mini amakorAmakorà, che in greco antico vuol dire amore per la propria terra. E questi ragazzi lo dimostrano nelle parole e nei fatti. Nasce in seno all’associazione Subsicinum (l’antica Vazzano) questo nuovo gruppo musicale che esprime i suoi sentimenti utilizzando strumenti della tradizione musicale calabrese e cantando i propri componimenti in dialetto calabrese. Una rivisitazione della musica popolare calabrese vista in chiave etno-pop che, partendo dalla loro “maestra”, Nuzza Fabrizio, che assieme al fiero sindaco della cittadina delle pre-serre calabresi Domenico Villì, ha tenuto a battesimo questa nuova compagine musicale, interpretando in modo sincero e passionale quei canti “ad aria”, quelle tarantelle, quei suoni che hanno imparato andando a lezione dagli anziani del loro paese, unici detentori del patrimonio musicale e sonoro calabrese.

Dunque Vazzano, avrà adesso tra le tante cose belle che possono essere annoverate al patrimonio di questa ridente cittadina (ricordiamo che è il paese natale di Sharo Gambino), anche il suo gruppo musicale, che saprà certo portare ulteriore lustro al panorama musicale calabrese.

Proprio ieri sera, in Piazza Fuscà il loro primo concerto di presentazione del loro primo lavoro “Sognu” e tra chitarra battente, pipita e “ciaramedha”, lira calabrese, tamburelli, organetti, ma anche batterie e bassi elettrici in una sorta di abbraccio musicale, hanno entusiasmato il loro paese natio, fiero di aver dato i natali a questi giovani che non hanno dimenticato le loro radici e le mantengono ben strette, non vergognandosi del loro “accento” calabrese, anzi facendosene vanto e motivo d’orgoglio.

La loro prossima apparizione pubblica sarà all’apertura del “Spadola loves folk”, manifestazione gemellata col Taranta Power di Caulonia e che sarà ospite, nelle serate successive dei Taranproject e di Mimmo Epifani, balaustre della musica etno-folk calabrese.

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mini leoneQuesta volta, per trovare un altro dei Maestri della tradizione artigiana serrese, ci siamo dovuti recare in quel di Gerocarne dove Mastro Ciro Amato è approdato oltre quarant’anni fa quando si è sposato. A distanza di quasi mezzo secolo, però, ancora parla il serrese senza nessuna variazione di accento, e spesso arriva fino a Croceferrata anche solo per poter guardare la montagne dalla forma a “segone”, dai cui il nome della nostra amata cittadina. Ciro nasce a Serra il 18 marzo del 1933, e domani compirà ottant’anni. Ne ha viste Mastro Ciro, di tutti i colori: ha visto la Serra del dopoguerra, la rinascita e la speranza di un paese appena uscito dal conflitto mondiale e da una fame ancora pungente nei ventri serresi, vede negli anni dello sviluppo edilizio, e della nascita di servizi come scuole e ospedale

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mini ist._pietro_mascagniRiceviamo e pubblichiamo:

