mini polizia-1Avrebbero utilizzato l'ex carcere di Vibo, chiuso ormai dal lontano 1995, per custodire all'interno delle armi. Con questa accusa gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato il 35enne Sergio Gentile (che ha già scontato una condanna per omicidio) ed un suo conoscente, Antonio Iannello, di 34 anni. 

Nell'ex carcere "Sant'Agostino" la Polizia ha rinvenuto un fucile a canne mozze ed una pistola clandestina. Trovate anche alcune lampade alogene, che tra l'altro sarebbero state alimentate attraverso un allaccio abusivo all'Enel, che dovevano servire per avviare una coltivazione di canapa indiana. 

Gentile era da poco era tornato in libertà, in quanto aveva già scontato una pena di  7 anni di carcere per l’omicidio di Michele Fedele, avvenuto nel 1999 in viale Kennedy a Vibo Valentia. Omicidio, questo, che sarebbe stato la conseguenza di un diverbio che Fedele ebbe all'epoca con il padre di Gentile. 

 

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mini autostrada_a3Riceviamo e pubblichiamo

Dalle risultanze istruttorie e dalle prospettazioni difensive avanzate all’esito dell’udienza di convalida dell’arresto tenutasi in data odierna (ieri, ndr) dinanzi alla Dott.ssa Lucia Monaco presso il Tribunale di Vibo Valentia, è stato ritenuto insussistente il reato di furto aggravato contestato ai due prevenuti in oggetto, con derubricazione dello stesso nell’ipotesi meno grave di appropriazione indebita. Veniva inoltre revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari e gli stessi venivano immediatamente posti in stato di libertà, con il solo obbligo di dimora nel comune di residenza.

Si evidenzia, inoltre, che è inveritiera la circostanza riportata nell’articolo secondo la quale, a seguito di perquisizione, nelle abitazioni e nei poderi nella disponibilità dei due fratelli Riniti Antonio e Pasquale siano stati rinvenuti, con sequestro a loro carico, di circa 50 piantoni di guard rail di cui 15 utilizzati per sorreggere una stalla e di materiale di carpenteria di proprietà della stessa ditta ai danni della quale i due fratelli avevano attuato il furto di carburante. Infatti, le perquisizioni hanno avuto esito assolutamente negativo.

 

Avv. Enrico Chindamo

Avv. Francesco Siclari

 

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mini briganteSe qualcuno vi dice che l’associazionismo è morto non credetegli, anzi, sputategli in un occhio. L’associazionismo è vivo. Basta volerlo. E noi ci siamo riusciti. Ci stiamo riuscendo. Da diciotto anni.
Ma in questi casi, nel nostro caso, non esistono traguardi dorati. Non è prevista una soluzione definitiva. Un obiettivo ultimo che ti faccia sentire arrivato. È una lotta continua e costante. Una lotta di cui - ora più che mai - si avverte il bisogno.  
Perché non c’è nulla di paragonabile all’energia di chi sente l’esigenza di stare insieme. Di chi ha fame di libertà. Di chi - rinunciando a se stesso - si rimbocca le maniche per proporre qualcosa di nuovo. Di diverso.
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Venerdì, 31 Maggio 2013 12:55

Morire di 'amore'

mini Fabiana LuzziRiceviamo e pubblichiamo:

Si può uccidere in nome dell’amore? Che amore è quello che induce ad uccidere? Non è sicuramente una storia d’amore, l’assassinio della giovanissima Fabiana, che, in quella che potremo definire una classifica dell’orrore, rientra sicuramente in una posizione apicale. E nessuna motivazione, mai, può giustificare tale ferocia. Nessun comportamento o atteggiamento può motivare, alimentare o avallare questa barbarie, nessuno mai deve sentirsi autorizzato ad ergersi a carnefice.

E ancora più agghiacciante e sconvolgente in questo caso è la giovane età dei “protagonisti”. Giovani, acerbi. Vittima e carnefice. Lei lo ha rifiutato. Lui ha infierito. Un rifiuto è come un’onta inconcepibile e un’imperdonabile ribellione. Tale da indurre a sopprimere chi ha “osato”!

Non me la sento di parlare delle modalità perché, da mamma e donna, fa troppo male. Vorrei invece soffermarmi sul fenomeno e su quello che sull’argomento, si sta dicendo, da più parti, in questi giorni. Si assumono posizioni diverse, di condanna, di denuncia, ma anche di critica.

Alcuni articoli scritti sui giornali nazionali in questi ultimi giorni sono stati molto forti, pesanti, nei confronti di quella che è stata definita una Calabria che non dà scelta. Non credo sia così esteso il fenomeno.

Però c’è, esiste. E non dobbiamo girarci dall’altra parte, perché ci sentiamo offesi, e mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Purtroppo, ancora in alcuni ambienti, ci sono ragazze che subiscono molte limitazioni e ci sono ancora altri ambienti che educano per, abitudini ancestrali, i ragazzi a considerarle oggetto, loro proprietà, quindi destinatarie di maltrattamenti ed angherie al primo rifiuto o alla prima pseudo “ribellione”!

