mini ruelloNello Ruello, fotografo vibonese e storico testimone di giustizia, ha presentato un esposto alla Procura di Vibo Valentia per chiedere che si faccia luce sul mancato ripristino della sua scorta dopo che il Tar del Lazio ne aveva sospeso la revoca. Risale infatti al 28 giugno scorso la decisione da parte dell’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale del ministero dell’Interno di tramutare la tutela a Ruello in «semplice vigilanza generica radiocollegata con sosta» vicino l’abitazione e l’esercizio commerciale. Secondo quanto sostenuto dal suo legale, Giovanna Fronte, «la vicenda acquista il sapore di un accanimento contro chi è stato già vittima della criminalità e della burocrazia». Le denunce di Nello Ruello hanno portato alla condanna in via definitiva per usura ed estorsione di diverse persone appartenenti al clan Lo Bianco-Barba, attivo da decenni nel capoluogo di provincia.

 

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mini prefettura-viboFABRIZIA - Aveva deciso di intraprendere lo sciopero della fame e della sete contro quelli che lui stesso ha definito come degli ‘inspiegabili ritardi’, causati dalla burocrazia. Nei suoi confronti, infatti, erano già stati deliberati dei fondi antiusura. Fondi che, però, non ha mai ricevuto. Dopo tre giorni di protesta, il  testimone di giustizia Giuseppe Iennarella ha sospeso lo sciopero della fame e della sete, in quanto lunedì prossimo sarà ricevuto in Prefettura da neo capo dell’ Utg, Giovanni Bruno. L’ imprenditore serrese è il testimone chiave del processo 'Business Cars’, che ha messo alla sbarra diverse persone accusate a vario titolo di usura ed estorsione. L’operazione, scattata nel novembre del 2011, è stata portata a termine dai Carabinieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. 

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Lunedì, 17 Settembre 2012 15:58

Falsi esami all'Unical, i nomi dei 75 indagati

mini unical_cosenza1Secondo la Procura della Repubblica di Catanzaro sarebbero ben 72 le ‘false lauree’ conseguite alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria dal 2004 al 2011. Finiti nel registro degli indagati, assieme a 72 tra laureati e laurendi, anche un tutor accademico e due impiegati amministrativi, a cui a vario titolo vengono contestati i reati di falso ed introduzione abusiva nel sistema informatico dell’ateneo.

Il filone delle indagini aveva avuto il via proprio dalla denuncia dello stesso preside di facoltà, Raffaele Perrelli, che nel corso di una seduta di laurea si era accorto che la sua firma, apposta sullo statino di un candidato, era stata contraffatta.

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