tombino saltatoL’incessante nubifragio che dalla tarda serata di ieri si è abbattuto su Serra San Bruno, e sulla quasi totalità dei comuni del comprensorio delle Serre, ha messo a dura prova le reti urbane di raccolta delle acque bianche. Nella cittadina della Certosa le criticità maggiori sembra si siano registrate in Via Aldo Moro, in Via Giacomo Matteotti e in Via Antonino Scopelliti dove - soprattutto in quest’ultimo caso - i tombini si sarebbero arresi alla cospicua quantità d’acqua caduta nelle ultime ore.

Una condizione critica che ha provocato non pochi disagi alle abitazioni, ai garage ed agli scantinati adiacenti alla zona. Il tratto stradale, infatti, è rimasto allagato per gran parte della mattinata, in quanto i tombini, ostruiti per via della mancata manutenzione, a causa della forte pressione esercitata dall’acqua piovana, sono saltati affiorando sul livello del manto stradale. Solo la clemenza meteorologica della mattinata di oggi ha permesso, di fatto, di ovviare ad ulteriori disagi limitando i danni, che sembrano al momento comunque non ingenti.

Chiaramente la responsabilità dei fatti non può essere esclusivamente attribuita alla grande quantità di pioggia che si è accanita in queste ultime ore sulla cittadina. A tal proposito, da più parti, nei mesi scorsi, si era esortato l’amministrazione comunale a programmare opportuni interventi di pulizia dei tombini e delle caditoie dell’acqua piovana. Un efficiente sistema di drenaggio rappresenterebbe, infatti, la soluzione migliore per prevenire allegamenti ed alluvioni, consentendo alle acque di defluire correttamente. Peccato però che l’amministrazione - fatto che ha sollevato nelle ultime ore il dissenso di molti cittadini - non ha affatto provveduto alla manutenzione ordinaria della rete. Una negligenza resa ancor più grave dal fatto che il recente passato pare appaia insegnato niente o poco all’attuale amministrazione comunale.

Per avere una reale cognizione della gravità delle cose basterebbe, infatti, tornare con la memoria allo scampato pericolo dello scorso novembre, quando gran parte degli scantinati della cittadina furono letteralmente invasi dalle acque, tanto che, in quel caso si decise, addirittura, di sospendere le attività didattiche nei locali istituti d’istruzione. Risulterebbe utile, dunque, in tempi brevi, porre in essere le dovute attività di prevenzione piuttosto che aspettare che si verifichi l’immane ed irreversibile disastro.

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mini differenziamo1On the news di sabato 5 aprile, sulle frequenze di radio serra 98, a partire dalle ore 10.00, è speciale “allarme rifiuti”, che ha recentemente interessato anche la cittadina di Serra San Bruno.

Ospite in studio il sindaco Bruno Rosi, con il quale verranno ripercorse tutte le fasi del delicato problema della raccolta dei rifiuti, iniziato nel novembre 2012 con progetto di successo denominato ”differenziAmo Serra San Bruno”, ad oggi con il sequestro dell’isola ecologica avvenuto in data 25 marzo u.s..

Quali i motivi, i provvedimenti presi e, soprattutto, quali le soluzioni per il futuro che l’amministrazione comunale intende intraprendere!

Potrete seguire la puntata anche in streaming all’indirizzo: http://tunein.com/radio/Radio-Serra-RS-980-s3103/

Hai perso una puntata di On the news? Consulta l'archivio "On the News RELOADED" all’indirizzo http://www.mixcloud.com/OnTheNewsReloaded/: potrai così riascoltare tutte le leggendarie puntate che vanno in onda ogni sabato mattina dalle 10 alle 12 solo su Radio Serra 98.