Ci sono veramente quei mostri di cui parlano? Certo, anche io considero mostro chi picchia la propria donna, chi le vieta di fare anche le cose più banali ma che potrebbero, stante la loro mentalità, intaccare l’”onore”, chi usa la violenza per dominare la persona, per natura più debole e che ha come unica pecca quella di non riuscire a ribellarsi.

Non credo che le donne calabresi siano compiacenti, sono solo delle vittime e quindi non potrebbero esserlo!

Mi sento e sono una donna fortunata. La mia famiglia d’origine mi ha dato la possibilità di crescere e maturare in un ambiente intellettualmente aperto e di scegliere il tipo di vita che ritenevo più giusto. Ho formato una famiglia con un uomo che insieme a me ha condiviso alla pari scelte e percorsi. Abbiamo, insieme, educato i nostri figli al rispetto verso gli altri, donne e uomini, contro ogni forma di razzismo, violenza, discriminazione, dando loro quei principi necessari per crescere da persone libere ed intellettualmente oneste.

Ma non credo di essere l’unica. Molte amiche e donne che conosco, donne forti e determinate, hanno potuto scegliere come vivere la loro vita, rendendosi protagoniste e non spettatrici del proprio sociale. Purtroppo per altre, e sono diverse, lo riconosco, non è stato e non è ancora così. Non so se si tratta di posizione geografica. Sicuramente si tratta di mentalità e di mancanza di rispetto verso le persone! Anche la mancanza di cultura rende prigionieri. Bisogna sempre associare al concetto di cultura, la parola libertà, e la cultura aiuta ad essere liberi.

Non mi è mai piaciuto generalizzare, credo sia un errore farlo ma è pur vero che sono tanti i casi di ragazze che non sono libere, per dirla con una metafora, di aprire le ali e volare perché queste vengono tarpate da una mentalità chiusa, gretta, retrograda. Non possono scegliere, perché se lo fanno, la libertà di scelta equivale ad essere una poco di buono.

Il rispetto umano è uno dei valori principali che si dovrebbe insegnare ai propri figli. Bisogna educarli fin da piccoli, e, da genitori mettersi in discussione, non essere sempre permissivi e sempre pronti a giustificarli quasi per un voler assolvere la propria inadeguatezza. Si, perché molto spesso i genitori hanno sostenuto con forza i propri figli violenti e sminuito episodi di bullismo e violenza gratuita facendo anche ricadere le colpe sulle vittime. Questi comportamenti inevitabilmente porteranno i ragazzi ad essere sempre più violenti con gli altri, e a pagarne il fio saranno sicuramente anche le loro sorelle, le loro future compagne e figlie; quando non le stesse madri. Non dimentichiamoci che un cattivo rapporto instaurato oggi si ripercuoterà inevitabilmente nei loro comportamenti futuri e potrà avere conseguenze disastrose.

Ma non bisogna mai rassegnarsi. Dobbiamo invece continuare a denunciare laddove esistono disuguaglianze e far emergere, invece le potenzialità che una donna “libera” potrebbe sviluppare, anche l’elenco delle donne vittime di amori “malati” si allunga sempre di più. Ogni giorno questo capitolo si fa sempre più copioso arricchendosi di dolenti quanto agghiaccianti novità.

Ritengo però strano anche il comportamento di donne vittime di violenza che però si rifiutano di essere salvate e ritornano, perdonandolo, con il loro carnefice. Si perché avviene anche questo. E’ successo di recente a Nettuno, dove una ragazza con il setto nasale rotto sostiene di essere caduta e non picchiata, come accertato dal padre, dal proprio ragazzo violento rifiutandosi di sporgere denuncia; o l’altra di Caserta che pur avendo la milza spappolata dai calci del fidanzato lo perdona e dice di amarlo ancora. Come si può continuare a fare violenza su sé stessi? Come possono tradurre in amore questi comportamenti aberranti e barbari per non dire malati? Credono che perdonando possano redimerli? Invece servono comportamenti forti, azioni provocatorie che si spera servano da esempio ad altre future vittime. E ben vengano quelle fatte dell’avvocato della ragazza di Caserta che si è rifiutata di difenderla e ha rimesso il mandato e del padre della ragazza di Nettuno che ha denunciato, di sua iniziativa e contro la volontà della figlia, il bruto che l’aveva picchiata.

Io non mi riterrò offesa dagli articoli “denigratori” finché una sola donna, nella mia terra non avrà libertà di scelta e di autodeterminazione, e fin quando la donna non sarà considerata una persona, esattamente alla stessa stregua degli uomini.

E non dimentichiamo, la violenza verso le donne va condannata. Sempre, al sud come al nord.

