Venerdì, 28 Febbraio 2014 18:10

Il caso Alaco finisce su tuttogreen.it

schiumalaco«Una storia sporca sotto ogni punto di vista - così recita in apertura l’articolo sul bacino idrico dell'Alaco, pubblicato oggi su tuttogreen.it - uno scandalo di cui nessuno parla». Dunque, l’annosa questione del invaso sito in localita Lacina, una piaga ancora aperta per migliaia di calabresi, “conquista” anche la nota platea del portale internet “Tutto Green – guida pratica alla Green Economy”. Il sito, uno dei più importanti dell’intero scenario nazionale, è da sempre sensibile alle questioni ambientaliste e, più in generale, a tutte quelle tematiche utili a migliorare l'impronta ecologista della nostra vita per risparmiare contestualmente salute, soldi ed energia. Un importante punto di riferimento del mondo ecologista, quindi, che riporta numerose guide pratiche per una vita a basso impatto ambientale e che non si esenta, con spiccata sensibilità, di preoccuparsi anche delle questioni più "oscure", intese come quelle vicende, sparse per tutto il mondo, che mettono a repentaglio il nostro ecosistema ma anche e soprattutto la salute dell’uomo.

«Una storia di cui nessuno ne parla», così Erika Facciola, collaboratrice di Tutto Green, etichetta quindi la storia di un lago che ancora oggi – nonostante sia stato posto sotto sequestro quasi due anni fa, nel maggio 2012 – continua ad erogare acqua nelle case di 400mila calabresi stanziati in 88 comuni ubicati, in particolar modo, a ridosso della fascia geografica centrale della nostra regione, fra le province di Vibo, Catanzaro e Reggio.

Unica imprecisione, a chiusura dell’articolo, quando la Facciola asserisce: «È storia recente l’apertura di un’interrogazione parlamentare per far fronte ad un’emergenza divenuta insostenibile», ma solo ed esclusivamente perché le interrogazioni presentate fino ad ora in Parlamento sulla questione Alaco sono, piuttosto, addirittura quattro.

Di seguito il link per leggere tutto l’articolo pubblicato oggi su www.tuttogreen.it

http://www.tuttogreen.it/acqua-pubblica-inquinamento-idrico-privatizzazione-acqua/

 

Pubblicato in CRONACA
mini acqua_pubblica
Riceviamo e pubblichiamo
 
 
Apprendiamo dalla stampa che la Commissione Ambiente regionale il prossimo lunedì 17 giugno avvierà l’esame di due progetti di legge di iniziativa della Giunta, riguardanti il riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e la riorganizzazione del servizio idrico integrato regionale. Entrambi i progetti di legge riguardano temi di enorme valenza e impatto sulla vita quotidiana dei calabresi, per i quali sono state date risposte istituzionali fallimentari negli ultimi 10-15 anni, con il Commissariamento da un lato e con l’affidamento alla società mista Sorical dall’altro (e con la multinazionale Veolia come comune denominatore). Si sono create situazioni talmente insostenibili da spingere i cittadini ad intraprendere percorsi di partecipazione che hanno condotto alla mobilitazione e alla proposta di articolate soluzioni alternative. Non a caso proprio in questi giorni sono in corso ben due campagne di raccolta firme per leggi d’iniziativa popolare. Per quanto riguarda i rifiuti, è dal mese di aprile che anche in Calabria è in atto la campagna nazionale per la legge Rifiuti Zero, un naturale sbocco per le innumerevoli iniziative di resistenza sul territorio, sostenute da cittadini stanchi di vedere la loro terra deturpata da politiche di smaltimento che prevedono sostanzialmente buche ed inceneritori. Per quanto riguarda il servizio idrico, dopo un percorso culminato con un referendum che ha visto quasi 800mila calabresi dichiarare di non volere che la loro acqua sia trattata come una merce, è quasi giunta al termine la campagna per la proposta di legge regionale “Acqua Bene Comune Calabria”. Nel mese di luglio saranno consegnate oltre 10mila firme a sostegno della proposta, cui si aggiungono le adesioni di almeno una dozzina di consigli comunali, piccoli e grandi.
Al Consiglio Regionale, ed alla Commissione Ambiente nello specifico, non è concesso di trascurare la grande partecipazione che sta caratterizzando il percorso delle due leggi d’iniziativa popolare, che è segno, nonostante tutto, di vitalità democratica e di volontà di contribuire responsabilmente alla salvaguardia dei nostri beni comuni. Per questo motivo chiediamo che la Commissione Ambiente calendarizzi al più presto un’audizione anche dei comitati promotori delle due leggi, tenendo presente in particolare per il servizio idrico che la proposta di legge regionale d’iniziativa popolare sarà ufficialmente consegnata entro pochissime settimane.
 
