mini bandaDalle partecipazioni alle feste locali fino alle collaborazioni musicali di rilievo nazionale. Il complesso bandistico, associazione “Amici della musica”, fondato il 26 marzo 1994 dal M° Giuseppe Salerno, e da questi diretto, festeggia i suoi 20 anni, dopo aver maturato un curriculum degno di nota.

Prima di capire come si sia svolta in questi 4 lustri l'attività del sodalizio, bisogna riconoscere al M° Salerno il merito di avere introdotto una miriade di bambini e ragazzi (serresi e non solo) nel meraviglioso mondo della musica. Ottimo educatore, premiato da un'attività associativa tra le più longeve della cittadina di Serra San Bruno. Oltre ad insegnare ai ragazzi a suonare all'interno di una formazione bandistica, Salerno ha formato persone responsabili, capaci, già in tenera età, di gestire un proprio reddito (seppur piccolo) maturato attraverso le sempre impeccabili prestazioni professionali.

La prima uscita in pubblico, che gli attivisti amano ricordare, risale al giorno della fondazione, quando «ricevuta la benedizione dal parroco don Gerardo Letizia, al termine della mesa nella chiesa matrice, la banda si esibì eseguendo quattro brani del suo repertorio, che suscitarono da subito entusiasmo tra tutti i presenti».

«In questi lunghi anni di attività – ricordano gli attivisti – il complesso bandistico si è esibito in occasione di numerose feste religiose, manifestazioni civili e militari, ottenendo innumerevoli riconoscimenti. È importante sottolineare la partecipazione ai programmi televisivi “Buongiorno Regione” (rubrica del Tgr ndr) e “La domenica del Villaggio”. La banda, nel 2000 ha suonato inoltre alla presenza della regina belga Paola Liegi e del Santo Padre Benedetto XVI, in visita a Serra San Bruno nell’ottobre del 2011».

Molte sono inoltre le rassegne musicali alle quali hanno preso parte i componenti del complesso bandistico serrese. Tra le più recenti si ricordano l’evento “Domenica in musica” in piazza Italia a Reggio Calabria, il festival di Seminara e la rassegna musicale di Ortì.

«Nella storiografia bandistica – spiegano ancora i membri del gruppo – è doveroso menzionare la collaborazione col Capitano Katy Gallè, direttrice della banda musicale dell’80° divisione dei Marines con sede a Washington e il riconoscimento conferito dalla stessa alla nostra associazione nell'estate 2006. Indimenticabile è la partecipazione all’evento “Grazie Muti”, tenutosi a Reggio Calabria il 31 luglio 2012, dove 5 componenti del nostro gruppo hanno avuto l’onore di far parte dell’orchestra diretta dallo stesso Riccardo Muti».

I festeggiamenti ufficiali del ventennale della nascita dell’associazione si sono tenuti nel mese di agosto. L'evento, denominato “Sulle ali della musica. 20 anni della nostra storia”, è stato realizzato in collaborazione con l’agenzia viaggi “Perle del Mondo”. Per l'occasione, i ragazzi del M° Salerno si sono esibiti all'interno della chiesa dell'Assunta di Spinetto, eseguendo un vasto repertorio comprendente brani di musica originale per banda, famose colonne sonore, musica leggera e classica. Durante i festeggiamenti sono stati ricordati i compianti presidenti Giuseppe Pisani e Franco Bellissimo.

Per i musicisti serresi, grande punto di riferimento è anche il M° Maurizio Managò di Seminara, il quale vanta molteplici collaborazioni con Riccardo Muti. Managò, il 22 settembre scorso, durante il tradizionale concerto tenutosi in occasione dei festeggiamenti di Maria SS. dei Sette Dolori, è stato nominato socio onorario del sodalizio serrese.

