Mongiana 006Il paventato trasferimento della sede provinciale del distretto aziendale Calabria Verde, da Mongiana a Serra San Bruno, sta provocando non poca discordia sia nella cittadina delle Reali Ferriere, sia in altri comuni limitrofi quali Fabrizia e Nardodipace, da dove provengono gran parte dei lavoratori in forza all’ente. Proprio l’amministrazione comunale di Mongiana, per opporsi al provvedimento, ha convocato un Consiglio comunale ad hoc che si svolgerà domani dalle ore 17.30 presso la sala convegni del Museo delle Ferriere. Si tratterà di una seduta “allargata” in quanto al Consiglio è prevista anche la partecipazione di altre compagini amministrative afferenti ai comuni vicini, direttamente interessati dal provvedimento.

All’ordine del giorno un unico punto: discussione e determinazione sulla delibera n. 53 dello scorso 31 luglio 2014, attraverso la quale è stato disposto il trasferimento del distretto dell’ex Afor in altra sede. È chiaro che oltre agli amministratori, anche le comunità interessate dal caso siano ormai in tumulto per un provvedimento che arrecherebbe ulteriore depauperamento ad un territorio divenuto ormai marginale e che porterebbe alla perdita di un importante riferimento istituzionale, soprattutto in materia di territorio e deforestazione, che ha sede a Mongiana sin dagli anni settanta.

In risposta alle contestazioni sollevate, dunque, da più parti, a rispondere è stata nei giorni scorsi proprio l’azienda Calabria Verde, spiegando come si sia resa necessaria l'ubicazione degli uffici in altra sede per via dell’accorpamento con la Comunità Montana. Condizione che avrebbe dunque determinato l’esigenza di individuare un edificio di dimensioni maggiori, capace di ospitare contestualmente il personale dei due enti.

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nottemuseoSERRA - Nella notte di oggi, sabato 17 maggio, in occasione dell’iniziativa la “Notte europea dei musei” anche il Museo della Certosa di Serra San Bruno, aprirà in via straordinaria le porte , con ingresso libero, dalle ore 18.00 fino a mezzanotte.

L'iniziativa prevede uno specifico programma che partirà alle ore 19.00 con la visita guidata effettuata dal direttore del Museo, Fabio Tassone. Alle ore 21.00 avrà inizio un particolarissimo concerto musicale a cura dell’Istituto Musicale Pietro Mascagni di Serra San Bruno. Per l’occasione andrà in scena la “Fisorchestra” di San Lucido (Cosenza) diretta dal maestro Francesco Cassano, fisarmonicista Calabrese di fama internazionale.

Un anno particolarmente importante per il Museo della Certosa, che aggiunge così alle tante iniziative del 2014 un altro importante appuntamento. Già qualche settimana fa era stata celebrata l’inaugurazione della Sala polivalente “San Bruno”, realizzata all’interno della struttura, in occasione del ventennale della fondazione del Museo. Proprio nella nuova sala si esibirà il maestro fisarmonicista Cassano, che spazierà in un repertorio assai vario, da Bach a Piazzolla, ponendo in risalto il suono della fisarmonica solista. A seguire sarà la volta della “Fisorchestra” di San Lucido, composta da dieci giovani fisarmonicisti, diretti proprio dal maestro Francesco Cassano. In tal caso sarà eseguito un programma più vivace, composto di note trascrizioni di musica orchestrale.

Una notte europea, dunque, anche a Serra San Bruno. Un’iniziativa fortemente voluta dal direttore Tassone e realizzata in collaborazione con il maestro Luca Amato, direttore del “Mascagni”. Si attende quindi una cospicua partecipazione di visitatori, giunti magari da tutti i paesi del comprensorio, per questo importante appuntamento spirituale e artistico, direttamente fra le mura di quello che può considerarsi a tutti gli effetti uno dei Monasteri, ancora in funzione, tra i più affascinanti e misteriosi al mondo.