A  partire dal mese di settembre in seno all’Associazione Culturale “Delecta Iter” di Serra San Bruno, è stata istituita la Scuola di Musica: “ISTITUTO MUSICALE PIETRO MASCAGNI”. 
Ci rivolgiamo ad un bacino di utenza che comprende tutti i comuni del Comprensorio delle Serre Calabre. Disponiamo già del Patrocinio Artistico e Didattico del Conservatorio di Musica “ F. Torrefranca” di Vibo Valentia con il quale si stà stipulando una convenzione che farà del Mascagni una vera e propria sede staccata del Torrefranca e della Collaborazione attiva del suo Direttore il M° Antonella Barbarossa che ci onora della sua presenza rivestendo il ruolo di Presidente Onorario della nostra scuola e di vari insegnati, tutti giovani musicisti diplomati presso il Conservatorio di Vibo.
A partire dalla seconda metà di novembre andremo in giro per le scuole elementari e medie del comprensorio con delle lezioni concerto coinvolgendo gli Assessorati alla Cultura dei Comuni interessati ed i mezzi d’informazione: testate giornalistiche nazionali, regionali e locali ed emittenti radiofoniche e televisive locali. Inoltre sono state attivate Master Class di alto perfezionamento di rilievo Internazionale che saranno tenute da alcuni docenti del conservatorio e da illustri nomi internazionali la prima è quella di flauto che si terrà 8 e 9 dicembre con il Maestro Fabio Pepe (titolare della cattedra di flauto presso il Conservatorio Torrefranca) con due concerti nelle stesse date presso la chiesa Addolorata e la chiesa Assunta di terra vecchia, e verrà istituita in esclusiva nazionale la classe di perfezionamento di strumenti in ottone “Viborliner Ottoni” che vedrà coinvolta in prima persona i componenti del famosissimo gruppo.
L’istituto Musicale “Pietro Mascagni” nasce il 30 agosto 2012, dalla volontà di offrire un ampio servizio nella Didattica musicale nella zona delle Serre Vibonesi.
L’istituto ha sede a Serra San Bruno (VV) in via fratelli Bandiera n° 9 in uno Stabile di proprietà dell’Associazione Culturale “Delecta Iter” che è il contenitore di diversi progetti Artistici, Culturalie Musicali come ad esempio VIBORLINER OTTONI ( vedi www.viborlinerottoni.it).

Vi sono tre indirizzi didattici:

- CLASSICO, che comprende lo studio di strumenti a corda (pianoforte, chitarra classica ecc.), canto lirico e canto corale, strumenti a fiato (clarinetto, flauto, tromba ecc.), strumenti ad arco ( violino, viola, violoncello ecc.), strumenti ad aria (fisarmonica e organo), strumenti a percussione (timpani, xilofono, vibrafono ecc.);
-LEGGERO, che comprende lo studio di strumenti quali la chitarra elettrica ed acustica, la tastiera ed il sintetizzatore, la batteria, il basso elettrico, e fiore all’occhiello la classe di CANTO LEGGERO ed in collaborazione con RS 98 il corso per DJ e Speaker;
-POPOLARE, che comprende strumenti propri della tradizione calabrese quali la lira calabrese, l’organetto, la zampogna, la pipita ed il tamburello.
Ogni indirizzo prevede lo studio obbligatorio della Teoria e del Solfeggio non che della storia della musica e dell’armonia, ogni corso viene organizzato in due incontri settimanali ed è prevista la formazione di gruppi di musica d’insieme e di canto corale.
I docenti sono giovani musicisti Calabresi scelti accuratamente per le loro notevoli abilità esecutive e didattiche, tutti provenienti dal conservatorio di Musica di Vibo Valentia, il Direttore della Scuola è il Maestro Luca Amato, il Presidente Onorario è il Direttore del Conservatorio di Vibo il M° Antonella Barbarossa.
ulteriori info al sito www.istitutomnascagniserrasanbruno.it

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mini TEMPO-NUOVO-1-bisRiceviamo e pubblichiamo:

L’Associazione culturale “Tempo nuovo” scende in piazza per offrire ai suoi affezionati spettatori, alla cittadinanza e a quanti vorranno essere presenti, una serata da trascorrere con musica e teatro. Durante la manifestazione ampio spazio sarà dedicato all’attività di punta dell’Associazione “Tempo Nuovo” rappresentata dai laboratori teatrali. Gli allievi, sia più adulti che bambini, nel corso dell’appuntamento che si terrà domenica 26 alle ore 21.30 presso la Piazzetta Bellavista, interverranno dal vivo e in formato video. La serata sarà inoltre allietata dai Dimbossa, band formata da tre giovani chiaravallesi, Mara, Ivan e Domenico, che eseguiranno un repertorio di brani italiani e stranieri riadattati in stile bossanova.