 
Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”
Coordinamento Calabrese Campagna Legge Rifiuti Zero
Pubblicato in POLITICA
Sabato, 15 Giugno 2013 10:04

A Lamezia 'Arti per l'acqua pubblica'

mini arti_per_lacqua_16.06.2013
Riceviamo e pubblichiamo
 
 
Il Comitato Lametino Acqua Pubblica, a conclusione della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua lanciata dal Coord. Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” lo scorso 14 gennaio, promuove Arti per L’acqua, una giornata di festa, di arte e di musica, il 16 giugno alle ore 18:00 c/o gli spazi del L.S.O.A. Ex Palestra di vico Belvedere II. Sedici artisti italiani e stranieri; Laura Vicario, Niko Citriniti, Maurizio Carnevali, Simona Ponzù Donato, Antonio Cardamone, Concetta Villella, Laura Fazzari, Gennaro Montuoro, Francesca Pulici, Antonello Migliaccio, Giovanni Orlando Muraca, Diego Rutar, Rosella Cerra e Ciccio Svelo, Federica Zizzari in arte Kika-kikosmika, Madeleine O’ Neill, Fabio Butera. Gli artisti sono stati chiamati ad esporre le proprie opere sul tema dell’acqua intesa come elemento e come bene comune, fuori dal mercato. Nell’arco della manifestazione si terrà un laboratorio d’ arte per bambini e tanta live music a cura di NEWCASTROSOUND, VELENO CREW (CZ), MAD FREQUENCY. La giornata si inserisce negli eventi che a livello nazionale e regionale sono organizzati per festeggiare il secondo anniversario della vittoria referendaria con la quale 26 milioni di italiani scelsero per l'acqua pubblica e la difesa dei servizi pubblici locali e che ha rappresentato il momento conclusivo del percorso verso la ripubblicizzazione del servizio idrico avviato dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Anche in Calabria circa 800 mila cittadini scelsero l'Acqua Bene Comune facendo raggiungere il quorum in una regione dove per circa un ventennio la Sorical ha attuato politiche di colonizzazione territoriale gestendo per il proprio tornaconto le nostre risorse idriche e lasciando ai cittadini circa 400 milioni di euro di debiti. Da allora, nonostante tribunali e Corte Costituzionale continuino a dare ragione ai comitati, nonostante la campagna di “Obbedienza Civile” abbia portato migliaia di cittadini ad autoridursi la bolletta rispettando il voto di due anni fa, la politica nazionale è stata sorda alle richieste dei cittadini. Si sono succeduti tre governi e nessuno di questi ha messo all'ordine del giorno un programma di ripubblicizzazione del servizio idrico come gli italiani hanno chiesto con forza il 12 e il 13 giugno del 2011.
L’evento sarà allora un importante momento di confronto per fare una sintesi ed un resoconto da un lato sulla raccolta firme della proposta di legge regionale che, ad un mese esatto dalla fine della campagna ha già superato le 8000 firme e si avvia a chiudere la raccolta tentando di raddoppiare il numero di firme necessarie previste per legge (5 mila firme), dall’altro a focalizzare l’attenzione sullo stato delle principali vertenze aperte in città tra le quali in primis il mancato processo di ripubblicizzazione della Lamezia Multiservizi S.p.A. e sull’assenza nell’agenda politica della Giunta Speranza del tema della ripubblicizzazione del Sistema Idrico cittadino. Il messaggio che si intende lanciare è che la mobilitazione del Comitato Lametino Acqua Pubblica non si è mai fermata, ma anzi si rilancia con forza la lotta per chiedere la ripubblicizzazione del servizio idrico e la piena attuazione dei referendum, per l'acqua bene comune e per una Lamezia Multiservizi che esca dalle logiche del mercato e diventi un bene collettivo della comunità lametina.
 
SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!
Comitato Lametino Acqua pubblica
Pubblicato in CULTURA

 

mini no_alacoVIBO VALENTIA - La voce unanime, rappresentata dal popolo dell’associazionismo, lo ha ribadito ancora una volta: l’invaso dell’ Alaco, che si trova a cavallo tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia, va chiuso il prima possibile. Nella mattinata odierna, in particolare, le associazioni del territorio ma anche la gente comune è scesa in piazza a Vibo per protestare contro quello che, ormai, tutti considerano un ‘avvelenamento di massa’. Perchè di questo si tratta. L’ evento è il risultato di un intenso lavoro dei movimenti e delle associazioni che in questi anni hanno assunto come priorità del loro impegno la difesa dei beni comuni, del territorio e della salute dei cittadini.

