mini cimitero_acquaro8Acquaro - È uno spettacolo indecoroso quello che appare agli occhi dei cittadini acquaresi che, quotidianamente, si recano al cimitero per fare visita ai propri cari. Incuria e degrado prevalgono da diversi anni. Come si può notare dalle immagini, una volta riesumate le salme, il tutto viene lasciato lì, nel più totale abbandono. In alcuni loculi, addirittura, ci sono tutt'oggi i resti di bare e di materiali usati, appunto, per la riesumazione. Una situazione questa che purtroppo vige da tempo, ma la politica si dimostra latitante anche di fronte a questo genere di problemi. Pubblichiamo alcune foto scattate e inviate da un lettore della zona

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mini carabinieriSORIANELLO - Un incendio, intorno alle 4 di stamane, ha interessato una segheria di proprietà di G.M., del luogo, situata in località Savini, nel comune di Sorianello. Il rogo ha distrutto alcune pedane in legno, custodite all'interno della segheria. I danni, al momento non quantificabili con esattezza, sono ingenti. Quasi certa, invece, l'origine dolosa del gesto. Sul posto, inoltre, non sono stati trovati segni o materiali che possano ricondurre l'accaduto ad un fatto accidentale. Immediato l'intervento dei carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, i quali hanno già avviato le indagini per capire l'origine e, soprattutto, i motivi del gesto. 

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mini Carabinieri-sorianelloI Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia hanno tratto in arresto nella mattinata odierna tre persone per il tentato ed il successivo omicidio di Francesco Scrugli, capo della ‘società’ di Piscopio, coinvolta nella faida con i Patania, sostenuti dalla cosca Mancuso di Limbadi. Tra coloro i quali sono finiti in manette, ci sono anche il capo dell’ala militare dei Mancuso e due incensurati che avrebbero fornito supporto logistico agli autori materiali dell’omicidio. Quello tra i Patania ed i Piscopisani è ormai una guerra che, da circa 30 anni, insanguina i due paesi alle porte di Vibo. La faida, iniziata alla fine degli anni Ottanta, è riesplosa crudelmente lo scorso anno.

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mini aL'estetica è un bisogno reale e sociale che tutti desiderano ricercare in qualsiasi cosa: l'automobile, i vestiti che si indossano, i diversi oggetti che si possiedono, l'arredo che si sceglie per la propria casa o per il giardino. Ha bisogno di estetica anche la città, attraverso spazi collettivi, strutture, vie di comunicazione e altri elementi che la completino. Elementi che la rendano migliore, la facciano vivere, bella e funzionale, ordinata: l’arredo urbano. Si tratta di un importante elemento di design che ha il compito di attrezzare gli spazi pubblici urbani con diversi manufatti che consentano un utilizzo adeguato degli stessi, che diano un aspetto di omogeneità, coerenza e fruibilità tra le parti della città, dando loro le attrezzature per poter essere vissuti. In diverse situazioni l'arredo urbano diventa parte determinate dell'identità di un luogo, basti pensare alle cabine telefoniche di Londra, ai cartelloni pubblicitari e alle cassette della posta che si trovano negli Stati Uniti o alle entrate della metro a Parigi. Tutti elementi che segnano, identificano un luogo.

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Sabato, 15 Dicembre 2012 18:38

Architettura e luoghi/1. Spazi vuoti

mini concept_spazi_vuotiUno dei temi principali del nuovo millennio è la possibilità di riciclo di materiali e cose, dalla plastica al vetro alla carta e molto altro. Anche in architettura sarà importantissimo saper riciclare edifici o grandi spazi, in quanto di fronte ad un territorio ormai saturo sarà sempre più importante intervenire nel costruito e nelle sue parti abbandonate, degradate, vuote. L' importanza di questo argomento è emersa dalla mostra tenutasi, da dicembre 2011 ad aprile 2012, al MAXXI di Roma: "Recycle. Strategie per l' architettura, la città e il pianeta". In mostra oltre 80 opere tra disegni, modelli, progetti di architettura, urbanistica e paesaggio sui temi più attuali della ricerca contemporanea, strategie progettuali e creative che intervengono sull'esistente cercando di ridare usi e significati ai materiali di "scarto".  Il continuo cambiamento delle città, spesso regolato da strumenti urbanistici non al passo coi tempi e quindi ad un uso sregolato del territorio e delle sue risorse, ha portato le stesse a svilupparsi in modo del tutto disordinato. Per anni si è pensato solo all'espansione delle città, quasi sempre in maniera abusiva

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mini conf_stampa_mirko_30_aprile_2012Riceviamo e pubblichiamo:

Cui prodest? La locuzione latina, per indicare “a chi giova?”, sembra essere pertinente in un caso sintomatico di come l’amministrazione comunale navighi a vista, o peggio ancora, brancoli nel buio. Il caso, unico nel suo genere, è quello che riguarda i lavori di realizzazione dei viali cimiteriali. Un lavoro singolare, che lascia basiti e far sorgere non pochi interrogativi. Innanzitutto, in un periodo di forti ristrettezze economiche, era, proprio, necessario realizzare un intervento di cui non si comprende la necessità e l’urgenza? Con il paese, ormai, sprofondato nel baratro più cupo, anziché, pensare alla soluzione di problemi indifferibili, l’amministrazione cittadina, ha preferito far pagare ai cittadini i propri capricci. Non sarebbe stato, ad esempio, più produttivo investire quei soldi per ripristinare qualche pozzo comunale o per risanare qualche serbatoio al fine di mandare qualche litro d’acqua, finalmente, salubre nelle case dei cittadini? Oppure, non si poteva, giusto per fare un altro esempio, mantenere la promessa di abbassare, anche, di qualche punto, la Tarsu, che con l’aumento del 43% è diventata un’autentica mannaia per i già magri bilanci familiari? Sarebbe, inoltre, interessante capire la ragione per la quale, per l’esecuzione dei lavori, non sia stato redatto alcun progetto e si sia proceduto con una delibera (la n. 80 del 18 maggio 2012) ad emanare una semplice direttiva per “l’esecuzione di lavori in economia di manutenzione straordinaria dei viali cimiteriali che costituiscono via di accesso alle varie tombe gentilizie”. E’ del tutto evidente che, la realizzazione dei nuovi viali, non può essere equiparata ad una semplice manutenzione e pertanto sarebbe stato necessario redigere apposito progetto. A ciò si aggiunga, che il valore artistico del cimitero serrese mal si concilia con la colata di cemento che, nel più tipico gusto palazzinaro, si è abbattuto sulle cappelle gentilizie ornate con le magnifiche sculture in marmo e granito realizzate dagli scalpellini serresi dei secoli scorsi. Sarebbe, quindi, interessante comprendere le ragioni tecniche alla base della scelta del materiale (cemento) impiegato per l’esecuzione de lavori. A ciò si aggiunga, che visto il pregio artistico del cimitero serrese sarebbe stato necessario far precedere l’intervento, quanto meno, da una comunicazione alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. Al contrario, nessuna procedura è stata eseguita, al punto tale che, durante l’ultimo consiglio comunale, nessuno è stato in grado di quantificare, neppure, la spesa sostenuta. Allo stato, l’unico atto ufficiale risulta essere una determinazione (la n. 164 del 4 settembre 2012) con la quale sono stati liquidati 3614,83 € per l’acquisto di materiali presso una ditta di Cittanova. Un atto dal quale sorgono altri interrogativi. Viene da chiedersi, ad esempio, per quale ragione non si sia proceduto all’acquisto di materiali presso una ditta del luogo? Sarebbe interessante sapere, inoltre, chi siano gli altri fornitori, ma, soprattutto, quanto i cittadini saranno costretti a pagare un intervento più che superfluo, inutile. 

Mirko Tassone (consigliere comunale "Al Lavoro per il cambiamento")

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mini sergio_leoneInaugurata ieri pomeriggio a Palazzo Gagliardi (Vibo Valentia) la mostra “Il Western italiano, Sergio Leone, Clint Eastwood, e gli Spaghetti Western”. Il taglio del nastro è stato effettuato da Claudia Cardinale, madrina dell’evento nonché assoluta protagonista in Italia e nel mondo del genere, Gianluca Curti, presidente della Fondazione “Calabria Film Commission”, Alessandro Russo, direttore della 4° edizione del “Calabria Film Festival". Presenti all’evento inoltre, il sindaco di Vibo Valentia, Nicola D’Agostino, l’assessore al Turismo, Spettacolo e Grandi Eventi del Comune di Vibo Valentia, Pasquale La Gamba, nonché il consigliere regionale Alfonsino Grillo e Giuseppe Agliano, in rappresentanza della Regione Calabria. La mostra è stata ideata e curata da Michele Pingitore ed è stata progettata e sarà realizzata in stretta collaborazione con l’Archivio Storico del Cinema Italiano (Roma), che ha fornito tutti i materiali da esporre. L’allestimento è a cura dell' Architetto Francesco de Rose (La Centrale dell'Arte). Attraverso un percorso espositivo si è tracciato la storia del western italiano in un periodo che abbraccia circa un decennio (1964 – 1974), e sono stati messi in risalto soprattutto i film western di Sergio Leone, non solo quelli da lui diretti ma anche quelli prodotti. Tra fotografie inedite, fotografie di scena, fotobuste, locandine e manifesti, il materiale è complessivamente costituito da 80 esemplari : 40 fotografie in bianco e nero e 40 tra locandine, fotobuste e manifesti originali (tutti a colori). Per illustrare maggiormente l’importanza di questo genere, che pur essendo diretto ad un pubblico popolare poteva contare sull'opera di registi, attori e attrici di notevole prestigio, la mostra ha come protagonisti alcuni degli attori e autori più importanti del cinema italiano e internazionale. Oltre ai materiali riguardanti Sergio Leone, in esposizione ci sono materiali riguardanti i film diretti da Sergio Corbucci, Sergio Sollima, Riccardo Freda, Tinto Brass, Duccio Tessari, Tonino Valerii, Lucio Fulci, Giulio Petroni, Ferdinando Baldi ecc. Per gli attori e le attrici invece la mostra avrà i volti di Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Charles Bronson, Henry Fonda, Eli Wallach, Gian Maria Volontè, Thomas Milian, Klaus Kinski, Orson Welles, Franco Nero, Giuliano Gemma, Bud Spencer, Terence Hill, Lea Massari, Rita Pavone, e naturalmente di Claudia Cardinale.

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