Venerdì, 18 Aprile 2014 14:59

Serra, dissequestrata l'isola ecologica

mini discarica_sequestrata_dueIl Tribunale del Riesame di Vibo Valentia ha accolto l'istanza presentata dal primo cittadino di Serra, Bruno Rosi, revocando dunque il decreto di sequestro e convalida dell'isola ecologica, sita in località “Leonà” sulla statale 110 in direzione Mongiana.

A seguito di questo provvedimento, dunque, il centro di conferimento dei rifiuti torna nella piena disponibilità del Comune. Il sequestro era stato causato dalla cattiva gestione della struttura, inizialmente nata – su un'area prima destinata ad un parco giochi – come isola ecologica ma ben presto trasformata in un'autentica discarica a cielo aperto.

A causa, inoltre, del sequestro dell'area, per giorni il popoloso centro montano ha dovuto fare i conti con strade colme di spazzatura di ogni genere. I cittadini, a questo punto, sperano che si sia fatto un ulteriore passo in avanti verso la risoluzione del problema, ma certamente permangono dubbi e perplessità sulle modalità di gestione e sulla sicurezza del sito.

 

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mini cricriI familiari ne avevano denunciato la scomparsa lo scorso lunedì 21 ottobre. Nel pomeriggio di ieri il suo corpo è stato ritrovato carbonizzato nelle campagne di Acquaro. Si tratta di Giuseppe Cricri, residente a Dinami, dove nell’ultima tornata elettorale era anche stato candidato a sindaco, riuscendo però ad intercettare solo 6 consensi complessivo. I parenti avevano quindi effettuato regolare denuncia fin dalle prime ore della sua scomparsa, tanto che prontamente gli uomini dell’Arma dei Carabinieri e della Protezione Civile si erano mossi per ricercarlo in particolar modo nei boschi che circondano il piccolo centro montano delle Serre. Nel primo pomeriggio di ieri le ricerche si sono concluse quindi con l’amara scoperta dell’auto data alla fiamme ed ormai carbonizzata con dentro il cadavere. Gli inquirenti stanno setacciando diverse piste prendendo in considerazioni tutte le possibili ipotesi riguardo al tragico fatto, compresa quella di un potenziale omicidio.

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Martedì, 25 Giugno 2013 10:05

Serra, storia di un' ambulanza a metà

mini ospedale_serraSERRA SAN BRUNO - Che sia necessario potenziare il presidio ospedaliero della cittadina bruniana con un ulteriore mezzo di soccorso per l'emergenza urgenza tale da affiancare quello in servizio è di fondamentale importanza. Ma quella che è stata presentata come la seconda ambulanza in dotazione presso l'ospedale serrese si è rivelata una bufala. Si tratta in realtà di un mezzo della Croce Rossa, mandato dall'Asp di Vibo Valentia, il cui compito è unicamente quello di garantire il trasferimento agli ammalati presso altre strutture ospedaliere e di operare in codice verde. Nessuna possibilità quindi di operare in caso di urgenza quando l'unica ambulanza in dotazione al nosocomio montano è impegnata in altro intervento, anche perché il mezzo della CRI è sprovvisto di equipaggio sanitario.
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mini foto_16SERRA SAN BRUNO – Alla riunione dei 13 sindaci componenti la Comunità Montana delle Serre, indetta dal presidente Bruno Tassone, hanno partecipato soltanto 3 primi cittadini. Il sindaco di Serra San Bruno Bruno Rosi, il sindaco di Spadola Giuseppe Barbara e quello di Capistrano Marcello Roberto Caputo. Oggetto dell’incontro era la situazione economica dell’ente montano e il credito che vanterebbe nei confronti di alcuni poco virtuosi e che si aggirerebbe a 370 mila euro circa. Avrebbe anche dovuto discutersi del costo della messa in funzione del mezzo polifunzionale, 48 mila euro, che servirebbe come spazzaneve, spargisale e come mezzo per il taglio della vegetazione ai margini delle strade, ma di tutto questo non si è parlato e la discussione ha preso ad oggetto il tema dell’ospedale. In  occasione di tale punto è intervenuto il presidente del comitato civico Pro-Serre che per sabato 24 marzo ha indetto uno sciopero generale di concerto con sindacati e partiti politici. «L’emigrazione sanitaria di pazienti è raddoppiata – ha detto Salvatore Albanese – col piano di rientro si vorrebbero togliere gli sprechi ma in realtà si spende il doppio, la verità è che si sta andando nella direzione sbagliata». Lo stesso Albanese ha sottolineato quali sono gli intenti dello sciopero generale «vogliamo gridare sdegno – ha commentato – e chiedere la modifica di due decreti, del decreto 18/2010 e del decreto 106/2011, nel contempo chiederemo di far giungere al più presto un’altra ambulanza con a bordo il personale completo». Il comitato Pro-Serre per voce del suo presidente ha quindi ringraziato la Comunità Montana per l’aiuto nell’organizzazione dello sciopero. Il presidente dell’ente montano Bruno Tassone dal canto suo si è augurato che ciascun comune montano faccia un consiglio comunale straordinario per discutere su questo problema. Il sindaco di Serra Bruno Rosi ha sottolineato come sul tema dell’ospedale e delle richieste alla Regione «bisogna stare con i piedi per terra e capire cosa e come possiamo ottenere, non si tratta di andare contro nessuno. Non esiste la volontà di chiudere l’ospedale – ha detto Rosi – ma bisogna essere realisti, come amministrazione comunale lotteremo fino alla fine per il presidio ospedaliero serrese. Chiederemo – ha fatto sapere - un pronto soccorso adeguato, stiamo lavorando all’adeguamento della pista dell’elisoccorso affinché sia operativa di giorno e di notte mettendo fondi del bilancio comunale perché sia attiva da subito». Rosi ha anche avvisato la sala che si farà promotore di una riunione con i sindaci del distretto sanitario «per stilare delle proposte concrete da portare avanti ed avanzare delle richieste».