 

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croce rossaSabato, sulle frequenze di RS 98, a partire dalle ore 10.00, nella prima parte di On the news ospiti in studi i componenti del “Gruppo volontari del soccorso” della C.R.I. di Serra San Bruno. Una realtà ormai consolidata nata esattamente 16 anni fa,  l’8 marzo del 1998. I volontari di questa importante istituzione si sono sempre distinti in operazioni di emergenza ma anche in attività di educazione sanitaria nonché di protezione civile. In studio il presidente del comitato provinciale di Vibo Valentia, la D.ssa Maria Silvestri, il referente di zona, Giuseppe Inzillo e i volontari Pasquale Inzillo e Aldo Campase.

Nella seconda ora, nel salotto di On the news, il Dott. Giuseppe Calvetta, già ambasciatore del Senegal e di sette stati africani. Un serrese che ha dato lustro alla nostra cittadina, distinguendosi come importante personalità e intellettuale.

Ascolta la puntata anche in streaming all’indirizzo: http://tunein.com/radio/Radio-Serra-RS-980-s3103/

 

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antonio e francescaIn onda sulle frequenze di Rs 98, questa volta non di sabato mattina ma, piuttosto, straordinariamente di domenica, sempre dalle ore 10.00, ‘On the News’ non mancherà anche per questa settimana di allietare i propri radioascoltatori. Appuntamento quindi posticipato di un solo giorno, ma che vedrà anche questa volta impegnati i microfoni degli impeccabili Antonio Zaffino e Francesca Onda, guidati dalla sapiente regia di Massimo Campese, in una puntata davvero particolare. Trasmissione quella di domenica prossima che rappresenta infatti un importante bilancio, con un occhio di riguardo per la stagione radiofonica appena conclusa, in uno straordinario speciale ‘On the News agenda 2013’ in cui saranno riproposte le registrazioni dei migliori interventi andati in scena nel salotto di quello che sta diventando ormai un appuntamento imprescindibile per i tanti appassionati radioascoltatori di questo importante e seguitissimo contenitore di notizie, approfondimenti, musica e attualità.

 

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mini expoL'Expo 2015 avrà luogo a Milano tra il 1º maggio e il 31 ottobre 2015. Il tema proposto dall’evento è ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’. Un tema, quindi, che vuole includere tutto ciò che riguarda l'alimentazione: dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo a quello dell'educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM. Può questo importante evento portare sviluppo anche ai paesi del Comprensorio delle Serre? Quali comuni parteciperanno? In studio il sindaco di Gerocarne, Vitaliano Papillo, Il sindaco di Vazzano, Domenico Villì, il sindaco di Fabrizia, Antonio Minniti, il sindaco di Brognaturo, Giuseppe Iennarella e il sindaco di Serra San Bruno, Bruno Rosi.

 

