mini mpa_serraRiceviamo e pubblichiamo:

La Maggioranza in seno al Comune di Serra San Bruno, vive costantemente la questione legalità con una strana visione tutta sua, figlia evidentemente di quel modus operandi che ha portato il Popolo delle Libertà a vincere le elezioni Comunali del 15 -16 Maggio 2011.

Tutto ciò che in qualche modo ne sfiori il tema mette ansia, paura e inquietudine agli interessati.

Ma cosa potrà mai creare tanta angoscia nella maggioranza al solo richiamo della legalità? Perfino durante la visita del Santo Padre o durante il corteo in ricordo delle vittime innocenti delle mafie si notava nella maggioranza (molto risicata al corteo) l’imbarazzo a stare assieme alle Autorità presenti. Lo stesso imbarazzo che riteniamo sia stato alla base della decisione di non organizzare una cerimonia pubblica per scoprire la targa “Qui la ‘ndrangheta non entra”, e immaginare, come lo struzzo che nasconde la testa sotto sabbia, che basta solo fissare, con sette mesi di ritardo, di notte in notte, furtivamente e con un assordante silenzio, la targa all’ingresso del Municipio per adempiere alla rovinosa quanto spinosa richiesta della Minoranza, tralasciando di invitare il Prefetto, le Forze dell’Ordine, le Autorità ecclesiastiche, quelle scolastiche e chiaramente il Consiglio Comunale che ha votato all’unanimità la proposta.

Perché tutto questo? Forse perché si ha timore o, meglio, vergogna, della presenza di tutti i componenti del Consiglio che non possono essere sostituiti a piacimento come quando si sostituisce un Assessore (Zaffino) per rilanciare l’azione amministrativa????? Cosa crede questa maggioranza che basti solo togliere dalla mente un problema perché questo, come per magia, scompaia?

La maggioranza consiliare sarebbe stata di certo una dei più importanti casi clinici di Sigmund Freud, il quale si sarebbe di certo accorto del meccanismo psicologico che sta allontanando dalle coscienze del Sindaco e dei suoi compari, quei pericolosi pensieri farciti di lati oscuri sui quali nascono i sospetti e i misteri oramai noti.    

Un tema, quello della legalità, sul quale questa maggioranza è oramai abituata a disattendere o rimuovere.

Nella teoria psicoanalitica, la rimozione, infatti, è un meccanismo di difesa e consiste nell'inconsapevole cancellazione di un ricordo, di una esperienza che il soggetto ha vissuto come acutamente angosciante o traumatizzante.

Di fronte a una situazione che genera eccessiva angoscia, per esempio, l’individuo ricorre a varie strategie per fronteggiare l'estrema portata ansiosa dell'evento, con lo scopo preminente di escludere dalla coscienza ciò che è ritenuto inaccettabile e pericoloso.

D’altronde non può esserci altra spiegazione, dato che, nonostante ciò, la cosa non sembra assolutamente preoccupare Rosi & Compari. Dei numerosi atti illegittimi, posti in essere da questa incompetente e discutibile compagine nel primo anno di attività, già si stanno occupando le Forze dell’Ordine, ma, purtroppo, in spregio alle regole e alle leggi, continua imperterrita e senza preoccupazione alcuna, insita solo in chi è convinto di avere SANTI IN PARADISO, la produzione di dubbi Atti che a quanto pare hanno l’unico scopo di placare il proprio, sempre più agguerrito, elettorato che ormai, ovunque e senza pudore, rinfaccia il mancato rispetto delle promesse fatte in campagna elettorale.

Così, dopo l’affidamento di lavori in somma urgenza, con gara truccata, l’indecorosa gestione delle posizioni organizzative al personale dipendente, l’affidamento diretto a ditta esterna per il trasporto rifiuti, che scientemente hanno reso necessario con la ricollocazione dei bidoni della spazzatura in tutto il territorio comunale, mancata pubblicazione di Determine per oltre 7 mesi, la dubbia gestione dell’emergenza neve, le Ordinanze ballerine, l’incoraggiamento sui network all’avvelenamento collettivo, ecc. ecc., la Giunta Comunale, con delibera n. 128, del 13.07.2012, approva una bozza di convenzione e decide di affidare, ai sensi dell’art. 5 della L. 381/91, ad una cooperativa sociale di tipo B, l’attività dei servizi di gestione parcheggi siti nei pressi della Certosa e di Santa Maria del Bosco.

A tale Delibera è seguita la Determinazione n. 35, del 18.07.2012, del Responsabile del Settore Lavori Pubblici, che ha affidato direttamente il servizio di gestione parcheggi alla Società Cooperativa Sociale “Atena Servizi” di Mileto (VV) che, puntualmente, e su questo non avevamo alcun dubbio, avvia al lavoro giovani di Serra San Bruno di notoria fede politica.

