Mercoledì, 03 Dicembre 2014 13:14

Serra, il Comune: 'Acqua non potabile'

AcquaPotabileAlla luce dei risultati sanciti dalle analisi di autocontrollo, eseguite dalla ditta Esi Lab Srl per conto dell’ente comunale, il sindaco di Serra San Bruno, Bruno Rosi, ha disposto con un’apposita ordinanza la non potabilità dell’acqua erogata dalla quasi totalità dei serbatoi annessi alla rete idrica cittadina. Le difformità ai parametri indicati dal D. Lgs. 31/2001, riscontrate nei campioni prelevati il 20 novembre scorso, hanno messo infatti in luce criticità riguardanti l’acqua in uscita dai serbatoi comunali di località “Ninfo” e “Guido", ma, soprattutto, anche di quella erogata dalle fontane pubbliche ubicate in località “Scorciatina”, in piazza San Giovanni, in piazza Mons. Barillari ed in Corso Umberto I, la stessa che finisce nella maggior parte delle abitazioni serresi.

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mini carabinieri_124Nella serata di ieri, a seguito di un servizio specifico finalizzato alla ricerca di piantagioni di cannabis, gli uomini della Compagnia Carabinieri di Serra San Bruno - unitamente al reparto Cacciatori Calabria e al Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo - hanno tratto in arresto in flagranza di reato S.M., classe '85 e V.M., classe '91, entrambi di Mileto. Su un terreno in località Cappellano a Dinami - dopo più di dodici ore di appostamento - i Carabinieri hanno rinvenuto 150 piantine di cannabis, poi poste sotto sequestro e distrutte. I due, invece, sono stati tratti in arresto e, in attesa del giudizio per direttissima che si terrà nella giornata di domani, è stata disposta nei loro confronti la misura degli arresti domiciliari. 

 

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mini WWFNello scenario ameno di località Rosarella a Serra San Bruno, domenica 27 ottobre, il WWF Calabria ha organizzato la Festa della Biodiversità – ‘Biodiversamente’. Un’intera giornata all’insegna del verde che prevede un corposo programma: l’apertura è infatti prevista già per le 9.30 con la diffusione del materiale informativo sulla biodiversità agli stand espositivi dell’Arpacal e dello stesso WWF. Alle 10.30 sarà invece la volta della passeggiata didattica nel vivaio di Rosarella per approfondire la conoscenza della flora e della fauna del Parco. Un’ora dopo, alle 11.30, avrà inizio l’escursione lungo il sentiero del Bosco ‘Archiforo’, un tracciato escursionistico di 1,3 km che partendo proprio dal Vivaio Rosarella, si inoltra nel Bosco Archiforo sino a località Pietra del Signore, per una piacevole passeggiata tra le secolari montagne del Parco Naturale delle Serre, della durata prevista di un’ora e mezza circa. Suggestiva poi la liberazione di uccelli rapaci a cura del CRAS (Centro Recupero Fauna Selvatica) di Catanzaro, alle 12.30. In chiusura, verso l’ora di pranzo, la colazione al sacco (a carico dei partecipanti) e l’allegra “castagnata” alla ricerca del prezioso frutto di stagione. Per tutto il corso dell’evento sarà anche possibile visitare l’esposizione dei lavori realizzati dagli studenti delle scuole della Calabria nell’ambito del concorso “Un messaggio per… Madre Terra: la Scuola racconta”, indetto dal Gruppo di Educazione Ambientale dell’Arpacal. Saranno inoltre possibili brevi passeggiate a cavallo per i più piccoli. 
 
La località Rosarella è ubicata nella zona a sud del paese ed è facilmente raggiungibile dalla strada statale 110 in direzione di Mongiana. Dopo circa 250 m dalla stazione di servizio Agip, basterà svoltare a sinistra nella traversa segnalata per l’occasione dall’inconfondibile panda che contraddistingue il logo ufficiale del WWF.
Per ulteriori informazioni contattare il WWF Calabria ai numeri 0963 995063 oppure 320 0623021.
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Venerdì, 20 Settembre 2013 13:40

