bambinello brognaturoBiondo, riccio e paffutello. La statua del Bambin Gesù di Brognaturo e la sua tanto attesa benedizione notturna sono divenuti di nuovo oggetto di discussione nel piccolo borgo dell’entroterra vibonese. Come tradizione vuole, nel cuore della prima notte dell’anno, in barba a qualsiasi intemperie meteorologica – anche sotto la pioggia battente e nel gelo dei più rigidi inverni – dall’altare, la statua del Bambinello, in mano al parroco del paese, faceva puntualmente capolino nelle case dei brognaturesi illuminate a giorno per l’occasione. Una suggestiva processione che, allietata dal suono delle zampogne, vagava fra le porte del paese per portare ovunque la tanto agognata consacrazione divina, utile a redimere e proteggere le abitazione ed i rispettivi abitanti.

Secondo quanto riportato nel Vangelo di Luca, il parroco - una volta varcato l’uscio - al cospetto di tutta la famiglia alloggiata, proferiva il consueto auspicio: «Pace a questa casa», per poi impartire la santa benedizione. Una tradizione che durava forse da secoli, ma che ha ricevuto nel tempo qualche “leggera” variazione. Infatti, tanto scalpore aveva già suscitato all’inizio del 2012, la dura presa di posizione dell’ex parroco di Brognaturo don Alessandro Iannuzzi (poi destinato ad altra sede in seguito alle note e concitate vicissitudini) che si era rifiutato di assecondare le aspettative dei fedeli più avvezzi al rito, decidendo di effettuare la benedizione itinerante - non più durante la notte del primo dell’anno - ma, piuttosto, nella mattinata del giorno successivo. Scelta che naturalmente aveva sollevato un polverone inaudito, non condivisa da molti cittadini pronti a difendere a tutti i costi una storica tradizione di Brognaturo. Un rito che da anni si tramandava di generazione in generazione, fino a radicarsi non solo nell’animo dei più fedeli, diventando quindi patrimonio di tutta la collettività.

Anche quest’anno la statua di Gesù Bambino non ha fatto visita alle case dei brognaturesi durante la notte dell’1 gennaio, ciò nonostante di recente don Alessandro fosse stato sostituito con il serrese don Gerardo Letizia (inviato in missione pastorale proprio a Brognaturo dall’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone). Allora, come di consueto, il paese si è rapidamente spaccato in due: da una parte i fedeli addolorati dal mancato rispetto della tradizione e che anche quest’anno avrebbero tanto desiderato inchinarsi a baciare la scarpetta bianca del Bambinello in piena notte, dall’altra i “progressisti” – tacciati di blasfemia – che invece parlano di un rito ormai obsoleto di cui non se ne sente più la ragione. Secondo quest’ultimi, infatti, la visita di Gesù Bambino alle prime luci dell’alba dell’1 di gennaio era dovuta al fatto che in passato gran parte dei soggetti appartenenti alla comunità locale - peculiarmente dedita all’agricoltura e alla pastorizia - proprio a causa dell'attvità svolta, erano costretti a recarsi nei campi di buon’ora, sfruttando le primissime luci dell’alba per iniziare la dura e lunga giornata di lavoro che si consumava presto tra semina e raccolto, pascolo e mungitura del bestiame, fino alla produzione dei formaggi. Nessuno di conseguenza poteva permettersi di iniziare a lavorare tardi. Spesso a riversarsi nelle campagne, anche prima dell’alba – sostengono i più informati - erano interi nuclei familiari, ecco perché diventava una comodità ricevere la statua del Bambinello nelle ore notturne. Una decisione utile anche per il parroco che preservava così la possibilità di trovare tutti in casa, non rinunciando ai lauti doni e alle cospicue offerte che la generosa cittadinanza di Brognaturo offriva in cambio della benedizione domestica. Secondo, quindi, i meno feticisti della tradizione, oggi non ci sarebbe alcuna necessità di mantenere il rituale della visita notturna.

La controparte - quella che vorrebbe ricevere parroco e Bambinello alle ore piccole - però non desiste. Infatti, al di là della funzionalità o meno delle tradizioni, soffermandosi sull’accaduto, in molti sentenziano: «Quest’anno è stato un triste risveglio, soprattutto per i giovani che avrebbero tanto bisogno di avvicinarsi a Dio e che dopo il tradizionale cenone di fine anno, consumato con i propri cari, hanno preferito divertirsi in luoghi di perdizione e di spregiudicata trasgressione».

Insomma una diatriba assai difficile da sbrogliare, per quella che senza ombra di dubbio – a torto o a ragione – rimane la comunità più passionale di tutto il Vibonese.

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mini la-passione-di-gesc3b94La compagnia teatrale “Brognaturo nel Cuore”, in occasione della Santa Pasqua 2012 manda in scena, mercoledì 4 aprile 2012, "La Passione di Gesù", un racconto itinerante per le vie di Brognaturo con partenza da piazza del Popolo alle ore 18,30. 

Personaggi e Interpreti:

Gesù: Emanuele Rizzo

Diavolo: Ilenia Zangari

San Pietro: SalvatoreSorrenti

San Giovanni: Francesco Iennarella

Giuda: Nicola Squillacioti

Pilato: Vincenzo Battaglia

Claudia (moglie di Pilato): Giulia Iennarella

Servo di Pilato: Antonio Bertucci

Maria la Madonna: Annamaria Petrolo

La Maddalena: Nadia  Salerno

Re Erode: Davide  Tucci

Barabba:  Andrea  Papaluca

Capo centurione: Francesco  Romano

Soldati: Giuseppe  Zaffino, Salvatore   Sorrenti, Giuseppe Coda , Giovanni, Pirrò, Gabriele Romano, Antonio Miletta

Caifa:  Cosmo  Bertucci

Sommi sacerdoti:Damiano Iennarella, Antonio Petrolo, BenitoSalerno

Cireneo: Marco Pupo

Figlio del Cireneo:  Vito  Bertucci

La Veronica: Serena  Coda

Cattivo ladrone: Andrea Papaluca

Buon ladrone : Nicola  Tassone

Folla: Lorena   Zangari , Caterina Zangari, Francesca Primerano , Rosanna Roti,   Loredana Salerno, Alessia Pupo

Donna del sinedrio: Lorena   Zangari

Pie Donne: Caterina Mangiardi,   Lorena Zangari, Loredana Salerno .

Costumi:  Pina  Grenci

Collaboratrici costumiste: Mariachiara Mangiardi, Maria Rizzo

Regia:  Giuseppe Iennarella

Service audio e luci:” Ok service di Brunello Gallè “( Serra San Bruno ).

 

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