In occasione dell’evento si potranno ancora ricevere informazioni sull'attivazione dei corsi teatrali. Ma ci sarà anche modo di lasciare dei consigli sull’attività del sodalizio presieduto da Mauro Bittoni. Nel corso della serata si procederà anche all’assegnazione di un abbonamento teatrale messo in palio dall’Associazione culturale. Una serata ricca d’iniziativa, alla quale non mancare.

Per info sull’attività di “Tempo nuovo” si può chiamare al numero 0967/92186, visitare il sito www.teatrotemponuovo.it, consultare il profilo facebook, o scrivere all’indirizzo associazionetempoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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mini parafonRiceviamo e pubblichiamo:
I Parafonè,musicanti calabresi, presentano il loro nuovo lavoro "Disperanza" domenica 29 luglio alle ore 18 presso il Teatro Impero di Chiaravalle (Cz). 
Il collettivo musicale Parafonè, rappresenta al meglio una tradizione consolidata che memore del proprio passato è capace di rinnovarsi allargando intenti e prospettive. Formatisi nel 2002, i Parafonè festeggiano il loro primo decennale con “Disperanza”, il nuovo disco che ne riassume appieno le orgogliose e vibranti tematiche che verrà presentato la prossima domenica, 29 luglio, presso il teatro Impero di Chiaravalle alle ore 18. Decidere di confrontarsi con le tematiche popolari per i componenti del gruppo, rappresenta un’ esigenza precisa che ha radici profonde nella cultura popolare calabrese, della quale il gruppo si sente figlio e naturale espressione. IParafonè lo fanno in modo solare e leggero, riproponendo, con arrangiamenti  originali e coerenti, gli antichi temi e canti della tradizione orale-musicale della Calabria. Rivisitare la musica popolare senza cadere in un logoro clichè rappresenta una sfida difficile per ogni musicista, specie se l’approccio ai materiali si mantiene integro e puro. Ben consapevoli di ciò, l’impegno dei Parafonè è quello di riproporre la musica senza variarne l'essenza, utilizzando gli strumenti  tramandati di padre in figlio come chitarra battente, zampogna, lira, organetto, tamburello, fischiotti e quant’altro. Strumenti antichi che lasciano intravedere una straordinaria attualità soprattutto in una società che tende a smarrire le proprie identità culturali.  Sono proprio gli anziani e gli uomini che hanno vissuto la musica popolare come metodo di espressione che affonda nei ricordi e nella voce di un antico canto, i capisaldi espressivi di un modo che deve essere strenuamente difeso. Ciò non significa necessariamente respingere le influenze musicali di altre culture, anzi, per i Parafonè questo è un metodo di lavoro che favorisce il confronto e la crescita, sia essa musicale e culturale, del singolo individuo come della “koinè” di appartenenza, tramite il messaggio implicito che esprime la musica stessa, capace di suscitare pacifici sentimenti di  tolleranza e armonia. Negli anni il gruppo ha sviluppato una propria identità precisa  correlata a una crescita musicale entusiasmante, originatasi non solo dalle esperienze dirette sui palchi di tutta la Calabria, ma soprattutto da un lavoro di ricerca e di sperimentazione costante, il cui approccio è stato  rigoroso e attento ad ogni minimo dettaglio. Grazie a questo impegno il gruppo ha assorbito dai suonatori della tradizione con grande umiltà e riconoscenza, le basi di un linguaggio poi sviluppato ed aggiornato in proprio.Il viaggio “on the road” ha portato i Parafonè ad esibirsi sulle piazze di quasi tutta la Calabria e anche in prestigiose ribalte oltre oceano, come è accaduto presso il Columbus Center di Toronto, o suonando per le comunità