mini mezzi_incendiatiNella notte cinque mezzi di un'azienda impegnata nella costruzione di un tratto della Trasversale delle Serre sono andati completamente distrutti in un incendio di origine dolosa. Nello specifico, si tratta di una gru, una trivellatrice e tre escavatori che si trovavano proprio all'interno del cantiere allestito in località Monte Cucco, tra i comuni di Simbario e Vallelonga.

Sul posto, sono intervenuti i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, diretti dal capitano Stefano Esposito Vangone. Secondo una prima ricostruzione i danni ammonterebbero ad oltre un milione di euro. Considerate le dinamiche è probabile che il tutto sia da ricondurre al racket delle estorsioni, di certo un male non nuovo per un'infrastruttura che aspetta di vedere la luce da ormai oltre cinquanta anni. 

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(foto di Salvatore Federico)

 

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mini guardia_di_finanzaLa Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha sequestrato beni per un milione di euro ad un'azienda operante nel settore del trasporto merci su strada. In particolar modo, le Fiamme Gialle avrebbero fatto luce su un presunto caso di bancarotta fraudolenta. Nel corso delle attività investigative, infatti, è emerso che cinque imprenditori, attraverso la creazione di una società alter-ego della fallita, avrebbero distratto dal patrimonio aziendale beni societari e risorse finanziarie per centinaia di migliaia di euro, nonché avevano distrutto e occultato parte della documentazione contabile necessaria alla ricostruzione del volume d’affari. Le persone coinvolte nell'operazione, in sostanza, hanno costituito un'altra azienda che consentiva loro di operare sempre nel medesimo settore ma con un'altra ragione sociale. Il Tribunale di Vibo, quindi, ha provveduto al sequestro dell'azienda, il cui valore supera il milione di euro. 
 
 
 
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furto energiaLa Compagnia della guardia di finanza di Vibo Valentia, a conclusione dell'operazione “Tesla” - mirata a ad indagare sulla concorrenza sleale tra aziende e sui proventi illeciti derivanti da evasione fiscale - ha reso noto che le stesse attività hanno condotto alla denuncia di due persone e all’individuazione di oltre un milione di euro di redditi derivanti dal furto di energia elettrica.

Le attività condotte dai finanziari sono state sviluppate sulla base di alcuni controlli effettuati dai carabinieri - coadiuvati dal personale Enel di Vibo Valentia - tra il 2013 ed il 2014, nell’ambito di una campagna mirata a verificare il corretto funzionamento dei contatori per l’energia elettrica. Dai controlli era emerso che alcune attività commerciali e numerose persone fisiche perpetravano furti di corrente negli immobili adibiti a sede delle stesse imprese o ad abitazioni private. Il reato, nella totalità dei casi, sarebbe stato commesso tramite la manomissione del contatore afferente all’impianto elettrico.

In definitiva, sono stati eseguiti ben 15 interventi fiscali nei confronti di altrettante imprese. Addirittura tre di queste sarebbero risultate totalmente sconosciute al fisco.

 

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mini foto_consiglio_regionale_7La bufera che ha investito Palazzo Campanella e che ha attivato i controlli degli uomini della Guardia di Finanza sui rimborsi folli alla Regione Calabria, non vuole arrestarsi. Grazie alla notizia lanciata mercoledì scorso dal QuotidianodellaCalabria era emerso che 10 Consiglieri regionali (8 appartenenti al centro-destra e 2 al centro-sinistra), di cui ancora i nomi rimangono occulti, dal 2010 al 2012, avrebbero utilizzato i soldi derivanti da fondi pubblici per chiedere ed ottenere il rimborso per ingenti spese “poco giustificabili” di numerosi Gratta & Vinci, detersivi e detergenti per la casa, per il pagamento della tassa della spazzatura della propria abitazione privata, viaggi all’estero, cene faraoniche, sanitari per il bagno, tablet e per altri dispositivi tecnologici.

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Giovedì, 18 Ottobre 2012 10:59

Vibo, truffa all'Inps da mezzo milione di euro

mini gdfVIBO VALENTIA - Un meccanismo attraverso cui diverse persone truffavano l'Inps avendo riportato la cittadinanza in Italia dall'estero. Lo hanno scoperto i finanzieri della tenenza di Tropea, che hanno denunciato a piede libero quarantuno persone per il reato di truffa aggravata continuata a danno dello Stato in frode del bilancio nazionale. L'indagine riguarda l'erogazione del beneficio destinato a ultrasessantacinquenni, residenti e dimoranti effettivamente in Italia, che non dispongano di un altro sostegno economico e conducono un tenore di vita ai limiti della povertà. Gli elementi acquisiti dalla Guardia di Finanza avrebbero permesso di verificare come la totalità dei cittadini denunciati risulta aver riportato la residenza in Italia dall’estero, in particolare dall’Argentina, dagli Usa e dall’Uruguay

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mini asp-viboL'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia dovrà risarcire i genitori di una ragazza di 16 anni che al momento del parto, a causa di presunte negligenze mediche e responsabilita' organizzative, aveva subito gravi danni al cervello rimanendo cerebrolesa. La somma che l'Asp dovrà pagare è di 1 milione 250mila euro. La sentenza di condanna a carico dell'Azienda sanitaria e' stata emessa dal Tribunale di Vibo Valentia in composizione monocratica (giudice Salvatore Bloise). I genitori hanno rinunciato all'azione penale decidendo di citare l'Azienda sanitaria in sede civile per il risarcimento dei danni. La causa che ne e' derivata si e' chiusa adesso, a distanza di 16 anni dai fatti, con la sentenza emessa dal giudice Bloise. Ai genitori della ragazza l'assicurazione dell'ospedale aveva gia' liquidato 530 mila euro.

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mini barranca_vittorioBeni per un valore di 1 milione di euro sono stati confiscati dal personale del Commissariato di P.S. di Siderno a Vittorio Barranca (foto), 54 anni, attualmente detenuto, ritenuto un elemento di spicco della 'ndrangheta di Caulonia. A Barranca e' stato notificato un provvedimento di sorveglianza speciale per tre anni. Tra i beni confiscati dalla Polizia vi sono un villino a Siderno, intestato alla moglie di Barranca; la societa' "Allen Caffe'' di cui e' socio accomandatario la donna; la società "Mimosa Fiori" di cui e' socio il figlio di Barranca, Nicola; la società "Oliver gest", con sede ad Anghiari (Arezzo), di cui e' socio lo stesso Nicola Barranca, che gestisce un albergo con centro congressi, bar, ristorante e pizzeria nella localita' toscana; la societa' 'Alen Cafe' della figlia di Barranca, Alessandra.

Vittorio Barranca era stato sottoposto a fermo, poi trasformato in un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, il 10 luglio 2010 dalla Dda di Reggio Calabria nell'ambito della maxioperazione denominata "Crimine", condotta tra Calabria e Lombardia con l'arresto di oltre 300 persone. A distanza di alcuni mesi dall'esecuzione del fermo, il 20 ottobre 2010, il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, ha presentato proposta di sequestro beni a carico di alcune delle persone coinvolte nell'operazione Crimine, tra le quali lo stesso Barranca. Il Tribunale-Sezione misure di prevenzione di Reggio Calabria, il 10 novembre 2010 ha emesso un decreto di sequestro beni valutati, complessivamente, oltre 200 milioni di euro. Con il provvedimento eseguito oggi, il Tribunale, accogliendo le richieste del Questore, ha riconosciuto sia la pericolosità sociale di Barranca, sia la sproporzione tra redditi dichiarati e beni effettivamente in suo possesso.

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