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mini eliana_iorfidaSERRA SAN BRUNO – Un riconoscimento prestigioso, non soltanto per l’autrice, ma che di riflesso e per suo tramite, si estende anche a tutta una nuova di generazione di intellettuali serresi. Una giuria d’indiscusso calibro - composta da giganti del panorama letterario, editoriale e giornalistico nazionale, quali Dacia Maraini, Franco Scaglia e Antonio Debenedetti, solo per citarne alcuni – ha assegnato la “Giara d’Argento” al romanzo secondo classificato “Sette paia di scarpe” di Eliana Iorfida, nell’ambito del Premio Letterario “La Giara” indetto da Rai Eri, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, confermandosi ancora una volta una preziosa opportunità di scouting per scrittori esordienti al di sotto dei 39 anni. La archeologa trentaduenne originaria di Serra S. Bruno, - la cui premiazione è avvenuta nello splendido palcoscenico della Valle dei Templi di Agrigento - attraverso quest’opera prima, descrive la vita nel profondo nord-est siriano. «Sette paia di scarpe – si legge nella motivazione del premio - la storia di Ahida e della sua adolescenza sullo sfondo della guerra arabo-israeliana del 2006, ci trasporta in un mondo arcaico, rurale, destinato a metamorfosi profonde, senza tuttavia rinnegare i valori di una tradizione millenaria. Eliana Iorfida, narrandoci la vita del piccolo villaggio nella Jazeera siriana, ci descrive, senza giudizi morali o politici, una società dettata da rigide leggi patriarcali, di cui riconosce i limiti, la durezza, ma anche la forza e l’integrità morale. Di quel mondo ci restituisce i colori, la natura, e un senso profondo di humanitas, di collettività, che ci ricorda la genesi delle nostre radici mediterranee». «Ho dedicato quest’opera al popolo siriano che me l’ha ispirata – ha spiegato l’autrice al Quotidiano -  concedendomi il privilegio di conoscere una storia vera, toccante, durante una delle missioni archeologiche cui ho preso parte, tra il 2006 e il 2007, sotto la direzione scientifica del Prof. Buccellati (Università della California). Oggi la Siria sta vivendo un passaggio drammatico della propria storia, che non può lasciarci indifferenti». La scrittrice serrese ha iniziato a scrivere questo romanzo nel 2008, lasciandolo più volte in sospeso per via degli impegni quotidiani, ma senza abbandonarlo del tutto «perché sentivo – ha commentato - che le vicende travagliate dei personaggi erano lì ad aspettarmi, non potevo tradirle. L’autunno scorso ho appreso del concorso RAI e mi sono affrettata a spedirlo alla sede regionale di Cosenza, emozionata nel sottoporlo ad un primo giudizio autorevole ed esigente».  Gli autori di riferimento della scrittrice sono tanti, ma in chiusura di questo romanzo «ho voluto citare Corrado Alvaro e il suo importante reportage dalla Turchia degli anni ’30. Alvaro fu tra i primi a cogliere l’omogeneità della tradizione mediterranea, la comunanza del meridione d’Italia coi paesaggi e i volti che popolano la sponda opposta e che io ho stessa ho potuto apprezzare». La scrittrice si è quindi detta felice del traguardo raggiunto e onorata di aver rappresentato la Calabria in una circostanza così importante. «Spero – ha detto in conclusione - che l’opera diventi presto un libro e accompagni i miei futuri lettori in un viaggio avvincente, alla scoperta di un mondo che mi è rimasto nel cuore».  

 

(articolo pubblicato su 'Il Quotidiano della Calabria')

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mini IMG_0876VIBO VALENTIA - Forse neanche Balzac avrebbe fatto meglio. Perché nella “Comedie humaine” di teatro “Luigi Razza” è la realtà a superare l’immaginazione. A meno che non si voglia intendere politicamente corretto invadere l’aula, nel pieno svolgimento dei lavori del civico consesso, gridando “vergogna” e “dimissioni”, cacciando un sindaco dalla sedia e sedendosi al suo posto, cacciando gli assessori dalle sedie e sedendosi  ai loro posti, discutere animatamente con il presidente del consiglio e rammentargli - per l’ennesima volta - che ci sono cose più importanti da discutere. Come infatti importante è la ragione per la quale i cittadini sono intervenuti prepotentemente sulle scene, pretendendo “rispetto e dignità”, soprattutto alla luce delle promesse mai mantenute dalla politica

