mini mafia-capitaleSi allarga ulteriormente l'inchiesta sul giro di corruzione a Roma denominato “Mafia Capitale”. Nella mattinata di oggi, infatti, i carabinieri dei Ros hanno arrestato due soggetti che avrebbero assicurato il legame tra alcune società gestite da Salvatore Buzzi, sotto il controllo di Massimo Carminati, e la cosca Mancuso di Limbadi: si tratta di Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, entrambi finiti in manette con l'accusa di associazione di tipo mafioso. Una terza persona, invece, indagata a piede libero, è stata perquisita.

Dalle indagini è emerso che lo stesso Buzzi, dal luglio di quest'anno, avrebbe affidato la gestione dell'appalto per la pulizia del mercato Esquilino a Roma a Giovanni Campennì, imprenditore e punto di riferimento della consorteria mafiosa, attraverso la creazione di una Onlus denominata Cooperativa Santo Spirito. Nel 2009, inoltre, gli stessi Ruggiero e Rotolo si sarebbero recati in Calabria, su richiesta del ras delle coop, per accreditarsi con cosca Mancuso, tramite esponenti della cosca Piromalli di Gioia Tauro, allo scopo di ricollocare gli immigrati in esubero presso il C. P. T. di Crotone.

Gli inquirenti hanno quindi documentato come Ruggiero e Rotolo abbiano contribuito stabilmente alle attività di Mafia Capitale. I due, sulla base dei rapporti privilegiati instaurati con esponenti della 'ndrangheta calabrese, avrebbero dunque reso possibile una salda collaborazione tra le due organizzazioni criminali. Infatti, a fronte della protezione offerta in Calabria alle cooperative controllate dalla mafia capitolina, la cosca Mancuso di Limbadi, consorteria di matrice 'ndranghetista egemone nel Vibonese, si è dunque inserita nella gestione dell'appalto pubblico in Roma proprio attraverso la presenza di Giovanni Campennì.

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mini polizia-1Un potentissimo ordigno esplosivo, procurato direttamente dagli uomini del clan Mancuso di Limbadi e ceduto poi ai Loielo, che lo avrebbero utilizzato per un micidiale attentato nella lotta aperta per il predominio sul territorio vibonese. È questa la ricostruzione della Dda di Catanzaro nell’operazione che ieri mattina ha portato  all’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti di rilievo, già detenuti, delle cosche criminali della provincia. I tre sono stati incolpati dagli inquirenti per la detenzione di una bomba  da tre chili con innesco radiocomandato da far esplodere a danno delle cosche avverse, per avere la meglio, quindi, nella lotta tra famiglie per il predominio nella gestione delle attività illecite nei comuni del comprensorio delle Serre, territorio divenuto teatro, ormai da molti anni, di diverse faide di ‘ndrangheta mai risolte.
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Lunedì, 08 Aprile 2013 14:10

Joppolo, in arrivo la commissione d'accesso

mini prefettura_viboLo spettro della criminalità organizzata si aggira nei comuni calabresi ed, in particolar modo, in quelli del Vibonese. La prefettura di Vibo, guidata dal prefetto Michele Di Bari, ha infatti disposto l’invio della commissione d’accesso al Comune di Joppolo per verificare se in questi anni di attività ci siano stato o meno ingerenze da parte della criminalità organizzata o se, quantomeno, l’amministrazione comunale possa essere sensibile a future interferenze. Ad oggi il centro situato sul versante tirrenico calabrese è guidato dal sindaco Giuseppe Dato, eletto nelle consultazioni del maggio del 2011. I commissari che dovranno passare all'esame la documentazione attinente l'attività amministrativa degli ultimi tre anni sono Anna Aurosa Colosimo, capo di gabinetto della Prefettura di Vibo, Francesco Di Pinto, capitano dei carabinieri comandante della Compagnia di Tropea, e Angelo Daraio, vice questore aggiunto e ufficiale del Corpo Forestale dello stato in servizio presso il comando provinciale di Vibo Valentia.