Merilia Ciconte
Presidente Commissione Pari Opportunità Soriano Calabro (VV)

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mini Elezioni-amministrative-2012 01La tornata elettorale per le amministrative che ha riguardato 40 comuni in Calabria ha toccato anche 4 comuni del Vibonese. Fino alle 15 di oggi si è votato per il rinnovo dei Consigli comunali di Gerocarne, Parghelia, Dinami e Polia.  A Gerocarne, centro delle Preserre, il nuovo sindaco è Vitaliano Papillo. Per lui, alla guida della lista "Cambiare Insieme", risultato plebiscitario: 1042 preferenze (93,78%) contro i 69 (6,21%) di Giglio Guida, a capo di "Gerocarne Unita". A fronte di 2468 aventi diritto hanno votato in 1193, pari al 48,33%, con 27 schede bianche e 55 nulle. A Polia confermato il sindaco uscente Carmelo Bova ("Umiltà e Libertà") con 444 voti pari al 57,96%, contro i 322 (42,03%) di Antonio Lorè

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mini sede_associazione_Il_BriganteSERRA SAN BRUNO - Ieri sera l’Associazione Culturale Il Brigante ha subito una raccapricciante intimidazione: una testa mozzata di pecora è stata ritrovata, pochi minuti dopo le ore 22:30, ai piedi della porta d’ingresso della sede storica de Il Brigante, in pieno centro a Serra San Bruno. La macabra scoperta l’hanno fatta alcuni attivisti che si trovavano in quel momento all’interno dei locali dell’associazione e che hanno prontamente denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. Un segno di matrice inequivocabilmente ‘ndranghetista: un’inquietante minaccia di morte, rappresentata con il classico rito del “macabro” cimelio della testa di animale decapitata e adagiata, col sangue ancora caldo, sull’atrio di ingresso. Un atto gravissimo che ha colpito un luogo di aggregazione sociale e di lotta politica

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mini bruno_zaffinoSERRA SAN BRUNO – E’ stato scarcerato ieri Bruno Zaffino, ex assessore comunale coinvolto nell’operazione “Saggezza” della Dda di Reggio, che il 13 novembre aveva portato all’arresto di 39 persone in diverse province calabresi e nel Nord Italia. Il Tribunale della Libertà nel dicembre scorso aveva rigettato la richiesta di scarcerazione, invece ieri il Gip distrettuale di Reggio Calabria, Adriana Trapani, ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Giovanni Vecchio rimettendo in libertà l’ex assessore. Zaffino fu eletto consigliere comunale nelle fila del Pdl alle amministrative del maggio 2011: il suo boom di consensi lo portò ad essere nominato subito assessore nella giunta pidiellina guidata da Bruno Rosi, anche se poi fu defenestrato all'improvviso dall’esecutivo alla fine del 2011, con motivazioni evidentemente di facciata e poco veritiere. I magistrati reggini, nell’operazione antindrangheta scattata a novembre, per lui hanno formulato l'accusa di violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Di fronte al Gip l’avvocato Vecchio ha invece sostenuto il venire meno della gravità indiziaria

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mini tribunale viboVIBO VALENTIA - Il Gip Gabriella Lupoli non ha convalidato l'arresto effettuato dalla Polizia di Stato sabato scorso in contrada Ninfo: torna in libertà il 36enne Salvatore Cirillo, che era stato tratto in arresto dagli uomini del Commissariato di Serra San Bruno con l'accusa di detenzione illegale di munizionamento da guerra. Gli agenti guidati dal dirigente Domenico Avallone avevano rinvenuto delle munizioni in contrada Ninfo, in un'abitazione ritenuta nella disponibilità di Cirillo. Il giudice invece, nell'udienza di convalida tenutasi oggi, ha respinto le accuse del pm Vittorio Gallucci e ha accolto in toto le tesi difensive dell'avvocato Michele Ciconte, riscontrando la non sussistenza dei presupposti di legge per la flagranza e l'errata qualificazione del reato.

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Giovedì, 24 Maggio 2012 16:27

Il Prisma/13. Tesi e Antitesi


mini IMG_0136_800Il Prisma (rubrica fotografica settimanale a cura di Filippo Rachiele).

La copertina della rubrica si intitola "Pianoforte".

"C'è a chi piace suonare, a chi cantare e a chi scrivere libri a me piace scattare foto..." 

Oggi ospite un carissimo amico, che puntualmente ispira le mie citazioni e titoli, Andrea Trapasso.

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mini 418110_2825058509933_1363137067_32394325_2041403905_nIn vista della XVII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che l'associazione antimafia Libera celebrerà a Serra San Bruno il 29 marzo (http://www.ilvizzarro.it/a-serra-il-21-marzo-la-giornata-della-memoria-e-dellimpegno-in-ricordo-delle-vittime-innocenti-della-criminalita-organizzata.html), il Vizzarro.it pubblica alcuni scritti degli studenti dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Luigi Einaudi".

Celebrare la XVII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia, a Serra San Bruno, è davvero un evento straordinario, più unico che raro. Eh già! Perché queste cose non succedono spesso. Serra è un paese ricco di storia e di cultura, di bellezze artistiche e naturali, circondato del verde della natura… A questa terra, sembra proprio non manchi nulla. Ma, ormai, siamo in molti a sapere che non è del tutto così. Questo bellissimo paese riserva anche delle amare realtà e manifestare proprio qui, il primo giorno di primavera, dovrebbe aiutare a risvegliare un po’ tutte le coscienze

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