 

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mini Serra San Bruno centro storicoRiceviamo e pubblichiamo:

SERRA SAN BRUNO - Non possiamo che esprime vicinanza e solidarietà ai lavoratori ed ai titolari dell’Agriturismo “Fondo dei Baroni” che si trovano a fronteggiare una grave crisi economica derivante dai mancati pagamenti delle prestazioni erogate agli studenti egiziani ospiti del progetto “Pitagora mundus”. Una vicenda che racchiude in sé il peggio della politica calabrese. Superficialità, incapacità, supponenza e menefreghismo hanno, infatti, contraddistinto, anche in questo caso, il non operato di un’amministrazione comunale la cui unica mission sembra essere quella di squalificare l’immagine di Serra. Come spesso accade, la classe politica nostrana si è distinta per la velocità nell’accampare presunti meriti e nella altrettanto rapidità nello sfuggire alle responsabilità. Fin dall’avvio del progetto, l’amministrazione cittadina ha brillato per inefficienza. Basti pensare alle difficoltà di trovare un alloggio pochi giorni prima dell’arrivo degli studenti. A ciò si aggiungano: l’abbandono degli studenti costretti, soprattutto nei periodi festivi, ad alimentarsi con mezzi di fortuna per la mancata predisposizione di un servizio adeguato o l’organizzazione di un vergognoso servizio lavanderia nei locali di palazzo “Chimirri”, per finire alla mancata predisposizione di qualunque forma di scambio e “integrazione” con la realtà locale. Per quanto concerne, infine, la vicenda economica, ancora una volta ci troviamo ad evidenziare che lo avevamo detto in tempi nono sospetti. In fase di approvazione del bilancio di previsione, avevamo, infatti, chiesto lumi sulla mancata predisposizione di un capitolo che contemplasse le risorse finanziare destinate ad assolvere gli impegni contratti con gli operatori locali. Un quesito cui giunsero, con il classico gesto che i serresi conoscono fin troppo bene, la spallucce del sindaco. Al fine di scongiurare la situazione che oggi si è venuta a determinare, proponemmo l’inserimento di una posta di bilancio destinata a pagare i debiti che, senza alcun impegno di spesa, l’amministrazione stava già contraendo. Purtroppo quelle proposte, frutto del senso di responsabilità della minoranza, caddero nel vuoto. Le conseguenza, oggi, sono sotto gli occhi di tutti, non da ultimo l’ulteriore danno arrecato all’immagine di una cittadina che dovrà faticare non poco per cancellare i guasti prodotti dall’amministrazione comunale più sciagurata che la storia di Serra ricordi.

Mirko Tassone
Consigliere comunale "Al Lavoro per il Cambiamento"

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mini egizianiSERRA SAN BRUNO – Stavolta non si tratta della solita figuraccia a cui ci hanno ormai abituato gli amministratori serresi. No, è molto peggio. I 50 studenti egiziani venuti a Serra con il progetto Pitagora Mundus potrebbero essere costretti, a fine febbraio, a tornarsene a casa, perché il Comune non ha rispettato gli impegni che aveva assunto, soprattutto di carattere finanziario, per garantire a questi ragazzi un soggiorno di studio adeguato e dignitoso. Una situazione paradossale

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mini conf_stampa_mirko_30_aprile_2012Riceviamo e pubblichiamo:

Nel segno della continuità. Avrebbe dovuto essere questo lo slogan elettorale dell’attuale amministrazione. Uno slogan sicuramente più pertinente di quel  “dovere morale” di cui allo stato non c’è traccia. Una continuità, ovviamente, con la passata gestione, quella tanto criticata, ma, altrettanto, emulata. Continuità ed emulazione più che evidenti, fin dal primo atto, allorquando, la maggioranza procedette alla nomina del presidente del consiglio, ovvero di quella figura introdotta nella passata consiliatura ed all’epoca giudicata, da chi oggi siede sui banchi della maggioranza, come un inutile spreco di denaro pubblico. Un episodio tutt’altro che isolato, come dimostrato recentemente, anche, dalla gestione dei parcheggi di Santa Maria affidata, nonostante le quasi cento unità lavorative che prestano servizio presso il comune,  ad una cooperativa di Mileto. Il tutto, dopo aver criticato l’amministrazione precedente per un analogo provvedimento. A scanso di  equivoci, i conservatori nostrani, hanno voluto mummificare il paese, lasciando tutto immutato (vedi, acqua non potabile, randagismo, paese sporco ed abbandonato, mancato contrasto alla chiusura dell’ospedale, etc.). In alcuni contesti, poi, sono riusciti a compiere un’impresa davvero unica: fare peggio dei loro predecessori. Un caso, sotto gli occhi di tutti, è quello che riguarda la raccolta (in) differenziata dei rifiuti, cancellata con un tratto di supponenza per reintrodurre i cassonetti. Un settore, quello della raccolta differenziata, sul quale a nulla sono valse le promesse pronunciate in consiglio comunale nel novembre del 2011, allorquando, l’assessore al ramo, nel suo, peraltro, unico e stringato intervento, assicurò che il servizio sarebbe stato attivato a partire dall’1 gennaio 2012. A distanza di dieci mesi, nell’ultimo consiglio comunale, è stato assicurato che è, ormai, questione di qualche settimana. Rimaniamo in fiduciosa attesa, con il rammarico di chi ha la consapevolezza che lo smantellamento del servizio di raccolta differenziata ha causato, fino ad oggi, per le casse comunali, la perdita di decine di migliaia di euro provenienti, sia dai mancati introiti derivanti dalla vendita dei materiali differenziati,  sia dai costi sostenuti per il conferimento in discarica della spazzatura indifferenziata. Per non far sentire ai serresi la mancanza del passato, poi, l’attuale maggioranza non ha voluto trascurare nulla. Si è iniziato, così, contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale, a far svolgere il consiglio comunale di mattina. Una pratica anti democratica, contraria a qualunque principio di trasparenza e partecipazione, che contribuisce, ulteriormente, a scavare un ulteriore solco tra classe politica ed i cittadini. In un periodo si forte diffidenza nelle istituzioni politiche e nelle rappresentanze elettive, in un periodo in cui la politica è stata commissariata a favore dai tecnici, anziché  cercare di creare, almeno a livello locale, un nuovo patto di fiducia tra cittadini e politica, l’amministrazione comunale sta facendo esattamente i contrario. Il consiglio comunale di mattina, fatto con lo scopo preciso di impedire la partecipazione democratica dei cittadini, ingenera negli elettori l’immagine di una politica autoreferenziale, chiusa in se stessa che, avendo interessi nascosti da preservare, preferisce discutere lontana da orecchie indiscrete. Il motivo, probabilmente, è più banale. La scelta operata dall’attuale maggioranza, con ogni probabilità, risiede in quella che, i vecchi cronisti di pugilato, definivano “inferiorità tecnica”. Non passa consiglio comunale, infatti, in cui la maggioranza non sia costretta a modificare l’ordine del giorno o a ritirare gli atti, in seguito agli interventi della minoranza. L’ultima vicenda, in ordine di tempo, è quanto mai significativa. Nell’ultima seduta di consiglio, si è assistito alla precipitosa fuga della maggioranza che non riuscendo a reggere il confronto sul riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio ha abbandonato l’aula facendo venir meno il numero legale. Una situazione paradossale, poiché in nessuna assemblea elettiva della terra si era mai assistito ad una vicenda del genere. Solitamente, infatti, è la minoranza ad abbandonare la seduta, non certo la maggioranza che convoca la seduta, prepara l’ordine del giorno e conduce i lavori. Alla luce di quanto sta accadendo, mutuando una celebre battuta di Ennio Flaiano, viene da pensare che a Serra “la situazione politica è grave ma non è seria”.  