Pubblicato in LO STORTO

mini gianluca_callipoIl giovane sindaco napitino non ha dubbi: “Entro la fine del 2013 ridurremo la dipendenza dalla Sorical del 50%, attingendo alle sorgenti locali che stiamo individuando e censendo, proseguendo così verso la totale autonomia idrica”. Il piano di distacco dalla Sorical, secondo quando annunciato dallo stesso primo cittadino di Pizzo Gianluca Callipo, prevede nell’immediato la perforazione di un nuovo pozzo comunale, utile a diminuire la dipendenza dalla società per le risorse idriche. Un piano, quindi, orientato verso lo sfruttamento sostenibile delle fonti locali, inteso come risposta efficace al problema di rifornimento idrico che allerta, in particolar modo, i Comuni servita dall’invaso della Lacina. “In Calabria esistono circa 30mila sorgenti dalle quali è possibile attingere per il proprio fabbisogno idrico. Una strategia che il Comune di Pizzo ha già avviato nei mesi scorsi, con l'obiettivo di conseguire due importanti risultati: ridurre sensibilmente l’importo delle bollette per i cittadini e rendere il territorio comunale indipendente e capace di monitorare all’origine la salubrità dell’acqua” ha puntualizzato Callipo, ribadendo pertanto i propositi già enunciati nel corso della scorsa campagna elettorale.

Si tratta di una sfida comunque non semplice, ma che l’amministrazione Callipo sta dimostrando di saper affrontare al meglio. Il fabbisogno idrico di Pizzo è infatti di circa 80 litri al secondo, e già nei mesi scorsi è stato avviato un primo nuovo pozzo comunale che permette l’approvvigionamento da una fonte pubblica per ben 15 litri al secondo. Il progetto è caratterizzato inoltre dalla riattivazione di diverse fontanelle pubbliche, rimaste abbandonata per molto tempo e che sono state recentemente poste di nuovo in funzione dall’intervento del Comune. “Le fontane pubbliche sono una valida ed economica alternativa all’acquisto di acqua in bottiglia – ha spiegato Callipo - oltre a rappresentare un luogo di approvvigionamento sicuro in caso di emergenze, come quella che recentemente ha interessato la provincia vibonese”. Una provincia quasi totalmente vincolata dall’approvvigionamento dall’Alaco, da cui Pizzo Calabro riceve appena 2 litri al secondo, una quantità estremamente residuale rispetto al fabbisogno totale. Ma in questo caso, anche se è un aspetto marginale la “piccola quantità sarà eliminata dall’acquedotto della città e, almeno per chi vive nel nostro territorio, l'Alaco sarà soltanto un brutto ricordo”.

Pubblicato in POLITICA

mini lamezia_comitato_acquaRiceviamo e pubblichiamo:

Ci risiamo. A distanza di anni dall’inizio della battaglia che Il Comitato Lametino Acqua Pubblica sta portando avanti per la ripubblicizzazione della Lamezia Multiservizi SPA, anni nei quali fra le più importanti delle molte nostre lotte vi è stata la delibera di iniziativa popolare, sostenuta da oltre 700 firme, sul diritto all’acqua e sulla revisione dello statuto comunale per la definizione del Servizio Idrico Integrato come servizio pubblico privo di rilevanza economica e per la convocazione di un consiglio comunale aperto per la relativa discussione, dobbiamo registrare e denunciare pubblicamente l’assoluta indisponibilità dell’Amministrazione Speranza, non solo a mettere in pratica le azioni necessarie e concrete conseguenti (leggi modifiche statutarie comunali) ma anche solamente quella di concedere un incontro pubblico con i rappresentanti il Comitato Lametino.

Lo stesso Comitato ha più volte chiesto all’amministrazione e più direttamente alla persona del Sindaco un incontro ufficiale affinché potesse essere chiarita e dibattuta la pubblicizzazione del settore idrico e di tutti servizi di interesse comune gestiti dalla Lamezia Multiservizi.

Prima un laconico “non è possibile nell’immediato” ad una pur formale richiesta telefonica di udienza con la segretaria di gabinetto del Sindaco, poi il silenzio ad una richiesta formalmente inoltrata all’Ufficio Protocollo (vedi richiesta prot. n°85764 del 20/12/2012).

Risulta allora chiaro che NON E’ VOLONTA’ di questa Amministrazione e del Sindaco, suo più alto rappresentante, in nessun modo di dare seguito concreto a quelle che sono state le intenzioni solo pubblicamente dichiarate (ed in più occasioni) dagli stessi soggetti di sposare in pieno il risultato fortemente politico del referendum, di diventare un comune di riferimento dimostrando che, la dove esiste una volontà politica, è possibile segnare una svolta democratica e di giustizia sociale pur nelle difficoltà quotidiane che la gestione della “cosa” pubblica comporta!

Insomma, le prove saranno indiziarie ma portano tutte verso un'unica direzione… cedere le quote della Lamezia Multiservizi SPA ad un socio privato, con buona pace dei cittadini di Lamezia!

