mini carabieniri_notteColtivavano interessi «in speculazioni immobiliari e in subappalti di grandi opere connesse ad Expo 2015». Queste le motivazioni che hanno spinto la procura distrettuale antimafia di Milano a condurre in manette ben tredici persone, sospettate di appartenere a due sodalizi di ‘ndrangheta operanti in Lombardia. Ad effettuare gli arresti sono stati i carabinieri del Ros di Milano nell’ambito dell’inchiesta denominata “Quadrifoglio”, diretta dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. L’accusa per i fermati è quella di associazione mafiosa detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di provenienza illecita, abuso d’ufficio, favoreggiamento, minacce e danneggiamento mediante incendio.

Secondo le prime ricostruzioni operate dagli inquirenti, l’organizzazione aveva allungato i propri tentacoli, in primis, su opere infrastrutturali come la Tangenziale Est Esterna di Milano, una delle realizzazioni più importanti ricadenti nell’ambito delle opere realizzate in previsione dell’Expo 2015. Il sodalizio si sarebbe impossessato dei subappalti afferenti all’opera, per un importo dei lavori di circa 450mila euro. In particolare sarebbero stati i referenti del clan Galati ad infiltrarsi nell’aggiudicazione in subappalto dell’opera pubblica. Testa d’ariete – capace di gestire due società di costruzioni nonostante si trovasse in carcere da diverso tempo in seguito ad una condanna per traffico di droga – l’esponente di primo piano dell’omonima cosca, Giuseppe Galati, 62 anni, originario di Mileto, nipote del boss Antonio. Il gruppo facente capo alla famiglia dei Galati – secondo i carteggi dell’indagine – sarebbe radicato nel comune di Cabiate (Como), ma ben saldi risultano essere i rapporti tra gli stessi Galati ed i Mancuso di Vibo Valentia, tanto che i primi sarebbero considerati espressione proprio dei Mancuso in Lombardia. Gli arresti di questa mattina sono stati infatti eseguiti in quattro diverse province: Milano, Como, Monza-Brianza e Vibo Valentia.

Al centro dell'indagine, dunque, i due sodalizi della 'ndrangheta radicati principalmente nel comasco «con diffuse infiltrazioni nel tessuto economico lombardo», accertate in speculazioni immobiliari e in subappalti di grandi opere connesse all’Expo. Al loro fianco la locale di ‘ndrangheta di Mariano Comense (Como), guidata da Salvatore Muscatello, 80 anni, originario di Amato (Catanzaro), anche lui alla guida di una clan nonostante si trovasse ai domiciliari per la condanna riportata di recente nel processo “Infinito”. Tra i tredici destinatari dell’ordinanza firmata dal gip di Milano, Alfonsa Ferraro, figura anche un ex consigliere comunale di Rho (Milano), Luigi Calogero Addisi, 55 anni, originario di San Calogero, eletto con il Pd alle amministrative del 2011 e imparentato con la famiglia Mancuso. Addisi si era comunque già dimesso dalla carica nelle settimane scorse, appena era arrivato a conoscenza della sua iscrizione nel registro degli indagati di un’ulteriore inchiesta atta a fare luce sulla presenza della 'ndrangheta a Lecco e nella zona del lago di Como. Tra gli altri arrestati figura anche Luigi Vellone, 54 anni, originario di Serra San Bruno, residente a Gessate (Milano), imprenditore, che sarebbe coinvolto in un investimento immobiliare in società occulta attuato proprio con Luigi Calogero Addissi, Antonio Galati e Franco Monzini. Quest’ultimo, 65 anni, imprenditore edile, è originario di San Benedetto Po (Mantova), residente a Milano.

Assieme a loro in manette anche Fortunato Bartone, 41 anni, originario di Mileto, residente a Giussano (Monza-Brianza); Antonio Denami, 25 anni, originario di Vibo Valentia, e già agli arresti domiciliari per estorsione; Fortunato Galati, 36 anni, originario di Vibo Valentia, già detenuto per omicidio; Giuseppe Galati, 43 anni, originario di Castellana Sicula (Palerno), già detenuto per traffico di stupefacenti; Giuseppe Galati, 35enne figlio del presunto boss Antonio Galati, originario di Vibo Valentia, residente a Cabiate (Como), imprenditore nel settore dei compro-oro; Alberto Pititto, 39 anni, originario di Vibo Valentia, commerciante di automobili a Mariano Comense e Cantù, ritenuto un referente della famiglia Muscatello; Matteo Rombolà, 27 anni, originario di Seregno (Monza-Brianza), titolare di un panificio a Mariano Comense, cognato del detenuto Fortunato Galati; Saverio Sorrentino, 53 anni, originario di Francica, e ritenuto "braccio destro" di Antonio Galati. Sempre in Calabria è stato eseguito anche un secondo provvedimento, notificato ad un altro vibonese, attualmente detenuto nel carcere di Reggio Calabria per esigenze processuali e già arrestato nell’ambito dell’operazione "Infinito" coordinata dalla Dda di Milano.