Mirko Tassone (consigliere comunale di "Al lavoro per il cambiamento")

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mini manifesto_mirko_acquaRiceviamo e pubblichiamo:

La recente indagine “Acqua sporca”, che ha portato al sequestro dell’invaso dell’Alaco e le ordinanze con le quali il sindaco di Serra ha vietato l’uso dell’acqua, ripropongono, per il quarto anno consecutivo, il problema connesso con la potabilità del prezioso liquido. Un dato singolare per una cittadina come la nostra, immersa nel verde e nel cuore del Parco Regionale delle Serre. Un fatto grave che sta generando apprensione nei cittadini che desiderano conoscere quali siano gli agenti inquinanti ed i rischi per la salute. Un problema che si trascina da tempo, senza, che allo stato, siano stati attuati adeguati provvedimenti da parte delle amministrazioni che si sono succedute. La vicenda, purtroppo, é stata sottovalutata anche dall’attuale maggioranza. A dimostrarlo due fatti, il primo: fino a pochi giorni addietro, lo stesso presidente del consiglio continuava a rassicurare i cittadini preoccupati invitandoli a consumare l’acqua del rubinetto. Il secondo: nel corso del primo anno di attività, l’amministrazione non ha messo in campo nessuna attività finalizzata a contrastare e prevenire l’insorgere del problema. Ora, al di là, delle diverse posizioni, giudichiamo opportuno lasciare da parte le polemiche per contribuire ad individuare una necessaria via d’uscita. Innanzitutto, invitiamo, l’amministrazione: a far apporre i necessari cartelli informativi sulle fontane pubbliche indicate nell’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua; ad indicare, magari, sul sito del comune, le vie nelle quali viene distribuita l’acqua, ancora potabile, proveniente dalle sorgenti comunali; a predisporre un calendario della distribuzione con autobotte dell’acqua, al fine di far conoscere preventivamente ai cittadini il giorno, l’ora ed il luogo in cui avverrà la distribuzione. In attesa della programmazione e realizzazione di interventi che richiedono tempi lunghi, riteniamo necessario suggerire una strategia che, in tempi brevi, possa assicurare alle famiglie acqua finalmente potabile e buona da bere. Per tale ragione, suggeriamo al sindaco di attivarsi tempestivamente per interrompere la dipendenza da Sorical; ripristinare i pozzi comunali inutilizzati; programmare la realizzazione di nuovi pozzi; pianificare un piano d’intervento finalizzato ad eliminare gli sprechi d’acqua mediante la manutenzione straordinaria della rete idrica. Una serie d’interventi, per i quali, sono necessarie risorse economiche che possono essere recuperate attraverso la riduzione dei costi connessi alle forniture erogate da Sorical. Infine, riteniamo necessario ed opportuno che il comune citi in giudizio Sorical per tutelare i propri diritti, anche di natura economica, oltre che per il danno d’immagine arrecato alla nostra cittadina che, ancora una volta, si ritrova alle prese con un problema indegno di un paese civile.

Mirko Tassone (consigliere comunale 'Al lavoro per il cambiamento')

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mini lamezia_comitato_acquaRiceviamo e pubblichiamo:

E’ stata positiva la presenza di pubblico all’iniziativa di domenica scorsa con la partecipazione degli esponenti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua Marco Bersani (Attac Italia) e Corrado Oddi (FP CGIL Nazionale), anche se ci amareggia constatare - per l’ennesima volta - l’assenza del Sindaco Gianni Speranza, nonostante il nostro invito gli sia pervenuto circa un mese fa.

La presenza in assemblea del neo Assessore Gianni Gallo, proprio in virtù della sua recente nomina, non ha soddisfatto le nostre aspettative sui possibili impegni che l’Amministrazione Speranza intende assumere in merito alla ripubblicizzazione del servizio idrico.

Ci è parsa positiva l’apertura del Presidente della Multiservizi Fernando Miletta su alcune questioni come lo scorporo del settore idrico dalle attività della Lamezia multiservizi.

Convinti che ci siano le condizioni per un percorso comune vogliamo ribadire con fermezza alcune richieste “minime” avanzate in assemblea e per le quali chiediamo risposta immediata al Sindaco Speranza:

  1. calendarizzazione dei lavori della commissione per la modifica dello statuto comunale con l’introduzione della definizione di servizio idrico integrato come “servizio pubblico essenziale di interesse generale”;
  2. convocazione immediata di un consiglio comunale aperto per la discussione della Delibera di Iniziativa Popolare promossa circa due anni fa dal Comitato Lametino Acqua Pubblica e mai approvata;
  3. apertura immediata di un tavolo tecnico tra l’Amministrazione Comunale e il Comitato Lametino aperto a tutti i cittadini interessati, per formalizzare lo scorporo del settore idrico dalle attività della Lamezia Multiservizi e per la contemporanea creazione di una Azienda Speciale di diritto pubblico;
  4. approvazione di una delibera di indirizzo alla Regione Calabria con la richiesta di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato regionale.