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mini consiglio_regionaleFABRIZIA - La famosa Legge Regionale, ormai di lungo corso, che risale al gennaio 2001 per la stabilizzazione dei lavoratori LSU-LPU non è mai stata attuata, questo è un dato più che assodato. Quel che non si comprende bene riguarda essenzialmente la vera causa, visto che i fondi annualmente vengono alfine reperiti. Almeno finora è stato così. Sembra tuttavia potersi ravvisare una motivazione che si coniuga bene con quella mentalità politico-assistenzialistica di continua dipendenza dal potere. Però, adesso, pare che sia stata eccessivamente tirata la corda, al punto di toccare il fondo della criticità. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’ennesimo rinvio dell’obbligo di stabilizzazione dei precari, con faciloneria riproposto attraverso l’articolo 55 della L.R. n. 47 del 2011. L’impegno preso nel lontano anno 2001, con la legge regionale n. 4, non è mai stato portato avanti seriamente. A parte qualche sporadico tentativo di monetizzazione per la fuoriuscita, di cui si sono avvalsi solo pochi non interessati alla stabilizzazione, non vi è stato molto altro. L’obbligo di riservare i posti nei concorsi pubblici e la possibilità di assumere per i posti soggetti a normali selezioni dei disoccupati, non hanno ricevuto la meritata attenzione.

Fabrizia, con il suo rilevante numero di precari LSU ed LPU, soffre fortemente questo disagio e l’incertezza sul futuro. A parte l’unica azione di stabilizzazione compiuta nel 2007, allorché il Comune colse l’opportunità di partecipare al bando incentivata dal doppio contributo, statale e regionale, si è dovuti assistere ad un pesante trascinarsi dell’incertezza annuale o, più spesso, trimestrale. È superfluo ma opportuno  rammentare che i perenni blocchi di legge sulle assunzioni, hanno indotto gli enti a sopperire alle carenze con gli LSU-LPU, spesso anche per servizi essenziali. Il risvolto economico di necessità ha congelato in parte le giuste rimostranze per il riconoscimento formale di questo importante bacino di lavoro pubblico, sotto gli occhi di tutti nella sua effettività sociale.

Lasciarli nell’incertezza del futuro è una crudeltà a cui deve porsi riparo. Così come pare abbastanza dura la condizione di incertezza finanziaria per l’altro importante bacino occupazionale rappresentato dagli operai  agro-forestali, da qualche tempo tornati in un critico limbo di incertezze per il pagamento delle spettanze. Il quadro delle miserie politiche e gestionali della nostra Regione appare nero su molti versanti.

 Il competente Dipartimento regionale assicura che si sta preparando una norma transitoria per risolvere il problema, una escamotage per finanziare il debito e per proseguire “sotto altra forma”. Nondimeno, allo stato dei fatti, come efficacemente afferma Sergio Pelaia nell’articolo di mercoledì, la sorte di tutte queste persone - già precari e senza diritti da oltre 15 anni - ad oggi è ancora più incerta.

La complicazione della mancata stabilizzazione condiziona la possibilità di finanziare adeguatamente anche i normali interventi in favore dei disoccupati. Infatti, i fondi regionali annualmente stanziati per l’occupazione vanno stornati nell’unico calderone del ripiano (parziale, perché insufficienti) dei debiti che si accumulano per questi lavoratori precari, comunque lasciati nell’incertezza perenne. Dopo tanti anni, se non altro moralmente, dovrebbero essere considerati creditori di una maggiore considerazione politico-normativa nei confronti di questa Regione scialacquona e priva di onesta attenzione nei loro confronti. È utile rammentare che il legislatore nazionale, con il d.l. n. 78 del 2009, per convenire ad una responsabile conclusione del precariato, avrebbe inteso consentire alla Regione, nel triennio 2010-2012, la stabilizzazione “nelle amministrazioni pubbliche, mediante la previsione di una riserva di posti in concorsi banditi per assunzioni a tempo indeterminato”. Non, invece, l’esatto contrario, come azzardato con la norma cancellata dalla sentenza, che azzardava la proroga al 2014 del termine finale di stabilizzazione dei precari.

