mini chiesa_assunta_terravecchiaSERRA SAN BRUNO - Dopo un lungo periodo di stallo, finalmente, è stato eletto il nuovo seggio priorale dell'Arciconfraternita di Maria SS. Assunta in Cielo di Terravecchia. La “terna” dei candidati presentata per scegliere il successore dell'ormai ex priore Tonino Errigo era composta da Amato Rosina, Pupo Bruno e Tassone Raffaele. A spuntarla è stato proprio quest’ultimo, eletto con ben 108 voti su un totale di 158 confratelli votanti. Dunque, a differenza delle ultime tornate, dalle quali non si era riuscito a ricavare un candidato che superasse il quorum di consensi necessari, oggi Raffaele Tassone ha messo d’accordo quasi tutti i presenti alle operazioni di voto.

"Fumata bianca", quindi, per i confratelli dell’Assunta che hanno finalmente il loro nuovo priore. Prima dell’elezione odierna, un analogo e recente tentativo era già stato effettuato lo scorso 18 maggio. Tentativo che però non aveva sortito ad un accordo concreto.

Con l'elezioni di Tassone finisce ufficialmente quindi il mandato di Tonino Errigo, priore uscente, eletto nell’aprile del 2012, nominato – dopo tante vicissitudini – in via straordinaria, direttamente dal padre spirituale don Gerardo Letizia. Avversità e disaccordi che evidentemente, a due anni di distanza, hanno trovato ora la loro giusta risoluzione.

Gli altri componenti eletti del seggio sono: Pupo Lorenzo (I consultore con 86 voti) e Zaffino Raffaele (II consultore con 104 voti). Il nuovo seggio resterà in carica per i prossimi tre anni.

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mini chiesa_assunta_terravecchiaSERRA SAN BRUNO – Ennesima fumata nera per la confraternita di Maria Assunta in cielo di Terravecchia, che non è riuscita, neppure nella seduta di domenica scorsa, ad eleggere il nuovo seggio priorale che avrebbe dovuto guidarla nel biennio 2012-2013. La nuova fumata nera fa seguito al nulla di fatto dello scorso 26 dicembre, quando, i confratelli, non vollero accordare la loro fiducia a nessuno dei nove nominativi proposti dal seggio priorale uscente. A distanza di un mese e mezzo, quindi, anche con i nuovi “candidati”, si è riproposta un’insolita situazione di stallo dettata da divisioni che non accennano a ricomporsi. Una cesura profonda, che vede contrapposte le diverse fazioni in campo, contro la quale si è ripetutamente espresso don Biagio Cutullè, mandato dal vescovo a presiedere i lavori di domenica. Più volte, infatti, il sacerdote ha invitato i confratelli “a lasciare da parte le divisioni ed a pensare solamente al bene della confraternita”. Un appello che, con tutta evidenza, non è riuscito a scalfire le resistenza dei gruppi, intenzionati a fronteggiarsi con un spirito che nulla ha a che vedere con la vocazione conciliante del cristianesimo. Piuttosto, in alcuni frangenti, il clima di tensione e l’agitazione presenti tra i banchi sono stati tali da configurare una vera e propria battaglia politica. Bocciate, quindi, le nuove terne di nomi, il pallino dovrebbe passare nuovamente al vescovo ed al padre spirituale che dovrebbero esautorare il seggio uscente dall’indicazione dei successori. A rigore di statuto, infatti, i nuovi “candidati” dovrebbero essere indicati dal confratello anziano, dopodiché l’assemblea dovrebbe essere nuovamente riconvocata per eleggere il nuovo seggio. Secondo taluni, però, potrebbe anche prendere piede l’ipotesi di un commissariamento da parte della Curia che in tal caso potrebbe, su indicazione del padre spirituale, designare il nuovo seggio senza alcuna votazione. Il rinnovo delle cariche tradizionalmente avviene, con cadenza biennale, nel giorno di Santo Stefano, quando, i componenti del seggio uscente indicano i nominativi dei fedeli candidati alla successione. Ricevuto il benestare dal padre spirituale e dall’ordinario diocesano, vengono stilate tre “terne” da sottoporre all’assemblea, per il voto. I lavori presieduti da un sacerdote nominato dal vescovo si svolgono, spesso, in un clima caotico in cui, non di rado, si scontrano vere e propri fazioni che cercano di “piazzare” il loro candidato. Un momento di partecipazione, quindi, non molto dissimile da una competizione elettorale vera e propria. Una competizione che, nel caso della confraternita dell’Assunta, si è trasformata in una vera e propria tenzone di tutti contro tutti.

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