mini dalila_nesciSono momenti di angoscia a Tropea, dove la famiglia della deputata Dalila Nesci (Movimento 5 Stelle) non ha notizie della cara congiunta, che ormai da due ore non rilascia comunicati stampa, non esprime indignazione e non richiede chiarimenti su nessun argomento. «Siamo molto preoccupati», ci racconta Santo (il nome è di fantasia), portavoce della famiglia che per ragioni di sicurezza preferisce rimanere nell'anonimato. «Dalila è stata a pranzo in famiglia tre giorni fa, e al termine del pasto ha immediatamente convocato una conferenza stampa per stigmatizzare l’eccessiva cottura degli spaghetti. Aveva anche annunciato un'interrogazione urgente al governo per fare luce sullo strapotere paramassonico delle lobbies della pasta, circostanza che aveva rassicurato tutti noi sul suo stato di salute». A Tropea, nel frattempo, le voci sulla sorte della Nesci si rincorrono senza sosta. In queste ultime ore si sta facendo sempre più strada la raccapricciante ipotesi che la deputata abbia deciso di passare nelle file del Pd, ipotesi che la madre smentisce risolutamente. «Non ci voglio credere», afferma la donna in lacrime, «mia figlia è una ragazza allegra, solare, amante della vita e della compagnia: non avrebbe avuto motivo di compiere un atto così insano e contro natura». Gli inquirenti brancolano nel buio. Sono stati fatti circolare rimborsi spese e scontrini di vari membri del Consiglio Regionale della Calabria, nella speranza di suscitare l’indignazione della Nesci, ma finora nessuna conferenza stampa è stata convocata. Il Vizzarro.it continuerà a seguire la triste vicenda e al contempo esprime la propria vicinanza alla famiglia in questo momento così difficile.

 
BRECCHIGNUSE - Rubrica di satira a cura di Malagigi
 
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mini pasquale_primo_pianoNel dicembre di tre anni fa Serra scoprì l’orrore che fu costretto a subire Pasquale Andreacchi. Per due mesi interi, in paese erano circolate le ipotesi più disparate e inverosimili sulla sorte toccata a quel ragazzone timido che stava sempre appresso ai suoi cavalli. C’era chi addirittura sosteneva che si trattasse di una fuga volontaria, di un amore adolescenziale. Poi la mattina del 9 dicembre ogni ipotesi perse improvvisamente consistenza: gli operai del comune si accorsero che in un cassonetto, su una salita, in via Corrado Alvaro, qualcuno aveva lasciato un teschio umano, con un foro in fronte. Un colpo di pistola. Accanto al cranio un femore, spezzato, ma molto lungo. Per i genitori di Pasquale, già provati da due mesi d’angoscia e di ricerche vane, fu un colpo durissimo. Ma la speranza di trovare il loro primogenito vivo rimase forte. Continuarono a cercare, a lottare da soli. La loro fiducia si rivelò ben presto una dolorosissima illusione. Il 27 dicembre, nel primo pomeriggio, un cacciatore si accorse che in mezzo alla boscaglia, tra i castagni, c’erano delle ossa umane.