Ad oggi, l’associazione musicale presieduta da Giorgio Raimondo conta 60 iscritti. I membri del consiglio direttivo sono Gianluca Ierullo (vicepresidente), Maria Cristina Marino (tesoriere-segretario), Francesco Papillo, Gaspare Barbara, Umberto Ariganello e il M° Giuseppe Salerno. Tra i trascinatori del progetto è doveroso ricordare anche i ragazzi diplomati al Conservatorio, tra questi il M° Gaspare Barbara (capobanda), il M° Lev Massa e il M° Maria Cristina Marino (vice-capobanda), il M° Bruno Carrera e tanti altri. 

 

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sabatum quartetGrazie alla volontà di un gruppo di ragazzi - Spadola's friends - la festa patronale in onore di San Nicola ha avuto il suo meritato calendario civile. Con lo spettacolo dei Sabatum Quartet - che si terrà in piazza Bruno Ionadi, questa sera, alle ore 21:30 - Spadola manterrà anche questa estate vivo il filone della musica popolare calabrese, dato che quest'anno - per vari motivi - non potrà ospitare il tradizionale evento “Spadola Loves Folk”.

La formazione etnico popolare guidata da Trieste Marrelli, nasce nel 2005 come progetto di promozione della tradizione musicale calabrese, e negli anni si evolve abbandonando il filone propriamente tradizionale, passando alla rivisitazione dello stesso e abbracciando anche il genere cantautorale.

Come raccontano gli stessi componenti della formazione musicale, l'esperienza dei Sabatum si traduce in poche righe: «È forse il gruppo più anomalo e originale nel suo genere. I motivi di questa originalità sono molteplici, ma possono essere racchiusi in due semplici caratteristiche: la prima è che il gruppo, vive l'esperienza della musica etnico-popolare, senza alcun dogma, la interpreta, la arrangia e la espone al pubblico, "traviandola" ma nello stesso tempo lasciando le caratteristiche originali del pezzo, qualora si trattasse di un brano tradizionale. Questa particolarità è data dalla provenienza e dalle esperienze musicali di ogni singolo artista. La seconda caratteristica è l'apertura artistica della band, i membri, infatti, in poco tempo, sono passati da quattro a sette, a testimonianza dell'evoluzione del progetto».

A due anni dalla nascita, il grande successo di pubblico e la consolidazione della band lanciano i Sabatum Quartet nel mondo discografico. Nel 2007 arriva così il primo lavoro “Margiu profumato”, subito apprezzato date le 2000 copie vendute in meno di un anno. L'anno successivo sarà la volta di “Esse Q” «che sancisce la consacrazione artistica della band».

L'album ricco di inediti, lontanissimo dal progetto degli albori, ha visto la partecipazione di Totonno Chiappetta e Peppe Voltarelli.

Il successo estero arriva nell'autunno 2008, con il tour argentino: cinque concerti tra Buenos Aires, Lanus e La Plata. Per il gruppo della valle del Savuto, all'attivo anche una partecipazione cinematografica nel film Emigranti.

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nottemuseoSERRA - Nella notte di oggi, sabato 17 maggio, in occasione dell’iniziativa la “Notte europea dei musei” anche il Museo della Certosa di Serra San Bruno, aprirà in via straordinaria le porte , con ingresso libero, dalle ore 18.00 fino a mezzanotte.

L'iniziativa prevede uno specifico programma che partirà alle ore 19.00 con la visita guidata effettuata dal direttore del Museo, Fabio Tassone. Alle ore 21.00 avrà inizio un particolarissimo concerto musicale a cura dell’Istituto Musicale Pietro Mascagni di Serra San Bruno. Per l’occasione andrà in scena la “Fisorchestra” di San Lucido (Cosenza) diretta dal maestro Francesco Cassano, fisarmonicista Calabrese di fama internazionale.

Un anno particolarmente importante per il Museo della Certosa, che aggiunge così alle tante iniziative del 2014 un altro importante appuntamento. Già qualche settimana fa era stata celebrata l’inaugurazione della Sala polivalente “San Bruno”, realizzata all’interno della struttura, in occasione del ventennale della fondazione del Museo. Proprio nella nuova sala si esibirà il maestro fisarmonicista Cassano, che spazierà in un repertorio assai vario, da Bach a Piazzolla, ponendo in risalto il suono della fisarmonica solista. A seguire sarà la volta della “Fisorchestra” di San Lucido, composta da dieci giovani fisarmonicisti, diretti proprio dal maestro Francesco Cassano. In tal caso sarà eseguito un programma più vivace, composto di note trascrizioni di musica orchestrale.