di emigrati calabresi riunitesi per l’importantissimo “Columbus Day” a New York, rappresentando la Regione Calabria nella giornata commemorativa della scoperta dell'America.Tra gli altri lavori che il gruppo ha portato a termine si ricordano le colonne sonore firmate per spettacoli teatrali, nelle collaborazioni  con alcune delle compagnie più accreditate in Calabria come “Compagnia Teatro del Carro” e “Dracma centro sperimentale di atri sceniche” con il quale è in cantiere un progetto teatrale che prevede la partecipazione di Giorgio Albertazzi nonché la partecipazione alla colonna sonora del film “Riturnella” di Francesca Garcea attualmente in concorso presso diversi festival cinematografici.Intensa anche la collaborazione con l'attore e cabarettista Rocco Barbaro e Alberto Patrucco. I Parafonè sono stati inoltre ospiti dell'Orchestra popolare Calabrese OPC i cui progetti hanno ospitato artisti del calibro di Pierò Pelù, Simone Cristicchi e The Dhol Foundation.Nel 2011 è uscito il primo lavoro discografico “Il ritorno dei Suoni” edito da Elca Sound in vendita in tutta Italia tramite catalogo Feltrinelli. “Disperanza” è il titolo del secondo, atteso capitolo, le cui tematiche sono così riassunte dal loro leader e portavoce Bruno Tassone: "C'è una sottile linea che unisce disperazione e speranza, paradosso del presente confuso che viviamo. Una contrapposizione di riflessioni ”sonanti", che abbiamo cercato di riassumere in questo nostro secondo disco, scaturito dalle idee apportate da ognuno di noi. Antipodi musicali e letterari, legati alla Calabria la terra da cui sgorgano con orgoglio le nostre radici, luogo concreto e paradiso della mente, che unisce e separa, attira e respinge." I Parafonè proprio quest'anno festeggeranno il decennale dalla loro costituzione; oltre a Tassone (chitarra battente e zampogna a chiave), il gruppo è formato da Angelo Pisani (lira calabrese, fischiuttu di canna, zampogna a chiave e mandolino). Omar Remi (basso elettrico), Gianluca Chiera (bouzouki greco), Fabio Tropea (percussioni), Antonio Codispoti(organetto, pipita e tamburello) e Domenico Tino, (chitarra acustica e voce).Quello di domenica prossima sarà un prologo benaugurante della tournèe estiva che li vedrà battere ogni angolo della Calabria, con la loro musica mai troppo placida o rassicurante, dove il gruppo alterna sperimentazione e tradizione, attingendo anche ai versi di Achille Curcio e Bruno Pelaggi per trarre benefica ispirazione: "Le nostre- riprende Tassone- sono canzoni di amore e protesta, dove mescoliamo storia e futuro, secondo la nostra visione. Non ci vergogniamo certo a dire che veniamo dalla campagna, praticando una vita semplice ed essenziale, fondata su valori autentici e sinceri." Restiamo umili e questo si avverte anche nella nostra musica, schietta e palpitante, specie se confrontata con le sonorità di un presente "urban-digitale”, colto ma probabilmente falso." 
Al teatro impero di Chiaravalle saranno presenti:
Gregorio Tino (Sindaco Chiaravalle)
Danilo Gatto (etnomusicologo)
Otello Profazio (cantastorie)
Franco Megna (segretario nazionale Federazione Italiana Tradizioni Popolari)  
Partecipazioni e concerti più importanti:
Riccia Folk Festival (CB), “Antichi Suoni” Novi Velia (SA), Love Folk Spadola  (VV). Tarantella Power Badolato (CZ),    “Facimu Rota” Motta Filocastro (VV), “Calabria in Festa” Chivasso (TO), Profumi di Calabria (ROMA), Tirullalleru Oppido Mamertina(RC), Paleariza (RC), Satriantella Satriano (CZ), “Passaggi di tempo” omaggio a Fabrizio De Andrè (VV), Folk Festival Cardinale(CZ)
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Giovedì, 12 Luglio 2012 09:49