Siamo altresì convinti che in tale percorso possano essere inseriti il ciclo dei  rifiuti e i trasporti che, al pari dell’acqua, sono bene comuni sui quali il mercato non può speculare.

Il Comitato Lametino Acqua Pubblica ed il Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua continueranno con caparbietà a battersi, senza rinunciare alla collaborazione necessaria, per la riuscita di questo processo di ripubblicizzazione. 

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Domenica, 13 Maggio 2012 15:06

Serra, prove di dialogo tra Pd e Pdl

 

mini municipio_serraSERRA SAN BRUNO – Ennio Flaiano diceva che spesso nel nostro paese gli italiani corrono in soccorso dei vincitori. Ed e’ esattamente quello che potrebbe succedere nel consiglio comunale serrese dove da alcuni giorni si assiste a prove di dialogo e di corteggiamento reciproco tra Pdl e Pd. Più in particolare, secondo i bene informati, l’amministrazione pidiellina capitanata da Bruno Rosi avrebbe aperto un canale preferenziale con parte dell’opposizione rappresentata dal Partito Democratico che ha come proprio rappresentante in seno al civico consesso Rosanna Federico, già candidata a sindaco con la lista “Città degli abeti”. Di cosa si tratta? L’amministrazione comunale di centrodestra, enormemente provata dallo scoppio del “caso Zaffino” dal nome dell’assessore comunale revocato che contro la cui revoca egli stesso ha presentato un esposto alla procura della repubblica e alla prefettura, avrebbe mandato un messaggio al padre spirituale del Pd, il consigliere regionale Bruno Censore. Il contenuto? In cambio di un appoggio l’amministrazione Rosi sarebbe pronta ad accogliere nella giunta comunale il consigliere di minoranza Rosanna Federico. Certo Censore, secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, sarebbe rimasto lusingato dalla proposta ma avrebbe risposto che al momento non ce ne sarebbero le condizioni. L’impossibilità di cui parla Censore non è certamente di natura politica, appare ormai chiaro a tutti e la storia del governo centrale ce lo insegna, che tra Pdl e Pd i margini di differenza politica si sono cosi assottigliati da diventare quasi impercettibili. Il problema che impedisce l’entrata in giunta di Rosanna Federico starebbe proprio nel “caso Zaffino”, Censore vuole aspettare e vedere quello che succede con le indagini aperte dalla procura vibonese e soprattutto quali saranno le mosse della prefettura da cui dipende il futuro dell’amministrazione di Bruno Rosi, poi magari si vedrà. A cosa si riferisce quel “poi”? A due momenti successivi: il primo riguarderebbe la chiusura senza conseguenze del “caso Zaffino” e in caso di pericolo scampato ci potrebbe essere l’entrata in giunta della Federico; il secondo riguarderebbe il dopo Rosi che potrebbe caratterizzarsi per una lista comune di Pd e Pdl avente come obiettivo un esecutivo cittadino volto esclusivamente rilancio della città della Certosa. A questo punto da questa triplice intesa rimarrebbero fuori la lista “La Serra” col proprio rappresentante Pino Raffele e l’Mpa con l’ex sindaco Raffaele Lo Iacono nel mirino sia del Pd che lo ha precedentemente defenestrato e sia del Pdl che proprio contro l’ex primo cittadino avrebbe pronto un dossier per presunte illegittimità amministrative perpetrate dalla sua amministrazione comunale. Quel famoso inciucio tra il consigliere regionale Nazzareno Salerno attualmente anche consigliere comunale di maggioranza  e il consigliere regionale Bruno Censore che non si è verificato al momento della caduta dell’ex sindaco Raffaele Lo Iacono potrebbe avere luogo adesso o in una seconda fase, quello che è certo è che il dialogo è iniziato e si aspetta di sapere il risultato.

