focari brognaturoIl primo giorno che sancisce ufficialmente i festeggiamenti della Madonna della Consolazione a Brognaturo è il giorno in cui vengono accesi i tradizionali “focari” (luminaria, focolaio). Già a partire dalla mattinata di oggi – dieci giorni prima dei solenni festeggiamenti in onore della Santa patrona – un brulicare di persone si sono prodigate nella raccolta di legna, che servirà ad allestire i tradizionali “focari” in ogni angolo del paese.

Mentre oggi, quasi ogni famiglia prepara un “focaro” davanti la propria abitazione, in passato, i brognaturesi contribuivano tutti alla realizzazione di un grande focolaio in una zona prestabilita del paese. Questa particolare festa in onore della Madonna, viene officiata a partire dalle ore crepuscolari, nel momento in cui i vari focolai vengono accesi ed alimentati poi per tutta la notte. Intorno a questi, la gente crea un’atmosfera gioviale, mangiando e bevendo all’aperto, cantando e ballando per tutta la notte. Di fatto, questo particolare evento richiama l’inizio della novena.

Intorno alle 4 di mattina, comincia il giro dei “tamburinari” lungo le vie del paese. Questa suonata è l’allarme per i fedeli che devono prepararsi per andare a messa. La prima funzione della novena si terrà infatti nella chiesa del paese alle 5:30. Brognaturo, oltre ad essere paese di “focari” è anche paese di “gigantari”. Stasera, in occasione della festa, i giganti dell’associazione culturale “Il Brigante” allieteranno le vie del paese, richiamando alla mente dei presenti un’antica tradizione.

 

Pubblicato in CULTURA
Sabato, 18 Maggio 2013 13:30

Arrivaru l'artisti

mini cariatiL’aria a festa: era quello che ci voleva. Sì, occorreva distrarsi dopo mesi passati a patire freddo, incomprensioni e solite discussioni chiusi al caldo di una stufa a pellet sempre accesa. E a ricordarci di quanto il letargo fosse ormai agli sgoccioli ci avevano pensato quei "bravi ragazzi" vestiti da testa di capra. Sì, bisognava uscire fuori, ritornare per le strade e mostrare il volto vero del “Brigante”. Sì, ne avevamo bisogno. Avevamo bisogno di incontrare la nostra Calabria, oggi più che mai, oggi più di ieri. Per lunghi tratti della nostra avventura ci siamo sentiti invincibili, domi. Appagati. Invece abbiamo scoperto per l’ennesima volta che è davvero il silenzio a fare paura. Silenzio nonostante le nostre grida, per l’Alaco innanzitutto, divenuto ormai la nostra ragione di vita. Silenzio. Come quel silenzio che non ti dà pace tanto ti isola dal mondo e dalle verità. Sì, avevamo bisogno di andare via per qualche giorno. Sì, dovevamo raggiungere quei compagni conosciuti e sconosciuti allo stesso momento. Perchè lo sapevamo che c'erano.

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