Dasà, il 21 Luglio la Notte dei desideri

 

evento das

Riceviamo e pubblichiamo

La Pro Loco "Liberi per Dasà" con la partecipazione di Radio Onda Verde organizza sabato 21 luglio la "Notte dei Desideri". L'evento si svolgerà nel cortile della scuola elementare in via provinciale.  In diretta radiofonica gli Speaker, le Ondine, i dj e tanti ospiti animeranno la serata con musica, giochi, danze, karaoke e interviste in diretta. Inoltre verranno distribuiti gratuitamente i gadget della radio. La serata si concluderà con il meraviglioso spettacolo del lancio delle Lanterne Magiche. Per maggiori informazioni evento Facebook
https://www.facebook.com/events/365923736814060/

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mini banda_serraRiceviamo e pubblichiamo:

Nel ringraziamento portato all’Associazione “Amici della Musica” di Serra S. Bruno, quando, su proposta del defunto Presidente Franco Bellissimo, mi fu  conferito il titolo di socio onorario ebbi a dire:

Suona la sveglia al mattino per annunciare una nuova giornata, suona il telefono, il cellulare, il campanile della Chiesa. Tutto suona per richiamare la tua presenza e la tua attenzione........E suona la Nostra Banda per offrirci momenti di gioia e spensieratezza. Sempre presente per sottolineare i momenti più importanti della nostra vita, suona con l'esperienza dei veterani e con l'entusiasmo dei giovani, a cui rivolgo l'invito ad avvicinarsi a questa realtà che, se ci facciamo caso, fa parte della nostra vita in ogni momento.

Suona per annunciare a tutti che l'umanità è nata per l'armonia ed è finalizzata alla fratellanza. È perciò compito di tutti noi - coinvolti a diverso titolo - far sì che essa possa continuare a vivere e a tramandare ai posteri quelle che sono le tradizioni musicali, prima di tutto per una soddisfazione personale dei musicisti e di chi è direttamente coinvolto nella gestione della Banda e in secondo luogo per coloro che fruiranno di tale servizio.

Da qui l'invito di farvi avanti poiché c'è spazio per tutti, giovani e meno giovani, basta avere costanza e impegno e le soddisfazioni non mancheranno. C'è bisogno di gente attiva che desidera dare il meglio di se, per offrire al nostro pubblico momenti di gioia e allegria.

E non potevo non essere conseguente con questa mia convinzione, quando sono stato chiamato, con mio profondo rammarico, a succedere, quale Presidente, al defunto Presidente Franco Bellisimo.

Nella convinzione che fare musica è fare cultura, ho pertanto sentito il bisogno di coinvolgere le bande del nostro comprensorio in un ambizioso progetto di condivisione delle rispettive esperienze per cercare di allargare gli orizzonti culturali, propri della musica, a tutto il territorio delle Serre.

Così si è realizzato,  mercoledì 18 aprile, presso Palazzo Chimirri in Serra S.Bruno, il primo incontro tra le Associazioni culturali “Amici Della Musica”; “Francesco Cilea” ( presidente Mazzara Claudio) e “Giuseppe Verdi” con le rispettive bande presenti nel comuni di Serra S. Bruno, Monterosso e Chiaravalle dirette dai Maestri Giuseppe Salerno, Maurizio Bellissimo e Francesco Gallo, registrando l’assenza delle bande di Capistrano e Pizzoni per diversi motivi inerenti la loro contingente indisponibilità. Da segnalare la presenza di alcuni membri del direttivo dell’Associazione “Amici della Musica”

E’ Convinzione di tutti i partecipanti che le due bande assenti saranno presenti al prossimo incontro ed a queste se ne uniranno anche delle altre che sul territorio fanno cultura attraverso la musica ed la cui missione non è certamente vendere musica bandistica a pochi spiccioli per arrotondare i propri introiti accompagnando nelle varie processioni le effigi sacre dei Santi Protettori.