Nella maggior parte delle politiche di bilancio regionale possiamo rilevare, come cittadini calabresi, una continua rincorsa per sfuggire completamente alle responsabilità politiche e sociali, specie nei confronti dei meno fortunati. Ma le alchimie operate sono risultate parecchio inefficaci. Sarebbe opportuno ammettere onestamente che la strategia di indebitamento della Regione Calabria deve essere rivista sia in legalità che in efficacia degli interventi. La recente sentenza n. 18/2013 è il termometro del metodo sbagliato. Sono troppi i settori in cui la Regione ha splafonato: dalla sanità, alle assunzioni di dirigenti senza copertura finanziaria; dagli incentivi all’Aeroporto reggino, allo striplamento della Stazione Unica Appaltante  mediante  l’incremento da una a tre delle «sezioni tecniche» con la previsione di un dirigente «equiparato a quello di servizio della Giunta regionale» per ogni Sezione; e via di seguito. Inoltre sta continuando nell’indebitamento disponendo incarichi extranorma molto probabilmente di favore. Il tutto rimunerato con le tasse dei cittadini ed anche a spese dai lavoratori precari che non possono raggiungere la sospirata tranquillità. Ma anche da tutti i calabresi disoccupati che un’occasione di lavoro, anche part-time ed a sollievo momentaneo delle enormi difficoltà, la gradirebbero come una boccata d’ossigeno per non soccombere alla miseria.

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Martedì, 08 Gennaio 2013 13:23

Serra, torna il sereno tra Censore e Lo Iacono

mini censore-lo_iaconoSERRA SAN BRUNO – Come l’Araba Fenice, l’uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri, cosi anche il centrosinistra locale sembra un po’ essere resuscitato. L’occasione per la resurrezione è stata la competizione delle primarie per i parlamentari del Partito Democratico che, in provincia di Vibo Valentia, ha visto trionfare il consigliere regionale democrat Bruno Censore. A dare una mano di aiuto all’ormai ex, fratello coltello, sarebbe stato l’ex primo cittadino serrese Raffaele Lo Iacono, defenestrato dalla poltrona più importante di palazzo Tucci, proprio dall’ala censoriana.

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mini primarie-centrosinistraRiceviamo e pubblichiamo:

Non posso che esprimere, a nome mio personale e di tutti i giovani democratici vibonesi, grande soddisfazione per l’ampia partecipazione alle primarie del centro-sinistra. La giornata di ieri ha incontestabilmente dimostrato che dare la possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti non può che essere un importante strumento di democrazia per riavvicinare la gente alla politica. In un momento storico particolare come è questo,  in piena crisi  economica e sociale e di fronte  ad un susseguirsi quasi quotidiano di scandali che coinvolgono tutti i partiti politici, credo che il Partito Democratico abbia intrapreso la strada giusta come antidoto all’antipolitica, al populismo e alla demagogia.

Spero che ciò induca  tutti i partiti a riflettere su quanto importante sia la necessità di una nuova riforma elettorale che dia governabilità al paese e rappresentatività  ai territori.

Non  si può che esultare anche di fronte ai dati raggiunti in Calabria ed in particolare nella nostra provincia che ha consegnato al segretario Bersani un voto plebiscitario e la percentuale più alta d’Italia. Questo è senza ombra di dubbio anche  un  dato che  ripaga la buona politica  il  lavoro che quotidianamente viene profuso con spirito di servizio e tanto sacrificio sull’intero territorio provinciale.

Adesso è importate lavorare per riavere una forte mobilitazione  al ballottaggio e soprattutto a  sostegno del segretario Pierluigi Bersani l’unico che ha messo in campo una seria proposta per il paese. E’ importante sostenere il segretario e lavorare per l’affermazione della piattaforma dei progressisti italiani perché questa è l’unica speranza per  il nostro amato paese.

Un ringraziamento infine lo voglio rivolgere a tutti i giovani democrati che assieme a tanti altri militanti hanno lavorato volontariamente per contribuire a scrivere quella che è stata, e sicuramente domenica prossima sarà, una grande pagina di democrazia.

Luigi Tassone
Segretario provinciale Giovani Democratici di Vibo Valentia

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