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mini sentiero_frassati_fangoRiceviamo e pubblichiamo: 

Che fine ha fatto l’impegno per rilanciare il “turismo religioso” di cui gli attuali amministratori parlavano, un anno fa, in campagna elettorale? Che fine hanno fatto quei “professionisti” che, dai palchi del Pdl, si erano proposti per valorizzare l’immagine di Serra? Interrogativi che emergono prepotentemente constatando lo stato di abbandono e degrado in cui versa l’intera cittadina. Un contesto generale cui non sfuggono, neppure, i luoghi simbolo, quelli che dovrebbero rappresentare il principale volano turistico per l’intero territorio. Il centro storico, la Certosa, Santa Maria ed il sentiero “Frassati”, sono, ormai, diventati l’emblema del fallimento di quella che potremmo definire l’amministrazione del salvagente, ovvero un’amministrazione sballottata dalle onde che la trascineranno al fondo appena aumenteranno d’intensità. Ad ulteriore riprova di una situazione insostenibile, quanto riportato, nei giorni scorsi, in un articolo apparso su un quotidiano locale, in cui si parlava di una comitiva di malcapitati turisti inglesi rimasta “intrappolata” nel fango del sentiero “Frassati”.  Un episodio frutto dell’ignavia di un’amministrazione comunale, che nella migliore delle ipotesi, è destinata a passare alla storia solo per le false promesse pronunciate in campagna elettorale. Quando nella scorsa estate denunciammo lo stato di abbandono in cui versava il sentiero “Frassati” qualcuno replicò piccato, affermando che la nuova amministrazione comunale non possedeva la bacchetta magica per risolvere in pochi mesi i problemi ricevuti in eredità. A distanza di un anno, però, appare evidente che ciò che manca al Sindaco ed ai suoi assessori non è solo la bacchetta magica. Le località con un minimo di vocazione turistica, usano programmare e modulare gli interventi al fine di poter presentare il volto migliore già in occasione delle festività pasquali, quando iniziano a manifestarsi i primi flussi turistici della stagione. Al contrario, a Serra regna l’immobilismo. Passate le festività pasquali, nulla è stato fatto, neppure, in vista del periodo dedicato alle gite scolastiche. Eppure, l’incomparabile bellezza che Serra ha la fortuna di possedere non richiede attività particolarmente accurate o impegnative. Basterebbe rendere accogliente ciò che già c’é, magari tagliando l’erba, raccogliendo le cartacce, spazzando le strade, curando il verde e svolgendo la semplice manutenzione ordinaria. Operazioni assai semplici che, l’amministrazione che non c’è non riesce a compiere. Un fatto evidente per quanti, quotidianamente, per diletto, per turismo o semplicemente per praticare attività sportiva percorrono il sentiero Frassati nel tratto compreso tra la Certosa e Santa Maria. E’ sufficiente muovere pochi passi per verificare il disdicevole stato in cui versa l’intera area. Si comincia con l’abbandono della zona a ridosso delle mura certosine. Si prosegue, poi, con le zone  in cui il fango rende completamente impercorribile il sentiero. Una situazione incresciosa che diventa addirittura pericolosa quando si cerca di attraversare i ponti in legno posti lungo il percorso. A causa dell’incuria e della totale assenza di manutenzione in più punti mancano, infatti, le assi di copertura con il rischio che qualche malcapitato rischia di finirci dentro con prevedibile pregiudizio per l’incolumità personale. Un pericolo evidente per tutti, tranne per quanti, anziché camminare con i piedi ben piantati in terra, preferiscono procedere sospesi nel vuoto in cui stanno conducendo Serra.