Associazione "Amici della Musica"

il Presidente

dott. Bruno De Caria

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mini locandina_la-notte-dei-MuseNella notte tra il 19 e 20 maggio 2012 i Musei di tutta Europa si mostreranno nell’inusuale e seducente veste serale, arricchendo l’offerta con musica, mostre, visite guidate, degustazioni. L’evento, con il patrocinio dell’Unesco e del Consiglio d’Europa, è nato in Francia nel 2005, e adesso coinvolge più di 40 paesi europei. Anche il Museo della certosa di Serra San Bruno, che si trova all'interno delle mura del millenario monastero bruniano, ha aderito all'iniziativa e dunque sabato sera aprirà i battenti ai visitatori dalle 18 fino alle 24. Il programma dell'interessante iniziativa comincia con la visita guidata, alle 21, tra i locali del Museo che riporducono i luoghi della certosa, mentre alle 22 ci sarà il concerto di muscia sacra per cetra di Suor Grazia Aurora del Volto di Dio. A seguire, infine, la degustazione di prodotti monastici e locali. L'appuntamento dunque è per sabato sera; per ulteriori info contattare il sito www.museocertosa.org (mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

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mini AperturaNell'importante saggio del 1961 La terra del rimorso, recentemente ripubblicato da Feltrinelli, Ernesto De Martino individua nel gesuita tedesco Athanasius Kircher (1602-1680) uno dei primi autori ad affrontare in maniera sistematica il tema del tarantismo nella cultura meridionale e in particolare salentina. Egli, scrive De Martino, «per esser spesso ingenuamente partecipe rispetto alle tradizioni locali, ha finito per conservarci sul fenomeno culturale del tarantismo molto di più di quanto non abbiano fatto medici e naturalisti».

Singolare figura di poligrafo dedito agli studi più vari e disparati -dalla geologia alla matematica, dall'architettura alla crittologia, dalla botanica alle lingue asiatiche e ai geroglifici- Kircher nutre un profondo interesse nei confronti della musica. Come diversi intellettuali suoi contemporanei (Johannes Kepler, Robert Fludd e Marin Mersenne, solo per citarne alcuni), anche Kircher è convinto che l'ordine del mondo abbia carattere sostanzialmente musicale; nella sua opera principale dedicata all'argomento, la Musurgia Universalis (1650), egli rappresenta infatti Dio come un "musico supremo" che, accordando e suonando un organo a canne, crea il cosmo e determina la disposizione armonica dei suoi elementi.

 

Non è nella Musurgia Universalis, tuttavia, che Kircher tratta estesamente del tarantismo (sebbene vi sia una sezione ad esso dedicata nel libro IX), né nella Phonurgia nova (1673, dove pure vi sono diversi cenni), bensì nel Magnes sive de arte magnetica, pubblicato nel 1641, nove anni prima della Musurgia, e dedicato al magnetismo inteso nella sua accezione più generale. Le proprietà magnetiche di alcuni minerali erano ben note già agli antichi, e nel Medioevo e Rinascimento avevano attirato l'attenzione di quei filosofi più inclini ad interpretare le dinamiche naturali in termini di simpatia/antipatia tra gli enti (ad esempio Pietro Peregrino, Girolamo Fracastoro e Giambattista Della Porta), ma fu solo con la pubblicazione del De magnete di William Gilbert, nel 1600, che le conoscenze intorno ai fenomeni magnetici furono organizzate in un corpus organico e sperimentalmente corroborato. Nella sua opera Gilbert non solo dimostrava che la Terra stessa era un enorme magnete, ma suggeriva anche l'idea che il magnetismo potesse fornire un modello dinamico adeguato per la rappresentazione dei moti celesti, idea che fu poi ripresa e approfondita da Kepler nell'Astronomia Nova (1609). Nel Magnes, Kircher si spinge ancora oltre, riconoscendo nel magnetismo un principio universale che lega intimamente tutte le cose create preservando così l'armonia del mondo, come si può evincere dal frontespizio dell'opera, dove intorno all'occhio divino sono disposti il mondo sublunare, quello celeste e l'uomo (il "microcosmo") reciprocamente connessi da "catene magnetiche" che a loro volta li legano alle diverse scienze ad essi inerenti: omnia nodis arcanis connexa quiescunt. Il magnetismo "elementale" preso in considerazione da Gilbert è dunque, secondo Kircher, solo una delle possibili manifestazioni di questo principio universale. Oltre ad esso (come spiegato nel III libro del Magnes, "Mundus sive catena magnetica") vi sono infatti le forme del magnetismo vegetale, animale, medicinale, musicale e  dell'amore.