Una notte europea, dunque, anche a Serra San Bruno. Un’iniziativa fortemente voluta dal direttore Tassone e realizzata in collaborazione con il maestro Luca Amato, direttore del “Mascagni”. Si attende quindi una cospicua partecipazione di visitatori, giunti magari da tutti i paesi del comprensorio, per questo importante appuntamento spirituale e artistico, direttamente fra le mura di quello che può considerarsi a tutti gli effetti uno dei Monasteri, ancora in funzione, tra i più affascinanti e misteriosi al mondo.

 

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radioserraNella prima parte della puntata di 'On the news' del prossimo sabato 1 febbraio, dalle ore 10.00 sulle frequenze di Rs98, si parlerà di “face book e la nostra privacy” con ospite in studio l'opinionista Enzo Carchidi.

Ma il clou della puntata - nella seconda parte - vedrà protagonista un nuovo esperimento musicale: in studio i 'virtuosi' serresi del genere Bluegrass (una musica popolare americana) Bruno Tripodi, Antonio Raghiele, Bruno Figliuzzi e Michele Zaffino che faranno ascoltare dei pezzi live.



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Domenica, 26 Gennaio 2014 15:15

La musica controcorrente del rapper Toni

toniUn PC, un microfono acquistato su e-bay e un anti pop in filo di nylon. Salvatore Zaffino (rapper emergente, in arte Toni) e Alessandro Minichini (Dj e producer) - rispettivamente di Spadola e Serra - hanno cominciato a fare musica con pochissimi strumenti a disposizione. Da una parte la voglia di gridare il proprio pensiero, dall'altra la passione per la musica hip-hop e il gioco è fatto! Arriva così la prima registrazione: "Peace&Love mixtape-Calabrian Flow", autoprodotto e pubblicato interamente in dialetto calabrese il 6 giugno 2013. Un percorso musicale abbastanza insolito, considerando che da circa dieci anni, gran parte dei gruppi emergenti calabresi hanno intrapreso la via della musica popolare (folk).

Salvatore e Alessandro hanno deciso invece di avvicinarsi al rap e all'hip-hop, in particolare il primo ha cominciato a scrivere testi di denuncia in rima, criticando vari aspetti della società odierna, mentre Alessandro fin da subito si è contraddistinto per le sua capacità in console da sopraffine Dj e come "aspirante" produttore. Come i Djs e gli MCs del Bronx, i due giovanissimi (Dj e Maestro di Cerimonie - classe '96) non si sono lasciati intimorire dalla mano affilata della censura, decidendo da subito di cantare contro le ingiustizie sociali e facendolo in calabrese, quasi orgogliosi di farsi portavoce di una terra che non trova più le parole per esprimere il suo forte malessere.

Nei testi di Salvatore Zaffino è facile intravedere una maturità precoce, sensibile a tutto ciò che crea paradossi nel sociale... l'orgoglio di essere calabresi, ricchi di talento e pronti a combattere l'ignavia, che purtroppo la maggior parte della gente inconsciamente subisce, speranzosa del fatto che, arrivati a questo punto, le cose possano e debbano cambiare in modo naturale. Ma non si può più restare immobili di fronte al taglio incondizionato alla Sanità, di fronte a scelte politiche lesive del diritto alla vita.

