de paolaC’è voluto l’intervento della Prefettura di Vibo Valentia per sbrogliare – almeno temporaneamente – l’annosa questione delle prestazioni non retribuite dal Comune di Serra San Bruno all’azienda ricettiva ‘Fondo dei Baroni’ inerenti alla fornitura di servizi effettuati a favore di 26 dei 50 studenti egiziani del progetto ‘Pitagora Mundus’.

Nel primo pomeriggio di oggi, è arrivata la convocazione di un tavolo istituzionale nella sede dell’Utg di Vibo, fra le parti in causa, presieduto dal Capo gabinetto della Prefettura Anna Aurora Colosimo. Nell’occasione si sono quindi confrontate le posizioni del sindaco Bruno Rosi, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, del presidente dell’Iscapi (soggetto attuatore del progetto) Salvatore La Porta e dell’imprenditore Mimmo De Paola, che proprio per reclamare il pagamento dovuto – atteso ormai da due anni – ieri aveva, assieme a due suoi dipendenti, dato il via ad una dura protesta. De Paola, infatti, per il secondo giorno consecutivo, era rimasto incatenato nel corridoio del palazzo comunale serrese, in sciopero della fame, proprio assieme ai  dipendenti della sua azienda, Immacolata Timpano e Domenico Randò.

Il tavolo istituzionale, convocato quindi d’urgenza in Prefettura, pare abbia portato alla stipula di un accordo, dove si sono definite preliminarmente le intese raggiunte dalle parti, anche se a riguardo è attesa la delibera di giunta che proprio l’esecutivo del Comune di Serra San Bruno dovrà partorire entro il prossimo 10 febbraio, per l’approvazione del Bilancio di previsione 2014. Secondo quanto trapelato, pare che il sindaco Rosi abbia riconosciuto le responsabilità dell’ente municipale proponendo una risoluzione del debito rateizzata in più date. Gli stessi pagamenti troveranno, chiaramente, copertura nel Bilancio comunale. Il primo cittadino serrese ha convocato, inoltre, per la mattinata di domani, alle ore 11.30, una conferenza stampa per rendere noti tutti i particolari del caso.

Durante l’incontro il Capo gabinetto della Prefettura non ha nascosto il dissenso riguardo a quanto accaduto. Il funzionario non si è infatti esentato dal riprendere il sindaco serrese per l’incapacità dimostrata nel gestire la situazione, visto che quello di oggi è stato il sesto incontro tenuto negli uffici della Prefettura proprio per discutere del caso sollevato dai mancati pagamenti per il soggiorno dei ragazzi egiziani del Pitagora Mundus.



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mini Arrivo_Ciclosi_in_ProvinciaIl capitolo finale, forse, lo scriverà il Parlamento, che sarà chiamato a discutere il disegno di legge costituzionale approvato dal governo Letta pochi giorni fa. Il grosso della trama, però, è ancora tutto da sviluppare, e un contributo corposo in questo senso potrebbe venire fuori anche dalle aule giudiziarie. A ogni modo la storia ventennale della Provincia di Vibo Valentia – che è tra quelle che l'esecutivo delle larghe intese vorrebbe tagliare – è densa di avvenimenti, non tutti proprio esaltanti, che hanno determinato, in buona parte, una sorte per cui l'eventuale soppressione potrebbe risultare come una sorta di eutanasia istituzionale, una morte indotta che però ha ben poco di dolce.
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mini alaco_schiumaGuardavo le sue acque calme ma della calma c’era solo la parvenza. Bellissima e truffaldina la parvenza. Capace di ingannarti perché la tua buona fede non è la buona fede che in troppi dividono in due categorie: quella cattolica della quale non ho voglia di parlare e quella sociale in cui la buona fede messa a disposizione si tramuta in un boomerang che ti colpisce alla nuca se non stai attento ai venti contrari. Ostinato e convinto che la bellezza della natura resista agli uomini, anche ai peggiori della specie, mi ritrovo sereno a fumare del tabacco ai bordi del lago, che qui chiamerò di Lacina.

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Lunedì, 19 Dicembre 2011 21:48

Fine di una provincia, fine di un fallimento

mini De-Nisi_2Se veramente la finanziaria dovesse, cosi come pare, mettere fine alle province, la scure cadrebbe soprattutto sui politici rampanti che vedranno ridursi al lumicino i posti di potere. Tutti insieme piangeranno, tra i flauti, la nostalgia per il cadavere di una provincia mai nata. Sì, perché l’unica cosa esistita nella provincia vibonese è stato soltanto un palazzo, quello dell’ex Enel, colmo di burocrati parcheggiati dal clientelismo dei politici di turno, in cui il centrosinistra ha riscosso l’indubbio primato. Tutto il resto è stato solo disinteresse. Il fallimento della provincia di Vibo Valentia rappresenta non soltanto il crollo istituzionale di un ente, ma soprattutto il disastro di una generazione di politici disinteressati nei confronti del popolo se non quando arriva il momento di chiamare in causa gli elettori per garantire i propri privilegi. Per alcuni, l’ente vibonese è servito come trampolino di lancio verso le elezioni regionali, per altri un una carica istituzionale per darsi un tono e fare curriculum. A tutto la provincia sembra essere servita tranne che a fare gli interessi dei cittadini.

Nata nel 1995, dopo 16 anni di amministrazioni di centrosinistra ci ritroviamo con le medesime cose con le quali ci trovavamo, o forse sarebbe meglio dire senza le quali, ci trovavamo allora. Nessuna strada di collegamento col capoluogo se non quei gomitoli di curve che assassinano le cervicali, e un colabrodo di strade nel bel mezzo delle quali spuntano delle enormi buche. Un palazzetto dello sport, alle porte di Serra, la cui costruzione è iniziata sotto la provincia di Catanzaro e che, come il bicchiere d’acqua mezzo pieno o mezzo vuoto, non si comprende se sia destinato a morire o potrà mai essere portato a termine. Nessuna presa di posizione nei confronti della chiusura dell’ospedale di Serra San Bruno, ma solo mezze dichiarazioni del presidente De Nisi che, come la sibilla cumana, dice tutto e non dice niente, e false promesse dell’ex presidente Bruni, osannato per la sua abilità nei sermoni democristiani. Continui balletti per gli assessorati, con crisi ad hoc e repentini cambi di casacca – perché, bisogna dirlo, nel salto della quaglia i politici vibonesi si sono dimostrati cosi esperti da poter essere esportati. E ora che la breve vita della provincia di Vibo sta per finire, cosa faranno i politici nostrani? Semplice, si dedicheranno allo sport preferito, occupazione militare di tutto ciò che è possibile occupare per se e per i propri pretoriani.

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