 Il caso del tarantismo e della relativa cura per mezzo della musica rientra, per Kircher, all'interno del magnetismo musicale, e riveste particolare importanza perché collega quest'ultimo al magnetismo medicinale e a quello animale. Secondo Kircher, il morso della tarantola trasmette all'essere umano un veleno che si va ad annidare nelle profondità delle fibre muscolari. Tale veleno è dotato del medesimo magnetismo della tarantola, la cui principale caratteristica è quella d'esser sensibile al magnetismo musicale: come la tarantola, il veleno è perciò attratto da particolari tipi di musica e repulso da altri. Una musica appropriata causa dei movimenti armonici dell'aria che, penetrando nel corpo umano attraverso l'orecchio, affligono lo spirito –il mezzo grazie al quale l'anima tiene in vita il corpo e ne amministra le funzioni. Il movimento armonico è successivamente trasmesso ai muscoli, dove il veleno, stimolato magneticamente, comincia esso stesso a muoversi e a dirigersi verso la fonte musicale, suscitando nell'ospite una serie di movimenti irrefrenabili che a loro volta, distendendo e riscaldando il corpo, aprono i pori e permettono al veleno di evaporare. Perché tutto ciò avvenga è tuttavia necessario suonare la musica appropriata, ed è necessario, in primo luogo, che essa sia adatta a suscitare il calore necessario per dilatare i pori e far evaporare il veleno. 

Sin dall'antica tradizione greca, ad ogni specifico modo musicale era stato associato un particolare ethos, un carattere proprio capace di modificare l'intelletto e la volontà. Per Kircher, è proprio nei diversi ethoi dei modi musicali si realizzano le forme di magnetismo che suscitano un naturale moto di simpatia/antipatia nell'animo umano e, in ultima analisi, determinano i diversi stili. Questa dottrina degli affetti, risalente al periodo greco, era stata in gran parte preservata attraverso le successive modificazioni della teoria armonica, la quale, dopo le formulazioni di Tolomeo e Boezio, era stata codificata, intorno al IX secolo, nella teoria degli otto modi ecclesiastici: i quattro autentici (dorico, frigio, lidio, missolidio) e i quattro plagali (ipodorico, ipofrigio, ipolidio, ipomissolidio), ottenuti trasponendo gli autentici alla quarta inferiore. «L’autentico –scrive Giovanni Maria Bononcini nel Musico prattico (1673)– ha proprietà di fugar verso l’acuto, & il plagale verso il grave; l’autentico (secondo alcuni) è di natura vivace, & il plagale è di natura mesta».   Caratteristiche generali della musica da suonare per guarire il morso della tarantola o tarantella sono, secondo Kircher, il modo frigio (scala da mi a mi, con repercussio in do) -tradizionalmente associato ai culti dionisiaci, ai cortei bacchici e alla sfrenatezza- e il modo ipodorico, ad esso affine (da la a la, con repercussio in fa e finalis in re, essendo questo un modo plagale), di carattere più austero, grandioso e statico. La posizione dei due rispettivi semitoni in queste scale (tra 1° e 2° grado e 5° e 6° nel frigio, tra 2° e 3° e 5° e 6° nell’ipodorico) sarebbe all’origine, per Kircher, della loro particolare capacità di muovere gli affetti e suscitare il movimento nei tarantolati.  Aldilà di queste indicazioni generali, per i taranti (suonatori di tarantella) è comunque fondamentale saper realizzare d'improvviso le necessarie armonizzazioni (in analogia alla pratica corrente del continuo) a partire da un repertorio più o meno fisso di strutture melodiche semplici, e basandosi sull'osservazione caso per caso dei sintomi presenti nel tarantolato, ricavarne lo specifico temperamento.

