoni a Soriano – non ha assolutamente alcuna intenzione di mollare. Vuole che la giustizia faccia il proprio corso e che, soprattutto, sia dia un nome e un cognome agli assassini di suo figlio. “Noi – ha affermato Martino – andiamo avanti lo stesso con sacrifici e nel dolore, ma senza il nostro Filippo non sarà più come prima. Assieme alle forze dell’ordine porteremo avanti la missione di trovare i responsabili dell’omicidio e sono sicuro che presto ci saranno dei risvolti. Lo abbiamo ripetuto tante volte e lo ha detto anche Papa Francesco nel corso della sua visita in Calabria: i mafiosi si devono convertire. I clan delle Serre pagheranno per l’omicidio di mio figlio. Come fanno questi signori a vivere sapendo di aver ucciso un giovane innocente? Come si sentirebbe un padre o una madre, sapendo che il proprio figlio è rimasto vittima in un agguato di mafia? Non è più possibile tollerare questa situazione”.

Martino Ceravolo, dunque, torna a farsi sentire, dopo la protesta organizzata circa un mese fa davanti alla Prefettura di Vibo, quando il papà del diciottenne ucciso per errore si era incatenato, portando con sé anche una tanica di benzina, per protestare contro l’inerzia del giustizia. Dal capo dell’Utg, Giovanni Bruno, in quella occasione erano inoltre giunte rassicurazioni sul fatto che presto ci sarebbero state importanti novità sul caso. Ad oggi, però, Martino è ancora in attesa di conoscere e di guardare in faccia chi, quella sera, ha avuto il coraggio di uccidere Filippo, uno dei tanti figli innocenti di questa terra. 

 

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mini filippo ceravolo 2Dal 25 ottobre di due anni fa, Martino Ceravolo, padre del compianto Filippo, non si da pace. Continua con le unghie e con i denti a tenere viva l’attenzione sulla tragica scomparsa di suo figlio, ucciso per errore a 19 anni - per la sola colpa di aver chiesto un passaggio alla persona sbagliata – vittima di un agguato chiaramente non indirizzato a lui.

«Chi ha ucciso Filippo si costituisca. Hanno sbagliato e devono pagare con il carcere a vita. Chi sa deve parlare» ha continuato a ripetere Martino, nel corso della puntata di ieri de “I Fatti Vostri”. Martino Ceravolo è stato infatti ospite del salotto di Giancarlo Magalli, contattato dal noto programma televisivo di Rai due, proprio perché la tragica storia vissuta dalla famiglia Ceravolo è divenuta ormai di rilevanza nazionale. Martino Ceravolo ha partecipato alla trasmissione – accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Maria Rosa Turcaloro - dove al cospetto di milioni di telespettatori ha raccontato come si svolsero i fatti di quel tragico pomeriggio di ottobre del 2012, quando Filippo fu, appunto, stroncano a colpi di pallettoni a bordo dell’automobile di un suo compaesano a cui aveva chiesto un passaggio da Pizzoni fino a casa. Il ragazzo si recava spesso nel piccolo centro del Vibonese per trascorrere qualche ora assieme all’altrettanto giovane fidanzatina Ivana.

Ma la battaglia dei Ceravolo non si ferma chiaramente soltanto a questo. Il padre Martino, assieme alla moglie e a molti altri sta tentando di fondare un’associazione anti-mafia intitolata proprio a suo figlio, utile quindi a mantenerne vivo il ricordo, ma soprattutto per continuare a lavorare affinché crimini di siffatta brutalità non tornino più a verificarsi. Inoltre gli stessi familiari di Martino hanno presentato ufficialmente al Commissario prefettizio del Comune di Soriano la richiesta per ottenere l’intestazione di una via o di un parco giochi a memoria del ragazzo. Resta però da evidenziare la lontananza delle istituzione riguardo al caso, tanto che proprio nell’immediatezza del delitto la famiglia aveva inoltrato tutti i documenti necessari per il riconoscimento di Filippo come «vittima di mafia». Pratica, a distanza di due anni, ancora in attesa di risposta da parte del Ministero della Giustizia.