Vibo: la Storia sotto i piedi

 

mini DSC01628_optBisogna chiedere informazioni a qualcuno che si reca al cimitero a visitare la tomba di un congiunto. Oppure affidarsi alle mappe di google. Se non si è vibonesi e si desidera – per curiosità, interesse turistico o per ragioni di studio – vedere di persona le antiche fortificazioni di età greca che proteggevano la subcolonia locrese di Hipponion, bisogna informarsi per tempo e dettagliatamente. Una volta giunti sul posto indicato, poi, c'è da indovinare l'ingresso al sito. Proprio così, perchè sul cancello arrugginito semichiuso non c'è alcuna indicazione circa il luogo a cui si accede. Superato il timore di invadere una proprietà privata, e tenendosi bene a distanza dai fili che fuoriescono da una cassetta elettrica completamente divelta, si capisce quindi che le famose mura greche sono lì, a testimonianza dei fasti di una città che, oggi, sembra aver smarrito se stessa a tal punto da non fare neanche più caso al degrado in cui versano i suoi luoghi simbolicamente più importanti.

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mini IMG872SERRA SAN BRUNO - Una bella giornata tra la natura, alberi, tavolini e barbecue che fanno da contorno ad un pic-nic tra amici o parenti. Vista così appare tutto perfetto, ma nel momento in cui si va a scrutare l'area circostante, ecco la sorpresa: una discarica a cielo aperto che appare ai nostri occhi quasi come un lago composto non di acqua limpida ma bensì di eternit, bombole di gas e immondizia di vario genere che vanno ad inquinare  e depauperare la località “Rosarella”, famosa nella zona come luogo per passare ore spensierate durante una classica “scampagnata”. E' proprio durante questa ultima che è avvenuta la macabra scoperta di un posto apparentemente tutto lindo e consone a madre natura ma guardando più in là purtroppo ecco il pugno nell'occhio. Una delle diverse aree lasciate a se stesse e che con una maggiore attenzione avrebbe potuto riportarla allo splendore di un tempo, ma a quanto pare ancora molto trascurata e  per tal motivo ha fatto storcere il naso non solo alle persone del luogo ma anche ai numerosi turisti . Ci si domanda quindi come mai non si è pensato di ripulire tale area visto che proprio pochi mesi prima è stata sottoposta ad un'opera di ristrutturazione. Un vero peccato ed un'altra macchia di cattiva gestione riguardante l'amministrazione comunale già alle prese con una raccolta differenziata carente sotto ogni aspetto.
 
(articolo pubblicato su 'L'Ora della Calabria')
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mini giro2013SERRA SAN BRUNO - Il giro d’ Italia è alle porte e Serra si prepara ad accogliere nel migliore dei modi questo importantissimo evento. Martedì prossimo, dunque, la carovana farà tappa proprio nel paese della Certosa. I corridori arriveranno dalla Trasversale delle Serre, lato Soriano, usciranno allo svincolo Serra San Bruno e, una volta giunti in località ‘San Rocco’, percorreranno a senso unico via Alcide De Gasperi, per poi imboccare Corso Umberto I all’ altezza del Municipio. L’ arrivo, invece, è previsto intorno alle 15 in località ‘Calvario’. Ad essere coinvolti, però, non sono soltanto i ciclisti. Previste, infatti, anche delle iniziative rivolte anche alle scuole ed agli esercizi commerciali. Gli istituti primari hanno partecipato al concorso ‘Biciscuola’, che mira principalmente a far vivere da protagonisti ed a far conoscere ai bambini il 96° Giro d’ Italia. I piccoli saranno impegnati nella realizzazione di un elaborato o di un disegno, riguardante la manifestazione ciclistica, il cui vincitore sarà premiato il giorno stesso della premiazione del vincitore della tappa. L’ amministrazione comunale, però, ha ideato e promosso anche un concorso rivolto agli operatori economici dal titolo ‘Premia la vetrina’. I commercianti che allestiranno appositamente le proprie vetrine in occasione della tappa, concorreranno alla premiazione della migliore esposizione che verrà individuata da un’ apposita commissione. È prevista, infine, anche la realizzazione della ‘Notte rosa’, che si terrà sabato prossimo. I negozi rimarranno aperti per tutta la notte e, su corso Umberto, si esibiranno diversi gruppi musicali

 


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mini taglio_alberiUn uomo, C.D., 28 anni, di Sorianello, dopo essere stato fermato in località ‘Passo Cavallo’ (Gerocarne) alla guida di un trattore carico di legna, dal personale Forestale di Serra San Bruno e Soriano Calabro, è stato denunciato a piede libero con l’accusa di danneggiamento, taglio e furto di alcune piante di faggio (circa 20 quintali) all’interno del Parco Naturale Regionale delle Serre.