Dalla lettura e, quindi, dall’analisi dei citati atti deliberativi, apprendiamo che il co. 1 della citata L. 381/91, come giustamente viene riportato in premessa della delibera, prevede la derogabilità alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione e l’affidamento diretto, mediante stipula di convenzioni, per la fornitura di beni e servizi, diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, A CONDIZIONE CHE tali convenzioni siano finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate.

La Giunta Comunale però, opportunamente e dolosamente, richiama in delibera il D. Lgs. n. 276/2003, che, ai fini e per gli effetti di cui allo stesso Decreto, che nulla hanno a che fare con la L. 381/91, all’art. 2 definisce “lavoratore svantaggiato” qualsiasi persona appartenente ad una categoria che abbia difficoltà ad entrare, senza assistenza, nel mercato del lavoro, ovvero qualsiasi persona che soddisfi almeno uno dei criteri indicati all’art. 2 del Regolamento comunitario richiamato sempre in delibera. Ciò è aberrante.

Invero, le persone svantaggiate interessate sono quelle che la stessa Legge 381/91 definisce all’art. 4, così come modificato dall’art. 1 della legge 193/2000, che testualmente recita: “Nelle cooperative che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni. (…Omissis … ).

Non ci risulta che le persone assunte rientrino in una delle categorie sopraelencate, ma questo dovrebbe essere immediatamente verificabile, tenuto conto che la condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione (art. 4, co. 2, legge 381/91). Altrimenti sarebbe troppo facile raggirare ed eludere i limiti imposti dalla legge in materia di assunzioni (Circ. MEF n. 11/2011)

Ma l’abuso non finisce qui.

Secondo le Linee guida per gli affidamenti a cooperative sociali ai sensi dell’art. 5, co. 1, della L. n. 381/91, emanate dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture ( AVCP ), l’utilizzo del convenzionamento diretto deve concernere l’affidamento di servizi strumentali, cioè svolti in favore della pubblica amministrazione e riferibili ad esigenze strumentali della stessa, con esclusione dei servizi pubblici locali (in tal senso, C.d.S., sez. V, 11.05.2010, n. 2829) o, comunque, erogati in favore dell’utenza.

L’Autorità di Vigilanza, con Deliberazione n. 34 del 9 marzo 2011, ha escluso che l’istituto della convenzione diretta possa estendersi alle concessioni di servizio pubblico, quali ad es. la gestione di un parcheggio, per le quali la controprestazione consista nel diritto di gestire e di sfruttare economicamente il servizio, secondo lo schema di cui dall’art. 30 del Codice dei contratti.

Purtroppo, anche in questo caso, e non sarà l’ultimo, dobbiamo rilevare che questi signori perseverano nella volontà di gestire la “cosa pubblica” come fosse “cosa loro”, con l’aggravante di farlo in totale disprezzo delle norme che stanno alla base di una gestione legale, imparziale, trasparente e democratica.

Eppure le indagini in corso sul “caso Zaffino”, che hanno portato in Caserma il Sindaco e tutti i consiglieri comunali per essere interrogati, avrebbero dovuto insegnare qualcosa. Quantomeno avrebbero dovuto suggerire un po’ di cautela e non certamente di continuare in questa sfida impari che li vede ogni giorno sempre più isolati e spaventati all’idea di una sempre più imminente e, ormai, ineludibile visita ispettiva.

Ma di chi è la responsabilità di questa inquietante situazione?

Nei romanzi gialli lo stereotipo è che il colpevole è sempre il maggiordomo, innanzitutto perché all'interno di un romanzo è il personaggio più interessante che non mostra mai ciò che pensa veramente e mantiene sempre la posizione di umile servitore, e poi perchè il maggiordomo essendo sempre stato al servizio del padrone, è alla ricerca di un "riscatto", di una vendetta, di un capovolgimento della situazione.

Ora, benché non sia difficile individuare in questa maggioranza chi ricopre il ruolo del maggiordomo e chi, invece, quello del padrone, temiamo che in questo caso il maggiordomo non sia così impavido ad affrontare la situazione. Ed allora, la responsabilità sarà forse del padrone?

Un caso esemplare che ci ricorda la trama del romanzo “10 piccoli indiani” di Agatha Christie:  

- Otto persone, che non si conoscono tra di loro, sono state invitate dal padrone di casa, di cui non sanno l’identità, in una splendida residenza su un’isola dell’Inghilterra. Nonostante lo strano invito, gli ospiti decidono di accettare la proposta e, ognuno di loro, spinto da motivazioni diverse, chi per necessità, chi per gioco, chi per opportunità, si presenta all’appuntamento in questa villa. Gli invitati non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli. Hanno trovato una poesia incorniciata, appesa sopra il caminetto della loro camera, e una voce registrata, inumana e penetrante, che li accusa di essere tutti assassini. Per gli ospiti intrappolati è l'inizio di un interminabile incubo: essendo solo loro gli abitanti di quel luogo ameno, sanno di conoscere l’assassino, poiché deve essere per forza in mezzo a loro e siede al tavolo insieme a loro.I sospetti ricadono su tutti, nessuno escluso, e non ci sono mai abbastanza indizi, non si capisce cosa si nasconde dietro questo gioco perverso né chi ne sia l’artefice.