Rivedi l’intervento di Martino Ceravolo nella puntata di ieri de ‘I Fatti Vostri’, al seguente link:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dc663f09-b2c1-4bae-a3a4-9abddae95890.html

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mini filippo_ceravolo'Mai più vittime, mai più mafia'. Un grido di disperazione e di dolore, con il quale i sorianesi da un un anno a questa parte sono costretti a convivere. Perchè a Soriano Calabro, centro dell' Alto Mesima, quando scendi per strada e parli di Filippo Ceravolo, tutti ancora oggi lo ricordano come  un ragazzo perbene, morto ingiustamente. Per errore. Quante volte si sente parlare di giovani che hanno perso la vita così, perchè magari si trovavano nel posto sbagliato, con la persona sbagliata. Filippo, purtroppo, è uno di questi. Non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Mai un precedente. Eppure, in Calabria si muore anche così. Si, in Calabria. Quella porzione di terra dove magari se sei vittima di un agguato, vieni considerato un mafioso. Filippo Ceravolo, però, non era così. Un diciannovenne che amava vivere. Che lavorava sodo con il padre Martino in giro per i mercati della zona. Che tifava Juve e le sere, magari, usciva con gli amici, per passare qualche ora in compagnia. Una vita tranquilla, insomma. 

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mini schiuma

Ci risiamo. A Serra è andato in scena nuovamente il balletto delle ordinanze. Ieri sera, prima il sindaco Rosi informa la cittadinanza che, a seguito delle  analisi eseguite dall' Asp di Catanzaro in uscita dal potabilizzatore ''Alaco'', è stata riscontrata una non conformità al D.Lgs. n. 31/2001 dovuta alla presenza di Benzene. Giusto 24 ore e l'allarme rientra. Si è trattato di un ''malaugurato errore di trascrizione nella comunicazione del rapporto di prova'', fanno sapere dalla Prefettura. L' acqua, dunque, è potabile.

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Venerdì, 28 Dicembre 2012 16:28

‘Ndrangheta. Una piaga d'importazione

mini sharo_-_la_stampaA ben leggere nelle vicende storiche della 'ndrangheta, il suo dapprima lento e poi via via sempre più accelerato accrescimento è anche frutto di grossolani errori di valutazione. L'onorata società calabrese è stata in ogni tempo sottovalutata e ritenuta pericolo minore rispetto a quella siciliana. La riprova è nell'intervento delle forze dello Stato nella Locride e sull'Aspromonte, prima quasi inesistente ed ora massiccio in seguito alla frustata inferta moralmente da una madre scesa da Pavia in Calabria por cercare di recuperare il figlio prigioniero dell’anonima.

Il primo errore fu commesso all'alba dell'unità nazionale, allorché si provocò l'innesto sul suolo continentale della mafia siciliana. Avvenne sotto il governo Minghetti. Il ministro Tantelli, per rompere collusioni tra l'associazione criminosa e la pubblica sicurezza nelle province di Palermo, Trapani, Girgenti e Caltanissetta, adottò energiche misure di prevenzione. A partire dal 1874 per tre anni centinaia di mafiosi furono arrestati e condannati al domicilio coatto nelle isole di fronte alla Sicilia. Un contingente ebbe a destinazione la dirimpettaia Calabria

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mini parco_delle_serreDi seguito il testo della rettifica inviataci dal Parco Regionale delle Serre:

Vi scrivo a seguito della pubblicazione in data 13 ottobre u.s. sul sito “Il Vizzarro” dell’articolo “L’anti consiglio comunale 7 – Ma dove vanno i marinai?”

L’articolo nel riportare la notizia della recente riunione del Consiglio Comunale di Serra San Bruno, ha riferito notizie non vere riguardanti l’approvazione di una convenzione con lo scrivente Ente.

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