 

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criacoDal nord Europa alla Milano metropolitana, fino al meraviglioso e selvaggio paesaggio della Calabria, quando passando per la Limina e i territori aspromontani sembra di entrare in un’altra dimensione, in uno scenario classico, intriso di misticismo e magia. “Anime Nere” di Francesco Munzi, tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, è quasi interamente girato in Calabria, all’interno della naturale scenografia protourbana di Africo (Rc).

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mini expoL'Expo 2015 avrà luogo a Milano tra il 1º maggio e il 31 ottobre 2015. Il tema proposto dall’evento è ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’. Un tema, quindi, che vuole includere tutto ciò che riguarda l'alimentazione: dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo a quello dell'educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM. Può questo importante evento portare sviluppo anche ai paesi del Comprensorio delle Serre? Quali comuni parteciperanno? In studio il sindaco di Gerocarne, Vitaliano Papillo, Il sindaco di Vazzano, Domenico Villì, il sindaco di Fabrizia, Antonio Minniti, il sindaco di Brognaturo, Giuseppe Iennarella e il sindaco di Serra San Bruno, Bruno Rosi.

 

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mini cocainaUn triangolo “bianco” che sviluppa i suoi vertici fra Vibo, Reggio e Milano. A scoprire gli altarini di una rete di portata nazionale finalizzata allo spaccio di cocaina nella città meneghina, sono stati - all’alba di questa mattina - gli uomini del Ros dei Carabinieri impiegati nella maxi-operazione “Tamburo”. Le indagini coinvolgono al momento 13 soggetti, tutti pregiudicati, contigui alle cosche dei Mancuso di Limbadi, ai Barbaro-Papalia di Platì e agli Ursino-Macrì di Siderno.

I 13 arresti, eseguiti in seguito all’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Milano, Luigi Varanelli, su richiesta del sostituto procuratore distrettuale antimafia, Piero Basilone, sono stati messi a segno fra le province della stessa Milano, Padova e Catanzaro. Secondo l’inchiesta la nuova rete costituita per lo smercio della cocaina direttamente dalla Calabria alla Lombardia, si era formata di recente in seguito allo smantellamento determinato dall’operazione “Crimine-Infinito”, che aveva fatto luce sulle relazioni fra ‘ndrangheta calabrese e le collegate cosche del milanese. Il 5 luglio 2010 le indagini culminarono nell’arresto, e successiva condanna, di oltre 300 persone colpevoli a vario titolo di omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, ostacolo del libero esercizio del voto, riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite quali corruzione, estorsione ed usura: tutti reati resi possibili in forza dell’associazione per delinquere di stampo mafioso.

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Venerdì, 03 Gennaio 2014 15:04

Cinema a Sud. L'anima e la natura

mini naturaNonostante Michelangelo Frammartino sia cresciuto a Milano, il suo legame con il Sud sembra diventare sempre più forte. Pare essere un'attrazione istintiva, la sua, un richiamo che forse ha poco a che vedere con le sue origini. Certo, Caulonia è il paese dei suoi genitori, il luogo dove il regista ha trascorso le sue estati da ragazzo e anche “Le quattro volte”, film pluripremiato, è stato girato in Calabria. Ma non sono, non possono essere state solo le sue radici a fargli volgere di nuovo lo sguardo verso questa parte di mondo.
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mini lea_garofaloErgastolo confermato per Carlo e Vito Cosco, assolto Giuseppe, il terzo fratello condannato in primo grado al carcere a vita. Fine pena mai anche per Rosario Curcio e Massimo Sabatino. Pena ridotta, invece, a 25 anni per il 35enne collaboratore di giustizia Carmine Venturino. Dopo sei ore di Camera di consiglio, la seconda sezione giudicante della corte d’assise d’appello di Milano ha pronunciato il verdetto nell'ambito del processo sull'omicidio di Lea Garofalo. Condanne leggermente ridimensionate rispetto al primo grado, con qualche nuovo elemento. Anche se resiste, anzi si rafforza, la parte più corposa e scottante dell’impianto accusatorio, quella che riguarda il ruolo dell’ex convivente della vittima, il 43enne Carlo Cosco

