mini Tonno-Callipo-tifoseriaE' tutto pronto in casa Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia per l'esordio casalingo nel campionato di serie A2 UnipolSai. La formazione di coach Fefè De Giorgi affronterà al Pala Valentia la Maury’s Italiana Assicurazioni Tuscania compagine laziale neopromossa in Serie A2 UnipolSai.  Dagi giallorossi si attende un riscatto dopo il passo falso all'esordio contro Ortona. 

Coach Fefè De Giorgi potrebbe riproporre la medesima formazione schierata ad Ortona. L’unico dubbio del tecnico salentino è nel reparto dei centrali dove però Presta appare leggermente favorito sul lettone Korzenevics. I giallorossi dovrebbero scendere in campo con Sintini al palleggio, Gavotto opposto, Forni e Presta al centro, Vedovotto e Zanuto in posto 4, Cesarini libero. Coach Tofoli dovrebbe anch’egli affidarsi alla stessa formazione vista in campo domenica scorsa contro Matera con Krumins in regia, Buzzelli opposto, Festi e Alborghetti al centro, l’ucraino Shawrak e Ottaviani gli schiacciatori, Marchisio libero.

A presentare la sfida di domani ci ha pensato il capitano giallorosso Marcello Forni: "E’ necessario dare una svolta – ha affermato il centrale giallorosso – per ritrovare gli equilibri di cui abbiamo bisogno. Ad Ortona abbiamo giocato una buona pallavolo solamente nel primo set. Sappiamo che il percorso è lungo e che ogni insidia è dietro l’angolo; dobbiamo rimanere uniti e continuare a lavorare così come stiamo facendo. Contro Tuscania dovremo essere bravi a lottare palla su palla e ad imprimere fin da subito il nostro gioco. Siamo concentrati e determinati a far bene e siamo consapevoli che dovremo lottare pallone su pallone perché in questo campionato nessuno ti regala niente. Tuscania ha dimostrato contro Matera di avere grande grinta e determinazione. Dovremo essere bravi a rimanere umili e ad esprimere la migliore pallavolo possibile". 

A dirigere il match sarà la coppia composta da Maurina Sessolo di Lutrano di Fontanelle (TV) in Serie A dal 2009 e Christian Palumbo di Guardia Piemontese (CS)  in Serie A dal 2012.

 

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mini callipovolleyAvvio sottotono per la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia che cade sul campo della formazione abruzzese. Dopo un ottimo primo set con un Gavotto in grande spolvero (9 punti), la formazione di De Giorgi cade sotto i colpi degli avversari e non riesce più a ritrovare la bussola. Ortona, trascinata da Michalovic e Di Meo e da un’ottima prova corale, rimonta e conquista agevolmente una vittoria meritata. Non basta un super Gavotto ai giallorossi. L’opposto chiude la partita con 22 punti (top-scorer del match con il 53% in attacco). Buona prova dei centrali  Forni e Presta in attacco, ma a muro a fine partita i blocks saranno solamente tre (uno a testa per Gavotto, Vedovotto e Sintini)

Brutto avvio di stagione per la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia. Esordio amaro per i giallorossi in quel di Ortona; la formazione di coach Fefè De Giorgi è stata sconfitta con il punteggio di 3-1 dalla Sieco Service Impavida Ortona. Un passivo pesante per i calabresi capaci di imprimere un buon ritmo in avvio di partita e di imbastire un gioco efficace e letale per l’avversario abruzzese. E nel primo parziale la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia, fin dai primi scambi, ha avuto vita facile mostrando il piglio della grande squadra. Ma è stato un passaggio effimero, perché Ortona ha iniziato a macinare gioco e punti sorretta dal suo caloroso pubblico e la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia non ha più ritrovato la bussola nonostante coach Fefè De Giorgi le abbia provate davvero tutte per raddrizzare la barca che affondava. E così, proprio come avvenne sette anni fa alla prima in A2 dopo la retrocessione con la sconfitta casalinga all’esordio contro Spoleto, la Tonno Callipo approccia la nuova realtà del campionato di A2 UnipolSai con una sconfitta.