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mini CAGLIOTI_DAMIANOSERRA SAN BRUNO - Aveva le armi addosso. Pronte a sparare, a rispondere colpo su colpo al fuoco delle cosche nemiche. I carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Serra, guidata dal capitano Stefano Esposito Vangone, ne sono convinti. Nuovi delitti di 'ndrangheta stavano per consumarsi nell'hinterland Vibonese. Nel territorio tra Sant'Angelo di Gerocarne, Stefanaconi e Piscopio la faida si era già palesata con l'omicidio di Fortunato Patania, 61enne con precedenti penali, titolare di un distributore di carburante, freddato nel settembre scorso mentre giocava a carte. Suoi parenti diretti sono Antonio e Cosimo Caglioti, padre e figlio, arrestati il 9 gennaio con armi pronte a colpire e con materiale in uso alle forze dell'ordine. E parente di Patania è anche Damiano Caglioti (foto), 23enne fratello di Cosimo, arrestato ieri mattina. In seguito ad una perquisizione, i carabinieri gli hanno trovato addosso una pistola con 12 cartucce nel caricatore, pronta a sparare. Inoltre, nella sua abitazione di Sant'Angelo di Gerocarne, in un'intercapedine del camino, il giovane tratto in arresto aveva nascosto un revolver calibro 38 privo di marca e matricola. Insieme a Damiano, ora detenuto nel carcere di Vibo, gli uomini dell'Arma hanno deferito in stato di libertà anche un suo dipendente, F.A., 48 anni.
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mini Elezioni-amministrative-2012_01SPADOLA - Niente di nuovo sotto il sole. Stando, almeno, alle indiscrezioni che circolano in paese, la situazione sembra tutt'altro che dinamica. A pochi giorni dalla presentazione ufficiale delle liste per il rinnovo del consiglio comunale, le uniche certezze sembrano essere la riproposizione del sindaco uscente, Giuseppe Barbara e la frammentazione di quello che e',ormai, l'ex gruppo di Michela Tassone. Nel raggruppamento che fa capo a Giuseppe Barbara si sta lavorando alla composizione della lista che, alla luce, della riduzione a sei del numero dei candidati a consigliere, comporterà, inevitabilmente, il passo indietro di qualcuno degli uscenti. In salita, invece, il cammino dei potenziali concorrenti.

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Domenica, 08 Gennaio 2012 23:48

SERRA: brucia un'altra casa nel centro storico

mini incendio_casa_serraSERRA SAN BRUNO - Ancora un edificio in fiamme nel cuore della cittadina della Certosa. Questa sera un violento incendio ha quasi completamente distrutto quello che rimaneva di una vecchia casa del centro storico. Quando gli abitanti delle case limitrofe a quella in fiamme si sono accorti dell'incendio ed hanno avvertito le vicine stazioni dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, era ormai troppo tardi. Nonostante il tempestivo intervento dei pompieri e delle forze dell'ordine, le fiamme avevano già completamente devastato l'edificio disabitato, distruggendo qualsiasi cosa al suo interno. Non si esclude, tra le cause che hanno scatenato il rogo, l'ipotesi dolosa. 

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mini san_francesco_paola_subacqueo__2Una grossa statua raffigurante San Francesco di Paola è sparita dallo specchio d'acqua antistante la città che ha dato i natali al Santo. Il maestoso manufatto, una statua bronzea alta due metri e pesante più di due tonnellate, opera dell'artista Zappino, era stata sistemata a 23 metri di profondità dai sommozzatori del Gruppo Subacqueo Paolano nel novembre 2007, anno in cui ricorreva il cinquecentesimo centenario della morte del Santo, patrono dei calabresi e della gente di mare. Nella giornata di domenica 30 dicembre 2011, lo stesso gruppo di sommozzatori che l'aveva sistemata, notò l'assenza della boa che segnalava la presenza sottomarina della statua del Santo.

L'allarme è scattato immediatamente e, nonostante gli ormai 6 giorni di ricerche da parte degli stessi sub, ancora non si hanno notizie a riguardo. Il monumento sembra essere sparito nel nulla. L'ipotesi, oltre naturalmente a quella del furto, è che la statua possa essere rimasta incastrata nelle reti di qualche pescatore di frodo e quindi sdradicata e trascinata chissà dove. Ipotesi questa poco probabile vista la mole del manufatto. Gli esperti e gli investigatori tendono più verso l'ipotesi di furto e seguono 2  diverse piste. La prima porta in Campania, la regione più vicina dov'è possibile trovare un'imbarcazione capace di prelevare dal fondo la grossa statua, mentre la seconda fa riferimento alle dichiarazioni di una testimone che avrebbe visto un camion con a bordo una statua di San Francesco dirigersi verso San Lucido. Sempre secondo alcune voci, nei giorni 28 e 29 dicembre scorso, un grosso peschereccio blu, dalle dimensioni sufficienti per poter sollevare la Statua, è stato avvistato navigare vicino al luogo dov'era la statua.

Inanto nei giorni scorsi si sono susseguiti diversi appelli, anche su facebook, da parte di vari gruppi e associazioni del luogo che rivorrebbero indietro la statua del Santo Patrono.

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