tribunale viboSta facendo discutere la decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Caterina Cananzi, la 50enne originaria di Rizziconi, finita in manette sabato scorso dopo aver ferito gravemente con sette colpi di pistola il 47enne Salvatore Domenico Lombardo, docente di violino al Liceo musicale “Vito Capialbi” di Vibo.

In precedenza il gip aveva convalidato l'arresto della donna, ma ieri ha accolto la richiesta presentata dalla difesa di disporre nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari. Davanti ai giudici la Cananzi si è giustificata dicendo di «aver sparato perché amo troppo mia figlia. Ho agito così per un eccesso di amore materno», ha raccontato la donna ai magistrati, aggiungendo però anche altri dettagli sull'accaduto. La Cananzi ha infatti spiegato di aver preso la pistola, legalmente posseduta dal marito, a insaputa di quest’ultimo, per poi recarsi da Ricadi a Vibo Valentia con il solo intento di intimorire il docente che, ormai da circa un anno, aveva intrecciato una relazione con la figlia 23enne. Cosa, questa, che la donna non riusciva a tollerare, sia per la differenza di età che sussiste tra i due, sia per il fatto che il professore di violino è separato e padre di due figli. Una volta recatasi, dunque, presso il Conservatorio "Torrefranca" di Vibo - dove studia la figlia - la donna ha aperto il fuoco al termine di una discussione con il docente che, attualmente, si trova sedato ed in coma farmacologico in una clinica di Palermo. I primi soccorsi all'uomo erano stati invece prestati all'ospedale civile Jazzolino di Vibo Valentia.

A Palerno, Lombardo è stato sottoposto ad un ulteriore intervento chirurgico, al termine del quale gli è stato rimosso un proiettile dal palato, mentre un altro gli ha perforato il polmone e si è conficcato nell'esofago. Le sue condizioni sarebbero in lieve miglioramento ma comunque gravi.

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ambulanzaUn 28enne residente a Squillace, è stato ricoverato poche ore fa in prognosi riservata dopo essere rimasto coinvolto in un grave incidente stradale verificatosi a Copanello di Stalettì, in provincia di Catanzaro. Il ragazzo stava quindi percorrendo un tratto della strada statale 106 a bordo di una Golf Volkswagen e, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe scontrato con un’altra auto che procedeva nel senso di marcia opposto. Proprio alla guida della seconda vettura, vi era il dirigente del commissariato di polizia di Serra San Bruno, intento, pare, a recarsi verso la cittadina della Certosa per prendere servizio.

Ad avere quindi la peggio nell’impatto sarebbe stato il 28enne - ricoverato attualmente a Catanzaro in prognosi riservata - mentre il funzionario della Polizia di Stato è rimasto ferito in maniera non grave. Sul posto sarebbero prontamente intervenuti i carabinieri della Compagnia di Soverato, la polizia stradale, i vigili del fuoco e diverse autoambulanze. Proprio sul tratto interessato dall’incidente, verificatosi nelle prime ore del pomeriggio odierno, si sono registrate, in entrambi i sensi di marcia e per diversi chilometri, lunghe code e blocchi al traffico.

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cacciaNelle ultime ore, in due distinti incidenti di caccia, sono rimaste ferite altrettante persone impegnate in battute al cinghiale, rispettivamente, nelle province di Catanzaro e Crotone. Nel primo caso – quello più grave – la vittima è un sessantenne di Torre di Ruggiero, colpito in pieno viso da alcuni pallini. I soccorsi sono stati allertati immediatamente ed il cacciatore è stato comunque dichiarato fuori pericolo di vita.

Analoga dinamica nel Crotonese, dove un altro cacciatore è rimasto lievemente ferito alla nuca. Si tratterebbe di un militare libero dal servizio, colpito soltanto di striscio dai proiettili. In entrambi i casi sono partite le indagini delle forze dell’ordine per determinare le dinamiche dei due incidenti.

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mini omicidioSORIANELLO – Un giovane 23enne, Salvatore Lazzaro, è stato ferito gravemente in un agguato nella frazione Fago Savini di Sorianello. Secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, Lazzaro era seduto sul divano della propria abitazione, quando all'improvviso sarebbe stato raggiunto da alcuni colpi che lo avrebbero ferito tra la testa ed il collo. Immediati i soccorsi che hanno provveduto a trasportare il giovane presso il nosocomio di Serra San Bruno. Le sue condizioni, al momento, sarebbero gravi. Elemento, questo, che ha reso necessario un primo intervento chirurgico. Solo nella tarda serata, è stato trasferito presso la struttura di Germaneto anche se, le sue condizioni, rimangono comunque molto critiche.

