mini bufoQuesta sera, all’associazione culturale “Il Brigante” si parlerà del Belpaese. A porre degli interrogativi su alcuni eventi storici di estrema importanza, sarà l’attore e commediografo Giulio Bufo, lo stesso, che nel 2012, inscenò una protesta sulla “Tv spazzatura” a Italia's got Talent, facendosi riprendere completamente nudo dalle telecamere di Canale 5.

Di seguito, un' introduzione allo spettacolo “SocItalia, la storia d'Italia soffocata in cinque fasi”, che questa sera Bufo farà per tutti gli affezionati del Brigante:

«C'è un filo storico che collega l'incontro di Teano (26 ottobre 1860) e la fine del fermento del “movimento dei movimenti” (2002)? C'è un filo storico che collega il biennio rosso (1919-20) e la costituzione "carta straccia"? C’è un filo storico che unisce il fallimento del Cln e la morte di Pasolini? C’è un filo storico che unisce “Portella delle Ginestra” all’omicidio Impastato? Questo è quello che cerco di spiegare in questa breve performance-reading, aiutato da testi di grandi autori come Pasolini, Gaber, Assuntino e brani musicali storici utili a sottolineare le 5 fasi (Teano, biennio rosso, Cln, 68-77, movimento dei movimenti) in cui ho diviso la storia d’Italia. In circa tre quarti d'ora si sviscera la storia nascosta di un'Unità d'Italia forzata, quella storia che spesso oltre i libri di scuola, bisogna leggere tra le righe».

 

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Riceviamo e pubblichiamo
 
L’opera prima del regista friulano Ivan Vadori è un viaggio nell’Italia attraverso i testimoni che hanno conosciuto direttamente e indirettamente l’attivista siciliano barbaramente ucciso dalla Mafia 35 anni fa (9 maggio,1978).
Nel lungometraggio –ambientato ai giorni nostri - l’attore croato Andrea Tich personifica il giornalista milanese Pietro Spada che vuole fare luce sull’omicidio del 1976 dei due carabinieri di Alcamo Marina (Tp), Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta. A molti anni dall’omicidio dei due carabinieri, il processo è stato riaperto (febbraio 2012). Sull'assassinio Impastato aveva tra le mani del materiale importante, sequestrato nella notte tra 8 e 9 maggio 1978 dalle forze dell'ordine. Dossier mai più ritrovato.
Il reporter Pietro Spada incontrerà il giornalista di “Repubblica” Salvo Palazzolo, il magistrato Gian Carlo Caselli, il sociologo Nando Dalla Chiesa, la giornalista de “il Fatto Quotidiano” Antonella Mascali, il presidente di “Rete 100 Passi” Danilo Sulis, il fratello di Peppino Giovanni Impastato, il presidente di “Libera” Don Ciotti, il magistrato Franca Imbergamo, lo scrittore Carlo Lucarelli, il co-autore di “Radio Aut” Salvo Vitale.
A molti anni dalla morte di Peppino Impastato, tanti aspetti e particolari della vicenda risultano ancora oscuri mentre il metodo impiegato nel suo giornalismo d’inchiesta ha sempre tanto da raccontarci. In 70 minuti verranno ripercorsi i passaggi fondamentali dell’attività di Impastato che ha molto da insegnare alle nuove generazioni; si tratta di un metodo ancora utilizzato da tutti coloro che si occupano di antimafia e inchiesta.
All’età di 15 anni Peppino, dopo l’uccisione dello zio Cesare Manzella -boss mafioso-, decise di lottare fino al suo ultimo respiro per contrastare Cosa Nostra e lo strapotere di Tano Badalamenti. E in questa direzione andò la sua vita...
 
Al termine della proiezione il regista Ivan Vadori sarà lieto di rispondere alle domande che il pubblico vorrà rivolgergli.
 
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