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mini danni Certosa 2SERRA SAN BRUNO – Il prefetto di Vibo Valentia, Michele Di Bari, nella giornata di ieri, si è recato in visita privata presso la Certosa di Serra San Bruno, per accertarsi personalmente dei danni subiti a causa del maltempo che ha imperversato nei giorni scorsi proprio nel comprensorio delle serre. La visita del prefetto è da considerarsi come l’attestazione della vicinanza che il rappresentante territoriale del Governo nutre nei confronti della comunità certosina. Ad accogliere l’autorità governativa, oltre al sindaco della cittadina bruniana, Bruno Rosi, il procuratore della Certosa fra Giovanni e l’amministratore Antonio Zaffino che hanno spiegato l’entità del danno riguardante il crollo di una parte del tetto della Cappella dei Frati, un’antica chiesetta che insieme a quella Conventuale, vede i monaci di clausura raccogliersi in preghiera e contemplare l’Assoluto nella maestosità del silenzio. La ditta che, con l’aiuto dei volontari della protezione civile coordinati da Antonio Carnovale e Cosimo Malvaso, ha messo in sicurezza il tetto della cappella per mezzo di lamierati in metallo, ha quantificato il danno che ammonterebbe a circa 160 mila euro. I danni subiti dalla comunità certosina, sono, in ordine di tempo, gli ultimi di quelli che il maltempo ha provocato all’intera comunità del comprensorio montano vibonese che nel giro di poche ore ha visto tramutare la propria vita tranquilla in uno scenario da odissea. Intanto, a causa dei danni provocati delle copiose nevicate che hanno interessato la cittadina bruniana nel mese di febbraio, l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Bruno Rosi, ha deciso (con la delibera n.18) di richiedere lo stato di calamità naturale. Il maltempo si era già fatto sentire la scorsa settimana quando una coltre di neve alta 80 cm ha sommerso la cittadina della Certosa, stessa neve che nei centri montani di Fabrizia, Mongiana e soprattutto Nardodipace ha superato abbondantemente il metro di altezza, seminando timori e danni lungo tutto il comprensorio delle serre. I militari della Compagnia di Serra, nella tarda serata del 6 febbraio hanno salvato la vita ad un’anziana signora di 66 anni, V.M.D., residente ad Arena in contrada Berrina che non riusciva ad essere raggiunta dal personale della guardia medica di Arena che ha quindi ha richiesto l’intervento di personale del locale Comando dei carabinieri per raggiungere l’abitazione della donna, rimasta isolata, verosimilmente affetta da un principio di “ictus” e da insufficienza cardio-respiratoria. Un 65enne residente nel centro storico serrese, F.B., tutt’ora rischia di perdere una gamba a causa di un trombo dovuto all'ipotermia causata dal freddo polare di questi giorni che lo ha duramente provato. Sempre nel comprensorio montano un capannone appartenente da un’azienda agricola è crollato a causa delle abbondanti nevicate, uccidendo alcuni maiali che si trovavano al suo interno, stessa sorte anche per alcune pecore appartenenti ad un’altra azienda della zona. Oggi sta ancora nevicando sul territorio delle Serre, ma stando alle previsioni il clima dovrebbe migliorare tra domani e venerdì.

 

 

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mini ambulanzaSERRA SAN BRUNO – Morire per mancanza di tempestività degli interventi. E’ questo il rischio che corrono i cittadini del comprensorio montano a causa della sempre più spesso mancanza, perché impegnata in trasferimenti di degenti, dell’unica ambulanza in servizio che garantisce l’emergenza urgenza del 118 presso il nosocomio serrese. E’ una storia che ormai si ripete quasi tutti i giorni  e puntualmente anche questa sera si è ripresentata. Una commerciante di Serra San Bruno A. M. si è improvvisamente accasciata a terra nel proprio negozio di Spadola a causa di un malore che gli ha causato una momentanea perdita di coscienza. Un cliente provvede immediatamente a chiamare il 118 per far giungere sul posto i soccorritori ma l’unica ambulanza in dotazione all’ospedale di Serra non c’è perché impegnata, col suo equipaggio, nel trasferimento di un paziente presso l’ospedale di Vibo Valentia. I trasferimenti di pazienti nel corso del pomeriggio sono stati ben due e hanno reso indisponibile per diverse ore l’unica ambulanza che dovrebbe garantire l’emergenza nel territorio montano, che conta un bacino di utenza di diverse migliaia di persone, e che senza soccorso vengono lasciati a se stessi. Le uniche due ambulanze disponibili a soccorrere la giovane donna sono due, una a Soriano e l’altra a Vibo Valentia che partono immediatamente. Ma occorrono 40 minuti nel primo caso e un’ora nel secondo, cosi i familiari fortemente preoccupati e correndo molti rischi, una volta che la giovane donna si è ripresa dal malore, sono costretti a portarla presso il pronto soccorso del nosocomio di Serra a bordo della propria autovettura. Ecco quindi che ancora una volta si ripresenta in tutta la sua drammaticità il problema della presenza di un’unica ambulanza che, nonostante gli sforzi degli operatori del 118, non è assolutamente sufficiente a garantire l’emergenza urgenza di un territorio montano dove, la tempestività dell’intervento rappresenta il confine tra la vita e la morte di una persona. Sembra che la politica ci abbia abbandonato e che ci prenda in considerazione soltanto durante le elezioni, quando attraverso il voto, siamo chiamati in causa per garantirle i noti privilegi. 

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