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mini mongianaMONGIANA – Grave incidente sul lavoro nella mattinata di ieri, quando un giovane operaio del paese delle Reali Ferriere, Antonio Cavallaro di 21 anni, è rimasto gravemente ferito al volto da una fune di ferro che si sarebbe accidentalmente spezzata nel corso di operazioni di traino di alcuni tronchi. Il ventunenne, subito soccorso da altri operai che lavoravano con lui, è stato immediatamente trasportato presso l’ospedale civile di Serra San Bruno, dove i sanitari lo hanno stabilizzato per essere successivamente ricoverato presso l’ospedale Pugliese di Catanzaro. Più in particolare, secondo quanto si è potuto apprendere, i medici del nosocomio serrese avrebbero riscontrato al giovane operaio un trauma cranico e un trauma maxillo-facciale, richiedendo peraltro l’immediato intervento dell’elisoccorso vista la gravità delle ferite. Elisoccorso però non sarebbe riuscito a decollare a causa del forte vento, a quel punto il ventunenne è stato trasferito presso il policlinico con un’ambulanza scortata dai Carabinieri della compagnia di Serra San Bruno. Nella serata di ieri, intanto è stato sottoposto ad un primo intervento chirurgico, il ventunenne sarebbe in gravi condizioni e quindi in prognosi riservata. L’intera comunità mongianese è rimasta sconvolta dall’accaduto, il giovane infatti noto in tutto il paese è considerato un ragazzo per bene, un lavoratore che purtroppo, come spesso accade nei lavori particolarmente pericolosi, è rimasto ferito nell’adempimento del suo dovere quotidiano, quello di assicurare a se stesso e alla propria famiglia un tozzo di pane.

(articolo pubblicato su Il Quotidiano dela Calabria)

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Domenica, 07 Ottobre 2012 13:30

Bruno Censore e l’antimafia di cartapesta

mini 546267_10150685458181306_653150564_nSerra. La mattina del 5 ottobre, ai piedi del cancello dell’istituto d’istruzione superiore ‘L. Einaudi’, vengono ritrovati 3 bossoli ad attendere l’ingresso dei ragazzi nella scuola. Il fatto provoca sgomento. Il preside denuncia il ritrovamento, la scuola chiude e gli studenti tornano a casa. Allora, dopo un lungo letargo, che si è protratto anche nelle ultime poco tranquille settimane, il vicepresidente della Commissione regionale Antimafia, Bruno Censore, seriamente preoccupato per l’accaduto, impugna carta e penna e scrive una nota di solidarietà a tutta la scuola, perché “si tratta di una scuola che da sempre è riconosciuta come baluardo di legalità e di diffusione del sapere”, ed inoltre - secondo lo stesso Censore - il misfatto sarebbe “indicativo del livello di criminalità che ormai serpeggia nel territorio delle Serre Vibonesi”.

Già, le Serre Vibonesi. Proprio la circoscrizione elettorale che partorì il consigliere regionale Censore. Un territorio che storicamente, ma soprattutto negli ultimi mesi, ha vissuto fatti di ‘ndrangheta ben più eloquenti

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mini Bivongi_e_fiumaraGiuseppe Gerace, 30 anni, è stato ucciso in un agguato avvenuto stamattina nelle montagne tra Bivongi e le Serre, al confine tra le province di Reggio, Vibo e Catanzaro. La vittima era alla guida di una jeep su una strada sterrata, quando l'auto è stata raggiunta da diversi colpi di fucile. Insieme a Gerace in auto c'era Giuseppe Geracitano, 19 anni, che è rimasto ferito. Secondo le prime ricostruzioni, pare che i due siano scesi dall'auto e abbiano tentato la fuga: il 30enne non c'è riuscito ed è stato freddato, mentre il 19enne, dopo essere fuggito attraverso un bosco, è stato visto e soccorso da alcuni operai forestali. Geracitano sarà sottoposto ad intervento chirurgico presso l'ospedale di Locri. Pare che a sparare siano stati almeno due sicari. Sull'agguato indagano i carabinieri.

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mini pistola1Non si ferma l'escalation criminale nella provincia di Vibo Valentia. Salvatore Stambè, 26 anni, stava pascolando il suo gregge nelle campagne di Dinami quando, stamane, è rimasto gravemente ferito in un agguato. Il giovane pastore è stato centrato al petto da diversi colpi di pistola esplosi da un killer che, con ogni probabilità, si è poi allontanato a piedi. Il fatto, l'ennesimo episodio criminale verificatosi nel Vibonese negli ultimi mesi, è avvenuto questa mattina intorno alle nove. Il 26enne è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia. Sull'episodio indagano i carabinieri. Non si esclude possa trattarsi di una vendetta negli ambienti della criminalità organizzata.

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mini omicidioFrancesco Meddis, 50 anni, dipendente Sacal, è stato ferito gravemente in un agguato avvenuto stamattina a Stefanaconi. Appena uscito di casa, Meddis è stato colpito all'addome e al petto da diversi colpi di pistola. Le condizioni dell'uomo, trasportato all'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia, sono state giudicate gravi. I carabinieri hanno avviato le indagini sull'ennesimo fatto di sangue verificatosi nel Vibonese negli ultimi mesi. Sempre a Stefenaconi, piccolo centro alle porte di Vibo, il 21 marzo scorso è stato gambizzato un 38enne, mentre il 20 febbraio è stato ucciso un imprenditore 33enne.

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Sabato, 11 Febbraio 2012 22:13

Vibo, 42enne ferito a colpi di arma da fuoco

 

mini polizia-di-statoVIBO VALENTIA - Un 42enne del luogo,  Francesco Scrugli, già noto alle forze dell’ordine, è stato ferito nel pomeriggio odierno a colpi di arma da fuoco, in via S. Aloe, a Vibo Valentia, nella zona delle case popolari. Sul posto, sono interventi i sanitari dell’ “Jazzolino”, i quali hanno subito trasportato l’uomo al vicino pronto soccorso, gli agenti della squadra mobile al comando del dirigente Antonio Turi e quelli della volante. Dopo le prime cure, i medici lo hanno giudicato guaribile in quindici giorni. Scrugli era appena uscito dalla propria abitazione, quando ignoti lo hanno sparato.

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