C.D. durante l’interrogatorio ha prima dichiarato che il legname era stato regolarmente acquistato da una terza persona residente in una località limitrofa, poi ha confessato rivelando di averlo ricavato da piante che si trovavano in una zona protetta, ubicata nel territorio del Parco.
In seguito gli agenti hanno invitato l’uomo a condurli direttamente sul punto esatto in cui aveva abbattuto e trafugato le piante di faggio. Il legname rinvenuto, la motosega impiegata per il taglio ed il trattore utilizzato per il trasporto, sono stati sottoposti a sequestro penale.
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mini rubinettoRiceviamo e pubblichiamo:

Un disastro senza fine! Per riparare i danni, compiuti dall’amministrazione comunale più inadeguata che la storia di Serra ricordi, non basterà un intero lustro. L’elenco dei guasti è lungo, forse interminabile. Si potrebbe cominciare con la responsabilità di aver fatto arrivare, per la prima volta nella millenaria storia cittadina, una commissione di accesso agli atti, per finire all’aver avallato, con l’indifferenza ed il complice silenzio, la sostanziale chiusura dell’ospedale. A ciò si aggiunga, la mancata soluzione del problema connesso con la potabilità dell’acqua. Una vera e propria emergenza, in cui l’amministrazione comunale ha palesato tutti i suoi limiti. Prova ne è la vergogna derivante dall’ordinanza n. 28, con la quale è stata disposto: il divieto “all’uso dell’acqua potabile” per i cittadini serviti dal serbatoio “di acqua denominato “Guido””, la chiusura delle fontane pubbliche “ubicate in località Santa Maria ed in piazza Monsignor Barillari”, nonché l’apposizione di cartelli indicanti la non potabilità dell’acqua alle fontane ubicate nelle località “Scorciatina” e “Guido”. Un provvedimento  analogo ad altri, se non fosse, per un dettaglio tutt’altro che irrilevante. L’ordinanza in questione è stata emanata il 3 ottobre 2012 e non è mai stata ritirata. In altri termini, da oltre tre mesi, i cittadini, le cui case sono approvvigionate tramite il serbatoio di località “Guido”, sono privi di acqua potabile. Viene quindi da chiedersi, come sia possibile che un’ordinanza di non potabilità possa durare così tanto, senza che nessuno intervenga. Chi dovrebbe chiarire la situazione tace. Nelle quindici settimane intercorse dalla pubblicazione dell’ordinanza, il sindaco e la sua maggioranza, non hanno mai sentito l’esigenza d’informare i cittadini, di chiarire cosa stia succedendo, di fare luce sui colpevoli ritardi nella soluzione del problema. Non è più possibile andare avanti così, i cittadini, sempre più inermi, non possono essere trattati alla stregua di sudditi di una repubblica delle banane. In una situazione del genere, in molti si chiedono, con quale coraggio si possa imporre ai serresi di pagare il servizio idrico in cambio acqua putrida. Tocca fare chiarezza,  non è più possibile, infatti, che i cittadini inizino le loro giornate con il dilemma se l’acqua sia potabile o meno. Non è possibile che le persone anziane siano costrette a consumare acqua non potabile perché non hanno la possibilità di acquistare o semplicemente trasportare dal supermercato a casa acqua minerale. E’ indecoroso, che i cittadini non conoscano le cause e le conseguenze per la salute, degli agenti inquinanti che rendono, sistematicamente, l’acqua non potabile. Nonostante lo scorso 6 agosto, chi scrive, abbia presentato un’interrogazione per ricevere ragguagli sulla situazione generale dell’acqua, allo stato non  è pervenuta nessuna risposta. Forse, troppo intenti a disputarsi uno scranno da assessore sul quale dormire all’ombra di uno stipendio pagato dai serresi, la maggioranza non ha il tempo per occuparsi dei problemi dei cittadini. Qualora non fosse  la lotta per “l’investitura” ad impedire alla maggioranza di trovare il tempo necessario per risolvere il problema dell’acqua, potrebbe esserci dell’altro. Forse, il sindaco e la sua giunta, supportati dai consiglieri, stanno vagando nella foresta alla ricerca dei boscaioli mandati a cercare le sorgenti (così come promesso dal sindaco in campagna elettorale) necessarie a staccare Serra da Sorical, forse non riescono a completare il conteggio di quel milione di euro derivante dalla rinegoziazione dei mutui (così come asserito dal sindaco nella trasmissione del maggio 2012 a telejonio) con il quale risolvere definitivamente il problema, forse stanno cercando un porta valori per trasportare i trecentomila euro di fondi regionali ( di cui il sindaco,  a settembre, aveva assicurato l’imminente arrivo, salvo non prevederli in bilancio) da impiegare per ripulire i serbatoi. In attesa di assistere all’ennesima promessa da marinaio, condannati vivere una situazione da commedia dell’assurdo, i serresi, come il grande De Filippo, pensano che “ha da passà a nuttata”. Speriamo passi presto.  