Il colpo di scena principale, qui, consiste nel fatto che i personaggi scompaiono tutti -.

Chissà se anche in questo romanzo tutto serrese l’epilogo per questi signori possa essere la stesso? D’altronde, anche loro, come gli invitati del romanzo, hanno accettato l’avventura pensando ad un prospero soggiorno e ad un roseo futuro, fino a quando il padrone, raggiunto lo scopo (elettorale) e preoccupato di essere scoperto, non li ha trattati da indesiderati e li ha messi gli uni contro gli altri.

Noi ci auguriamo che l’epilogo sia lo stesso, perchè non è utopico pensare che, finalmente,  anche a Serra San Bruno si possa tornare alla normalità. PREFETTURA DOCET.

 

MPA-AD Sede di Serra San Bruno

Pubblicato in POLITICA
Giovedì, 31 Maggio 2012 13:28

Spie nel Vaticano. Non c’è più religione

In Vaticano hanno trovato il colpevole. Era il maggiordomo. Come nei gialli di Agatha Christie. Si tratta di Paolo Gabriele, ‘Il corvo’ di fiducia di Benedetto XVI. Un ragazzo riservato e dallo spirito angelico, che dal 2006 arrivava ogni giorno di buon mattino nella stanza del Papa per aiutarlo a vestirsi. Ma da un po’ di mesi dopo aver sistemato il letto e spazzato la polvere si intratteneva a fare le pulci tra i cassetti benedetti. E mentre Ratzinger cercava la via del Paradiso per ognuno di noi, lui iniziava a rovistare alla ricerca di documenti segreti. Anzi segretissimi. Adesso langue nelle prigioni della gendarmeria vaticana. Ma per quale motivo Gabriele si è dato allo spionaggio? A chi servono quei documenti? Cosa contengono? Perché li ha portati dal Vaticano fino a casa propria? È in corso una guerra color porpora.

mini ff82b76bdbGià da alcuni mesi diversi documenti riservati sulla gestione dello IOR, la banca vaticana, erano finiti sulle prime pagine dei giornali. Ma ripercorriamo con calma l’ultima settimana vaticana:

GIOVEDI’ 24 MAGGIO. Paolo Gabriele, aiutante di camera di Benedetto XVI ha già trascorso la sua prima notte nella cella di sicurezza nel palazzo del Tribunale. Ma nessuno ha ancora diffuso la notizia. Nel pomeriggio il presidente della IOR, Gotti Tedeschi, viene sfiduciato e da lì a poco deciderà di dimettersi. Benedetto XVI preme affinché il posto sia ricoperto dal tedesco, Hans Tietmeyer, membro dell’Accademia Pontificia.

VENERDI' 25 MAGGIO. Nelle prime ore del giorno si diffonde la voce di un arresto legato alla fuga di documenti riservati. Ma non viene ancora rivelato il nome del detenuto. Il Vaticano non conferma l’arresto. Ma neanche smentisce.
SABATO 26 MAGGIO. Arriva l’ufficialità. Il detenuto c’è ed ha anche un nome: è Paolo Gabriele. Cittadino vaticano. A casa sua sono stati trovati documenti riservati. Sarà processato dal tribunale della Santa Sede e non dalla legge italiana.
DOMENICA 27 MAGGIO. Apparentemente indifferente alla questione del maggiordomo 007, Ratzinger celebra la messa. Nel sermone asserisce: “lo spirito della Pentecoste vinca la ‘Babele delle inimicizie’!''.

LUNEDI' 28 MAGGIO. Le indagini proseguono. Il Vaticano chiarisce che non ci sono altri indagati. Né una donna, né un cardinale, contrariamente a quanto i giornali del mattino asserivano.

MARTEDI’ 29 MAGGIO. Il detenuto Gabriele dichiara di voler collaborare. Verrà interrogato nei prossimi giorni. Si attende che il maggiordomo faccia i nomi dei presunti complici.

MERCOLEDI’ 30 MAGGIO. Le vicende che vedono coinvolto Paolo Gabriele si intrecciano con le dimissioni di Gotti Tedesco, l’ormai ex banchiere del Papa, che sembra sia stato sfiduciato per essersi opposto al salvataggio del San Raffaele di don Verzé da parte dello Ior, affossando il progetto di un grande polo sanitario vaticano a cui stava lavorando il cardinal Bertone.

Lo sporco alberga fra le mura vaticane. Che alla base del tentato spionaggio vi sia una sommossa? Un’azione di riforma all’interno della Chiesa? Bolle qualcosa di losco all’ombra del cupolone. Una battaglia sotterranea, decisiva per il controllo delle casse dello IOR e per gli equilibri di potere all'interno della Chiesa. Oppure, semplicemente, si tratta di una farsa promozionale per il prossimo romanzo di Dan Brown. 

Pubblicato in LO STORTO

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