Le formazioni in campo sono quelle annunciate alla vigilia con coach Nunzio Lanci, tecnico di Ortona, che deve fare a meno dell’ex Cisolla e di Moretti. Gli abruzzesi partono con Andrea Lanci al palleggio, Michalovic opposto, Simoni e Guidone al centro, Di Meo e di Paola gli schiacciatori, Cortina libero. Coach De Giorgi schiera Sintini in regia, Gavotto opposto, Forni e Presta i centrali, Zanuto e Vedovotto in posto 4, Cesarini libero. Nel primo set i giallorossi partono con il piede pigiato sull’acceleratore e si portano subito sull’1-5. Ortona non riesce a dare continuità al suo gioco in attacco e Forni e compagni ne approfittano portandosi avanti sul 6-12. Ortona però ritrova l’abbrivio e si riporta sotto 12-14 costringendo coach De Giorgi a interrompere il gioco e chiamare il suo primo time-out discrezionale. La squadra di coach Lanci si avvicina ulteriormente sul 13-14, ma la Tonno Callipo riesce ad uscire dal pantano e ritrovare nuovamente la fuga giusta che la porta sul 14-18 dopo l’attacco terminato out di Michalovic. Vedovotto firma l’ace del 15-22, la Sieco Service non reagisce più e i giallorossi conquistano il parziale 15-25 dopo il fallo di doppia chiamato al palleggiatore e capitano ortonese Andrea Lanci. Autentico trascinatore dei calabresi nel primo set uno scatenato Gavotto autore di 9 punti. Nel secondo set la fa da padrona l’equilibrio, ma Ortona trova il break con Michalovic (7-5); gli abruzzesi allungano ancora, 9-6, e coach De Giorgi chiama tempo. Vibo ricuce e si riporta sotto 12-11, ma Ortona riallunga 14-11 e costringe il tecnico salentino a stoppare nuovamente il gioco. Aumentano le difficoltà in ricezione e allora ecco in campo Korniienko per Zanuto, ma Ortona allunga ancora e si porta sul 21-16 con Michalovic. Di Meo trova anche il 24-17 e chiude i conti a favore dei suoi, 25-17. Nel terzo set una frastornata Tonno Callipo lascia campo libero agli abruzzesi capaci di timbrare tre volte il cartellino a muro e di andare sul 5-1. Coach De Giorgi tenta la carta della nuova diagonale palleggiatore-opposto con Marchiani e Medic in campo, rispettivamente, per Sintini e Gavotto, ma i giallorossi brancolano nel buio e non trovano più la retta via con Ortona che ha vita facile con Michalovic e Di Meo scatenati. Vibo cade 25-16 lasciando campo libero agli avversari. In avvio di quarto set ritorna l’equilibrio sul parquet, ma è ancora Di Meo a tracciare il primo solco per Ortona che si porta sull’8-5. La Tonno Callipo tenta di colmare il gap riportandosi a -1 sull’11-10, ma è un fuoco di paglia perché i padroni di casa si riportano sul 15-12. Si infortuna Di Meo e al suo posto entra in campo Maiorana (a Vibo in B2 nel 2008-2009). Ortona continua ad attaccare e allunga ancora sul 22-16 con il muro di De Paola su Gavotto.

I giallorossi tentano una timida reazione, ma non c’è più nulla da fare. Ortona chiude i conti 25-18 e conquista meritamente la vittoria da tre punti.

IL TABELLINO

SIECO SERVICE ORTONA-TONNO CALLIPO CALABRIA VIBO VALENTIA 3-1 (15-25, 25-17, 25-16, 25-18)

SIECO SERVICE ORTONA: Simoni 6, Guidone 5, De Paola 13, Michalovic 20, Di Meo 16, A. Lanci 1, Maiorana, Cortina (L), Toscani (L2). Non entrati: Ceccoli, Matricardi, Orsini. All.: N. Lanci
TONNO CALLIPO CALABRIA VIBO VALENTIA: Medic 2, Sintini 2, Cesarini (L), Korniienko 1, Marchiani, Forni 7, Vedovotto 12, Zanuto 7, Gavotto22, Korzenevics, Feroleto, Presta 7. Non entrati: Sardanelli (L2) All.: De Giorgi
ARBITRI: Bellini di Foligno (Pg) e Oranelli di Baiano di Spoleto (Pg)
NOTE: durata set 25’, 25’, 25’, 29’. Tot.: 1h e 44’

 

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moschetto2Nella giornata di ieri i carabinieri della stazione di Soriano – guidati dal maresciallo Barbaro Sciacca – nel corso di una perquisizione effettuata preso il domicilio di I.L., 23 anni, residente a Sant'Angelo di Gerocarne, hanno rinvenuto un moschetto da guerra calibro 91/38.

Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, aveva celato l’arma sotto al proprio letto. Per lui, nella serata di ieri, è scattata la denuncia a piede libero per detenzione illegale di arma.

 

 

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cacciaNelle ultime ore, in due distinti incidenti di caccia, sono rimaste ferite altrettante persone impegnate in battute al cinghiale, rispettivamente, nelle province di Catanzaro e Crotone. Nel primo caso – quello più grave – la vittima è un sessantenne di Torre di Ruggiero, colpito in pieno viso da alcuni pallini. I soccorsi sono stati allertati immediatamente ed il cacciatore è stato comunque dichiarato fuori pericolo di vita.

Analoga dinamica nel Crotonese, dove un altro cacciatore è rimasto lievemente ferito alla nuca. Si tratterebbe di un militare libero dal servizio, colpito soltanto di striscio dai proiettili. In entrambi i casi sono partite le indagini delle forze dell’ordine per determinare le dinamiche dei due incidenti.