Mirko Tassone

Consigliere comunale “Al lavoro per il Cambiamento”

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mini imagesCAGWIJ8GSPADOLA - La crisi idrica che sta attanagliando il territorio delle Serre sembra non voler conoscere la parola fine. Ma l’emergenza che si sta registrando in questi giorni a Spadola ha davvero poco a che fare con l’annosa questione  “acqua sporca” che recentemente ha portato al sequestro dell’invaso Alaco. Infatti il comune di Spadola gestisce l’acqua in perfetta autonomia e non dipende quindi dal lago in mano a Sorical ormai dal 2006, ma si tratta comunque dell’ennesimo capitolo giallo di un romanzo idrico sempre più bizzarro e misterioso.

Il 16 ottobre scorso, il Sindaco Giuseppe Barbara ha emesso un’ordinanza di non potabilità sulla base di una nota trasmessa dall’ASP di Vibo Valentia (prot. 823/IP), tramite cui il Dipartimento Prevenzione della stessa Azienda Sanitaria comunicava che i risultati delle analisi di routine microbiologiche, effettuate su un campione d’acqua prelevato in uscita del serbatoio comunale sito in località ‘Corvo’, non rientrerebbero nei limiti di potabilità previsti dal Dlgs 31/2001. Provvedimento che, già 13 giorni fa, ha quindi vietato “l’uso dell’acqua potabile ai fini del consumo umano, nelle zone della rete idrica alimentate dal serbatoio in località Corvo”.

Ma la disposizione di semplice non potabilità, che indirizza la cittadinanza al non utilizzo dell’acqua, è stata insolitamente seguita da un totale black-out idrico. Un allarmante stato di disagio dettato dalla completa sospensione dell’erogazione dell’acqua nella quasi totalità del territorio spadolese.

Ormai da ore gli uffici comunali sono inondati da telefonate da parte dei numerosi cittadini legittimamente infastiditi dalle difficoltà legate all’essere completamente privi di acqua corrente nelle proprie abitazioni, tanto che per i servizi igienici o per la doccia molti hanno dovuto rivolgersi a parenti ed amici residenti nelle vicine Brognaturo e Simbario.

Al di là della non potabilità ormai acclarata da quasi due settimane, la completa assenza di acqua potrebbe essere connessa ad un difetto tecnico alla rete idrica comunale. Infatti a lasciare a secco i cittadini di Spadola potrebbe essere stato un guasto tecnico a una delle condotte principali del serbatoio centrale da cui poi l’acqua viene ripartita nelle case del centro abitato. 

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mini canapa_cfs_serraSono due le operazioni effettuate nei giorni addietro dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato nella provincia vibonese.

La prima operazione, condotta da personale appartenente al Comando Provinciale di Vibo Valentia ed al Comando Stazione di Serra San Bruno, in seguito alla denuncia presentata dal proprietario del fondo interessato, ha permesso di scoprire l’autore del taglio e furto di piante di alto fusto di varie specie in località Brasi di Simbario.

Dagli accertamenti esperiti in loco si riscontrava il taglio abusivo di ben 102 piante della specie roverella, castagno e ontano praticato diversi giorni addietro. Le indagini effettuate consentivano di individuare tutto il materiale legnoso trafugato. Parte del legname si trovava, già depezzato e accatastato, in un piazzale adibito a cantiere nella confinante località Cecato.

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