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

Comitato Lametino ACQUA PUBBLICA

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mini incontroabcParte la campagna di raccolta firme per la Proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare “Tutela, governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua”.
Appuntamento per l’iniziativa di lancio sabato 19 gennaio alle 9:30, con un seminario presso l’auditorium del Liceo Classico “Telesio” a Cosenza. Le prime firme saranno apposte simbolicamente dai genitori di Bruno Arcuri. Interverranno Corrado Oddi (Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua), docenti Unical tra cui Vito Teti, amministratori ed attivisti per i beni comuni. Finale nel segno dell’arte con lo spettacolo teatrale “Scarpidhati”.
780mila calabresi, oltre la metà degli aventi diritto al voto, si sono espressi chiaramente solo un anno fa contro la privatizzazione del servizio idrico, sostenendo i quesiti referendari promossi dal Comitato “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”. La politica però è rimasta sorda e mostra di non voler dare seguito alla manifesta volontà popolare.
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mini iniziativaacquapubblicaNegli ultimi anni anche in Calabria, come nel resto d’Italia, si è diffusa la consapevolezza sociale dei rischi connessi alla mercificazione del bene comune acqua, e dimostrazione ne è la vittoria dei Sì ai referendum del giugno 2011: 780mila calabresi, oltre la metà degli aventi diritto al voto, si sono espressi chiaramente contro la privatizzazione del servizio idrico, sostenendo i quesiti referendari promossi dal Comitato “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”. Ma la politica è sorda e non vuole saperne di dare seguito alla manifesta volontà popolare.
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mini imagesCAGWIJ8GSPADOLA - La crisi idrica che sta attanagliando il territorio delle Serre sembra non voler conoscere la parola fine. Ma l’emergenza che si sta registrando in questi giorni a Spadola ha davvero poco a che fare con l’annosa questione  “acqua sporca” che recentemente ha portato al sequestro dell’invaso Alaco. Infatti il comune di Spadola gestisce l’acqua in perfetta autonomia e non dipende quindi dal lago in mano a Sorical ormai dal 2006, ma si tratta comunque dell’ennesimo capitolo giallo di un romanzo idrico sempre più bizzarro e misterioso.

Il 16 ottobre scorso, il Sindaco Giuseppe Barbara ha emesso un’ordinanza di non potabilità sulla base di una nota trasmessa dall’ASP di Vibo Valentia (prot. 823/IP), tramite cui il Dipartimento Prevenzione della stessa Azienda Sanitaria comunicava che i risultati delle analisi di routine microbiologiche, effettuate su un campione d’acqua prelevato in uscita del serbatoio comunale sito in località ‘Corvo’, non rientrerebbero nei limiti di potabilità previsti dal Dlgs 31/2001. Provvedimento che, già 13 giorni fa, ha quindi vietato “l’uso dell’acqua potabile ai fini del consumo umano, nelle zone della rete idrica alimentate dal serbatoio in località Corvo”.

Ma la disposizione di semplice non potabilità, che indirizza la cittadinanza al non utilizzo dell’acqua, è stata insolitamente seguita da un totale black-out idrico. Un allarmante stato di disagio dettato dalla completa sospensione dell’erogazione dell’acqua nella quasi totalità del territorio spadolese.

Ormai da ore gli uffici comunali sono inondati da telefonate da parte dei numerosi cittadini legittimamente infastiditi dalle difficoltà legate all’essere completamente privi di acqua corrente nelle proprie abitazioni, tanto che per i servizi igienici o per la doccia molti hanno dovuto rivolgersi a parenti ed amici residenti nelle vicine Brognaturo e Simbario.

Al di là della non potabilità ormai acclarata da quasi due settimane, la completa assenza di acqua potrebbe essere connessa ad un difetto tecnico alla rete idrica comunale. Infatti a lasciare a secco i cittadini di Spadola potrebbe essere stato un guasto tecnico a una delle condotte principali del serbatoio centrale da cui poi l’acqua viene ripartita nelle case del centro abitato. 

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mini acquapubblica221Il Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” si è riunito nei giorni scorsi a Vibo Valentia nella sede del Wwf. Nel corso della riunione sono state affrontate molteplici problematiche riguardanti la gestione delle risorse idriche calabresi e si sono poste le basi per il rilancio dell’attività del Coordinamento nel Vibonese. Alla riunione hanno preso parte diverse realtà associative attive sul territorio provinciale ( Comitato civico Pro-Serre, Compresi gli Ultimi, CittAperta, Partito dei Comunisti Italiani, Associazione “Il Brigante, Rifondazione Comunista, Forum delle Associazioni, WWF) che a breve, in sinergia, daranno vita ad un Coordinamento provinciale, aperto alle adesioni di altri movimenti e associazioni, che si occuperà delle iniziative da organizzare nel Vibonese per portare avanti la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico calabrese. Nel corso della riunione è stato affrontato il drammatico caso del bacino dell’Alaco

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