«Mi distingu duvi vaju pichhì io su calabrisi/e chija chi vivimu ccà non è na vita easy». In "Calabria state of mind" Toni sottolinea le difficoltà di vivere nella nostra regione, sotto la guida di politici preoccupati solo del loro stipendio, "minacciando" di tagliarsi la gola piuttosto che bere l'acqua dell'invaso dell'Alaco. Oltre alle forti e mature dosi di critica, ciò che colpisce nei testi di Toni è l'atteggiamento per niente vittimistico di un ragazzo che non dice mai "andate via da questa terra" ma sostiene invece il fatto che bisogna battersi contro le ingiustizie. In "Calabria state of mind" l'hip-hop per Toni è uno stile di vita attraverso il quale può dire la sua, non una divisa artistica per fare soldi... e con tanta bravura alla fine ripiega chiudendo la strofa a favore, quanto meno, di uno stipendio per una vita dignitosa. Combattere, per dare un senso alla propria vita, per evitare il pensiero di un caro costretto oltreoceano, per pensare con la propria testa, per non chiedere aiuto solo a Dio.

Da qualche mese, a vivere questa esperienza musicale c'è anche Salvatore Tucci (in arte Tulvio, di Serra San Bruno), altro rapper emergente classe '96, entrato quasi di prepotenza nel gruppo, quando, in compagnia di Toni e Alessandro, dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, cominciava una sua performance rap. Toni, Alessandro e Tulvio, che parafrasando JAx non sono Nessuno ma rappresentano «tutti quei Nessuno che ci stanno intorno, persi in una routine uguale giorno dopo giorno, sconvolti sul limite estremo, per tutti i Polifemo, che prima o poi accecheremo».

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mini leonardoSarà senza dubbio gremita la Chiesa dell’Assunta in Cielo di Terravecchia questo pomeriggio alle 15, quando la cittadinanza porgerà l’ultimo mesto saluto al maestro Leonardo Tassone, storico costruttore e suonatore di zampogna “a chiave”, la regina delle Serre calabre. Leonardo si è spento a 74 anni, alle prime luci dell’alba di ieri, arrendendosi, ormai sfinito, al feroce male che lo ha divorato lentamente in quasi tre anni di malattia. Una malattia che aveva affrontato comunque con signorile lucidità, sempre pronto a vivere la quotidianità con la sua nota, disarmante spensieratezza.

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mini museo_musicaRiceviamo e pubblichiamo
 
L'incendio al museo di Reggio è uno degli attacchi più gravi compiuti in questi ultimi anni. Un messaggio crudo, diretto, che per una volta non colpisce una persona o un gruppo di persone, ma colpisce la voglia di riscatto di un territorio, che vuole ripartire dalla cultura, quella vera, non quella che si consuma nei convegni spazzatura fatti da intellettuali investiti nelle ex sezioni di partito, padroni e gestori di risorse economiche che puntualmente si spartiscono fra di loro. Il museo di Reggio nasce da un immane lavoro fatto dal basso, una certosina ricerca per mandare avanti la cultura musicale della nostra terra ma non solo.
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mini festabriganteIl metodo è sempre lo stesso, quello tradizionale. E una tradizione che per Il Brigante si ripete è la festa di chiusura della stagione estiva, dove a farla da padrone sarà un ospite d'onore che suo malgrado con la tradizione (quella musicale e non solo) c'ha avuto a che fare per via della sua abilità a dar voce alla zampogna: la capra appunto!
 
Per gli attivisti dell'associazione culturale si rinnovano anche due riti sacrificali (che gli animalisti non ce ne vogliano!): il primo, già officiato, è stato quello che ha visto protagonista l'ovino che stasera riempirà i tavolini della piazzetta antistante l'associazione; il secondo, ancora da officiare, sarà presente tra i partecipanti vivo e vegeto, cioè l'ovino che il fortunato vincitore stasera si porterà a casa consultando i risultati della riffa... per poi dargli (ahimè!) onorata sepoltura nell'apparato digerente.
 
Ma ad una festa non potrà mancare certo la musica. Quest'anno, al tintinnio delle posate, si affiancherà la grande musica dei Manouche Jazz Trio. La formazione, composta da Paolo Viscardi e Pierluigi Abate alle chitarre e Christian Beraldi al contrabbasso, offrirà al pubblico presente delle straordinarie performance strumentali uniche nel loro genere, quelle del Jazz Manouche appunto. Uno stile musicale unico che fonda il sound tzigano col il Jazz.
 