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Giovedì, 23 Maggio 2013 13:48

Operazione Libra, i nomi degli arrestati

mini carabinieriSono perlopiù imprenditori le venti persone arrestate stamate nell'ambito dell'operazione Libra, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, coadiuvati dagli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, supportati dai Reparti locali e dal Gruppo Operativo Calabria Carabinieri, nonché dai Finanzieri della Compagnia di Vibo Valentia e dei Nuclei PT di Roma, Milano, Brescia, Padova, Verona e Bologna. Contestualmente i militari hanno eseguito un sequestro preventivo emesso dalla Dda di Catanzaro nei confronti di 19 aziende e 25 persone fisiche, con il conseguente sequestro di 45 immobili (terreni, fabbricati, appartamenti e pertinenze) e conti corrente riconducibili ai destinatari del provvedimento per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.

Questi i nomi degli arrestati:

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mini Giuseppe-Scopelliti-ospite-a-Porta-a-PortaNon c’è niente da fare. Nonostante il periodo di magra vissuto da tanti calabresi, gli sfizi la casta della politica regionale vuole proprio continuare a toglierseli tutti. Dopo lo scandalo emerso in seguito alla pubblicazione dei capitoli del bilancio regionale riportanti varie spese “generose”, continua lo spreco di fondi pubblici introitati dall’ente direttamente dalle tasche dei cittadini. Nel settembre scorso a riempire le colonne dei giornali furono le spese di rappresentanza del Consiglio regionale, riconosciute per un importo superiore ai 700mila euro

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mini Franco-MorelliL'ex magistrato, Vincenzo Giuseppe Giglio, è stato condannato a 4 anni e 7 mesi di carcere nel processo sulla cosiddetta 'zona grigia' della 'ndrangheta. Giglio, ex Presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, venne arrestato e poi sospeso dal Csm, nel novembre 2011, con le accuse di corruzione, rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento aggravato per avere agevolato l'attività del clan Valle-Lampada, operante in particolare in Lombardia. Nella stessa inchiesta è stato condannato a 8 anni e 4 mesi l’ex Consigliere regionale del Pdl Franco Morelli per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio.

Inoltre i giudici dell’ottava sezione penale di Milano hanno disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per lo stesso Morelli, mentre Giglio è stato interdetto per 5 anni.Il tribunale, quindi, accogliendo l'impianto accusatorio del procuratore aggiunto Ilda Boccassini ha emesso altre sette condanne: 16 anni per il boss Giulio Lampada; 9 anni e 6 mesi per Leonardo Valle; 8 anni per Vincenzo Giglio (cugino del giudice); 4 anni e 6 mesi per Francesco Lampada; 7 anni per Raffaele Firminio; 3 anni e 3 mesi per Maria Valle; 5 anni e 3 mesi per l'ex militare della guardia di finanza Luigi Mongelli, mentre altri 3 finanzieri sono stati assolti con revoca delle misure cautelari.

Secondo l'accusa, il magistrato Giglio si sarebbe rivolto al consigliere Morelli per ‘indirizzare’ la nomina della moglie, Alessandra Sarlo, a commissario della Asl di Vibo Valentia ed, in cambio, Morelli avrebbe chiesto e ottenuto notizie riservate su indagini in corso. Entrambi risultavano in rapporto con Giulio Lampada, leader della gestione di slot machine e videopoker in molti locali pubblici di Milano. Nel corso del processo era  stato ascoltato anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, che secondo alcune intercettazioni avrebbe incontrato Giulio Lampada a Roma proprio nei giorni della campagna elettorale.

 

 

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mini scopelliti_berlusconiSono tempi duri per il governatore calabrese Giuseppe Scopelliti, sempre più inquilino bistrattato del Pdl nazionale. Dopo la muta rassegnazione alla candidatura di Domenico Scilipoti – calata direttamente da Roma – al sesto posto nel listino calabrese per il Senato, arrivano ancora da Silvio Berlusconi parole e numeri, che non assomigliano neanche lontanamente ad un attestato di stima nei confronti del plenipotenziario presidente/commissario ad acta della sanità regionale, Giuseppe Scopelliti. Un attacco, questa volta ancora più diretto, che rimarca l’inconsistenza politica del governatore calabrese nell’ambito del partito nazionale. 

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