Mirko Tassone (consigliere comunale "Al lavoro per il cambiamento")

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Sabato, 05 Maggio 2012 23:17

Fiamma tricolore: Comunicato stampa

Schermata 05-2456053_alle_23.25.20Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di "Fiamma Tricolore" a firma del responsabile di zona Francesco Pastore

 

Regione-Comune un binomio che, quando ha lo stesso colore politico, dovrebbe acquistare un valore esponenziale. Ahimè! Nel caso di Serra San Bruno, invece, sembra essere una iattura.  Una politica politicante, arrogante e inconcludente a cui da fastidio qualunque tipo di opposizione, compresa anche quella che compare sui web. Un paese caduto nell’oblio. Alcune opposizioni definiscono l’Amministrazione ingessata, ma, più che ingessata pare essere caduta nel peggiore ghetto del malcostume politico. Non un solo punto delle proposte fatte in campagna elettorale è stato avviato. La differenziata? La video sorveglianza? L’acqua? Paese albergo? L’ospedale? I posti al parco? La Piscina? e così via.… . L’elenco è davvero molto lungo. È penoso vedere come due anni di commissariamento al Parco delle Serre abbiano dato un contentino a dei loro sostenitori senza tener conto dell’inutilità dell’incarico. Altri posti verranno dispensati più in avanti, al solo scopo clientelare. Vergogna! Sono 10 anni che questo parco assorbe soldi pubblici e non produce un solo fico secco. Sarebbe ora di calare il sipario su questo costoso e pietoso carrozzone politico. E voglio dirlo con forza in particolare al sen. F. Bevilacqua che chiede pietà per l’Ufficio di Governo vibonese. Che né direbbe il Senatore di sopprimere questa vergogna al posto della Prefettura? Oppure, indirizzare i fondi ad esso destinati alla Sanità da terzo mondo che ci viene proposta? La tutela ambientale non centra nulla con la politica, soprattutto con questa. Ed in merito bisogna dire che, sia il WWF che le altre associazioni naturalistiche hanno gravi responsabilità nel avere consegnato l’ambiente a questi politici che dell’ambiente né hanno fatto “cosa loro”. È necessario, anzi,  urgentemente, restituire questi territori al controllo e alla vigilanza di chi né ha coscienza e competenza. Il Corpo Forestale dello Stato ha sia la competenza che la capacità. Lo ha dimostrato per oltre un secolo, soprattutto, al tempo in cui, certi politici “liberaldemocristianiegocentriansti” non erano in libera circolazione. Tornando a noi, non è facile riassumere tutte le deficienze di questa Amministrazione comunale, pertanto ci dobbiamo limitare a parlare solo di alcune. La piscina. Una struttura sportiva molto importante che ora è “più o meno” chiusa. Un altro errore politico. Analizzando i costi d’esercizio di questa tipologia d’impianti era facile capire che non era facile sostenere il costo del suo esercizio. Le piscine sono tra gli impianti sportivi più costosi da mantenere, soprattutto ora che il costo dell’energia sta crescendo a dismisura. Quindi incompetenti coloro che hanno pensato di realizzarla ed ancora più incapaci coloro che l’hanno realmente realizzata. È facile quando i soldi non sono i tuoi! Ora è fatta ed è chiusa! Malgrado ciò, l’amministrazione non sembra scomporsi più di tanto. Piuttosto che vederla cadere in rovina, come il fatidico palazzetto dello sport, chiunque a loro posto si darebbe da fare per fare in modo che la piscina possa riprendere a funzionare regolarmente. Magari chiedendo un finanziamento alla regione, anche per dimostrare che il consigliere regionale Nazareno Salerno, ormai lontano dagli echi elettorali, esiste ancora. Cosi facendo si potrebbe dotare la piscina di una batteria di pannelli solari, oppure, costruire un mini termovalorizzatore, o semplicemente, dotarla di collettori solari per accorciare il salto termico e ridurre i costi d’esercizio. In aggiunta o in alternativa, il Consigliere regionale, in qualità di Presidente della Commissione Sanità, potrebbe farla accorpare, tramite un’apposita convenzione, alla struttura ospedaliera e convertirla in centro terapeutico di riabilitazione.  Ma è chiaro a tutti: il nostro Consigliere regionale / Presidente di commissione / Consigliere comunale / … non è in grado di gestire nulla aldilà delle sue numerose candidature. 

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