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Mercoledì, 27 Febbraio 2013 13:32

Serra, ecatombe Udc. Il partito ai minimi storici

mini pino_raffeleÈ stata una disfatta senza redenzione. Il risultato della formazione politica capitanata da Mario Monti - che si era presentato con una lista propria al Senato e in coalizione con l’Udc e Fli alla Camera - è andato ben al di sotto delle previsioni. Un progetto politico che ha registrato percentuali misere in tutto il territorio nazionale. Ma paradossalmente, per la coalizione di centro, la vera palla al piede non si è dimostrata essere l’impopolare ex premier Mario Monti (attestatosi all’8,3%), ma piuttosto proprio i partiti che fanno capo ai due politici di lungo corso: Casini (1,8%) e Fini (0,5%).

E se il fallimento per gli ex An è anche digeribile, sembra abbastanza strano invece il calo netto che ha interessato i democristiani anche in una terra storicamente centrista come la Calabria, dove l’Udc si è fermato a poco più del 4%. Striminzito anche il dato provinciale: nel Vibonese la compagine guidata da Casini è riuscita a raccogliere soli 5.300 consensi, risentendo per tanto della perdita di un esponente del calibro di Francescantonio Stillitani. Un fallimento frutto, probabilmente, del lavoro poco oculato che i centristi hanno maldestramente operato nei vari territori. In particolar modo a Serra San Bruno - centro di fermento politico che riesce addirittura a spedire a Roma un Deputato - dove proprio alcuni degli ex alleati di Bruno Censore, a poco più di ventiquattro ore dal voto, si ritrovano sul groppone il peso di un fallimento senza precedenti.

E pensare che proprio nel cuore della recente campagna elettorale, per lanciare il partito sul territorio locale, i maggiori esponenti serresi dell’Udc avevano tenuto un convegno a Palazzo Chimirri utile a rivendicare quelle che sono le idee, i progetti e le priorità del partito. Alla convention, organizzata in pompa magna, avevano partecipato il candidato alla Camera Roberto Occhiuto ed il Consigliere regionale Ottavio Gaetano Bruni, accolto da una schiera consistente di esponenti locali del partito: gli ex Consiglieri provinciali Giuseppe Raffele e Raffaello Barillari, gli ex Consiglieri comunali Francesco Bonazza e Biagio Vavalà, il Commissario cittadino Davide Pisani ed il primo non eletto della lista ‘La Serra’ alle ultime amministrative Walter La Grotteria. Ma ad urne chiuse il dato è sconcertante: l’Udc serrese è stato in grado di raccogliere solo 168 voti alla Camera, che secondo un calcolo - a dire il vero eccessivamente semplicistico – fanno in media 28 voti raggranellati da ciascuno degli esponenti locali.

In definitiva la coalizione Montiana è riuscita a conseguire 19 seggi al senato e 47 alla camera. Il dato ha stravolto anche i piani dell’ex Presidente della Provincia di Vibo Valentia Ottavio Gaetano Bruni, che vede sfumare l’obiettivo della promozione ad Assessore Regionale, vista la mancata elezione di Michele Trematerra e Francesco Talarico.

A questo punto resta la considerazione che molti ex democristiani fuoriusciti proprio nei giorni della campagna elettorale, uno su tutti a Serra Antonio Andreacchi, l’avevano vista lunga sul fallimento di un partito schiacciato tra il voto di protesta grillino e il voto “utile” al PD. Una debacle annunciata per un partito molto attento alla distribuzione dei posti di potere e, oggi, poco presente sul territorio. 

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Riceviamo e pubblichiamo
 
 
Domenica 11 novembre si è svolto a Chiaravalle Centrale, presso palazzo Staglianò il congresso cittadino del Partito Democratico. Punto all’ordine del giorno la nomina del nuovo segretario del circolo e del direttivo. Presenti all’evento il commissario Alfredo D’Attorre, l’on. Bruno Censore, l’on.  Giuseppe Soriero, il capogruppo alla provincia Vincenzo Bruno, il segretario uscente Gregorio Corrado, il consigliere provinciale Giuseppe Maida e tanti sindaci e amministratori del comprensorio. Nel susseguirsi degli interventi le personalità presenti hanno relazionato su quanto il partito ha fatto in questi anni e sul cammino da intraprendere per programmare il futuro. Tutto ciò rivolgendo lo sguardo alle prossime elezioni primarie del 25 novembre che serviranno ad eleggere colui che sarà il candidato a premier per le prossime politiche. Tutti i vari esponenti hanno dichiarato il loro appoggio al candidato Pierluigi Bersani, facendo presente che non è una scelta dettata dalla simpatia, ma da quello che è il progetto migliore per rilanciare il primo partito d’Italia che dovrà governare il paese per i prossimi 5 anni, facendo le riforme di cui il paese ha bisogno. Grande partecipazione da parte degli iscritti e dei simpatizzanti che hanno riempito la sala eleggendo per acclamazione il nuovo segretario cittadino, la Dottoressa Emanuela Neri. E’ la prima volta che a Chiaravalle viene eletto un segretario donna, scelta non per il genere ma per le capacità politiche e professionali, come ha sottolineato lo stesso commissario D’Attorre. Eletto anche il nuovo direttivo composto da:



CORRADO PIETRO;
CONIGLIO PEPPINO;
CLASADONTE GIOVANNI;
CEPI MARIO;
MAIDA GIUSEPPE;
RITROVATO GIUSEPPE;
SANTORO ANTONIETTA;
VITO MAIDA;
SANZO ROSARIO;
GULLì DANIELA;
TINO GIOVANNINA;
SANZO LUCIANO;
SESTITO GIOVANNI;
CEPI VINCENZO;
TINO GREGORIO;
GULLì ANNA;
MAIDA NICOLA;
TROPEA GIUSEPPE;
CORTESE DOMENICO;
GULLì NICOLA;
STAGLIANO’ GREGORIO;
PAPANDREA NICOLA;
BRUNO ANTONIO;
CORRADO GREGORIO.
 
Entusiasta il consigliere provinciale Giuseppe Maida che nel suo intervento ha sottolineato la voglia del PD chiaravallese di rinnovarsi attraverso degli innesti nuovi che possano apporre il proprio contributo alla crescita politica del partito.
Nella sua relazione di chiusura mandato, il segretario uscente Gregorio Corrado ha ringraziato tutti per sostegno ricevuto in questi anni, esponendo tutto il lavoro svolto e quelle che dovranno essere le prime impellenze del nuovo segretario verso il quale ha espresso la massima fiducia e il massimo appoggio.
Nel suo intervento il nuovo segretario ha promosso tutta la sua volontà e tutto il suo entusiasmo nell’ affrontare questa nuova sfida e si è impegnata a dare tutto il suo contributo affinchè questo nuovo progetto sia vincente . Ha evidenziato, inoltre, che il  partito democratico ha segnato in questa giornata  la sua trasformazione portando sul campo per la difesa dei suoi ideali un connubio perfetto tra tradizione e modernità.
Il circolo di Chiaravalle si appresta, quindi, ad affrontare le sfide del futuro facendo leva sui giovani esponenti del partito che in sinergia con coloro che hanno guidato in maniera eccellente il partito in questi anni dovranno far crescere ancora di più il consenso attorno al PD, per vincere le prossime battaglie politiche.
 