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Giovedì, 23 Febbraio 2012 21:57

Libera mafia in libero stato

mini giardina

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mini foto_pezzo_barrecaAveva tentato, Romano, di porre un freno alla follia popolare sfruttando l’autorevolezza del medico, le prerogative dell’Ufficiale Sanitario, la persuasività dell’uomo di scienza. Venuto casualmente a sapere della diffusione del morbillo, aveva sollecitato l’ordinanza del primo maggio con la quale i padri di famiglia, gli insegnanti di scuole pubbliche e private, le majìstre, gli osti e gli altri venditori di bevande spiritose venivano obbligati a denunciare i casi di malattie esantematiche. La sera del 21 maggio si era precipitato dal sindaco -il quasi settuagenario, illustrissimo avvocato Don Bruno Chimirri, ex ministro dell’Agricoltura e poi delle Finanze, senatore del Regno, ancora carico dei voti piovutigli addosso alle elezioni comunali di marzo che avevano scongiurato la per nulla tangibile minaccia di consegnare il paese ai socialisti come Romano- e aveva inutilmente richiesto che la processione fosse vietata. Le scuole erano state chiuse, certo, ma a che pro, se poi quegli stessi bambini venivano trascinati in riunioni e processioni affollate di muocchi, sputazze, racti e lappari sudati?

 Il 7 giugno, finalmente, di fronte a una situazione prossima all’insostenibilità, l’amministrazione comunale decideva di raccogliere tutto il suo coraggio ed emanare l’ordinanza in base alla quale si vietavano «tutti gli assembramenti di persone da qualsiasi motivo determinati sia in luogo aperto che in luogo chiuso».

 Ma si sa che il fanatismo politico e religioso –lo aveva spiegato bene il dott. Livi senese pochi anni prima- è come corrente elettrica che si propaga non vista, ma avvertita e profonda, nelle moltitudini invase da un’idea, e facilmente si acutizza, trascinando la massa in uno stato di febbre convulsiva che la rende capace solo di sentire, non di riflettere né di ragionare, per consegnarla legata mani e piedi a preti e politicanti indaffarati a perpetuare ed estendere la loro forza. Politica e religione, anch’esse colpevoli in quanto complici dell’epidemia, Romano le ritrae a tinte fosche, come forze oscure, irrazionali e impersonali, intente a complottare ai danni della luminifera verità della scienza,  con modi e toni che richiamano  da vicino quell’anticlericalismo e materialismo fin troppo schietto e becero di riviste ottocentesche come il Libero Pensiero (dal 1873 il Libero Pensatore), il sedicente «giornale dei razionalisti» uscito settimanalmente tra il 1866 e il 1875 prima a Parma, poi a Firenze e infine a Milano.

 E l’accusa più infamante dalla quale Romano deve difendersi è proprio quella, mossagli dai preti, di essersi inventato tutta la storia del contagio e della quarantena solo per dare libero sfogo al suo conclamato anticlericalismo, per impedire alla gente di andare a messa e riuscire così a minare alla radice la religiosità del popolo.

 L’amministrazione non aveva perso tempo a fiutare il sentimento popolare e ad assecondare la volontà di un popolino piegato dalle «lojolesche mene» dei preti: dopo sole 48 ore l’ordinanza del 7 giugno veniva revocata dal sindaco su «conforme parere della Giunta Comunale» sulla base della constatazione che «nessuna misura preventiva poteva ormai evitare il contagio». Una giustificazione assurda che alle orecchie di Romano suonava come un insulto personale, probabilmente dettata non da senatoriale ebetudine ma da un lucido e consapevole calcolo politico.

Ferito, insultato e offeso, Romano rassegnava quindi le proprie dimissioni dall’incarico di ufficiale sanitario, dimissioni che sarebbero state effettive non appena terminata l’epidemia. Scavalcando il Comune, si rivolgeva direttamente alla Provincia e alla Prefettura, invocando la forza bruta dei carabinieri -la bajonetta finalmente- a vigilare a che i malati non ricevessero visite e non uscissero di casa; garantiva ai cittadini e agli studenti l’accesso alle scuole e agli altri uffici pubblici solo se vestiti con abiti freschi di bucato, aumentava la frequenza delle disinfezioni, fermamente determinato a ripulire il paese dal morbo e dalla lordura.

 Alla metà di luglio, finalmente, l’epidemia era rientrata. Le scuole venivano riaperte, e Romano si apprestava a redigere la relazione da inviare all’Ufficio Sanitario Provinciale. Tuttavia, non intendendo lasciare che tutta la vicenda si riducesse ad un dattiloscritto da far ingiallire negli archivi della Provincia, al contrario fermamente deciso rendere pubblica la sua relazione, non solo come piccolo contributo alla letteratura epidemiologica sul morbillo, allora in forte aumento, ma anche e soprattutto come atto d’accusa nei confronti della gente, del Comune e della Parrocchia, il primo agosto Romano faceva frettolosamente stampare il suo resoconto alla tipografia L. De Francesco & Raho di Serra San Bruno e ne inviava una copia alla Provincia, l’altra alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, dove sarebbe stata custodita e quindi resa pubblica, un memento per ricordarsi di cosa può succedere quando una popolazione è abbandonata a se stessa, alla sua ignoranza, e viene privata della competente e continua attenzione dei propri medici.

prima parte

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