Dal punto di vista di Kircher, le proprietà magnetiche (e terapeutiche) della musica hanno una precisa base fisiologica. La scienza medica del tempo è, infatti, ancora largamente fondata sulla dottrina galenica dei 4 umori fondamentali, in base alla quale dalla combinazione (temperamento) di quattro fluidi corporei (sangue, flemma, atrabile o bile gialla, bile nera) dipenderebbe in ultima istanza lo stato di salute del corpo. Quando i fluidi sono ben temperati (eucrasia), il corpo gode di buona salute; quando invece uno di essi prevale sugli altri si verifica una situazione di anormalità (discrasia), che può condurre a uno stato patologico; il morso della tarantola altera la giusta proporzione degli umori turbando così il normale temperamento. L'eccesso di sangue, flemma, atrabile o bile nera determina rispettivamente i temperamenti sanguigno, flemmatico, collerico o melancolico, cui sono a loro volta associate le qualità naturali di caldo-umido (sanguigno), freddo-umido (flemmatico), caldo-secco (collerico) e freddo-secco (melancolico). I taranti devono essere in grado di riconoscere la specifica discrasia umorale del tarantolato e predisporre la strumentazione adatta alla guarigione. Infatti, spiega Kircher, gli umori freddi (bile nera e flemma), essendo più lenti e pesanti, rendono necessario tutto il clangore e la forza degli strumenti a percussione; sangue e atrabile, al contrario leggeri e caldi, vengono più facilmente influenzati dagli strumenti a corde e dai fiati. La possibilità di diverse combinazioni di tali strumenti (oltre, naturalmente, al canto) garantisce così un’ampia versatilità di formazioni per affrontare le più svariate forme di tarantismo.

Come nel caso dei modi, anche le indicazioni riguardanti la scelta degli strumenti hanno carattere generale e valore puramente orientativo. Diversi tipi di tarantole determinano sintomi differenti in ogni singola persona, così che l’efficacia della cura dipende in ultima analisi dalla capacità degli esecutori di interpretare i segni e le reazioni del tarantolato contemporaneamente all’esecuzione. Sul piano musicale, ciò si traduce in una certa fluidità, se non occasionalità, della forma musicale della tarantella: i taranti devono infatti essere in grado di realizzare continue variazioni melodiche, ritmiche e metriche in funzione della risposta osservata nel tarantolato. Lo scopo è quello di individuare il modulo musicale «proporzionato» al veleno, in un processo che può eventualmente condurre allo sviluppo, nella medesima esecuzione, di variazioni di tempo, spostamenti d’accento e modificazioni, anche ad effetto poliritmico, su disegni armonici ostinati in 4/4. 

Seguendo il link indicato di seguito, la realizzazione dell’Antidotum tarantulae da parte di Marina Bonetti (arpa doppia) e Diego Cantalupi (chitarrone).

 

Antidotum Tarantulae (Marina Bonetti, Diego Cantalupi)

 

 

 

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Venerdì, 23 Marzo 2012 15:55

Michele Tassone e la Chiave delle Serre

mini nigri“Serra è la mamma di la zampogna”, questo uno dei tanti detti calabresi che tesseva le lodi della nostra fiorente cittadina. Nella tradizione musicale serrese, troviamo peculiarità del tutto diverse, quasi anomale, rispetto a tutto il resto della Calabria. Nella prima metà dell’ottocento vi sono in Serra costruttori e suonatori di “bengiu e mandulinu”, strumenti che venivano suonati quotidianamente anche dai ceti sociali più bassi. Costruttori e suonatori di chitarra battente, costruttori e suonatori di zampogna. La zampogna a chiave. Nel resto delle Calabrie gli strumenti più diffusi sono le varianti della zampogna "a paru" (si fa riferimento alla lunghezza delle due canne melodiche), "surdulina" nella Sila e più lunga, nel reggino. Poi la "chiave" nelle Serre, da qui, poi, l’inventiva e la sperimentazione di costruttori del livello di Monteleone da San Giorgio Morgeto, partoriscono la cosiddetta “ammoderna”, copia in piccolo della zampogna a chiave, (ma senza la chiave), ma con uguale foratura e proporzioni.

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