mini massimo_lampasiSERRA SAN BRUNO - Sembra essersi volatilizzato. Svanito nel nulla. Sono trascorsi più di tre mesi. Ancora oggi, però, di Massimo Lampasi, il giovane scomparso la sera del 24 febbraio scorso, non ci sono tracce. E le voci incessanti sulla sorte del 25enne si susseguono giorno dopo giorno. C’è chi parla di un caso di lupara bianca. Così come c’è chi non esclude del tutto l’allontanamento volontario. La famiglia di Massimo, però, è in angoscia. Non si da pace. La tensione è palpabile. Il padre, le sorelle, il fratello e la compagna attendono con trepidazione l’evolversi della vicenda. Ovviamente, non si esclude che a Massimo possa essere accaduto qualcosa di grave. Come si ricorderà, del giovane padre di una bimba di pochi mesi, si sono perse le tracce domenica 24 febbraio, quando Massimo si sarebbe allontanato da casa, senza portare con sé però il telefono cellulare, dicendo alla convivente che sarebbe andato a comprare le sigarette.
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SERRA SAN BRUNO – Attimi di panico quelli vissuti nelle prime ore dell’alba di ieri mattina nel centro storico della cittadina bruniana. Erano da poco passate le quattro del mattino quando un incendio ha devastato un’autovettura, una Fiat Panda vecchio modello, di proprietà di una signora del luogo G. C., che era parcheggiata nel popoloso quartiere di Terravecchia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ad accorgersi dell’incendio sarebbe stato un vicino di casa della proprietaria che nelle prime ore di domenica mattina sarebbe stato destato dal sonno dallo scoppio della gomma dell’autovettura. 

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Domenica, 08 Gennaio 2012 23:48

SERRA: brucia un'altra casa nel centro storico

mini incendio_casa_serraSERRA SAN BRUNO - Ancora un edificio in fiamme nel cuore della cittadina della Certosa. Questa sera un violento incendio ha quasi completamente distrutto quello che rimaneva di una vecchia casa del centro storico. Quando gli abitanti delle case limitrofe a quella in fiamme si sono accorti dell'incendio ed hanno avvertito le vicine stazioni dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, era ormai troppo tardi. Nonostante il tempestivo intervento dei pompieri e delle forze dell'ordine, le fiamme avevano già completamente devastato l'edificio disabitato, distruggendo qualsiasi cosa al suo interno. Non si esclude, tra le cause che hanno scatenato il rogo, l'ipotesi dolosa. 

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mini vigilidelfuocoitaliaPare che sia stata l'esplosione di un ordigno di natura imprecisata a provocare, nella serata di ieri, l'incendio di un panificio a Vena di Jonadi (VV). Il fatto è avvenuto all'interno dell'esercizio commerciale di cui è titolare la 24enne I. C., che è situato lungo la statale 18 che da Vibo Valentia porta a Mileto. Ad attirare l'attenzione della prorietaria è stato lo scoppio che ha divelto gli infissi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco coordinati dal funzionario Domenico Ferito, che hanno limitato i danni, e gli agenti della polizia di Stato che stanno indagando sulla natura del fatto. Sul posto sono state trovate infatti tracce di benzina. Non si esclude, dunque, sulla base delle prime risultanze raccolte sul posto, che l'incendio sia riconoducibile al racket delle estorsioni. Appena 15 giorni fa a Jonadi si era verificato un altro episodio analogo: ignoti fecero esplodere un ordigno rudimentale sull'ingresso del ristorante "Il Pasticcino", situato nella stessa zona del panificio incendiato ieri sera.

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