mini cocainaUn triangolo “bianco” che sviluppa i suoi vertici fra Vibo, Reggio e Milano. A scoprire gli altarini di una rete di portata nazionale finalizzata allo spaccio di cocaina nella città meneghina, sono stati - all’alba di questa mattina - gli uomini del Ros dei Carabinieri impiegati nella maxi-operazione “Tamburo”. Le indagini coinvolgono al momento 13 soggetti, tutti pregiudicati, contigui alle cosche dei Mancuso di Limbadi, ai Barbaro-Papalia di Platì e agli Ursino-Macrì di Siderno.

I 13 arresti, eseguiti in seguito all’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Milano, Luigi Varanelli, su richiesta del sostituto procuratore distrettuale antimafia, Piero Basilone, sono stati messi a segno fra le province della stessa Milano, Padova e Catanzaro. Secondo l’inchiesta la nuova rete costituita per lo smercio della cocaina direttamente dalla Calabria alla Lombardia, si era formata di recente in seguito allo smantellamento determinato dall’operazione “Crimine-Infinito”, che aveva fatto luce sulle relazioni fra ‘ndrangheta calabrese e le collegate cosche del milanese. Il 5 luglio 2010 le indagini culminarono nell’arresto, e successiva condanna, di oltre 300 persone colpevoli a vario titolo di omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, ostacolo del libero esercizio del voto, riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite quali corruzione, estorsione ed usura: tutti reati resi possibili in forza dell’associazione per delinquere di stampo mafioso.

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mini carcereSi sono provocati molte ferite alle braccia con delle lamette, per protestare contro le condanne che gli sono state inflitte. Nella gabbia del Tribunale di Milano dunque stamattina è comparso il sangue di Vincenzo Pangallo e Antonio Ausilio, condannati rispettivamente a 16 anni e 8 mesi e a 21 anni e mezzo di carcere dalla Corte d'Appello di Milano, nell'ambito del processo scaturito dall'operazione "Metallica" del luglio 2008 che ha fatto luce su alcune articolazioni della 'ndrangheta lombarda e milanese in particolare. Oggi i due erano in aula per un altro processo a loro carico, per traffico di droga, e hanno compiuto il clamoroso gesto che ha causato la sospensione dell'udienza. Da capire come facessero i due detenuti ad avere a disposizione delle lamette.

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