legambiente-20131228-103757«La notizia del taglio di alcuni alberi nel bosco Archiforo delle Serre, tra cui alcuni di particolare pregio, desta inquietudine e pone interrogativi sulla gestione del patrimonio boschivo che, soprattutto in Calabria, rappresenta una risorsa unica sia dal punto di vista ambientale che di potenziale sviluppo turistico, e Legambiente si attiverà in ogni sede, nazionale e comunitaria, per impedire che questo scempio venga compiuto» È quanto affermano, in una nota diramata nel pomeriggio di ieri, il presidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone e il componente della segreteria regionale Franco Saragò.

«La vicenda - continuano Falcone e Saragò - ha giustamente creato clamore in tutto il Paese poiché rappresenta una risposta sbagliata alla reale esigenza di valorizzare economicamente il patrimonio forestale di una regione che, nonostante sia tra le più forestate d'Italia, manca dei più elementari strumenti di programmazione forestale e di pianificazione dell'uso del bosco che in altri contesti territoriali hanno garantito un reale sviluppo socio-economico. La Calabria, infatti, non ha una legge forestale regionale e si affida alle prescrizioni minime di polizia forestale per gestire e programmare gli interventi forestali che rappresenta un'assurdità se si pensa agli interessi economici, legali e non, che ruotano attorno al settore forestale regionale. Le difficoltà economiche che vive il paese e in particolar modo i piccoli comuni, spingono questi ultimi a fare cassa e la vendita di legname spesso diventa una concreta occasione per fare fronte alle esigenze di bilancio. Un rischio che non possiamo e non dobbiamo correre. Siamo convinti che i territori montani, dalla tutela del loro patrimonio ambientale, possano ricevere guadagni, anche in termini concreti ed immediati, imparagonabili a quanto incassato dalla vendita del legname. È necessario, soprattutto in Calabria - concludono - rivedere i confini delle aree di pregio destinandole a riserve ma è altrettanto necessario che i Comuni, diano attuazione alla legge numero 10 del 14 gennaio 2013 che li obbliga a censire gli alberi monumentali e di particolare interesse naturalistico adottando tutte le misure necessarie alla loro salvaguardia».
«È inconcepibile, poi – concludono i due - che la Regione Calabria, nonostante sia stato adottato nel lontano 2008, non abbia ancora approvato il Piano del Parco regionale delle Serre, strumento indispensabile per l'attuazione piena della tutela del territorio».

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mini taglio_alberiUn uomo, C.D., 28 anni, di Sorianello, dopo essere stato fermato in località ‘Passo Cavallo’ (Gerocarne) alla guida di un trattore carico di legna, dal personale Forestale di Serra San Bruno e Soriano Calabro, è stato denunciato a piede libero con l’accusa di danneggiamento, taglio e furto di alcune piante di faggio (circa 20 quintali) all’interno del Parco Naturale Regionale delle Serre.

C.D. durante l’interrogatorio ha prima dichiarato che il legname era stato regolarmente acquistato da una terza persona residente in una località limitrofa, poi ha confessato rivelando di averlo ricavato da piante che si trovavano in una zona protetta, ubicata nel territorio del Parco.
In seguito gli agenti hanno invitato l’uomo a condurli direttamente sul punto esatto in cui aveva abbattuto e trafugato le piante di faggio. Il legname rinvenuto, la motosega impiegata per il taglio ed il trattore utilizzato per il trasporto, sono stati sottoposti a sequestro penale.
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mini bruno_zaffinoSERRA SAN BRUNO – Sta facendo non poco rumore la notizia dell’arresto di Bruno Zaffino, consigliere comunale eletto con il Pdl, nell’ambito dell’operazione “Saggezza” portata a termine stamattina dalla Dda e dai carabinieri di Reggio Calabria. Per lui, ex assessore della giunta guidata dal sindaco Bruno Rosi, i magistrati Sferlazza, Gratteri e De Bernardo, hanno formulato l’accusa di violenza privata aggravata dalla cosiddetta “mafiosità”, contestata nell’ambito dell’operazione che stamattina ha portato in carcere, oltre a lui, altre 38 persone, tra la Locride e le province di Vibo, Cosenza e Como. Zaffino, secondo l’accusa, avrebbe minacciato un rappresentante di un'azienda di Bari operante nella commercializzazione del legname, costringendolo con metodo mafioso a rinunciare alla vendita di 12mila pali di castagno per favorire invece l’azienda di Marcello Cirillo, 54enne di Fabrizia ritenuto dagli inquirenti vicino al boss ucciso Damiano Vallelunga.

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mini vigili fuoco1 ufs--400x300SERRA SAN BRUNO - Due episodi che potrebbero essere di origine dolosa, probabilmente collegabili tra loro, si sono verificati questa notte tra Serra e Spadola. Due automezzi, due camion carichi di legname, sono andati in fumo tra l'una e le tre di stamattina. Il primo camion, di proprietà di S.P., imprenditore serrese, è stato avvolto dalle fiamme presumibilmente tra l'una e le due. La cabina di guida del mezzo, che era parcheggiato in località San Rocco, alle porte del paese, è andata quasi completamente distrutta, mentre il carico di legname è stato salvato dalle fiamme. Analoga dinamica si è verificata a Spadola, dove ad andare in fumo è stato un camion di proprietà di D.I., imprenditore del legno di Elce della Vecchia

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