I tre virtuosi, ispiratisi al capostipite di questo interessantissimo genere musicale, Django Reinhardt appunto, a partire dalle ore 22:00 si esibiranno facendo ascoltare ai presenti brani tipici del Jazz Manouche ma anche tanti pezzi classici riadattati.
E se da parte degli attivisti del Brigante è stato fatto un rito sacrificale per la madre Terra con l'esecuzione della capra, da parte dei Manouche Jazz Trio ce ne vorrà uno propiziatorio per scongiurare il mal tempo. Nuages di Django Reinhardt per cominciare, potrebbe essere la formula giusta!
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mini amakorAmakorà, che in greco antico vuol dire amore per la propria terra. E questi ragazzi lo dimostrano nelle parole e nei fatti. Nasce in seno all’associazione Subsicinum (l’antica Vazzano) questo nuovo gruppo musicale che esprime i suoi sentimenti utilizzando strumenti della tradizione musicale calabrese e cantando i propri componimenti in dialetto calabrese. Una rivisitazione della musica popolare calabrese vista in chiave etno-pop che, partendo dalla loro “maestra”, Nuzza Fabrizio, che assieme al fiero sindaco della cittadina delle pre-serre calabresi Domenico Villì, ha tenuto a battesimo questa nuova compagine musicale, interpretando in modo sincero e passionale quei canti “ad aria”, quelle tarantelle, quei suoni che hanno imparato andando a lezione dagli anziani del loro paese, unici detentori del patrimonio musicale e sonoro calabrese.

Dunque Vazzano, avrà adesso tra le tante cose belle che possono essere annoverate al patrimonio di questa ridente cittadina (ricordiamo che è il paese natale di Sharo Gambino), anche il suo gruppo musicale, che saprà certo portare ulteriore lustro al panorama musicale calabrese.

Proprio ieri sera, in Piazza Fuscà il loro primo concerto di presentazione del loro primo lavoro “Sognu” e tra chitarra battente, pipita e “ciaramedha”, lira calabrese, tamburelli, organetti, ma anche batterie e bassi elettrici in una sorta di abbraccio musicale, hanno entusiasmato il loro paese natio, fiero di aver dato i natali a questi giovani che non hanno dimenticato le loro radici e le mantengono ben strette, non vergognandosi del loro “accento” calabrese, anzi facendosene vanto e motivo d’orgoglio.

La loro prossima apparizione pubblica sarà all’apertura del “Spadola loves folk”, manifestazione gemellata col Taranta Power di Caulonia e che sarà ospite, nelle serate successive dei Taranproject e di Mimmo Epifani, balaustre della musica etno-folk calabrese.

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Venerdì, 29 Marzo 2013 15:16

Sergio Di Giorgio: la zampogna come mamma

mini una cosa a treRacconta Peppe Ranieri detto “Lu Pulici”, allievo di Bruno Tassone maestro costruttore di zampogne da Serra San Bruno, e a sua volta maestro, o meglio uno dei maestri di zampogna di Sergio Di Giorgio, che il giorno in cui impalmò la sua Clara, con un occhio guardava il prete che celebrava il sacro uffizio e con un altro guardava fuori verso i suoi amici “zampognari” che intanto proprio fuori dalla Chiesa di Briatico accordavano gli strumenti preparandosi alla festa. “La zampogna è la Mamma”, risponde alla mia “giornalistica” domanda “Cos’è la zampogna?”. Di Giorgio comincia il suo percorso artistico e scientifico nella musica, nella ricerca e nello studio della tradizione musicale popolare fondando assieme a Francesco Forgione, Goffredo Plastino, Ettore Castagna il gruppo musicale “Re Niliu”, gruppo al quale  si aggiunsero da subito Danilo Gatto e Salvatore Megna (“The Voice” della canzone calabrese) e altri nel corso dei vent’anni circa di storia. Mimmo Vazzana, Diego Pizzimenti, Mimmo Mellace, Claudio Messineo.

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