telefonistiQuello che fino a qualche anno addietro era il più ambito fra i call center – parrebbe per fisso orario e serietà nei pagamenti – starebbe costringendo i dipendenti a scelte poco ortodosse in ambito aziendale. Come ha fatto notare il collettivo AltraLamezia, schieratosi dalla parte dei lavoratori, l'Infocontact – con sede centrale per la Calabria a Lamezia Terme – starebbe conducendo una cattiva gestione fatta passare sotto il falso nome della crisi economica, che negli ultimi anni, molto spesso, viene adottata come giustificazione ai tagli. Migliaia i lavoratori a rischio, se si considerano oltre alle grandi sedi di Lamezia Terme e Rende quelle dislocate un po' in tutta la regione, ossia nei comuni di Marzi, Filadelfia, Maida, Marano Principato, Mileto, San Pietro a Maida, Soriano Calabro, Stefanaconi e Serra San Bruno.

«Forti di un potere conquistato con il ricatto occupazionale – si legge nella nota stampa – nascondendosi dietro una diminuzione delle commesse di cui i dirigenti e il debito da loro creato sono gli unici responsabili, hanno offerto ai lavoratori due sole alternative: l’esodo volontario con il conseguente assegno di disoccupazione o il contratto di solidarietà che prevede una diminuzione dell’orario lavorativo e la conseguente diminuzione salariale». Chi ha accettato di lasciare, stando alle improrogabili decisioni dell'azienda, non avrebbe ancora usufruito del Tfr maturato né dell'assegno di disoccupazione per la presenza di vizi inaspettati nel licenziamento. Infatti, se l'azienda avesse costretto un ignaro dipendente a licenziarsi, piuttosto che licenziarlo, lo stesso avrebbe di conseguenza perso la possibilità di usufruire dell'indennità di disoccupazione ordinaria. «Questa preoccupante situazione – fanno ancora sapere i membri del collettivo – è occasione ghiotta di sciacallaggio per politici e rappresentanti istituzionali che, per l’ennesima volta, fingono un interessamento sterile incapace di produrre, per mancanza di volontà, risultati concreti».


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mini TEMPO-NUOVO-1-bisRiceviamo e pubblichiamo:

L’Associazione culturale “Tempo nuovo” scende in piazza per offrire ai suoi affezionati spettatori, alla cittadinanza e a quanti vorranno essere presenti, una serata da trascorrere con musica e teatro. Durante la manifestazione ampio spazio sarà dedicato all’attività di punta dell’Associazione “Tempo Nuovo” rappresentata dai laboratori teatrali. Gli allievi, sia più adulti che bambini, nel corso dell’appuntamento che si terrà domenica 26 alle ore 21.30 presso la Piazzetta Bellavista, interverranno dal vivo e in formato video. La serata sarà inoltre allietata dai Dimbossa, band formata da tre giovani chiaravallesi, Mara, Ivan e Domenico, che eseguiranno un repertorio di brani italiani e stranieri riadattati in stile bossanova.

In occasione dell’evento si potranno ancora ricevere informazioni sull'attivazione dei corsi teatrali. Ma ci sarà anche modo di lasciare dei consigli sull’attività del sodalizio presieduto da Mauro Bittoni. Nel corso della serata si procederà anche all’assegnazione di un abbonamento teatrale messo in palio dall’Associazione culturale. Una serata ricca d’iniziativa, alla quale non mancare.

Per info sull’attività di “Tempo nuovo” si può chiamare al numero 0967/92186, visitare il sito www.teatrotemponuovo.it, consultare il profilo facebook, o scrivere all’indirizzo associazionetempoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Domenica, 22 Gennaio 2012 12:19

Ricadi, insegnante rapinata in casa

mini furto-repertorioSi sono introdotti nella sua abitazione e l'hanno immobilizzata, dopodichè hanno cercato in tutta la casa soldi e gioielli. Il bottino però alla fine è stato scarso per i due rapinatori che, a volto coperto, hanno forzato una finestra e sono entrati nella casa di un'insegnante 68enne, a Ricadi, nella quale sono riusciti a trovare solo 30 euro ed alcuni monili in oro. I rapinatori sono rimasti alcune ore all'interno dell'abitazione, cercando di farsi dire dalla donna immobilizzata se ci fossero altri soldi. Poi, avendo atteso che non ci fosse nessuno in strada sono fuggiti senza lasciare tracce.

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