 
Il circolo del Pd di Chiaravalle C.le
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mini TASSONE_RoccoLo scioglimento del Consiglio comunale di Nardodipace è stato disposto dal Presidente della Repubblica il 19 dicembre scorso, mentre l'11 gennaio è arrivata la pubblicazione del decreto presidenziale sulla Gazzetta Ufficiale. Dopo la decisione del Consiglio dei ministri, c'è stato l'immediato insediamento della commissione straordinaria (composta dai viceprefetti Leonardo Guerrieri e Carmelo Musolino e dal dirigente Gino Rotella) che guiderà il comune per i prossimi 18 mesi - prorogabili per ulteriori 6 mesi - fino a quando non si andrà a nuove elezioni e si ristabilirà l'agibilità democratica nell'amministrazione comunale del paese montano. Ad accompagnare il decreto del presidente Napolitano c'è ovviamente la relazione che il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha prodotto di fronte al Consiglio dei ministri, che in larga parte dovrebbe rifarsi alle relazioni stilate dalla prefettura di Vibo Valentia. Nella relazione della titolare del Viminale, che è ovviamente alla base dello scioglimento del Consiglio comunale di Nardodipace, vengono messe in evidenza le risultanze investigative della maxioperazione "Crimine", che nel luglio 2010 ha portato in carcere per associazione mafiosa, tra gli altri, anche «il padre e il cugino del vicesindaco pro tempore» Romolo Tassone, successivamente «assessore e responsabile del servizio finanziario». Rocco Tassone (foto), padre del vicesindaco, viene indicato come il «capo indiscusso della locale criminalità», mentre per Damiano Tassone, cugino del vicesindaco, sono stati chiesti 12 anni di reclusione.
Il prefetto di Vibo, sentito il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica «integrato dal Procuratore di Vibo e dal Procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro», aveva già redatto una relazione il 29 settembre scorso, evidenziando «concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti degli amministratori con la criminalità mafiosa». La stessa «figura del sindaco – si legge ancora nella relazione – si è caratterizzata per lo scarso rispetto delle regole e la volontà di mantenere consolidati rapporti con le cosche». Funzionale a tale «stato di cose», secondo il ministro, si sarebbe rivelato «il mancato rispetto del principio di separazione tra l'attività di indirizzo politico e quella gestionale, atteso che la responsabilità di due dei servizi più rilevanti dell'ente, è stata riservata al sindaco ed all'assessore, già vicesindaco, che ha rivestito tale incarico fino al maggio 2011 e solo a seguito dei rilievi del Prefetto sull'anomala composizione della giunta, in palese violazione» di un decreto del 2000 «è stato revocato dalla carica assessorile, pur conservando la carica di consigliere». Viene rilevato, inoltre, che ci sarebbe stato «contesto generale di illegalità» nel personale del Comune e nell'affidamento degli appalti, con condizionamenti «evidenti» nella stabilizzazione degli Lsu «in numero sproporzionato», nelle assunzioni degli operai forestali, nella gestione «dei lotti boschivi» affidati a ditte «collegate a esponenti della criminalità», nel contratto di gestione dell'asilo nido stipulato con «coniugi e parenti degli amministratori, nonché figli di esponenti della cosca locale», nell'approvvigionamento di prodotti della mensa scolastica «illegittimamente affidato in via diretta» a un operatore del settore «collegato alla cosca locale». Proprio la stabilizzazione dei lavoratori socialemnte utili viene definita dal ministro nella sua relazione «indiscriminata, assistenzialistica e clientelare» e tra l'altro avrebbe causato un aggravio della «condizione di deficitarietà dell'ente». Dalle risultanze del lavoro ispettivo della commissione d'accesso agli atti è stato inoltre evidenziato che alcuni Lsu che sarebbero «legati da assidui rapporti di frequentazione con esponenti della criminalità organizzata, hanno avuto incarichi di diretta collaborazione all'interno dell'ufficio di staff del sindaco», mentre «la scarsa attitudine al rispetto delle regole, funzionale al mantenimento di consolidati rapporti con le cosche, è testimoniata dalla determinazione del primo cittadino di gestire direttamente la gara per il rinnovo del servizio di trasporto pubblico locale eludendo le previsioni del protocollo d'intesa, stipulato da tutti i Comuni della provincia, con il quale è stata istituita la stazione unica appaltante, in modo da estromettere la ditta che, fino al 2009, aveva svolto il servizio e favorire quella che risulterà aggiudicataria della gara. A carico del socio di maggioranza di quest'ultima società – si legge nella relazione – risultano precedenti tra i quali quello di associazione a delinquere».
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mini scopelliti_L'Autorità garante per la concorrenza e quella per la vigilanza sui contratti pubblici hanno dato l'ok alla convenzione tra Regione Calabria e Infrastrutture Lombarde Spa per la costruzione dei 4 nuovi ospedali calabresi. Ad annunciarlo è lo stesso presidente Scopelliti, che in una conferenza stampa ha sottolineato come la Regione si sia vista riconoscere la piena legittimità delle procedure adottate in merito alla costruzione dei 4 nuovi ospedali di Vibo Valentia, Sibaritide, Catanzaro e Piana di Gioia Tauro. La questione della legittimità degli accordi stipulati tra Regione e Infrastrutture Lombarde - società in house della Regione Lombardia - era stata sollevata dalla Cgil calabrese e da alcuni esponenti dell'opposizione. Scopelliti, forte dei pareri delle Autorità di garanzia, ha rispedito al mittente le critiche all'operato della Regione e ha assicurato che in tempi brevi sarà avviata la fase di assegnazione dei lavori.

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